Mustafa Sabbagh, photo by N

Mustafa Sabbagh, photo by N

It featured during the latest edition of Esxence, event focused on the artistic perfumery which was held in Milan at the Triennale Design Museum, a smashing sensorial conversation about feelings, scents, art and design which was moderated by the journalist and expert Ermano Picco. Here the brilliant photographer Mustafa Sabbagh talked about the idea of fragrance he considered as scent. “The scent is ancestral and is connected to mind and belly”. Thus he said during this pleasant interlude where I appreciated his great genuineness, spontaneity and exhaustive synthesis. He also answered to the question regarding the eventual gender of smell, saying :“it’s something connected with the feeling, it’s not connected to the seeing which gives rise to a code of behaviour where the gender is a moralistic and classifying standard”. He also considered “Wodaabe- Herdsmen of the Sun” the documentary film by Werner Herzog on the Wodaabe tribe where the men, also by suffering, beautified them in order to be chosen as husbands by the women. Mustafa also talked about “the perfumery industry, which succeeded to take out the smell in order to feel, give emotions, is changing the cultural concept of perfume. The vibrant artist recently made “Come closer”, a suggestive video talking about the overwhelming experience of Nu-be, a series of scents depicting the Sadean primordial soup, a genuine lifestyle and telling about the violent action caught on film made to get Nu-be. Francesca Gotti, designer of Nu-be, considered this work as “a creative ménage a trois”, where Nu-be is in the center of a fight: “to break the case for entering into this experience”. The video ends with the image of a forest which – Francesca said – is an invitation to the voyage, to a new being as it asserts John Berger”. The sensual, sensorial perception of smell by Mustafa was enriched by other precious reflections. Big truths, consciousnesses: “I am in love with the skin, it’s a diary”; “I smell people”; “we can lie with smells, the one which wins is the truth of its own being”. These words come from the one who is “a nomadic mind and a free spirit”, a clever individual and a fine artist. Passion, passion and again passion is what shines in his work. The rarefied atmospheres he depicted talk about timeless stories under the sign the grotesque where the erotic, sensual element and the nudity is just means to subvert the conventional standards of ethic and aesthetics. “I love what makes me scared”. Thus Mustafa spoke, telling: “if you dream, you dream perfection, if you live, you love imperfection”. The conversation focused on other ideas concerning the smell, which is connected to memory and it is not necessarily connected to flowers. There are other scents that are powerful means able to evoke images and memories, as the smell of oil – as Mustafa said – or the one coming from the hospital. It was a successful happening to celebrate, discover and enjoy the olfactive design, art, sense and feelings.

MUSTAFA SABBAGH & NU-BE A ESXENCE: DIALOGHI OLFATTIVI TRA ARTE E DESIGN

Ermano Picco, photo by N

Ermano Picco, photo by N

È stata protagonista dell’ ultima edizione di Esxence, evento dedicato alla profumeria artistica che si è tenuto a Milano presso il Museo del Design della Triennale, una formidabile conversazione su sensazioni, odori, arte e design che è stata moderata dal giornalista ed esperto Ermano Picco. Ivi il brillante fotografo Mustafa Sabbagh ha parlato dell’ idea di profumo da lui presa in considerazione nelle vesti di odore. “Il profumo è ancestrale ed è legato alla mente e alla pancia”. Così ha detto durante questo piacevole interludio in cui ho apprezzato la sua grande genuinità, spontaneità ed esaustiva sintesi. Ha risposto anche al quesito inerente l’ eventuale gender dell’ odore affermando che:“è qualcosa collegato al sentire, non è connesso al vedere che dà vita a un codice comportamentale in cui il gender è uno standard moralistico e classificatorio”. Ha anche preso in considerazione “Wodaabe-I Pastori del Sole”, il film documentaristico di Werner Herzog sulla tribù Wodaabe in cui gli uomini, anche soffrendo, si abbelliscono per essere scelti dalle donne come mariti. Mustafa ha anche parlato dell’ “industria  dei profumi che ha il merito di tirar fuori gli odori per sentire, dare emozioni, sta cambiando il concetto culturale del profumo. Il vibrante artista ha recentemente realizzato “Come closer”, un suggestivo video che parla dell’ irresistibile esperienza di Nu-be, una serie di fragranze che dipingono il sadiano brodo primordiale, un autentico stile di vita e raccontano l’ azione violenta catturata su pellicola per avere Nu-be. Francesca Gotti, designer di Nu-be, ha considerato quest’ opera “un amplesso creativa a tre”, in cui Nu-be è nel mezzo di una lotta: “rompere il guscio per accedere a questa esperienza”. Il si conclude con l’ immagine di una foresta che – diceva Francesca – è un invito al viaggio, a un nuovo essere come afferma John Berger”. La percezione sensuale, sensoriale dell’ odore di Mustafa è stata arricchita da altre preziose riflessioni. Grandi verità, consapevolezze: “sono innamorato della pelle, è un diario”; “annuso la gente”; “non possiamo mentire con gli odori, chi vince è la verità del proprio essere”. Queste parole provengono da chi è un “nomade di testa e uno spirito libero”, individualità di fine ingegno e raffinato artista. Passione, passione e ancora passione è ciò che splende nel suo lavoro. Le atmosfere rarefatte da lui ritratte narrano storie senza tempo all’ insegna del grottesco in cui l’ elemento erotico, sensuale e la nudità sono soltanto mezzi per sovvertire i parametri convenzionali di etica ed estetica. “Amo ciò che mi fa paura”. Così ha detto Mustafa, sottolineando: “se sogni, sogni la perfezione, se vivi, ami l’ imperfezione”. La conversazione si è rivolta ad altri concetti inerenti l’ odore che è connesso al ricordo e non richiama necessariamente i fiori. Ci sono altri profumi che sono mezzi poderosi, capaci di evocare immagini e ricordi, come l’ odore della benzina – diceva Mustafa – o quello dell’ ospedale. Un felice happening per celebrare, scoprire e apprezzare il design olfattivo, l’ arte, il senso ed i sensi.

Francesca Gotti, photo by N

Francesca Gotti, photo by N

Me and Anna Porcu, photo by N

Me and Anna Porcu, photo by N

Antonio Gardoni, creator of  Bogue-Profumo (olfactive experience under the sign of  sartorialism I will tell about soon), photo by N

Antonio Gardoni, creator of Bogue-Profumo (olfactive experience under the sign of sartorialism I will tell about soon), photo by N

The jewelry designer Milena Altini and me, photo by N

The jewelry designer Milena Altini and me, photo by N

 

www.esxence.com

www.nubeperfume.com

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