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Carmina Campus

An ironic and catchy design of bags, lamps and furniture featuring in the latest collection of Carmina Campus – brand of accessories and furnishings designed by Ilaria Venturini Fendi, emblematic persona of ethical fashion -, made creating without destroying, by recycle and reuse of materials in order to promote the ecological conscience and passion for reuse inside out the realm of fashion and design.

CARMINA CAMPUS: CREANDO SENZA DISTRUGGERE

Carmina Campus

Un design ironico e accattivante delle borse, lampade e mobili protagonisti della ultima collezione di Carmina Campus – brand di accessori e complementi d’arredo disegnato da Ilaria Venturini Fendi, personaggio embematico dell’ethical fashion -, realizzati creando senza distruggere, mediante il riciclo ed riuso di materiali al fine di promuovere la coscienza ecologica e passione del riuso al dentro e fuori l’ambito della moda e del design.

Carmina Campus

Carmina Campus

Un design ironico e accattivante delle borse, lampade e mobili protagonisti della ultima collezione di Carmina Campus – brand di accessori e complementi d’arredo – disegnato da Ilaria Venturini Fendi, uno dei personaggi più emblematici dell’ethical fashion -, realizzati creando senza distruggere, mediante il riciclo ed riuso di materiali al fine di promuovere la coscienza ecologica e passione del riuso al dentro e fuori l’ambito della moda e del design.

Carmina Campus

www.carminacampus.com

Erikah Badu

It’s recently released “Window Seat”, video of the first track included in “New Amerykah Part two”, the latest album by American R&B singer and activist Erikah Badu – born in Dallas, where she established the charity “Beautiful Love Incorporated Non Profit Development” (B.L.I.N.D.) to support in a community all the young people living in suburbia experiencing music, dance, theatre and visual arts – where she strips while she walks in Dallas down the street where USA President John Fitzgerald Kennedy was killed, falling naked to the ground exactly where he died. The video – filmed while pedestrians walked down the street, being incredulous, loooking at the singer – celebrates the primacy of autonomous thought over the group thought.

ERIKAH BADU SI SPOGLIA PER CELEBRARE IL PENSIERO AUTONOMO

È stato recentemente pubblicato “Window Seat”, il video del primo singolo incluso in “New Amerykah Part two”, l’ultimo album della cantante americana di R&B ed attivista Erikah Badu – nata a Dallas, ivi ha creato l’associazione di beneficienza “Beautiful Love Incorporated Non Profit Development” (B.L.I.N.D.) per supportare in comunità tutti i giovani che vivono nelle periferie a cimentarsi con la musica, danza, teatro ed arti visive – in cui si spoglia mentre cammina a Dallas lungo la strada in cui è stato ucciso il Presidente degli Stati Uniti D’America John Fitzgerald Kennedy,cadendo in terra esattamente nel punto in cui è morto. Il video – girato mentre i passanti camminavano per strada, guardando increduli la cantante – celebra la primazia del pensiero autonomo sul pensiero di gruppo.

www.erikahbadu.com

Lady Gaga

It’s a common trend considering the pop-star Lady Gaga as a style icon of latest times especially after the release of video “Telephone” featuring Beyonce, but that doesn’t result only from her look, but also contemporary times where the postmodernism or hybridization is a leitmotiv inside out the realm of fashion. Lady Gaga – of whose work I respect as the work made by any other individual – fully evidences all that along with a new trend recently developed: the stylist  creating an icon. In fact the iconic look of Lady Gaga – before inspired by Kenny Kenny, emblematic persona of New York nightlife and after emphasized during the latest times by sublime creations of Alexander Mc Queen and other celebrated fashion designers – has created by Nicola Formichetti, bright Italo-Japanese stylist and fashion editor of the legendary British magazine “Dazed & Confused”. A charming, high-quality self-service product creating and supporting the uniqueness of an individual, though the uniqueness cannot be developed per proxy or artifice. Artifice helps emphasizing the aesthetic impact – a  trend evidenced by turning to plastic surgery for running for the idea of eternal youth – even if an aesthetic not being supported by a strong ethics becomes just an empty container of elegance, a mere junk-product seducing fashionistas, being very far from the essence of style which is closely connected to  the genuineness of individual and feelings. Though questioning the Lady Gaga’s status of icon, it has to give merit her of presenting and promoting an aesthetics going beyond gender, being more common to the underground culture which now joins pop culture. A laudable result – thought being modest – for all the ones who are devoted to the grotesque as unconventional standard of beauty evoking freedom.

LADY GAGA: QUANDO LO STYLIST CREA UNA ICONA DI STILE

Lady Gaga

È un trend comunemente diffuso considerare la pop star Lady Gaga un’ icona di stile degli ultimi tempi, specialmente dopo la pubblicazione del video “Telephone” a cui partecipa Beyonce, ciò però non deriva unicamente dal suo look, ma anche dalla contemporaneità in cui il post-modernismo o l’ibridazione è un leitmotiv dentro e fuori l’ambito della moda. Lady Gaga – il cui lavoro rispetto come il lavoro compiuto da qualsiasi altro individuo – dimostra pienamente ciò unitamente a un nuovo trend recentemente consolidato: lo stylist  che crea una icona. Infatti l’iconico look di Lady Gaga – prima ispirato a Kenny Kenny, personaggio emblematico della vita notturna newyorkese e poi enfatizzato dalle sublimi creazioni di Alexander Mc Queen ed altri celebri fashion designers – è stato creato da Nicola Formichetti, brillante stylist italo-giapponese, fashion editor del leggendario magazine inglese “Dazed & Confused” e blogger. Un seducente prodotto da self-service di alta qualità che crea e supporta l’unicità di un individuo, benché non possa essere formata per procura o artificio. L’artificio aiuta ad enfatizzare l’impatto estetico – trend evidenziato dal ricorso alla chirurgia plastica per inseguire l’idea dell’eterna giovinezza – anche se un’estetica senza il supporto di una forte etica diviene un vuoto contenitore di eleganza, mero prodotto junk che seduce fashionisti, lungi dall’essenza dello stile che è connesso strettamente alle emozioni, alla genuinità dell’individuo. Pur mettendo in discussione lo status di icona di Lady Gaga, le deve essere riconosciuto il merito di presentare e promuovere un estetica che va al di là del gender, più comune alla cultura underground che adesso si unisce alla cultura pop. Un lodevole – seppur modesto – risultato per tutti coloro che sono devoti al grottesco, uno standard non convenzionale di bellezza che evoca la libertà.

Kenny Kenny

Kenny Kenny

www.ladygaga.com

nicolaformichetti.blogspot.com 

Givenchy Fall/Winter 2010-2011 ready to wear collection

The evolution of the gothic-romantic  mood under the sign of existentialism mood shines in the latest Fall/Winter 2010-2011 collection of Givenchy, designed by Riccardo Tisci, presented during the Paris Fashion Week. Wonderful shapes, slim lines, featuring velvet, leather, lace, transparencies along with basic colors and red, fantasies evoking Bahaus emphasizing the female silhouette, depicting an assertive and elegant femininity.

LA FEMMINILITÀ  ELEGANTEMENTE ASSERTIVA DI GIVENCHY

Givenchy Fall/Winter 2010-2011 ready to wear collection

L’evoluzione del mood gotico-romantico all’insegna dell’ esistenzialismo splende nella collezione autunno/inverno 2010-2011 di Givenchy, disegnata da Riccardo Tisci, presentata in occasione della Paris Fashion Week. Meravigliose forme, linee slim in cui protagonista è il velluto, pelle e pizzo, trasparenze che unitamente a colori basici e rosso, fantasie che evocano il Bahaus, enfatizzano la silhouette femminile, dipingendo una femminilità elegantemente assertiva.

www.givenchy.com

Rumi Missabu of The Cockettes

I, Cockette, an event which will be held on 2nd April 2010 in New York at the LGBT Center hosted by Rumi Missabu  of The Cockettes – legendary flamboyant San Francisco ensemble of hippies – women, gay men, and babies – which during the late Sixties and Seventies decked out in gender-bending drag and tons of glitter for a series of legendary midnight musicals  as Tinsel Tarts in a Hot Coma and “Pearls over Shanghai”, featuring elaborate costumes, rebellious sexuality, and exuberant chaos, celebrated by the feature length documentary made by David Weissman and Bill Weber – including rare screenings of The Cockettes – as “Tree, your sap beats gently against mine”, “Palace 1971” and “Elevator girls in bondage” – along with new work by filmmakers Ben Wa, Joe Jeffreys and Robert Oppel and also performances of Francois Chaignaud. A not to be missed happening to enjoy a night of glamour and anarchy!

I, COCKETTE, UNA NOTTE DI GLAMOUR E ANARCHIA

The Cockettes

I, Cockette, un evento che si terrà il 2 aprile 2010 a New York presso il LGBT Center , presentato da Rumi Missabu delle Cockettes – leggendario gruppo flamboyant di San Francisco di hippies – donne, gay e bambini – che alla fine degli anni Sessanta ed all’inizio anni Settanta si è ornata di travestimenti drag e tonnellate di glitter per una serie di indimenticabili musical quali Tinsel Tarts in a Hot Coma and “Pearls over Shanghai”in cui protagonisti erano costumi elaborati, ribelle sessualità ed esuberante chaos, celebrata dal documentario realizzato da David Weissman e Bill Weber – che include rare proiezioni delle The Cockettes – quali “Tree, your sap beats gently against mine”, “Palace 1971” e “Elevator girls in bondage” – unitamente al nuovo lavoro dei registi Ben Wa, Joe Jeffreys e Robert Oppel ed anche la performance di Francois Chaignaud. Un appuntamento imperdibile per godersi una notte di glamour e anarchia!

www.gaycenter.org

Andrea Pazienza

Astarte(Fandango Editions), unfinished work by Andrea Pazienza, one of the most emblematic personas in the realm of Italian comics -who also made the cover of “The city of women”, cult-movie by Federico Fellini, died during the late Eighties at the age of thirty-two due to heroin overdose and celebrated by Roberto Benigni, who dedicated him a movie, “The little devil” – is recently released, including a preface by the Italian writer Roberto Saviano, telling the deed of Astarte,. the giant Corsican dog, chief of Hannibal’s warrior dogs : “a perfect and balanced union between word and images” – as Roberto Saviano asserts – “depicting the greatness of an intellectual”.

ASTARTE, IL CANE GUERRIERO DI ANDREA PAZIENZA

Astarte, Fandango Editions

Astarte(Fandango), opera incompiuta di Andrea Pazienza, uno dei personaggi più emblematici del fumetto italiano – che ha realizzato la locandina di “La città delle donne”, cult-movie film di Federico Fellini, morto sul finire degli anni Ottanta all’età di trentadue anni per un’overdose di eroina e celebrato da Roberto Benigni che gli ha dedicato un film, “Il piccolo diavolo” – recentemente pubblicata, include una prefazione dello scrittore Roberto Saviano e racconta la storia di Astarte, il gigantesco cane corso, capo dei cani da guerra di Annibale: “un connubio perfetto ed equilibrato tra parole e immagini” – come afferma Roberto Saviano – “che sanciscono la grandezza di un intellettuale”.

City of women cover by Andrea Pazienza

www.fandango.it

Charles James, Ball Gown

American Woman: Fashioning a National Identity, an exhibition – organized by Andrew Bolton, supported by Gap and also Condé Nast – which will be held in New York at the Metropolitan Museum of the Arts from 5th May to 15th August 2010, based on the Brooklyn Museum Costume Collection, recently established at MET. An exploration about developing perceptions of the modern American woman from 1890 to 1940 and how they affected the way in which American women are seen today. There will be showed works made by Travis Banton, Gabrielle Chanel, Callot Soeurs, Elizabeth Hawes, Charles James, Jeanne Lanvin, Paul Poiret, Elsa Schiaparelli, Valentina and Charles Frederick Worth.

AMERICAN WOMAN: FASHIONING A NATIONAL IDENTITY AL MET

American Woman: Fashioning a National Identity, una mostra – organizzata da Andrew Bolton, supportata da Gap ed anche Condé Nast – che si terrà a New York presso il Metropolitan Museum of the Arts dal 5 maggio al 15 agosto2010 – e si basa sulla Brooklyn Museum Costume Collection, recentemente creata presso il MET. Una esplorazione sulle percezioni della donna moderna Americana che si sono consolidate dal 1890 al 1940 e come abbiano influenzato il modo in cui le donne americane sono viste oggi. Ivi saranno esposte le opere realizzate da Travis Banton, Gabrielle Chanel, Callot Soeurs, Elizabeth Hawes, Charles James, Jeanne Lanvin, Paul Poiret, Elsa Schiaparelli, Valentina e Charles Frederick Worth.

www.metmuseum.org

Hats from the Brooklyn Museum

“American High Style”, exhibition organized by Jan Glier Reeder – who curated also the book “High Style: Masterworks from the Brooklyn Museum Costume Collection” (Metropolitan Museum Editions) concerning the exhibition – and coordinated by Kevin Stayton which will be held in New York at the Brooklyn Museum from May 7th to August 1st 2010 – marks the new relationship between the Costume Institute at the Metropolitan Museum of Art – showing some of the most renowned objects from its costume collection: eighty-five dressed mannequins and a selection of hats, shoes, sketches, and other fashion-related material. There will be hosted works by the first generation of American women designers such as Bonnie Cashin, Elizabeth Hawes and Claire McCardell as well as materials made by Charles James, Norman Norell, Gilbert Adrian and other important American designers, including also creations by designers who had an important influence on American women and fashion such as Charles Frederick Worth, Elsa Schiaparelli, Jeanne Lanvin, Jeanne Paquin, Madeleine Vionnet, and Christian Dior.

AMERICAN HIGH STYLE:FASHIONING A NATIONAL COLLECTION AL BROOKLYN MUSEUM

Norman Norrel, evening ensemble(1970/1971), Brooklyn Museum Collection

“American High Style”, mostra organizzata da Jan Glier Reeder – autore del libro “High Style: Masterworks from the Brooklyn Museum Costume Collection” (Metropolitan Museum Editions) inerente alla mostra – e coordinato da Kevin Stayton che si terrà a New York presso il Brooklyn Museum dal 7 maggio all’ 1 agosto 2010 – evidenzia la nuova relazione tra il Costume Institute presso il Metropolitan Museum of Art – mostrando alcuni per più rinomati oggetti della sua collezione di costume: ottantacinque modelli ed una selezione di cappelli, scarpe disegni ed altro materiale afferente alla moda. Ivi saranno ospitate le opera della prima generazione delle designer americane quali Bonnie Cashin, Elizabeth Hawes e Claire McCardell come anche materiali realizzati da Charles James, Norman Norell, Gilbert Adrian ed altri important American designers, includendo anche le creazioni di designer che hanno avuto un importante influenza sulle donne americane e la moda quali Charles Frederick Worth, Elsa Schiaparelli, Jeanne Lanvin, Jeanne Paquin, Madeleine Vionnet e Christian Dior.
www.brooklynmuseum.org

Sama Eyewear Heart of Gold

Sama, legendary eyewear brand created by Sheila Vance, chosen by celebrities as Michelle Obama, Queen Latifah, Brad Pitt, Angelina Jolie, Charlize Theron and many others,  including several collections as Sama, Badgley Mischka and Loree Rodkin haute couture eyewear – presents its latest refined collections featuring Heart of Gold, the golden sunglasses made of pure titanium layered with genuine yellow twenty-four karats gold of whose 100% profits resulting from sales will be donated to the Betty Ford Center. A strong contribution lining up with the laudable efforts made by Sam Vance Foundation – established in 1997 by Sheila Vance after the death of  nineteen years old son, due to heroin addiction – to prevent drug abuse amongst young adults and help addicts begin the journey to recovery.

SAMA EYEWEAR: GLI OCCHIALI DORO E ALTRE MERAVIGLIE

Badgley Mischka, Boyd Mandarin

Sama, leggendario brand di occhiali creato da Sheila Vance, scelto da celebrities quali by Michelle Obama, Queen Latifah, Brad Pitt, Angelina Jolie, Charlize Theron e molte altre – che include diverse collezioni quali Sama, Badgley Mischka e Loree Rodkin haute couture eyewear – presenta le suone nuove raffinate collezioni che comprendono Heart of Gold, gli occhiali d’oro, realizzati con puro titanio a strato unito ad autentico oro giallo ventiquattro carati i cui proventi derivanti dalle vendite saranno donati al Betty Ford Center. Un forte contributo che si allinea con i lodevoli sforzi compiuti dalla Sam Vance Foundation – fondata nel 1997 da Sheila Vance dopo la morte del figlio diciannovenne  per dipendeza dall’eroina – per prevenire l’abuso di droga tra i giovani adulti ed aiutare coloro che ne sono dipendenti ad intraprendere il viaggio verso la guarigione.

Sama Eyewear, Best Friend Red Teal

www.samaeyewear.net

Dirty Martini

“Dirty Martini and The New Burlesque”, an independent documentary film made by Gary Beeber – a genuine and talented individual I met when he was touring along with Dirty Martini. I’m glad his idea of whose he talked with me now came true talked with me about his idea which now came true – exploring the outrageous world of the American burlesque performance  and celebrating the bright talent of Dirty Martini will be presented in Seattle on March 29th 2010 during the latest edition of Seattle Independent Film Festival. A not to be missed happening for  all the ones who are devoted to cinema and burlesque.

DIRTY MARTINI AND THE NEW BURLESQUE AL SEATTLE INDEPENDENT FILM FESTIVAL

“Dirty Martini and The New Burlesque”, un documentario indipendente realizzato da Gary Beeber – autentica e talentuosa individualità che ho conosciuto quando seguiva in tour Dirty Martini. Lieta che la sua idea di cui mi aveva parlato sia adesso divenuta realtà – che esplora the outrageous mondo del burlesque e celebra Dirty Martini, sarà presentato a Seattle il 29 marzo 2010 in occasione dell’ultima edizione del Seattle Independent Film Festival. Un appuntamento imperdibile per tutti coloro che sono devoti al cinema ed al burlesque.

www.siff.net