Penny Arcade ft. in WOW 24/7

Penny Arcade ft. in WOW 24/7

I am pleased to share the article featured in WOW24/7 announcing The Scotsman’s first award given to the legendary New York artist Penny Arcade during the 2015 edition of renowned Edinburgh Fringe Festival of the Performative Arts for her work “Longing lasts longer”( show set up at the London Soho theatre). I could say a lot of things about this great artist of whose creative embodies a subversive vision under the sign of freedom, social commitment and genuineness as well as her rush against the gentrification, that process of cultural decline and flattening of the though which is today increased through the web. There would be much more to tell about this priestess of performative arts, but I prefer to make use of the words of the Scotsman’s theatre critic Joyce McMillan who awarded her:

“There’s no defining Penny Arcade. When she climbs on stage to perform her latest one hour show – wearing a dark blue figure-hugging dress, high heels, and a huge slash of red lipstick – the 65-year-old New York underground diva makes it clear in the first minute or so that this is not theatre, nor stand-up comedy, nor even performance art; it is, she says, something else, a rap or maybe a rant, about a few things that have happened to the human mind during her lifetime.

Penny Arcade’s thesis – presented at high speed and accompanied by a thundering mix-tape of musical cues from Arcade’s underground past – is that everyone under about 40 today is a victim of a huge psychological and marketing experiment, in which everyone is permanently wired to the internet, and constantly targeted by various subtle and not-so-subtle forms of advertising and data-mining. Her own age-group, by contrast, she sees as a control group, who grew up and experienced their rebellious youth before these ever-more-complex technologies for invading the mind were in place.

Like any exasperated old hippy, she roars out her scorn for a younger generation who no longer rebel, who seem to want to be like their parents; yet there’s a wildness, a passionate dystopian poetry, in her view of the society in which we now live that is somehow anything but commonplace. It’s not that she is nostalgic for the past, she insists; nostalgia is a cosy and disempowering emotion. It’s that she longs for it – for the freedom that she and her generation enjoyed, in the kind of unwatched urban space that no longer exists.

And as she says, longing lasts longer than any puny feelings of nostalgia or love; long enough, maybe, to power the kind of struggle that might begin to bring that freedom back”.

PENNY ARCADE VINCE L’ EDIZIONE 2015 DEL FRINGE FESTIVAL DELLE ARTI PERFORMATIVE DI EDINBURGO

Penny Arcade

Penny Arcade

Mi rallegra condividere l’ articolo apparso su WOW24/7 che annuncia il primo premio dello Scotsman) di cui è stata insignita la leggendaria artista newyorkese Penny Arcade in occasione dell’ edizione 2015 del rinomato Fringe Festival delle Arti Performative di Edinburgo per il suo lavoro “Longing lasts longer”( show allestito a Londra presso il Soho Theatre). Potrei dire tante cose su questa artista straordinaria il cui iter creativo racchiude una visione sovversiva all’ insegna di libertà, impegno sociale e autenticità come anche il suo impeto contro la populizzazione, quel processo di declino culturale e appiattimento del pensiero incentivato attraverso il web. Ci sarebbe molto altro da raccontare su questa sacerdotessa delle arti performative, preferisco però avvalermi delle parole del critico teatrale dello Scotsman Joyce McMillan che l’ ha premiata:

“Non c’è alcun modo per definire Penny Arcade. Quando sale sul palcoscenico per eseguire il suo ultimo spettacolo di un’ ora – indossando un abito blu scuro che abbraccia la figura, tacchi alti, e un grande strato di rossetto rosso – la sessantacinquenne diva underground newyorkese chiarisce dal sin primo minuto che quello, il suo, non è teatro, né uno spettacolo comico, neppure performance art; è, dice, qualcos’ altro, una chiacchierata o forse un’ invettiva su un paio di cose che sono accadute alla mente umana durante la sua vita.

La teoria di Penny Arcade – esposta ad alta velocità ed accompagnata da un mix di nastri di accenni musicali provenienti dal passato underground della Arcade – è che tutti coloro che sono sotto i 40 anni oggi sono vittime di un gigantesco esperimento psicologico e di marketing, in cui ognuno è continuativamente collegato a internet, e costantemente bersagliato da vari, sottili e meno sottili forme di pubblicità ed estrazione di dati. Il gruppo della sua età, diversamente, lo considera un gruppo di controllo, che è cresciuto ed ha sperimentato la sua ribellione giovanile prima che queste quanto mai più complesse tecnologie per invadere la mente fossero disponibili.

Penny Arcade and Steve Zehentner, photo courtesy of Earl Dax

Penny Arcade and Steve Zehentner, photo courtesy of Earl Dax

Come una vecchia hippy spazientita, urla il suo sdegno verso una generazione più giovane che non è più ribelle, che sembra voler essere come i loro genitori, ; pur essendoci una sfrenatezza, un’appassionata poesia distopica, nella sua visione della società in cui adesso viviamo che è in qualche modo qualsiasi cosa tranne che un luogo comune. La sua non è mera nostalgia per il passato, insiste, la nostalgia è un emozione accogliente e deresponsabilizzante. È il volere ardentemente ciò – la libertà di cui hanno goduto lei e la sua generazione, all’ interno di uno spazio urbano non sorvegliato che non esiste più. .

E come dice il desiderio dura più a lungo di tutti quei deboli sentimenti di nostalgia o amore, dura abbastanza forse, per alimentare una sorta di lotta che potrebbe cominciare a riportare la libertà”.

A sweet memory, me, myself & I along with Penny Arcade

A sweet memory, me, myself & I along  with Penny Arcade

 

 

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www.penny-arcade.com