Marzia Narduzzi, Rita Airaghi, Lidewij Edelkoort , Angelo Flaccavento, Massimiliano Giornetti, Laura Lusuardi, Matteo Marzotto, Chiara Tagliagambe and Mario Lupano, photo by Silvano Arnoldo

Marzia Narduzzi, Rita Airaghi, Lidewij Edelkoort , Angelo Flaccavento, Massimiliano Giornetti, Laura Lusuardi, Matteo Marzotto, Chiara Tagliagambe and Mario Lupano, photo by Silvano Arnoldo

I recently participated at the first International Conference of Misa, the Italian Association for Fashion Studies headed by the bright Maria Luisa Frisa, at two days event focused on “Models and cultural policies between training and industry” – included in Venezia CulT, the European Saloon of Culture – which was opened in Venice at the Iuav University of Venice, in Palazzo Badoer, Aula Tafuri. The international conference started with the speech of Maria Luisa Frisa who introduced the association she heads as President. It followed the Carla Rey (City of Venice’s Councillor for commerce and productive activities) who celebrated this laudable initiative, involving an important industrial district, Veneto and a city, Venice (concrete proof of human being’s will of power and his and its ability to go beyond limits and create), borrowing the words from Cristiano Seganfreddo (who featured the day after in the second session of conference), in order to emphasize the need to create situations giving rise to start-ups and circuits, open systems communicating between themselves. Later Willie Walters, course leader of BA Fashion at the London Saint Martins College of Art & Design, talked about her experience at the fashion school where she works, making an overview by a slideshow which showcased the history and tradition of Saint Martins as well as how much times are changed, a natural consequence. Then it started the session one of conference: “Creatives” formation: didactic strategies ad relations with the fashion with the fashion industry, which has moderated by the freelance journalist Angelo Flaccavento, featured renowned personas of fashion world as Rita Airaghi (director and general manager of Gianfranco Ferré Foundation), Lidewij Edelkoort (from MOBA, Mode Biënnale Arnhem), Massimiliano Giornetti (creative director of fashion house Salvatore Ferragamo), the brilliant professor of Iuav University of Venice Mario Lupano, Laura Lusuardi (from Max Mara fashion group), Matteo Marzotto (President of CUOA Foundation), Marzia Narduzzi (managing director of Pier Spa), Chiara Tagliagambe (from Lectra) and the professor from Stockholm University – strongly wanted by the brand H&M which supported by donations its rise – Louise Wallenberg of whose I celebrate and share the same point of view considering fashion as culture and focusing on its communication and representation, connected to gender issues. I really appreciated the event as a whole, as well as the speech of Mario Lupano, who gave precious remarks, encouraging to be focused on the core of issue, what fashion training is. I appreciated very much is way of elegantly replying to the outrageous assertion of Laura Lusuardi who was very sorry to tell: “The creativity is very modest in Italy”, thus Max Mara often searches for new talents and collaborations abroad, in fact it worked a lot with the London Royal College of Fashion. Mario immediately asserted “the problem is underdevelopment of fashion system considered as a whole, the need of review of standard methods under the sign of ethic of working team”. Another successful reply has made by him after also the speech of Matteo Marzotto – who told about his experience concerning Valentino and the start-up of Vionnet – emphasizing another need: the school has to create culture instead of orienting culture for satisfying the needs of industries. The industries can choose the students trained by fashion schools considering their own needs, but that is quite different and it’s a very important issue: to preserve the freedom, independence and value of culture, avoid to turn it in something being subordinate to the industry. Another important question he brightly showcased it’s the lack of fashion textile design culture in Italy, a status quo arising from the history. In fact from the late eighteenth century to today textile culture is a matter of competence of textile expert, therefore it’s connected to a training made at the technical professional schools which has no connection to fashion design. As it often happens, it speaks just for speaking or worst for complaining, forgetting or ignoring the history ( acting as intermediary with contemporary times). And that is just one of many matters on fashion that should be rethought and considered under the sign of syncretism, something which evidences the importance of rise of Misa, initiative putting finally together different realms of fashion to dialogue and hopefully build new ways for the Italian fashion system and its culture.

LA PRIMA CONFERENZA INTERNAZIONALE DI MISA (1): LA SAGGEZZA DI MARIO LUPANO

Massimiliano Giornetti, Laura Lusuardi and Matteo Marzotto, photo by Silvano Arnoldo

Massimiliano Giornetti, Laura Lusuardi and Matteo Marzotto, photo by Silvano Arnoldo

Ho recentemente partecipato alla prima Conferenza Internazionale di Misa, l’ Associazione Italiana di Studi di Moda guidata dalla brillante Maria Luisa Frisa, un evento di due giorni dedicato ai “Modelli e politiche culturali tra formazione e industria” – incluso in Venezia CulT, il Salone Europeo della Cultura – che è stata inaugurata a Venezia presso la Università Iuav, nel Palazzo Badoer, Aula Tafuri. La conferenza internazionale è iniziata con il discorso di Maria Luisa Frisa che ha presentato l’ associazione che guida nelle vesti di Presidente. A seguire Carla Rey (l’ Assessore al Commercio e alle attività produttive della città di Venezia) che ha celebrato questa notevole iniziativa, la quale coinvolge un importante distretto industriale, il Veneto e una città, Venezia, (concreta dimostrazione della volontà di potenza dell’ uomo e la sua capacità di superare i limiti e creare), prendendo a prestito le parole di Cristiano Seganfreddo (protagonista il giorno successivo della seconda sessione della conferenza) al fine di sottolineare l’ esigenza di creare situazioni che danno vita a start-up e circuiti, sistemi aperti che comunicano tra di loro. Successivamente Willie Walters, responsabile del corso di Laurea di Moda presso il Saint Martins College of Art & Design di Londra, ha parlato della sua esperienza presso la scuola in cui opera, facendo una panoramica mediante una slide-show che illustrava la storia e tradizione del Saint Martins e anche quanto i tempi siano cambiati, una naturale conseguenza. Dopo si è aperta la prima sessione della conferenza, La formazione dei “Creativi”: strategie didattiche e relazioni con l’ industria della moda che è stata moderata dal giornalista freelance Angelo Flaccavento, di cui sono stati protagonisti rinomati personaggi del mondo della moda quali Rita Airaghi (direttrice e general manager della Fondazione Gianfranco Ferré), Lidewij Edelkoort (di MOBA, Mode Biënnale Arnhem), Massimiliano Giornetti (direttore creativo della casa di moda Salvatore Ferragamo), il brillante docente dell’ Università di Venezia Iuav Mario Lupano, Laura Lusuardi (del gruppo Max Mara), Matteo Marzotto (Presidente della Fondazione CUOA), Marzia Narduzzi (direttore esecutivo di Pier Spa), Chiara Tagliagambe (di Lectra) e la docente della Università di Stoccolma – fortemente voluta dal brand H&M che ha sostenuto mediante donazioni la sua nascita – Louise Wallenberg di cui celebro e condivido il medesimo punto di vista che considera la moda come cultura ed è incentrato sua comunicazione e rappresentazione, legata a questioni di gender. Ho oltremodo apprezzato l’ evento nella sua interezza come anche il discorso di Mario Lupano che ha dato preziose delucidazioni, esortando a restare concentrati sul cuore della questione, su ciò che è la formazione di moda. Ho apprezzato molto il suo modo di replicare elegantemente alla provocatoria affermazione di Laura Lusuardi, la quale ha detto con grande dispiacere che: “la creatività è molto modesta in Italia”, pertanto Max Mara cerca spesso nuovi talenti e collaborazioni all’ estero, infatti ha lavorato molto con il Royal College of Fashion di Londra. Mario ha immediatamente ribattuto, spiegando che “il problema è l’ arretratezza del sistema moda nella sua interezza” e sottolineando la necessità di “rivedere gli standard canonici all’ insegna dell’ etica del working team”. Un’ altra sua felice replica è stata effettuata dopo il discorso di Matteo Marzotto – che ha raccontato la sua esperienza di lavoro con Valentino e la start-up di Vionnet -, sottolineando un’ altra esigenza: la scuola deve creare cultura e non orientare la cultura per soddisfare i bisogni delle industrie. Le industrie possono scegliere gli studenti formati dalle scuole di moda prendendo in considerazione le proprie esigenze, ma ciò è del tutto diverso ed resta una problematica rilevante ovvero preservare la libertà, indipendenza e il valore della cultura, evitando di trasformarlo in qualcosa che sia subordinato all’ industria. Un’ altra questione importante da lui brillantemente esposta è la ragione per cui manca in Italia la cultura di fashion design del tessuto, uno status quo che affonda le sue radici nella storia. Infatti dalla fine del diciottesimo secolo a oggi la cultura del tessuto è una materia di competenza del perito tessile, connessa pertanto a una formazione effettuata presso le scuole professionali e avulsa da ogni legame con il fashion design. Come sovente accade spesso si parla per parlare o peggio per lamentarsi, dimenticando o ignorando la storia (il trait d’ union con la contemporaneità). Questa è soltanto una delle svariate problematiche afferenti la moda che dovrebbero essere ripensate e considerate all’ insegna del sincretismo, qualcosa che dimostra l’ importanza della nascita di Misa, iniziativa che mette finalmente insieme diversi ambiti della moda per dialogare e sperabilmente costruire nuove vie per il sistema italiano della moda e la sua cultura.

A blogger at work, Nally Bellati taking a picture of Lidewij Edelkoort, photo by N(...the one and only during the day before the Iphone's narcolepsy)

A blogger at work, Nally Bellati taking a picture of Lidewij Edelkoort, photo by N(…the one and only pic I took due to the Iphone’s narcolepsy)

www.misa-associazione.org