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Gucci, photo courtesy of Gucci

Applauses e criticisms – as the one appeared on Facebook by the renowned TV journalist Mariella Milani  – featured in the Gucci  Fall/Winter 2018-2019 collection, presented during the Milan Fashion Week. Beyond the dissent and plaudit for the bright work made by the creative director Alessandro Michele, it has to be recognized he built and defined incisively in a couple of years a concept the brand never had. It needs to remember Gucci is born as brand of accessories which comes to shine again under the creative direction of Tom Ford, getting a great success in the realm of ready-to-wear, though the sign of the American creative director prevailed over the heritage and concept of fashion house. Later Frida Giannini (who is also an ex-student, as Michele, of the Rome Fashion and Costume Academy where I teach) increased the work in the field of wearability of the garments and worked on the communication of brand.

Alessandro Michele went beyond that, he started to implement a successful operation of branding and know-how, made concrete also in the aesthetics of flagship stores. He revolutionized the brand and gave a conceptual identity which did not exist(in the ready to wear), through an awesome work of styling and communication. The fact speak: songs as “Gucci gang” by Lil Pump and the dress-code of Italian pop band making rap music as the Dark Polo Gang express an evidence: Gucci is a luxury brand which entered into the mainstream, desired by the youth people of every age. Concerning the sign, architecture and lines strategy followed by the creative director, there is an overlap of constructions, patterns coming from the costume archive, the street, the pop, underground culture and its icons, giving often rise to new-baroque, sporty chic suggestions and defining a clear and intelligible concept of elegance made of freedom, irony and fluidity. There is not anything new in the design, instead of styling and communication of brand, I add more, it’s contemporary. Gucci tells about different stories and follows standards as the fluidity, life as theatre of the self, emphasized by grotesque suggestions as the setting of recent fashion show, a surgery room with the hand cut off heads that mark the question of human being, its hybrid identity, ego, consciousness, making use of highly symbolic elements as the eyes on the hands. An existentialism of the dress-code, it’s the one by the brand directed by Alessandro Michele which says “do what you want”(Crowleyan quote under the sign of the love as law, put under the will of individual).

Gucci, photo courtesy of Gucci

A dress to think and be. Elegance is a lifestyle, it’s not the passivity of a consumer which chooses the total-look proposed by one or many fashion designers to be or worst disguise oneself, corollary of “vanity as ready to wear of narcissism”( bright synthesis of a thought belonging to me, asserted by the celebrated art critic and curator Achille Bonito Oliva). This verticality results from a culture, the one of single brand which later becomes cult and consuming culture. Thus I disagree with the famous Mariella Milani when she says: “more than being a trend it’s already a certainty: fashion is also having a strong identity crisis. The question between the most cool fashion designers is: Do we make clothes or launch proclamations and send messages that depict the time we live in order to evidence we also are able to “tell”?”. The fashion designers are thinking individuals representing, as what they make, the “Spirit of folks” (the “Volksgeist” by jurist and philosopher Karl von Savigny, misunderstood by Adolph Hitler in the book he wrote “Mein  kampf”), as well as their tensions and emotions arising from living in a certain territory and time, therefore it’s natural to say something, something being genuine and having a sense. What Alessandro Michele says it has it. I comes back again on the words by Mariella Milani: “it is for sure a mirror of times, but is it possible fashion is doing all of this mess to sell rags”. This words seem like embodying a thought which looks at fashion as secondary discipline beside the visual arts, disqualifies and degrades it to the status of goods. Though fashion, the fashion product which is born to be sold, otherwise it does not exist is also other, it’s history, culture, elevation of the thought, it’s like an art work, it makes to think about. Why do I tell that? I wish in the forthcoming times fashion gets that dignity it had during the early Nineties, when at the Paris Museum of the Decorative Arts fashion, visual arts and design were all together, communicated between themselves, but to do that it needs going ahead and making more to dignify fashion and its culture, also and especially during dark and uncertain times where the cultural decadence, putrescence, mediocracy and obsolescence excels at many realms.

GUCCI: FLUIDITÀ E LIBERTÀ, IL SEGNO DEI TEMPI E DELLA MODA CONTEMPORANEA

 

 

Applausi e critiche – come quella apparsa su Facebook dalla autorevole giornalista televisiva Mariella Milani – sono stati i comprimari della collezione autunno/inverno 2018 di Gucci, presentata in occasione della fashion week milanese. Al di là del dissenso e del plauso verso il brillante lavoro svolto dal direttore creativo Alessandro Michele, va riconosciuto che in pochi anni costui ha costruito e definito in modo incisivo un concept che il marchio non ha mai avuto. E’ d’ uopo ricordare che Gucci nasce come marchio di accessori che ritorna a primeggiare sotto la direzione creativa di Tom Ford, riscuotendo un grande successo nell’ ambito del pret â porter, anche se è il segno del direttore creativo americano ha prevalso sull’ heritage e il concept della casa di moda. Successivamente Frida Giannini (anch’ella ex-allieva, come Michele, dell’ Accademia di Costume e Moda di Roma presso la quale insegno) ha ampliato il lavoro nell’ ambito della portabilità dei capi ed ha lavorato sulla comunicazione del marchio.

Alessandro Michele è andato oltre, ha iniziato a consolidare una felice operazione di branding e know-how, concretizzata anche nell’ estetica dei flagship store. Ha rivoluzionato il marchio e dato un’ identità concettuale che non c’era (nel pret â porter) mediante un mirabile lavoro di styling e di comunicazione. I fatti parlano: canzoni quali “Gucci gang” di Lil Pump e il dress-code di gruppi pop italiani che fanno rap quali i Dark Polo Gang esprimono un evidenza: Gucci è un marchio di lusso entrato nel mainstream, desiderato da giovani di tutte le età. Quanto al segno, all’ architettura e strategia delle linee seguita dal direttore creativo, si ritrova una sovrapposizione di costruzioni, patterns provenienti dall’ archivio di costume, dalla strada, dalla cultura pop, underground e dalle sue icone che sovente danno vita a suggestioni neo-barocche, sporty-chic e delineano un’ idea chiara ed intelleggibile di eleganza fatto di libertà, ironia e fluidità. Non c’è nulla di nuovo nel design, diversamente dallo styling e comunicazione del marchio, aggiungo ancor di più, è contemporaneo. Il marchio racconta storie diverse e segue dei parametri ben chiari: la fluidità, la vita come teatro del sé, enfatizzato da suggestioni grottesche come il setting della recente sfilata, una sala operatoria con teste mozzate a portata di mano che rimarcano il discorso sull’ essere, sulla sua identità ibrida, sull’ io, sulla consapevolezza, unitamente ad elementi altamente simbolici come gli occhi sulle mani. Un esistenzialismo vestimentario, quello del marchio diretto da Alessandro Michele che parla e dice “do what you want”( “fai ciò che vuoi” celebre aforisma Crowleyano all’ insegna dell’ amore quale legge, sovraordinato alla volontà dell’ individuo).

Gucci, photo courtesy of Gucci

Un abito per pensare ed essere. L’ eleganza è uno stile di vita pensante, non è la passività di un consumatore che si adagia al total-look proposto da uno o più fashion designer per essere o peggio travestirsi, corollario della “vanità quale pret â porter del narcisismo”(felice sintesi di un pensiero che mi appartiene, sapientemente espresso dal celebre critico d’ arte e curatore Achille Bonito Oliva). Questa verticalità è il risultato di una cultura, quella del singolo marchio che poi diventa culto, cultura del consumo. Pertanto dissento dalla illustre Mariella Milani quando afferma che “più che una tendenza ormai è una certezza: anche la moda è in preda a una violenta crisi di identità. La domanda che circola fra i designers più cool è: facciamo vestiti o lanciamo proclami e mandiamo messaggi che rappresentino il tempo che viviamo in modo da dimostrare che anche noi possiamo “dire” qualcosa?”. I fashion designer sono individui pensanti che, come ciò che fanno, rappresentano lo spirito del popolo ( il “Volksgeist” del giurista e filosofo Karl von Savigny, male interpretato da Adolph Hitler nel suo libro “Mein  kampf”), nonché le loro tensioni ed emozioni derivanti dal vivere in un dato territorio e tempo, sicché è naturale il dire qualcosa, ma qualcosa di autentico e sensato. Il discorso di Alessandro Michele lo è. Mi soffermo nuovamente sulle parole di Mariella Milani: “sarà pure specchio dei tempi, ma possibile che ci si metta anche la moda a fare tutto sto casino per vendere stracci”. Sembra che queste parole racchiudano un pensiero che guarda alla moda come disciplina di secondo grado rispetto alle arti visive, la dequalifica e degrada allo status di merce. Eppure la moda, il prodotto moda che nasce per esser venduto altrimenti non esiste è anche altro, è storia, è cultura, è elevazione di pensiero, come un’ opera d’ arte, fa pensare. Perché dico ciò? Mi auguro che nei tempi a venire la moda acquisti quella dignità che aveva nei primi del Novecento, quando al Musée Des Art Décoratifs di Parigi, la moda, le arti visive e il design erano tutti insieme, comunicavano tra di loro, ma per far questo è necessario andare avanti e fare di più per dignificare la moda e la sua cultura, anche e soprattutto in tempi oscuri e incerti in cui la decadenza culturale, la putrescenza, la mediocrazia e l’ obsolescenza primeggia in molti ambiti.

www.gucci.com

Silvio Betterelli, photo by N

 

The Winter edition of Altaroma featured “Showcase”, a bright project I appreciated very much ideated by the ICE Agency and Altaroma, which has concretely evidenced its support to the creativity made in Italy. To create connections between the Italian emerging brands with buyers, journalists, Italian and foreigners fashion insiders, that has been the purpose of this event, a laudable initiative which featured forty fashion designers – ten different ones alternated on every day – as Anna Porcu, 16R, Avaro Figlio Milano, Aroma 30, Nadiamari, The Dots, Mandredi Manara, Silvio Betterelli, Quattromani, Susana Traca, Delirious, Flaminia Barosini, Benedetta Bruzziches and many others who showcased the creations they made under the sign of a vibrant concept and a catchy design.

SHOWCASE UNA BRILLANTE INIZIATIVA DI ALTAROMA PER SOSTENERE LA CREATIVITÀ MADE IN ITALY

 

Quattromani, photo by N

L’ edizione invernale di Altaroma ha avuto quale protagonista “Showcase”, un brillante progetto da me molto apprezzato ideato dall’ Agenzia ICE ed Altaroma, che ha concretamente dimostrato durante questi anni il suo sostegno verso la creatività emergente made in Italy. Creare connessioni tra i brand emergenti italiani con i buyers, giornalisti, addetti ai lavori italiani e stranieri, questa la finalità dell’ evento, una lodevole iniziativa di cui hanno fatto parte quaranta fashion designers – dieci diversi si sono alternati ogni giorno – quali Anna Porcu, 16R, Avaro Figlio Milano, Aroma 30, Nadiamari, The Dots, Mandredi Manara, Silvio Betterelli, Quattromani, Susana Traca, Delirious, Flaminia Barosini, Benedetta Bruzziches e molti altri che hanno esposto le loro creazioni all’ insegna di un vibrante concetto e un accattivante design.

 

Nadiamari, photo by N

 

Flaminia Barosini, photo by N

 

Flaminia Barosini, photo by N

 

Flaminia Barosini, photo by N

 

The Dots, photo by N

 

Susana Traca, photo by N

 

Delirious, photo by N

 

Manfredi Manara, photo by N

 

Mandredi Manara, photo by N

 

Aroma 30, photo by N

 

Avaro Figlio Milano, photo by N

 

Benedetta Bruzziches, photo by Anna Porcu

 

Benedetta Bruzziches, photo by N

 

Anna Porcu, photo by N

 

Anna Porcu, photo by N

 

Me, myself and I along with Anna Porcu, photo by Silvia Pavanello

 

 

www.altaroma.it

“The different loves of a man” bag: a man and his lost loves/”I diversi amori di un uomo” bag: un uomo e i suoi amori perduti

 

The bag, an art work, becomes a canvas where are painted the portraits of men, women, feelings, emotions and their universality. It’s caressing, the overwhelming tale on cloth – velvet and other precious materials – as it is also evidenced by the name of every single bag – as “the elaboration of a mourning”, “a woman says but not says”, “ the man playing with the feelings” -, which embodies a different story, becomes an accessory and talks about desires, thoughts and situations everyone has experience just only once in its own life. The elegance, a lifestyle, made of uniqueness, lightness, irony and poetry, turns into an awesome sentimental journey. This is all that shines in the collection by Melinita, brand of accessories created by the bright Carmela D’ Urso, successfully joining a vibrant concept under the sign of exclusivity, of beautiful and well made. The sophisticated creations she made, divided in many thematic series, are genuine unique items, entirely handmade and enriched by embroideries, decorations as the little dolls depicting men and women she painted and dressed. These little, big masterpieces, to have and collect, are available at the renowned Rome concept store, design gallery Fondaco Gallery.

MELINITA: UN VIAGGIO SENTIMENTALE ATTRAVERSO LA BORSA

 

The susspended man Melinita bag: the lightness of a man suspended between dream and reality/ l’ uomo sospeso Melinita bag: l’ uomo sospeso tra sogno e realtà

 

La borsa, un’ opera d’arte, diventa una tela su cui sono dipinti i ritratti di uomini, donne, sentimenti, emozioni e della loro universalità. Carezzevole, l’ avvincente racconto su tessuto – velluto e altri preziosi materiali -, come si evince anche dal nome di ogni singola borsa – quale “l’ elaborazione di un lutto”, “una donna dice, ma non dice”, “l’ uomo che gioca con i sentimenti” – che racchiude in sé una diversa storia, diviene un accessorio e parla di desideri, pensieri e situazioni che ognuno di noi ha sperimentato su sé stesso almeno una volta nella vita. L’ eleganza, uno stile di vita, fatto di unicità, levità, ironia e poesia si trasforma in un fantastico viaggio sentimentale. Questo è tutto ciò che splende nella collezione di Melinita, brand di accessori creato dalla brillante Carmela D’ Urso, che unisce felicemente un vibrante concept all’ insegna di esclusività, del bello e ben fatto. Le sue raffinate creazioni, suddivise in varie serie tematiche, sono autentici pezzi unici, realizzati interamente a mano e arricchiti di ricami, decori, quali le bamboline che incarnano uomini e donne da lei dipinti e vestiti. Questi piccoli, grandi capolavori, da avere e collezionare, sono disponibili nel rinomato concept store, galleria di design di Roma Fondaco Gallery.

 

The man playing with the feelings Melinita bag: the man playing with feelings of women stays alone/ L’ uomo che gioca con i sentimenti Melinita bag: l’ uomo che gioca con i sentimenti delle donne dopo resta solo

 

the woman in white Melinita bag: the light soul of a woman/ la donna in bianco Melinita bag: l’ anima leggera di una donna

 

balance and style of a woman Melinita bag/ equilibrio e stile di una donna Melinita bag

 

a woman says, but doesn’t say Melinita bag/ una donna dice, ma non dice Melinita bag

 

elaboration of a mourning Melinita bag: the pain for the loss of a love/elaborazione di un lutto Melinita bag: il dolore per la perdita di un’ amore

 

zen and fire( the weight of contraddictions)Melinita bag: the contrast bewtween conflicting emotions sweeps away the balance of a woman/ zend e fuoco( il peso delle contraddizioni) Mellinita bag: il contrasto tra emozioni in conflitto travolge l’ equilibrio di una donna

 

 

a man divided in half Melinita bag: a man and his complicated loves/ un uomo diviso a metà Melinita bag: un uomo e i suoi complicati amori

 

ad the world turns Melinita bag: l’ egoismo degli uomini/ gira il mondo gira Melinita bag: l’ egoismo degli uomini, tutto gira intorno a me

 

the elegance of a man Melinita bag: a man searching for his soul/ l’ eleganza di un uomo Melinita bag: l’ uomo alla ricerca della propria anima

 

the temptations of a man Melinita bag: a man gagged and ties, thus he resists to the temptations/ le tentazioni di un uomo Melinita bag: un uomo imbavagliato e legato resiste alle tentazioni

 

 

http://fondacoroma.com

 

 

Strumpet & Pink featuring in “Undressed: A Brief History of Underwear at the London Victoria & Albert Museum

The knickers becomes an artwork, that is the core of the couture British brand Strumpet & Pink, created by Lisa Z Morgan and Melanie Propert, which also featured in “Undressed: A Brief History of Underwear”, exhibition held during this year in London at the Victoria and Albert Museum. Catchy are the names of the items – “Princess and the pea”, “Dreaming of Jade”, “Nude eve”, “Fifi”, that talk about lightness, sensuality and poetry, emphasized by retro suggestions and precious materials as silk satin, crepe, tulle and a fine manufacture that depicts a elegance under the sign of a timeless charm.

 

 

IL FASCINO SENZA TEMPO DELLE MUTANDE: STRUMPET & PINK

 

Fifi knickers by Strumpet & Pink

Le mutande diventano un opera d’ arte, questa è il cuore del brand inglese di couture Strumpet & Pink, creato da Lisa Z Morgan e Melanie Propert, che sono state protagoniste di “Undressed: A Brief History of Underwear”, mostra tenutasi quest’ anno a Londra presso il Victoria and Albert Museum. Accattivanti, i nomi dei capi –  “Princess and the pea”, “Dreaming of Jade”, “Nude eve”, “Fifi” – che parlano di leggerezza, sensualità e poesia, enfatizzata da suggestioni retro e materiali preziosi quali il raso, la crêpe di seta, il tulle e di una raffinata manifattura che ritrae un’ eleganza all’ insegna di un fascino senza tempo.

Nude Eve knickers Strumpet & Pink

 

Nude eve knickers by Strumpet & Pink

 

Dreaming of Jade knickers by Strumpet & Pink

 

princess and the pea knickers by Strumpet & Pink

 

Mimi knickers by Strumpet & Pink

 

 

www.strumpetandpink.com

 

 

 

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

Strong, self-confident, incisive and light, that is the femininity featuring of the Spring/Summer 2018 womenswear collection by MvH-Mafalda von Hessen, brand established in 2013 by the bright creative duo formed by Mafalda von Hessen and Eric Wright, which successfully makes concrete the paradigm of dynamism and wearability. Fluidity, lightness, a sophisticated strategy of lines – emphasized by a palette of colors, including natural colors, bright shades of red, burgundy, coral, yellow, green, along with light grey, blue and light blue – joins to a smashing play of overlaps, geometric patterns, impressed also in the catchy accessories, giving rise to a whispered elegance made of harmonies and sartorial volumes.

 

 

RAFFINATEZZA, VERSATILITÀ E INCISIVITÀ: L’ ELEGANZA DI MVH-MAFALDA VON HESSEN

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

Forte, sicura di sé, incisiva e lieve, questa è la femminilità protagonista della collezione donna primavera/estate 2018 di MvH-Mafalda von Hessen, brand fondato nel 2013 dal brillante duo di creativi formato da Mafalda von Hessen ed Eric Wright, che felicemente concretizza il paradigma del dinamismo e della vestibilità. Fluidità, leggerezza, una sofisticata strategia delle linee – enfatizzata da materiali preziosi e da una palette di colori che include nuances naturali , vivaci tonalità di rosso unitamente a grigio chiaro, blu e celeste – si unisce a un formidabile gioco di sovrapposizioni, motivi geometrici, impressi anche negli accattivanti accessori, dando vita a un’ eleganza sussurrata fatta di armonie e volumi sartoriali.

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

 

 

 

www.mvh-design.com

 

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

It has recently presented in Rome at the eyewear gallery Monocle the result of a teaming between the brilliant visual artist Danilo Bucchi and the renowned eyewear brand Kuboraum, a smashing collection of sunglasses that embody the light, dreamlike and incisive sign of artist, emphasized by a special manufacture. That evidences the successful dialogue between art and fashion, impressed in an accessory which is under the sign of a timeless elegance and talks about excellence and uniqueness.

 

 

ARTE & MODA, ELEGANZA & UNICITÀ: LA COLLEZIONE DANILO BUCCHI + KUBORAUM

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

È stato recentemente presentato a Roma presso la galleria ottica Monocle il risultato di una collaborazione tra il brillante artista Danilo Bucchi e il rinomato brand di occhiali Kuboraum, una formidabile collezione di occhiali da sole, i quali racchiudono in sé il lieve, onirico e incisivo segno dell’ artista, enfatizzato da una speciale manifattura. Ciò testimonia il felice dialogo tra arte e moda, impresso in un’ accessorio che è all’ insegna di un’ eleganza senza tempo e parla di eccellenza e unicità.

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi

 

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

 

 

www.danilobucchi.com

www.kuboraum.com

www.monocle.it

Rick Owens, photo by N

It successfully follows, running through 25th March 2018Subhuman Inhuman Superhuman”, the exhibition featuring the work by Rick Owens, told by a catalogue by Electa (embodied in a special box in limited edition including also the unseen perfume he made, civet and grey amber scented). Twenty years are illustrated by memorabilia, catalogues, pictures, some were taken by Rick Castro – one of them features the father of photographer – fetishes, videos telling the artistic path by Owens along with garments and furniture.

Rick Owens, photo by N

The sulfur and timeless atmosphere, emphasized by the site-specific installation created by fashion designer, gives rise to a genuine Gesamkunstwerk, the idea of total work of art by Wagner where different channels of communication dialogue between themselves. The charming showcase depicts signes, ideas, suggestions, one of them reinterprets the performative experience by a legendary artist, Leigh Bowery, drawing a way beyond good and evil, a mystic synaesthesia where the beyond sanctifies human being in its instinctual rush and grotesque romanticism.

Rick Owens, photo by N

Storm and stress, the tension drama of individual, tender and feral, where passion, spiritual energy, reveals also as “friction between the soul and the outer world” (as yesterday the filmmaker Andrej Tarkovskji depicted at best in the masterpiece he made “Stalker”). A not to be missed happening which witnesses an essential chapter of yesterday and today conceptual fashion history.

 

MODA COME GESAMKUNTWERK: RICK OWENS AL MUSEO DELLA TRIENNALE DI MILANO (2)

 

Rick Owens, photo by N

Prosegue felicemente fino al 25 marzo 2018Subhuman Inhuman Superhuman”, la mostra che ha quale protagonista l’ opera di Rick Owens, raccontata da un catalogo di Electa (una special box in edizione limitata che contiene anche il suo profumo inedito allo zibetto e ambra grigia). Un ventennio illustrato da memorabilia, cataloghi, fotografie alcune di Rick Castro – una delle quali ritrae il padre del fotografo -, feticci, video che raccontano l’ iter artistico di Owens unitamente ad abiti e arredi.

 

Rick Owens, photo by N

L’ atmosfera sulfurea e senza tempo, enfatizzata dalla installazione site-specific creata dal fashion designer, dà vita ad un’ autentica Gesamkunstwerk, l’ opera d’ arte totale di wagneriana memoria in cui più canali di comunicazione dialogano tra di loro. L’ affascinante rassegna ritrae, segni, idee, suggestioni, una delle quali reinterpreta l’ esperienza performativa di un artista leggendario, Leigh Bowery, disegnando una via al di là del bene e del male, una mistica sinestesia in cui l’ oltre santifica l’ umano nel suo impeto pulsionale e grottesco romanticismo.

 

Rick Owens, photo by Rick Castro featuring his father, photo by N

Tempesta e impeto, il dramma tensivo dell’ individuo, tenero e ferino, in cui la passione, energia spirituale, si rivela anche quale “attrito tra l’ animo e il mondo esterno” (come ha magistralmente dipinto ieri su pellicola il regista Andrej Tarkowskji nel suo capolavoro “Stalker”). Un evento imperdibile che testimonia un imprescindibile capitolo della storia della moda concettuale di ieri e oggi.

 

Rick Owens, photo by N

 

Rick Owens, photo by N

 

Rick Owens, photo by N

 

Me, myself & I on a furniture by Rick Owens, photo by N

 

www.rickowens.eu

www.triennale.org

 

 

Rick Owens, photo by N

It will be opened tomorrow in Milan at the Triennale Design Museum “Rick Owens. Subhuman Inhuman  Superhuman”, the exhibition – running through 25th March 2018 – documenting the work by the celebrated fashion designer Rick Owens. It is a wide showcase of materials, drawings, pictures, furniture, videos, accessories and garments telling about the suggestions, impulse and the ideas on the move that are the core of his work and poetry. Conflicting, primal impulses are recomposed: the eternal and barbarical, life, death and hope, the solemnity of grotesque, kindness, fierce, heroism and sensuality  is made concrete through a unique play of ensembles and deconstructions giving rise to his sign, talking about his inner alphabet. It is an overwhelming story “about the balance of control – as the fashion designer says – and collapse and the temptation to overdo either”.

Rick Owens ( remindind the work by Leigh Bowery) at the Triennale Design Museum, photo by N

Rick Owens, photo by N

Rick Owens, photo by N

Rick Owens at the Triennale Design Museum, photo by N

Rick Owens at the Triennale Design Museum, photo by N

Rick Owens at the Triennale Design Museum, photo by N

Rick Owens at the Triennale Design Museum, photo by N

Rick Owens at the Triennale Design Museum, photo by N

Rick Owens at the Triennale Design Museum, photo by N

Rick Owens at ths Triennale Design MuseumRick Owens at the Triennale Design Museum, photo by N

http://www.triennale.org
http://www.rickowens.eu

Me, myself & I along with Adriano Franchi (Altaroma CEO), photo by N

Me, myself & I along with Adriano Franchi (Altaroma CEO), photo by N

Craftsmanship and fashion, an open dialogue which is full of many ideas, signs, suggestions and visions talking about constructions, the art of beautiful and well made, these are the features of A.I. Studio, exhibition project ideated and curated by Clara Tosi Pamphili and Alessio De Navasques, event which was held in Rome at Via Guido Reni 7 during the Altaroma grand opening. Colors, shapes and visions, the ones made by creatives as Davide Grillo, Vien, Karoline Lang, Jezabelle Cormio, Ahirain, Frederick Hornof, Serie Numerica and many others. Lightness, a tale joining art, embodying the genesis of creative process which gives rise to the dress, the one which is impressed in the marvelous creations by Aurore Thibout. It’s a many-sided kaleidoscope of ideas tracing a new way of making fashion, an unusual and charming path of producing and talking about fashion, connected to the way successfully developed by Altaroma or rather under the sign of innovation, tradition and contemporary times.

ALTAROMA: A.I. STUDIO L’ARTE DEL FARE TRA MODA & ARTIGIANALITÀ

A.I. studio, photo by N

A.I. studio, photo by N

Artigianalità e moda, un dialogo aperto che è colmo di molteplici spunti, segni, suggestioni e visioni che parlano di costruzioni, dell’ arte del bello e ben fatto, questi i protagonisti di A.I. Studio, progetto espositivo ideato e curato da Clara Tosi Pamphili e Alessio De Navasques, protagonista, evento che si è tenuto presso a Roma in Via Guido Reni 7 in occasione della grand opening di Altaroma. Colori, forme e visioni quelle di creativi quali Davide Grillo, Vien, Karoline Lang, Jezabelle Cormio, Ahirain, Frederick Hornof, Serie Numerica e molti altri. Levità, un racconto che unisce l’ arte e racchiude in sé la genesi del processo creativo che dà vita all’ abito, quello impresso nelle splendide creazioni di Aurore Thibout. Un multiforme caleidoscopio di idee che tracciano una nuova via di fare moda, un sentiero insolito e affascinante di  produrre moda e raccontarla in linea con la strada intrapresa da Altaroma ovvero all’ insegna di innovazione, tradizione e contemporaneità.

A.I. Studio, photo by N

A.I. Studio, photo by N

A.I. Studio, photo by N

A.I. Studio, photo by N

A.I. Studio, photo by N

A.I. Studio, photo by N

Aurore Thibout ft, in A.I. Studio, photo by N

Aurore Thibout ft, in A.I. Studio, photo by N

Aurore Thibout ft. in A.I. Studio, photo by N

Aurore Thibout ft. in A.I. Studio, photo by N

Aurore Thibout ft. in A.I. Studio, photo by N

Aurore Thibout ft. in A.I. Studio, photo by N

Me. myself & I along with Adrien Akimov Roberts, photo by N

Me. myself & I along with Adrien Akimov Roberts, photo by N

http://www.altaroma.it 

Angelo Marani, photo by N

Angelo Marani, photo by N

Days ago the fashion designer Angelo Marani passed away (he was seventy years old), renowned name  in the realm of ready-to-wear and knitwear – founder of company Marex producing the label which brings his name and brand .GIULIAMARANI, created by the bright daughter Giulia Marani – kind man who stays in the hearts of the ones like me were lucky enough to know and be close to him and his marvelous family. He was a joyful and generous individual, eager and untiring worker. Creativity, lightness, warm-hearted attitude and humility are some of features of  Angelo, ironic man, intellectually and morally honesty, who was always contemporary as it is evidenced by the Spring/Summer 2017 collection he made, presented during the Milan Fashion Week. That was the event where I saw Angelo who talked to me about the sporty-chic suggestions from Seventies, the Hollywood glamour that were embodied in it. Creativity and technology, a wide consciousness in terms of manufacture, sense of cloth are the alchemies impressed in the creations he made, productions and different combinations of materials, evidencing the excellence of made in Italy. That is the way I like reminding and as he deserves. Dear Angelo, I say you goodbye and I hug you with all of my love, respect and sympathy.

CIAO ANGELO

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

È venuto a mancare giorni fa il fashion designer Angelo Marani (all’ età di settanta anni), rinomato nome nell’ ambito del prêt a porter e della maglieria – fondatore dell’ azienda Marex che produce la sua etichetta e il brand .GIULIAMARANI, creato dalla brillante figlia Giulia Marani -, uomo di grande umanità che resta nei cuori di chi come me ha avuto il piacere e la fortuna di conoscer, esser vicino a lui ed alla sua splendida famiglia. Gioiosa e generosa individualità, lavoratore alacre e indefesso. Creatività, levità, calore e umiltà sono alcuni dei tratti di Angelo, uomo ironico, intellettualmente e moralmente onesto, sempre al passo con i tempi come si evince dalla sua collezione primavera/estate 2017, presentata in occasione della Milan Fashion Week. Questa, la circostanza in cui ho incontrato Angelo il quale mi ha parlato delle suggestioni sporty-chic, Seventies,  del glamour hollywoodiano che erano in essa racchiuse. Creatività e tecnologia, un’ ampia consapevolezza manifatturiera, senso del tessuto sono le alchimie impresse nelle sue creazioni, lavorazioni e svariate combinazioni di materiali che testimoniano l’ eccellenza del made in Italy. Questo è come mi piace ricordarlo e come merita. Con tutto il mio affetto,  stima e simpatia, caro Angelo ti saluto e ti abbraccio.

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

 

Me, myself and I along with Giulia Marani, photo by N

Me, myself and I along with Giulia Marani, photo by N

 

 

 

www.angelomarani.com