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Sandro Pertini e Sandra Milo, 1984,
© Angelo Palma/A3/Contrasto

Two smashing exhibitions will be opened on Monday 15th April 2019 in Rome from 6:00 to 9:00 pm, “Party Politics” featuring the new work of Francesco Vezzoli, celebrated artist exploring the entertainment of politics and the politics of entertainment at the Giuliani Foundation, as well as another one which features one of the most talented young, multi-disciplinary contemporary artists, Emiliano Maggi, “The club”, solo exhibition curated by Raffaella Frascarelli which will open at the Nomad Foundation, at  6:00 pm and showcase the works where lightness meets the surreal, an overwhelming  journey under the sign of expressionist dreamlike suggestions running through 20th September 2019. Two not to be missed happening for all the ones who love the contemporary art.



Emiliano Maggi, Velvet Gloves on Ribbon Bows, 2019, glazed ceramic. Courtesy Operativa, Roma. Ph. Sebastiano Luciano

Due formidabili mostre saranno inaugurate lunedì 15 aprile 2019 a Roma dalle ore 18:00 alle 21:00, “Party Politics” che ha quale protagonista il nuovo lavoro di Francesco Vezzoli, celebre artista che esplora l’ intrattenimento della politica e la politica dell’ intrattenimento presso la Fondazione Giuliani Foundation, come anche un’ altra all’ insegna di uno dei più talentuosi giovani artisti multidisciplinari contemporanei, Emiliano Maggi, “The club”, personale curata da Raffaella Frascarelli che avrà luogo presso la Fondazione Nomad Foundation, alle ore  18:00 ed esporra le opere in cui la leggerezza incontra la surrealtà, un avvincente viaggio all’ insegna di oniriche suggestioni espressioniste che proseguirà fino al 20 settembre 2019. Due eventi imperdibili per tutti coloro che amano l’ arte contemporanea.

The London group Extinction Rebellion, focused on issues as climate change and activism to protect the world where we live in order to draw new landscapes under the sign of consciousness and a healthy ethic – which is much more far from the binomial of price and value, where it’s the price the bringer of any value, a leitmotiv of the nowadays commodified society –  will announce on Monday 15th April 2019 in London its plans for the International Rebellion during an event of peaceful direct action and civil disobedience which will take place in different areas that will features different topics: “This is an emergency” in Marble Arch, “Tell the truth” in Oxford Circus, “Act now” in Waterloo Bridge- XR London Garden Bridge, “Beyond politics” in Parliament Square and “The heart” in Piccadilly Circus. Rebels of the world, what are you waiting for, unite!



Il gruppo londinese Extinction Rebellion, rivolto a problematiche quali il cambiamento climatico e l’ attivismo per proteggere il mondo in cui viviamo al fine di disegnare nuovi paesaggi all’ insegna della consapevolezza e di un’ etica salubre – che è ben lungi dal binomio di prezzo e valore in cui il prezzo è portatore di un qualsiasi valore, un leitmotiv dell’ attuale società mercificata – annuncerà lunedì 15 aprile 2019 a Londra i suoi piani per la Ribellione Internazionale in occasione di un evento di pacifica azione diretta e disobbedienza civile che avrà luogo in diverse are di cui saranno protagonisti diversi temi: “This is an emergency” (“Questa è un’ emergenza”) a Marble Arch, “Tell the truth”(“Dici la verità”) a Oxford Circus, “Act now”(“Agisci adesso”) a Waterloo Bridge- XR London Garden Bridge, “Beyond politics” (“Al di là della politica”) a Parliament Square e “The heart” (“Il cuore”) a Piccadilly Circus. Ribelli di tutto il mondo, che cosa aspettate, unitevi!




Fashion Revolution, photo courtesy of Fashion Revolution

Fashion Revolution, the bi-annual collectable fanzine which seeks to uncover the stories behind the clothing we wear, has recently released the fourth issue, available in limited edition, it’s just only 3000 copies, focused on the fashion craft revolution. More of a book than a fanzine, this 104 page issue explains how craft intersects with the identity and culture of communities from all over the world. The fashion industry has spent more than thirty years obsessed with speed, volume and identical flawless production, whilst slow, ancient crafts with their individual variations are increasingly undervalued. Consequently, the diversity of our global craft heritage is disappearing. A team of experts, activists, academics and designers come together to examine and explore craft in all of its manifestations, giving rise to a smashing journey where aesthetics joins ethics, encouraging to question, think about, give solutions and act. The Unesco’s list of “the intangible cultural heritage of humanity”, connected on endangered global crafts like the Indonesian batik it is one of the issues that are here showcased as well as the history, current use and potential future of craft and its many forms. It’s a genuine source of culture under the sign of a performative thought, a must have for all the ones who think the value is itself a value.




Fashion Revolution, photo courtesy of Fashion Revolution

Fashion Revolution, la fanzine semestrale da collezione che cerca di svelare le storie che stanno dietro gli abiti che indossiamo, ha recentemente pubblicato la quarta edizione, disponibile in edizione limitata, soltanto 3000 copie, incentrata sulla rivoluzione della moda artigianale. Più di un libro che una fanzine, questa edizione di 104 pagine spiega in che misura l’ artigianato si intersechi con l’ identità e la cultura di comunità di tutto il mondo. L’ industria della moda ha passato oltre trenta anni con l’ ossessione della velocità, il volume e la identica perfezione della produzione, benché antichi manufatti artigianali a produzione lenta con le loro varianti individuali sono sempre più sottovalutati. Conseguentemente a ciò la diversità del nostro patrimonio globale sta scomparendo. Un gruppo di esperti attivisti, docenti universitari e designers si unisce per esaminare ed esplorare l’ artigianato in tutte le sue manifestazioni, dando vita a un formidabile viaggio in cui l’ estetica si unisce all’ etica, incoraggiando a interrogarsi, pensare, offrire risposte e agire. La lista dell’ Unesco “del patrimonio immateriale della cultura dell’ umanità”, connessa a manufatti artigianali a rischio come il batik indonesiano è una delle problematiche che sono ivi passate in rassegna come anche la storia, l’ uso attuale, il potenziale futuro dell’ artigianato e delle sue molteplici forme. Un’ autentica fonte di cultura all’ insegna di un pensiero performativo, un must da avere per tutti coloro che pensano che il valore sia di per sé un valore.


Fashion Revolution, photo courtesy of Fashion Revolution

Fashion Circus: Circus of Excess, event under the sign of sustainable fashion and body-protest design (questioning of important topics like the climate change), will feature on Friday 12th April from 6:30 to 7:30 pm in London at Oxford Circus, the epicenter of the fast-fashion shopping “experience”. A successful initiative developed by XRF(Extinction Rebellion Fashion), a group of Extinction Rebellion , a British group – under the sign of the social activism and environmentalism arisen from the social media -, made of rebels working in creative industries, raising awareness to the issues of un-sustainability in fashion. It teamed up with students from art, fashion colleges and universities all over London to showcase their sustainable fashion and body-protest designs. The theme “Fashion: Circus of Excess” addresses issues of un-sustainability in fashion and how its practices impact other species. The models will parade along with the XR choir and XR musicians. This will include opera singers and an amplified string quartet performing Beethoven’s “Ode an Die Freude” (Ode to Joy) from his Symphony number 9, the drums ensemble “EarthNicht”, the blues band Gabriel Byrd and the Ambitious Bastards. Surrounding the performers in a circle will be XR cyclists, there to provide both protection and lighting. To amplify the call for immediate action on climate change, the event will be broadcasted live via mainstrea and social media using the hashtag #xrfashioncircus. A not to be missed event for rebels, activists and free thinkers.


Fashion Circus: Circus of Excess, evento all’ insegna della moda sostenibile e di  body-protest design (che si interroga su importanti questioni contemporanee quali il cambiamento climatico), si terrà il 12 aprile 2019 dalle ore 18:30 alle 19:30 a Londra presso a Oxford Circus, l’ epicentro dell’ “esperienza” di shopping fast fashion. Una felice iniziativa consolidata da XRF(Extinction Rebellion Fashion), un gruppo di Extinction Rebellion, gruppo inglese – all’ insegna dell’ attivismo nel sociale e dell’ ambientalismo nato nell’ ambiente dei social media -, fatto di ribello che operano nelle industrie creative, che incoraggiano la consapevolezza verso le questioni di insostenibilità nella moda. Esso ha collaborato con gli studenti dei college e le università di arte e moda di tutta Londra per esporre la moda sostenibile da loro realizzata e i progetti di body protest. Il tema “Fashion: Circus of Excess” si indirizza su problematiche di insostenibilità nella moda e in che misura le sue pratiche abbiano un impatto sulle altre specie. I modelli effettueranno una parata insieme al coro ed i musicisti di XR. Ciò includerà i cantanti d’ opera ed un quartetto di archi che eseguirà l’ Ode alla Gioia di Beethoven dalla sua Sinfonia n. 9, il gruppo di percussionisti “EarthNicht”, la band di blues Gabriel Byrd and the Ambitious Bastards. Ivi saranno anche i ciclisti di XR ad attorniare in cerchio e fornire sia protezione sia illuminazione. Per intensificare la chiamata all’ azione immediata sul cambiamento climatico, l’ evento sarà trasmesso dal vivo via mainstream e social media usando l’ hashtag #xrfashioncircus. Un evento imperdibile per ribelli, attivisti e liberi pensatori.

Les Jeux Du Marquis, photo by N

The emerging creativity made in Italy featured in Altaroma, a successful initiative which has made concrete through the teaming with ICE (Institute for the Foreign Commerce). Here every day different fashion designers of clothing, jewelry and accessories showcased the creations they made, having the chance of starting a dialogue with the buyers and fashion insiders. Day after day the fashion designers changed, this was the main feature of event which give the chance of seeing many products and discovering new, interesting ideas. Some have delightfully amazed me. One is the shoewear collection of brand from Marche Les Jeux Du Marquis, name which evokes in a playful way the name of celebrated Marquis Sade. Irony, romanticism, craftsmanship and fetish elements are embodied into a series of fun shoes, including crops and bow-ties that decorate them and are removable. Catchy is the creation featuring the lettering which reminds the orders of a mi stress,, categorical imperatives that are impressed over and under the nice shoe. A main feature of this label is the chance of having the shoes with different types of heels, from the lower to the higher and at an affordable price. It refines the showcase a wonderful artisanal unisex perfume and a series of bands that can be overlapped, turning also into handcuffs.  Clear are the fetish suggestions that join with craftsmanship and an innovative leather manufacturing and are in the accessories and clothing collection of brand 0770, which includes different types of belts, collars and corset, totally black, under the sign of a refined, incisive, goth for all the enthusiasts, a genuine must have for metropolitan predators and glampires.



Les Jeux Du Marquis, photo by N

La creatività emergente made in Italy è stata protagonista di Altaroma, una felice iniziativa che è stata concretizzata mediante la collaborazione con l’ ICE (Istituto per il Commercio Estero). Ivi ogni giorno svariati fashion designers di abiti, gioielli e accessori hanno esposto le loro creazioni, avendo la possibilità di avviare un dialogo con i buyer ed i fashion insiders. Giorno dopo giorno i fashion designers cambiavano, peculiarità dell’ evento che consente di vedere vari prodotti e scoprire nuove interessanti idee. Alcune tra queste mi hanno piacevolmente sorpreso. Una di esse è la collezione di calzature del marchio marchigiano Les Jeux Du Marquis, nome che rievoca in chiave ludica il nome del celebre Marchese Sade. Ironia, romanticismo, artigianalità ed elementi fetish, è racchiusa in una serie di scarpe divertenti, i cui accessori quali frustini e papillon che le decorano sono rimovibili. Accattivante la creazione con lettering che richiama i comandi di una mistress, imperativi categorici impressi sopra e sotto la simpatica scarpa. Una peculiarità di questa linea è la possibilità di disporre di modelli con diversi tipi di tacchi, dal più basso al più alto e a un prezzo alla portata di tutti. Completa l’ esposizione una meravigliosa fragranza artigianale unisex e una serie di bracciali sovrapponibili, i quali si trasformano anche in manette. Chiari invece i richiami fetish che si uniscono all’ artigianalità e una lavorazione innovativa della pelle che si trovano nella collezione di accessori e abiti del brand 0770, la quale include vari tipi di cinture, gorgiere e corsetti, rigorosamente neri all’ insegna di un eleganza raffinata, incisiva, goth per tutti gli appassionati, un autentico must have per predatori metropolitani e glampires.


Les Jeux Du Marquis, photo by N


Les Jeux Du Marquis, photo by N


Les Jeux Du Marquis, photo by N


Les Jeux Du Marquis, photo by N


0770, photo by N


0770, photo by N




The Colosseum Archeological Park, photo by N

Altaroma develops its identity of platform for the emerging creativity and fashion culture. The latest edition has focused on that. Concrete tracks are in many of events, featuring in it. Words and works, clear signs, as the one which has been during the press conference for the Altaroma opening, which has held at the  Rome Colosseum Archeological Park, happening evidencing the commitment of institutions for promoting the culture of country as the contest “Vesti il parco archeologico”( standing as “Dress the archeological park”), an award featuring fashion schools to showcase the young creativity and join an eternal culture, the Rome history, to contemporary times and the new. The winners were the students of Modartech from Pontedera, the Milan NABA and a special award has given to the students of Rome Fashion and Costume Academy. Many were the panelists of talk as the President of Altaroma Silvia Venturini Fendi, who restated the purpose and work of Altaroma, as well as the importance of collaboration between the institutions to give an incisive un contribution. In fact she talks about “a virtuous partnership with the political institutions to pull together the greatest history existing( the one of Rome), to young people working on innovative ideas, respecting the tradition and craftsmanship of made in Italy. To discover, train and promoting new talents who give value to the tradition of made in Italy is our mission. Altaroma is a kind of incubator for young people, both young fashion designers or students. We must keep in mind  our  public shareholding company, Rome wants being the cradle of new, a goal which can get through the unity. Gian Paolo Manzella, representative for the Lazio innovation department, focused on “the issue of relationship between innovation and cultural heritage, as well as the need, in the field of economy, to speak of contamination, as the most innovative societies as the ones that promote the contamination. It’s a word which implies the opening and stratifications, what has been the core of successful talk by the President of Chamber of Commerce Lorenzo Tagliavanti, who marked the importance of culture’s stratification  which has made concrete by an opened society and city like Rome, a value which becomes universal and political, connected also to the migration, as he marked, a thorny subject matter of the current Italian political issues ( I remember the issue of immigrants landing and their many deaths, as they haven’t helped on time), laudable words that evidence the political relevance of culture and a lifestyle focused on the dialogue and opening to the others, what is different and new, which can increase moral and material growth and enrichment in a certain country as the city of Rome, Italy and Europe.


The Colosseum Archeological Park, photo by N

Altaroma consolida la sua identità di piattaforma per la creatività emergente e della cultura della moda. La sua ultima edizione è  stata incentrata su questo. Tracce concrete evidenti nei vari eventi che ne sono stati protagonisti. Parole e opere, segni chiari, come quello che ha avuto luogo in occasione della conferenza stampa di apertura, che si è tenuto presso il Parco archeologico del Colosseo di Roma, circostanza che testimonia l’ impegno istituzioni per promuovere la cultura del territorio come il contest “Vesti il parco archeologico”, un concorso aperto alle scuole di moda d’ Italia per esporre la creatività dei giovani e unire una cultura eterna, la storia quella di Roma, alla contemporaneità e al nuovo. Vincitori gli studenti della Modartech di Pontedera, della NABA di Milano e un riconoscimento speciale lo hanno avuto i ragazzi dell’ Accademia di Costume e Moda di Roma. Plurimi i protagonisti del talk tra i quali la Presidente di Altaroma Silvia Venturini Fendi, la quale ha ribadito la finalità e l’ opera di Altaroma, nonché l’ importanza della collaborazione tra le istituzioni per fornire un apporto incisivo. Parla infatti di “una partnership virtuosa con le istituzioni politiche per accostare la storia più grande che c’è(quella di Roma ndr.) ai giovani che lavorano su concetti innovativi, rispettando però la tradizione e l’ artigianalità del made in Italy. Scoprire, formare e promuovere nuovi talenti che valorizzano la tradizione del made in Italy è la nostra mission. Altaroma è una sorta di incubatore per i giovani, siano essi giovani fashion designer o studenti. Dobbiamo tener conto della nostra società pubblica partecipata, Roma vuole essere la culla del nuovo, un obiettivo che si può raggiungere con l’ unità. Gian Paolo Manzella, rappresentante per l’ innovazione per la Regione Lazio si è rivolto sulla “questione del rapporto tra tecnologia e beni culturali, nonché sull’ esigenza, in tema di economia, di parlare di contaminazione, poiché le società più innovative sono quelle che promuovono la contaminazione”. Una parola che presuppone l’ apertura e la stratificazioni, questo, il cuore del felice l’ intervento del Presidente della Camera di Commercio Lorenzo Tagliavanti, il quale ha rimarcato l’ importanza delle stratificazioni della cultura che una società aperta e una città come Roma ha concretizzato, un valore che diventa universale e politico, connesso anche alla migrazione, come  egli ha sottolineato,  tematica spinosa delle recenti vicende politiche italiane (ricordo la questione degli sbarchi dei migranti e delle loro svariate morti, non essendo stati soccorsi in tempo), parole lodevoli che testimoniano la rilevanza politica della cultura e uno stile di vita proteso al dialogo e all’ apertura verso gli altri, il diverso e nuovo, con cui ci può essere crescita e arricchimento morale e materiale nell’ ambito di un determinato territorio, come la città di Roma, l’ Italia e l’ Europa.

Silvia Venturini Fendi, photo by N

Joe Corrè, photo by Curtis Gibson, courtesy of A Child of the Jago


“One’s self I sing, a simple separate person,
Yet utter the word Democratic, the word En-Masse.

Of physiology from top to toe I sing,
Not physiognomy alone nor brain alone is worthy for the Muse, I
say the Form complete is worthier far,
The Female equally with the Male I sing.

Of Life immense in passion, pulse, and power,
Cheerful, for freest action formed under the laws divine,
The Modern Man I sing”.

Walt Whitman, “One’s self I sing”, in “Leaves of grass”


The lyrics by Walt Whitman are the best way to introduce my interview with Joe Corrè, his bright and romantic point of you, that romanticism I celebrate where the freedom is the higher value. He is the modern man sang by Whitman where passion, pulse and power are addressed to make the world a better place, invite people to question about everything in order to develop an autonomous way of thinking which is respectful of the world surrounding us. I could spend a lot of words to talk about Joe, his social activism (focused on supporting the Climate Revolution started by the mother Vivienne Westwood, the fight against the fracking and INEOS, which came during the last Fall came behind the British tribunals), the many talents and successes as businessman and fashion designer( Agent Provocateur, Illamasqua and A Child of the Jago are successful brands he created) , but I prefer to use the synthesis, a gift he owns, which makes his words precious. Irony, lightness, which is not frivolity, but consciousness, balance between activism and ability to enjoy life, its beauty embodied in its most simple forms  shines in him and reminds me the Ancient Greek value of kalokagathia where what is beautiful has an ethic value or rather is good.

One of artworks by Joe Corrè featuring in the series “Ashes from Chaos”, photo by N


It can sounds like a hiatus to hear that, as it is connected to the one who set up the funeral pyre of punk, but this gesture, a provocation, it was a mere invitation to question about price and value, archetypes of the current commodified society, where the price – or rather money – replaces, gives or justifies the value, every value, as, it was asserted by the filmmaker Pier Paolo Pasolini, the consumption of goods has substituted by the consumption of people who are consumed by consumption. That is what happens in the mainstream which finds new tricks to increase the consumption. Yesterday, it happened in a certain place and time, in UK, in 2006 when Queen Elisabeth declared this year the year of punk, happening which increased the marketing connected to a movement which has arisen to question and subvert the ethic of mainstream. This was the fundamental issue connected to the Joe’s project Burn Punk London, the funeral pyre of punk which later turned into the artwork series “Ash from Chaos” recently showcased in London at the Lazinc Gallery and a film which is currently work in progress, reminding and subverting in a constructive way the celebrated slogan “Cash from Chaos”, symbol of punk era, impressed in a t-shirt worn by his father Malcom McLaren. Punk is dead – it just only stays alive its categorical imperative, the DIY, “Do it yourself” encouraging an independent and free way of living – but it will arise again from its ashes like the Arabian phoenix, through new forms and ideas, talking about evolution instead of revolution, hold the universe and the ones who people it, plants, flowers, animals and human beings. This is the new which advances and has Joe Corrè as its most relevant leading personas.


Stilll image from the Burn Punk London film by Joe Corrè, photo by N


Fashion embodying a concept and vibrant ideas is like an artwork, makes you think about, do you agree with that?

“I don’t think about fashion, I am not interested in it or rather I am interested in fashion as statement of who you are and what you think. That is the most relevant feature of fashion which became an important means to connect people, increased by the social media and celebrities. And when it is connected the gossip and political element the connection reached is effective, because the other channels where people can express themselves politically as elections became difficult to relate, the individual cannot express his ideas, there are no places. I use considering that as a  karaoke politics, it’s a global phenomenon. And it is just fashion which catches them – also through the political message which sometimes the celebrities support – touching and giving them the chance to express what they want to express, because fashion is global, popular”.


 Ethics and aesthetics, more specifically what is good and beautiful ( the kalokagathia of Ancient Greeks) is a value for you?

 “It is to do a simple solution if people concern to a simple beauty. All of us should learn to understand the beauty which exists, what it is and define it at best, as if you succeed to define beauty at best you are able to concern, understand, do the best choices and avoid of repeating the past mistakes. The big enemy of culture is the non-stop distraction which is inculcate and emphasized by social networks, computers. It is all about the value of beauty. That is why I come back to the issue of price and value (En. : the core of Burn Punk London project he made)”.



A detail from the installation “Ashes from Chaos”, by Joe Corrè, photo by N


To make fashion under the sign of the sartorialism (considering A Child of the Jago, the brand you created)is an alternative, antidote to the contemporary way of making fashion ?

 “ A Child of the Jago is an anti-fashion brand. When I started that I was working with Agent Provocateur (the luxury underwear brand) and I wanted to do something more experimental as the volume  of its business has became big and thus what has arisen for being very experimental turned into being less experimental due to that. To concentrate, get the luxury, to use the best fabrics coming from the fashion industry(also focusing on the local manufacture)  and I used it in the best way I can. The small position granted me the chance of doing that. When you are a brand with many stores ( En.: Agent Provocateur have many stores worldwide, I like reminding a movie, “Romance & cigarettes” by John Turturro featuring Kate Winslet playing a young woman working as sales assistant for an Agent Provocateur flagship store) the creativity diminishes as you have to deal with other issues. Instead a small sartorial brand gave me the chance to do that”.


To create situations and draw new landscapes in a categorical imperative for you?

“I see urgency to act as in fracking. I firstly am as actionist, in this urgency of acting you become less effective. Then the purpose of activism loses its strength. To be effective you need balancing to be effective and appreciate the life in its simple forms. I think the goal is to hold this balance and often it is not easy”.


Still image from the Burn Punk London film by Joe Corrè, photo by N


Are the anarcho- Situationist ideas by the French philosopher Guy Debord (En.: author of the cult book “The society of spectacle”) still current for you?

Guy Debord committed suicide and was an alcoholic, his ideas (concerning the society of spectacle, the passage from being to having into from having to appearing) were interesting for his times. Today the culture of celebrity is very personal and we have a different urgency, we want an evolution, not the revolution, we want to maintain and protect what surrounds us”.


Could you talk me about the art-works series “Ash from Chaos” which is part of your project Burn Punk London as well as it further developments?

“Ash is the claim of the need of promotion of chaos. Ash from Chaos arises from Burn Punk London, which marks, as well as the film on which I am working, which is more an artistic product than a documentary on what I did, punk has become a marketing exercise to sell you something you don’t need. The illusion of an alternative choice, a cog in the nonstop distraction machine. The establishment endorsed impotent rebel. Whilst we are occupied with punk’s carcass of nostalgia in the pursuit of cool. Our house is being burgled and set on fire. What will be the value of its Ashes? DIY is punk’s only lasting ethic of value. Discover the truth for yourself and act on it. This is activism. You can choose, how you inform yourself, vote, what you eat, buy, consume and discard, where you put your money, how you participate in our future. It was ridiculous to burn everything, but I did it as provocation to focus on price and value. We destroy everything, it is a way to ask for an anti-reactionary way, as next time you see a reaction you think twice about what really was going on. We are all manipulated everyday and people are an isolated, lonely crowd, more connected and more isolated, passive. The question is to ask for and try to have a conversation focused on price and value, as this is exactly a description of chaos we have in the financial environment peopled by irresponsible politicians, banks and the corporations they serve”.





Joe Corrè, photo courtesy of Burn Punk London



“Io canto l’ individuo, la singola persona,

Al tempo stesso canto la Democrazia, la massa.

L’ organismo, da capo a piedi, canto,

La semplice fisionomia, il cervello da soli non sono degni

Della Musa: la Forma integrale ne è ben più degna,

E la Femmina parimenti canto che il Maschio.

Canto la vita immensa in passione, pulsazioni e forza,

Lieto, per le più libere azioni che sotto leggi divine si attuano,

Canto l’ Uomo Moderno.

Walt Whitman, “Canto di me stesso, in “Foglie d’ erba”



I versi di Walt Whitman sono il modo più eloquente per introdurre la mia intervista a Joe Corrè, il suo brillante e romantico punto di vista, quel romanticismo che celebro in cui la libertà è il valore più elevato. È lui l’ uomo moderno cantato da Whitman la cui passione, pulsazioni e forza sono orientate a rendere il mondo un luogo migliore, invitare la gente a interrogarsi su qualsiasi cosa al fine di consolidare un modo autonomo di pensare che sia rispettoso dell’ ambiente che ci circonda. Potrei spendere tante parole per parlare di Joe, del suo attivismo nel sociale (proteso a sostenere la Climate Revolution avviata dalla madre Vivienne Westwood, la lotta contro il fracking e gli INEOS, giunta grazie a lui nell’ autunno dello scorso anno dinanzi alle corti inglesi), dei suoi vari talenti e successi come uomo d’ affari e fashion designer (Agent Provocateur, Illamasqua e A Child of the Jago sono marchi di successo da lui creati), ma preferisco avvalermi della sintesi, un dono da lui posseduto che rende preziose le sue parole. Ironia, leggerezza, che non è frivolezza, bensì consapevolezza, equilibrio tra attivismo e capacità di apprezzare la vita, la sua bellezza, nei suoi aspetti più semplici. Questo, ciò che brilla in lui e mi fa venire in mente un valore degli antichi Greci, la kalokagathia, in cui ciò che è bello ha una connotazione etica ovvero è buono.


Still image from the Burn Punk London film by Joe Corrè, photo by N


Può sembrare uno iato sentire ciò, in quanto connesso a colui che ha allestito la pira funebre del punk, ma questo gesto, una provocazione, era un mero invito a interrogarsi su prezzo e valore, archetipi della attuale società mercificata, laddove il prezzo – o meglio il denaro – sostituisce, fornisce o giustifica il valore, qualsiasi valore, poiché, come sosteneva il regista Pier Paolo Pasolini, al consumo di merci si è sostituito il consumo di persone che sono consumate dai consumi. Questo è ciò che accade nel mainstream, il quale trova nuovi escamotages per incentivare il consumo. Ieri, succedeva in un determinato tempo e luogo, nel 2006, nel Regno Unito, quando la regina Elisabetta ha dichiarato tale anno l’ anno del punk, ciò ha accresciuto il marketing collegato a un movimento nato per criticare e sovvertire l’ etica di mainstream. Ciò era il fondamento del progetto Burn Punk London, la pira funeraria del punk che si è poi trasformata nella serie di opere d’ arte “Ash from Chaos” recentemente esposta a Londra presso la Lazinc Gallery e in un film che è attualmente in corso d’opera, la quale ricorda e stravolge in modo costruttivo il celebre slogan “Cash from Chaos”, emblema dell’ era del punk, impresso in una t-shirt indossata dal padre Malcom McLaren. Il punk è morto – resta vivo soltanto un suo imperativo categorico, il DIY, “Do it yourself” che incoraggia uno stile di vita libero e indipendente -, ma come l’ araba fenice, esso rinascerà nuovamente dalle sue ceneri, attraverso nuove forme ed idee che parlano di evoluzione e non rivoluzione, per mantenere intatto l’ universo unitamente a coloro che lo popolano, le piante, i fiori, gli animali e gli esseri umani. Ciò è il nuovo che avanza ed ha Joe Corrè tra i suoi protagonisti più rappresentativi.


A detail from the installation “Ashes from Chaos”, by Joe Corrè, photo courtesy of Burn Punk London


La moda che incarna un concetto e vibranti idee ti fa pensare, sei d’ accordo?

“Non penso alla moda, non ne sono interessato o meglio mi interessa la moda quale affermazione di chi sei e cosa pensi. Questo è il tratto più rilevante della moda, divenuta un importante mezzo di connessione della gente, incentivato dai social media e dalle celebrità. E quando si collega l’ elemento gossip e politico la connessione è efficace, dal momento che gli altri canali in cui le persone possono esprimersi politicamente come le elezioni sono diventati difficili  ambiti a cui collegarsi. Sono solito considerare ciò come politica karaoke, un fenomeno globale. Ed è soltanto la moda a catturarli – anche attraverso il messaggio politico di cui talvolta le celebrità sostengono -, colpirli e dare a loro la possibilità di esternare ciò che vogliono esprimere, perché la moda è globale, popolare”.


Etica ed estetica, più specificamente ciò che è buono e bello (la kalokagathia degli antichi Greci) è un valore per te?

“Sarebbe una soluzione semplice se le persone avessero riguardo di una pura bellezza. Tutti  noi dovremmo imparare a capire la bellezza che esiste, cosa essa sia e definirla al meglio, perchè se si riesce a definire al meglio la bellezza si è capace di averne riguardo, capire, fare le scelte migliori ed evitare di ripetere gli errori del passato. Il grande nemico della cultura è la ininterrotta distrazione che è inculcata ed enfatizzata da social media, computer. È una questione di valore della bellezza. Ecco perché ritorno sulla questione di prezzo e valore (ndr: il cuore del progetto Burn Punk London da lui realizzato)”.


Still image from the Burn Punk London film by Joe Corrè, photo by N


Fare moda all’ insegna della sartorialità ( considerando A Child of the Jago, il brand da te creato) è una alternativa, un antidoto al modo contemporaneo di fare moda?

“A Child of the Jago è un marchio anti-fashion. Quando ho dato inizio a ciò stavo lavorando con Agent Provocateur (marchio di biancheria intima di lusso) e volevo fare qualcosa che fosse più sperimentale  poichè il volume di questa azienda era divenuto enorme e pertanto ciò che era nato per essere estremamente sperimentale si era trasformato, in ragione di ciò, in qualcosa che lo era meno. Concentrarsi, riuscire ad avere lusso, usare i migliori materiali provenienti dall’ industria della moda ( anche rivolgendosi alla manifattura locale) e l’ ho usata nel miglior modo possible. La piccola posizione mi ha garantito la possibilità di fare ciò. Quando si è un marchio con varie boutiques ( ndr.: Agent Provocateur ha molteplici punti vendita in tutto il mondo. Mi piace ricordare un film, “Romance & cigarettes” di John Turturro con Kate Winslet che interpretava una giovane donna la quale lavorava come assistente alle vendite per un flagship store di Agent Provocateur) la creatività diminuisce, poiché devi occuparti di altre questioni. Invece un piccolo brand sartoriale mi offre la possibilità di fare ciò”.

Creare situazioni e disegnare nuovi paesaggi è un imperativo categorico per te?

“Vedo l’ urgenza immediate di agire come nel fracking. Sono per prima cosa un’ azionista, in questa necessità di agire si diventa meno efficaci. Il fine dell’ attivismo quindi perde la sua forza. Per essere efficaci si deve bilanciare l’ essere fattivo con l’ apprezzare la vita nelle sue forme più semplici. Penso che l’ obiettivo sia mantenere questo equilibrio e spesso ciò non è facile”.


Dress by A Child of the Jago, photo courtesy of A Child of the Jago


Le idee anarco-situationiste del filosofo francese philosopher Guy Debord (ndr: autore del libro di culto “La società dello spettacolo”) sono ancora attuali per te?

Guy Debord si è suicidato ed era un alcolizzato, le sue idee ( inerenti la società dello spettacolo, il passaggio dall’ essere all’ avere nell’ avere all’ apparire) erano interessanti per i suoi tempi. Oggi la cultura della celebrità è molto personale e abbiamo una diversa urgenza, vogliamo una evoluzione, non la rivoluzione, vogliamo mantenere e proteggere ciò che ci circonda”.


“Ash from Chaos” a successful graphic transformation of the celebrated t-shirt “Cash from Chaos,” of Joe Corrè’s father Malcom McLaren, photo courtesy of Burn Punk London


Potresti parlarmi della serie di opere d’ arte “Ash from Chaos” che è parte del tuo progetto Burn Punk London come anche dei suoi ulteriori sviluppi?

“La cenere è la rivendicazione dell’ esigenza di promozione del caos. “Ash from Chaos”( “Cenere dal caos”) deriva da Burn Punk London, il quale sottolinea, come anche il film a cui sto lavorando, che è un prodotto artistico più che un documentario su ciò che ho fatto, che il punk sia divenuto un esercizio di marketing per vendere qualcosa di cui non si ha bisogno. L’ illusione di una scelta alternativa, una ruota dell’ ingranaggio nella macchina di distrazione continua. L’ establishment ha promosso il ribelle impotente. Mentre siamo occupati con la carcassa di nostalgia del punk alla ricerca del cool. La nostra casa sta per essere svaligiata e incendiata. Quale sarà il valore delle sue ceneri? Il DIY è l’ unica etica di valore che resta del punk. Scopri la verità per te stesso ed agisci in base ad essa. Questo è attivismo.  Si può scegliere, come informarsi, votare, ciò che si mangia, compra, consuma e si getta via, dove mettere il proprio denaro, il modo in cui si partecipa al nostro futuro. È stato ridicolo bruciare tutto, ma l’ ho fatto come provocazione per soffermarsi su prezzo e valore. Noi distruggiamo ogni cosa, è un espediente per richiedere un modo anti-reazionario, poiché la prossima volta che si vede una reazione si pensa due volte a cosa sta succedendo in realtà. Siamo tutti manipolati ogni giorno e la gente è una massa isolata, sola, più collegata e altrettanto isolata, passiva. La problematica sta nel richiedere e provare ad avere una conversazione incentrata su prezzo e valore, poiché ciò è esattamente una descrizione del caos che abbiamo negli ambienti della finanza, popolati da politici irresponsabili, banche e le corporazioni che costoro servono”.






“Be yourself, Everyone else is already taken” is the solo exhibition, featuring the works by Daniel Lismore brilliant British visual artist (and fashion designer who worked as creative director for the British brand Sorapol, Tate Modern Museum and Graduate Fashion Week Ambassador), being part of the Reykjavik Arts Festival and will be held from 1st to 30th June 2018 in Iceland, in Harpa at the Harpa Hall and Conference Centre. The exhibition path successfully makes concrete the Wagnerian “Gesamkunstwerk” (Total work of art), includes about 30 sculptures, self-portraits, combined to theatrical dressing ensembles that decorate them(, joins  haute couture, vintage items and precious cloths, giving rise to a marvelous dialogue between different channels of communication) and tracks a visionary anthropology which talks about the self, unconscious, identity, inviting and encouraging to think about the individual, the sole person, and at the same time humanity, caught in its dynamism and colored multiformity. It’s an universal lyricism, arising from who made his life an artwork, being really contemporary and eternal, as it explores with coherence, lightness and poetry the ontology of being. Here it shines a categorical imperative: “be yourself, as everyone else is already taken”, which is also the title of the book he recently released and edited by Skira/Rizzoli,  smashing chance to enjoy art as elevation of thinking and question, rethink about yourself under the sign of freedom and hopefully a new and deep consciousness.






Daniel Lismore

Be yourself, Everyone else is already taken” è la personale di cui è protagonista l’ opera di Daniel Lismore, brillante artista inglese ( e fashion designer che ha collaborato nelle vesti di direttore creativo per il brand inglese Sorapol, ambasciatore del Museo Tate Modern e della Graduate Fashion Week), che è parte del Reykjavik Arts Festival e si terrà dall’ 1 al 30 giugno 2018 in Islanda, ad Harpa, presso la Hall and Conference Centre di Harpa. Il percorso espositivo concretizza felicemente la “Gesamkunstwerk” (opera d’ arte totale) wagneriana, include circa 30 sculture, autoritratti, abbinati a teatrali assemblaggi vestimentari che li adornano (unisce pezzi di alta moda, vintage e preziosi tessuti, dando vita a un meraviglioso dialogo tra diversi canali di comunicazione ) e traccia una visionaria antropologia che parla del sé, dell’ inconscio, di identità, invitando e incoraggiando a pensare all’ individuo, la singola persona e al tempo stesso dell’ umanità, colta nel suo dinamismo e nella sua colorata multiformità. Un lirismo universale che nasce da chi ha reso la sua vita un opera d’ arte ed è  estremamente contemporaneo ed  eterno, poiché esplora con coerenza, leggerezza e poesia l’ ontologia dell’ essere. Ivi risplende un imperativo categorico: “be yourself, as everyone else is already taken”, che è anche il titolo del suo libro, recentemente pubblicato ed edito da Skira/Rizzoli, formidabile occasione per apprezzare l’ arte come elevazione di pensiero, interrogarsi e ripensare a sè all’ insegna di libertà e sperabilmente una rinnovata e profonda consapevolezza.


Arwork by Daniel Lismore



Artwork by Daniel Lismore


Floracult, photo by N

Nature as a lifestyle under the sign of sustainability, that is what it featured in the ninth edition of Floracult, event ideated by the strong social activist, pioneering fashion designer and farming businesswoman Ilaria Venturini Fendi and curated by Antonella Fornai, which was recently held in the Rome countryside, in La Storta at I Casali del Pino. It’s culture, this, made concrete through different events as workshops, book-launches, exhibitions and talks. The sounds, scents and flavors belonging to the natural world along with its little hosts were the main features, a tale enriched by an awesome frame, the enchanting, relaxing and warmth atmosphere which makes this place a special place where to go and come back. That is what I do since seven years and year after year I continue discovering something new concerning the nature, sustainability. I often use to saying I am grateful to have the chance of increasing my modest knowledge concerning this field to which I am very sensitive and deeply connected.


Floracult, photo by N


The entering of the exhibiting spaces featuring plants, flowers, along with the wines and interior design made by Anna Venturini Fendi and a series of vintage selection she made, photo by N


A perfect frame to read a book what an exhibitor did into his space, photo by N


Scarves made by using organic dying, photo by N


Carmina Campus, photo by N


Carmina Campus co-branding series of accessories made by teaming with Vibram, made of rubber, photo by N


Carmina Campus, photo by N


Headonism by Alessandro Magagnini( aka it’s an immense joy), photo by N


Hedonism by Alessandro Magagnini ft. me, myself and I, photo by N

This event becomes more special as it often gives to me the chance to see many things and also sharing all that with some beloved friends. I like reminding two special moments, a talk featuring the architects Antonio Girardi and Cristiana Favretto, focused on sustainable solutions as the Jellyfish hydroponic installation in its further developments which has been presented during the Milan Expo. They also talked about the PNAC, the projecting team joining architecture, botany and interior design coordinated Stefano Mancuso as well as about the way plants can be used as sensors, model for innovation and means to purity the air. That it has witnessed by “Breath”, an installation evidencing to which extent the plants can be filters to remove the pollution there is in the atmosphere. This and other kinds of solutions that are respectful of the world where we live were adopted by some Tuscany areas as Prato, city with which the PNAC is collaborating. Another special interlude has been the conference held by the iconic fashion guru Li Edelkoort and hosted by the bright fashion journalist Antonio Mancinelli. She created Bloom, a magazine launched in 1998 I was pleased to see and read, to increase the contemporary lifestyles inspired by the love for the plants, flowers and garden. It is a precious contribute she gave in order to increase a sustainable way of thinking inside out the realm of fashion, or rather to define fashion in an anti-fashion way, considering the current vision of mainstream connected to this realm. It’s a different way to think, create and make, that until now it has considered just merely pioneering, but it is born to be the only way possible in the forthcoming future. The consciousnesses arising from that, doubts and ideas were many, a precious gift resulting from this moment of culture sharing: to question and have doubts, ideas on the move, the driving forces of a change, something which is really necessary.




Yes she can!…Ilaria Venturini Fendi ( along with Adelaide Corbetta taking a picture), photo by N

Natura come stile di vita all’ insegna della sostenibilità è stata protagonista della nona edizione di Floracult, evento ideato dalla fervente attivista nel sociale, pionieristica fashion designer ed imprenditrice agricola Ilaria Venturini Fendi e curato da Antonella Fornai, che si è recentemente tenuto nella campagna romana, a La Storta, presso I Casali del Pino. Cultura, questa, concretizzata attraverso svariati eventi quali workshops, presentazioni di libri, esposizioni e talks. I suoni, profumi e sapori del mondo della natura unitamente ai suoi piccoli ospiti erano i prersonaggi principali, un racconto arricchito da una splendida cornice, l’ incantevole, rilassante e calda atmosfera la quale rende questo luogo un posto in cui andare e ritornare. Questo, ciò che faccio da sette anni e anno dopo anno continuo a scoprire qualcosa di nuovo in tema di natura, sostenibilità. Dico spesso che sono grata di avere la possibilità di accrescere la mia modesta conoscenza in questo ambito verso cui sono molto sensibile e profondamente connessa.

Antonio Girardi and Cristiana Favretto along with the Jellyfish installation presented during the Expo, photo by N


Anna Fendi exhibiting space joining wines, homewear and a selection of vintage jewelry, photo by N

Anna Fendi exhibiting space joining wines, furniture and a selection of vintage jewelry, photo by N


Anna Fendi exhibiting space joining wines, furniture and a selection of vintage jewelry, photo by N


Anna Fendi exhibiting space joining wines, furniture and a selection of vintage jewelry, photo by N


plants and water by Alessandro Magagnini, photo by N


Headonism moment ft. Antonio Passa, Michele Lettieri and Alessandro Magagnini who ideated the hats with the plants growing on it, photo by N


Floracult, photo by N

Tale happening diventa ancor più speciale, poiché mi offre anche la possibilità di vedere tante cose nuove e anche condivider tutto ciò con alcuni cari amici. Mi piace ripensare a due momenti speciali, un talk con gli architetti Antonio Girardi e Cristiana Favretto, incentrato su soluzioni sostenibili come l’ installazione idroponica Jellyfish nei suoi ulteriori sviluppi che è stata presentata nell’ occasione dell’ Expo milanese. Costoro hanno anche parlato di PNAC, il team di progettazione che unisce architettura, botanica e interior design coordinato da Stefano Mancuso come anche del modo in cui le piante possano fungere da sensori, modello di innovazione e strumenti per purificare l’ aria. Ciò che dimostra Breath”, installazione che prova in che misura le piante possano essere filtri per rimuovere l’ inquinamento atmosferico. Questo ed altri tipi di soluzioni rispettose dell’ ambiente in cui viviamo sono state adottate in alcune aree della Toscana come Prato, cittadina con cui il PNAC sta collaborando. Altro speciale interludio, la conferenza tenuta dall’ iconica fashion guru Li Edelkoort e moderata dal brillante giornalista di moda Antonio Mancinelli. Costei ha creato Bloom, un magazine lanciato nel 1998 che son stata lieta di vedere e leggere, per incentivare gli stili di vita che si ispirano all’ amore per le piante, i fiori ed il giardino. Un prezioso contributo, il suo, al fine di incrementare un modo sostenibile di pensare dentro e fuori dall’ ambito della moda o meglio definire la moda un una modalità anti-moda, considerando l’ attuale visione di mainstream collegata a questo settore. Un diverso modo di pensare, creare e fare che finora è stato ritenuto meramente pionieristico, ma è destinato ad essere l’ unico modo possibile nel prossimo futuro. Molteplici le consapevolezze, i dubbi e le idee che discendono da ciò, un prezioso regalo, tratto da questo momento di condivisione di cultura: interrogarsi e aver dubbi, idee in movimento, le forze motrici di un cambiamento, qualcosa che è davvero necessario.

Floracult, photo by N


The shopping bag by the Carmina Campus label Socially made in Italy, made by the women being in the Italian prisons, photo by N


Monili jewelry by Roberta Visentin, photo by N


Monili jewelry by Roberta Visentin, photo by N


Monili jewelry by Roberta Visentin, photo by N


The ArteViva installation, photo by N


The ArteViva installation, photo by N


Bloom magazine by Li Edelkoort, photo by N


Bloom magazine by Li Edelkoort, photo by N


Floracult, photo by N


A “Suicide” moment aka “Dream baby dream”, featuring me, myself and I wearing the t-shirt-artistic project by Nico Vascellari at Floracult, photo by N


Floracult, photo by N

artwork by Joe Corrè, photo by N

It successfully runs through 7th May 2018 at the London Gallery Lazinc the exhibition “Ash from Chaos”, which showcases the works by Joe Corrè(, bright fashion designer, businessman, who created yesterday the celebrated luxury lingerie brand Agent Provocateur, and later the sartorial clothing brand A Child of the Jago and the make-up brand Illamasqua and strong social activism, focused on the protection of environment and the climate revolution), that arise from “Burn Punk London”, initiative he made on 26th November 2016 which took place in London in a boat on the Thames where precious memorabilia of punk were burned by him.


Arwork by Joe Corrè, photo by N

A destructive act of protest against the commodification by the mainstream of a counterculture movement, which has turned into art, more specifically into a series of artworks – made of the ashes arisen from funeral pyre of punk. The proceeds arising from their sale will be entirely donated to a charity – and a part of documentary film he made( which is currently work in progress), accompanying  this awesome showcase and giving rise to a marvelous alchemy, emphasizing the message underlying to this gesture: “to question on price and value” , as Joe( embodying at best the assertiveness, modesty,  romanticism, which is not that consisting to give as a gift roses to the one you love, but to follow and make concrete the idea of freedom and humanity, pleased to tell you more  about him his bright visions and ideas soon) says and stop to be passive, developing a conscious way of thinking which is respectful of the world surrounding us.

Details from Ash from Chaos by Joe Corrè, photo by N


Details from Ash from Chaos by Joe Corrè, photo by N


Details from Ash from Chaos by Joe Corrè, photo by N


That and much more will be the core of talk featuring the iconic, genius British fashion designer  and bright visual artist Daniel Lismore( who is Ambassador of Tate Modern as well as Graduated Fashion Week and has made his life a work of art), hosting in the Lazinc Gallery at 7pm  a talk with Joe Corrè about this marvelous initiative, successfully joining art and activism. A not to be missed happening to appreciate a smashing conversation between two precious individuals under the sign of culture, emancipated  from the obvious and reasonable, contemporary times, sense, values and art.





Joe Corrè along with his mother Dame Vivienne Westwood and his daughter Cora Corrè, photo by N

Prosegue felicemente  fino al 7 maggio 2018 presso la Galleria d’ arte di Londra Lazinc la mostra “Ash from Chaos” che espone le opere di Joe Corrè(, brillante fashion designer, uomo d’ affari che ha creato ieri il celebre marchio di lingerie di lusso Agent Provocateur, successivamente il marchio di abbigliamento sartoriale A Child of the Jago, e fervente attivista nel sociale, impegnato nella protezione dell’ ambiente e nella climate revolution), le quali nascono da “Burn Punk London”, iniziativa da lui posta in essere il 26 novembre 2016 che ha avuto luogo a Londra in una barca sul Tamigi, in cui sono state da lui bruciate memorabilia del punk.


The iconic and eclectic Phillip Sallon at the Lazinc Gallery during the private opening of “Ash from Chaos”, photo by N


An icon of punk Jordan Rooke wearing a marvelous t-shirt, photo by N


Jordan Rooke along with me, myself and I, photo by N



The fashion designer Pandemonia Panacea along with visitors of the Ash from Chaos private opening, photo by N

Un atto distruttivo di protesta contro la mercificazione da parte del mainstream di un movimento di controcultura che si è trasformato in arte, più specificatamente in una serie di opere d’ arte – fatto delle ceneri della pira funeraria del punk. I proventi derivanti dalla loro vendita saranno devoluti per intero a un’ associazione di beneficienza – unitamente a un frammento della pellicola documentaristica, un racconto, un’ esperienza visiva unica (che sta per essere ultimato) che accompagna questa fantastica rassegna che dà vita a una meravigliosa alchimia ed enfatizza il messaggio sotteso a tale gesto: “interrogarsi su prezzo e valore”, come afferma Joe( il quale incarna al meglio assertività, modestia, romanticismo – che non ciò che consiste nel regalare rose a cui si ama ma seguire e concretizzare l’ idea di libertà – e umanità, lieta di raccontare presto altro ancora su di lui, sulle sue brillanti visioni ed idee) e smettere di essere passivi, consolidando un modo di pensare consapevole e rispettoso del mondo che ci circonda.

The fashion designer and visual artist Daniel Lismore, me, myself and I along with an artwork by Joe Corrè, photo by N


A detail embodied in the artwork by Joe Corrè, photo by N


Questo e molto altro sarà il cuore del talk di cui sarà protagonista l’ iconico, geniale fashion designer inglese e brillante artista Daniel Lismore( che è anche Ambasciatore del Museo di Londra Tate Modern, della Graduated Fashion Week ed ha reso la sua vita un’ opera d’ arte) il quale  sarà il moderatore di un talk con Joe Corrè che si terrà presso la Galleria Lazinc alle ore 19:00, incentrato su questa lodevole iniziativa che unisce felicemente arte ed attivismo. Un evento imperdibile per apprezzare due vibranti individualità  all’ insegna di cultura, emancipata dall’ ovvio e ragionevole, contemporaneità,  senso, valori e arte.


Still image from the film by Joe Corrè, photo by N



Me, myself and I along with the artwork by Joe Corrè, photo by N