Peter Greenaway

The British genius filmmaker Peter Greenaway who subverted the way of making and presenting films, turned into a genuine work of art, screened in squares, museums, other places outside their institutional seat, recently returned to work on a full-length film “Goltzius and the Pelican Company” – presented during the last edition of Cannes Film Festival and released in the cinemas since 20th December 2012 -, suggestive tale about the 16th Century Dutch engraver and erotic print maker Hendrik Goltzius  – interpreted by F. Murray Abraham – who seduced the Margrave of Alsace into paying for a printing press to make and publish  illustrated books, promising him to create a book of prints from the Old Testament Biblical stories, erotic tales on Lot and his daughters, David and Bathsheba, Samson and Delilah and John the Baptist and Salome. Goltzius and his printing company, in order to tempt the Margrave further, will offer to perform dramatisations of these erotic stories for his court, focusing on the sexual taboos as incest, adultery and voyeurism. An unusual combination of sex, drama along with the wonderful way of depicting stories by Peter Greenaway making him unique and legendary, successfully evoking the grotesque or better – as he asserted me years ago when I met him in Reims, enjoying a delicious dinner with him – “the run of human beings for reproduction”. It follows to this work also a series of projects that will be developed by him during the forthcoming times: “The food of love”, film inspired to the tale of Thomas Mann “The death in Venice”, which will be filmed partly in Venice and in St. Petersburg – two cities arising on the water, like Amsterdam, the city where he is based -, telling about the carnal love of a man for a young boy; “Eisenstein in Quantanamo”, film paying homage to the celebrated Russian filmmaker Sergei Eisenstein, focused in the age where the thirty-three years old artist made researches in 1929 and 1931 to make the movie “Que viva Mexico” which has not completed of whose shootings will start on late 2012 and early 2013; his first romantic comedy titled “Four storms and two babies”, an unconventional love story about two men and a woman who becomes pregnant after a night of three-way sex with them. A series of works that will give rise to genuine masterpieces, making concrete the wonderful work of a filmmaker – I Ioved and celebrated yesterday and today – who wants to make about ten films within the forthcoming years. Laudable intentions he can turn into reality, being a genius, having the inspiration and determination to develop many projects involving different channels of communication that dialogue between themselves and creating genuine artworks.

 

L’ ARTE DI FARE UN FILM: I CAPOLAVORI DI PETER GREENAWAY

Il geniale regista inglese Peter Greenaway che ha sovvertito il modo di fare e presentare i film, trasformati in autentiche opera d’arte, proiettati in piazza, musei ed altri luoghi al di fuori della loro sede istituzionale, é recentemente tornato a lavorare a un lungometraggio “Goltzius and the Pelican Company” – presentato in occasione dell’ ultima edizione del Festival del Cinema di Cannes Film Festival e distribuito nei cinema a partire dal 20 dicembre 2012 -, suggestivo racconto sull’ incisore e stampatore del 16° secolo Hendrik Goltzius – interpretato da F. Murray Abraham – che ha convinto il Margravio di Alsazia a pagare per una stampante al fine di realizzare e pubblicare libri illustrati, promettendo a lui di creare un libro di stampe di storie bibliche del Vecchio Testamento, racconti erotici su Lot e le sue figlie, Davide e Betsabea, Sansone e Dalila e Giovanni Battista e Salomé. Golzius e la sua  tipografia, al fine di attrarre ulteriormente il Margravio, si offriranno di mettere in scena drammi tratti da questi racconti erotici per la sua corte, incentrati su tabù sessuali quali l’ incesto, l’ adulterio ed il voyeurismo. Una insolita combinazione di sesso, dramma unitamente al meraviglioso, pittorico modo di dipingere le storie di Peter Greenaway che lo rende unico e leggendario, felice evocazione del grottesco o meglio – come ha affermato anni fa quando lo ho incontrato a Reims condividendo con lui una deliziosa cena – “la spinta dell’ essere umano verso la riproduzione”. Segue a questa recente opera realizzata dal brillante regista una serie di progetti che saranno da lui consolidati nei tempi a venire: The food of love”, pellicola ispirata al racconto di Thomas Mann “La morte a Venezia”, che sarà girato in parte a Venezia ed a S. Pietroburgo – due città che sorgono sull’ acqua come Amsterdam, la città in cui risiede – che narra l’ amore carnale di un uomo per un giovane ragazzo; “Eisenstein a Quantanamo” che rende omaggio al celebre regista russo, incentrato sul momento in cui, nel 1929 e 1931 l’ artista trentatreenne ha compiuto le ricerche per realizzare il film “Que viva Mexico”, rimasto incompiuto le cui riprese inizieranno alla fine del 2012 ed all’ inizio del 2013; la sua prima commedia romantica “Four storms and two babies”, una storia d’ amore non convenzionale su due uomini e una donna che resta incinta dopo una notte di sesso a tre con loro. Una serie di opere che daranno vita ad autentici capolavori, concretizzando il meraviglioso lavoro di un regista – che ho amato e celebrato ieri e oggi – che vuole realizzare circa dieci film nei prossimi anni. Lodevoli intenzioni che costui può trasformare in realtà, essendo un genio e avendo l’ ispirazione e la  determinazione per consolidare plurimi progetti, coinvolgendo diversi canali di comunicazione che comunicano tra di loro e creando autentici capolavori.