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Sergio Zambon, Silvia Venturini Fendi, Lapo Cianchi, Alessandra Mammì, Sofia Gnoli, Marco De Vincenzo, Maria Luisa Frisa

It has recently presented “Una nuova moda italiana”(Pitti Discovery/Marsilio,€ 34.00), smashing book by Maria Luisa Frisa at the suggestive rooms of Rome Macro. An event featured the author, bright creatives as Marco De Vincenzo, Fabio Quaranta and Sergio Zambon along with emblematic personas of fashion world as Silvia Venturini Fendi – President of Fendi brand and Alta Roma -, Lapo Cianchi, General Secretary of Pitti and celebrated name of fashion journalism as Alessandra Mammì and Sofia Gnoli – renowned historian of fashion – and it has been a successful chance to think about a new way to make fashion, re-thinking about Italian fashion. Here it were questioned some issues concerning Italian fashion as the contemporary status quo of Made in Italy of whose emersion of new talents resulted from the crystallization of many famous celebrated brands that created an opening to new name and a new way of make fashion. A new phenomenon, emphasized by the talent-scouting awards – as Who Is On Next, created by Alta Roma in collaboration with Vogue Italia that launched about seventy creatives – depicted by Maria Luisa Frisa in her latest book, presenting indipendent creatives often self-producing their collection, joining the role of businessmen who dialogue with suppliers and distributors. Many sacrifices and a feeling of isolation – as Marco De Vincenzo asserted – arises from this circumstance, though considered by Silvia Venturini Fendi as healthy for the creativity, increasing also the collaboration, support and solidarity between young creatives. A vibrant ethic I think it’ s bringer of a necessary change is going to making concrete, being Italy – inside out the realm of fashion – in a era of transition. Another point that unfortunately hasn’t been considered during the talk, being out of context – as I told to Alessandra Mammì – has been the role of media in showcasing the new talents, as it often happens the fashion journalism on paper doesn’t showcase – just talking about the realm of talent-scouting award – or support the emersion of new talents, it comes in late when a new trend is already developed and the talent of a creative is recognized abroad, instead fashion bloggers are the only ones who depict the contemporary status quo and present new creatives. I wish my words are means to think and re-think about a new way to make journalism – less obsolete and fashionista – that is more connected to the new way to make fashion showed in the book by Maria Luisa Frisa.

“UNA NUOVA MODA ITALIANA” DI MARIA LUISA FRISA, LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO AL MACRO DI ROMA

Fabio Quaranta, Sergio Zambon, Silvia Venturini Fendi

È stato recentemente presentato “Una nuova moda italiana””(Pitti Discovery/Marsilio,€ 34.00), formidabile libro di Maria Luisa Frisa presso le suggestive stanze del Macro di Roma . Un evento che ha avuto quale protagonista, l’autrice, brillanti creativi quali Marco De Vincenzo, Fabio Quaranta e Sergio Zambon unitamente ad emblematici personaggi del mondo della moda quali Silvia Venturini Fendi – Presidente del brand Fendi e di Alta Roma -, Lapo Cianchi, Segretario Generale di Pitti e celebri nomi del giornalismo di moda quali Alessandra Mammì and Sofia Gnoli – rinomata storica della moda – ed è stato una felice occasione per pensare ad un nuovo modo di fare moda, ripensando alla moda italiana. Sono state ivi affrontate alcune problematiche inerenti la moda italiana quale lo status quo del Made in Italy la cui emersione di nuovi talenti è stata conseguenza della cristallizzazione di molteplici brand celebri che ha creato un’ apertura a nuovi nomi ed un nuovo modo di fare moda. Un nuovo fenomeno, enfatizzato dai concorsi di talent scouting – quali Who Is On Next, creato da Alta Roma in collaborazione con Vogue Italia che ha lanciato circa settanta creativi – dipinto da Maria Luisa Frisa nel suo ultimo libro che presenta l’opera di creativi indipendenti che sovente auto-producono le loro collezioni, uniscono il ruolo di manager che dialogano con fornitori e distributori. Tanti sacrifici ed un senso di isolamento – come ha affermato Marco De Vincenzo – nasce da questa circostanza, benchè sia considerata da Silvia Venturini Fendi salubre per la creatività, incentivando anche la collaborazione, supporto e solidarietà tra giovani creativi. Una vibrante etica che penso sia portatrice di un necessario cambiamento che sta per concretizzarsi, essendo l’ Italia – dentro e fuori dall’ambito della moda – in un’epoca di transizione. Un altro argomento che sfortunatamente non è stato preso in considerazione durante il talk, essendo fuori contesto – come ho detto ad Alessandra Mammì – è il ruolo dei mezzi di comunicazione nell’esporre i nuovi talenti, poiché sovente accade che il giornalismo di moda su carta non esponga l’opera dei nuovi talenti – occupandosi eminentemente dell’ambito dei concorsi di talent-scouting – né supporta l’emersione di nuovi talenti, giungendo tardi, quando una nuova tendenza è già consolidata ed il talento di un creativo è riconosciuto all’estero, invece i fashion bloggers sono gli unici a ritrarre lo status quo contemporaneo e presentare nuovi creativi. Mi auguro che le mie parole siano un mezzo per pensare e ripensare a un nuovo modo di fare giornalismo – meno obsoleto e fashionista – che sia più connesso al nuovo modo di fare moda esposto dal libro di Maria Luisa Frisa.

 

Maria Luisa Frisa