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Quentin Crisp

 

The only thing I can do well, the only thing I know how to do, is be me”. Those words, having an universal value, marking the core of being, of life, an individual path to go under the sign of consciousness, freedom, lightness, considered as absence of weight and kindness as paradigm of humanity, are embodied in  “The last word”, third autobiography of the legendary Quentin Crisp – su Amazon.com -, considered as an icon of gay culture (, a time and a place, the New York City Lower East side he peopled during the Eighties), writer, social observer and actor – who featured in “Orlando” the movie by Sally Potter, playing the queen Elisabeth I.

 

It’ s a book to have for knowing, discovering and appreciating the bright, provocateur, fancy and unforgettable mood, sense of humour and wisdom of an “Englishman in New York”(which is also the title of song Sting dedicated to him once he knew of his story and life experience, he told in the cult book “The naked civil servant”, released during the Seventies).

 

“THE LAST WORD”, L’ AUTOBIOGRAFIA DI QUENTIN CRISP

 

Quentin Crisp, photo courtesy of Crisperanto.org

L’ unica cosa che so far bene, la sola cosa che so come farem è essere me”. Queste parole, che hanno un valore universale, evidenziano il cuore dell’ essere, della vita, un cammino individuale da percorrere all’ insegna di consapevolezza, libertà, leggerezza, intesa come assenza di peso e gentilezza, quale paradigma dell’ umanità, sono racchiuse in “The last word”, terza autobiografia del leggendario Quentin Crisp – disponibile in esclusiva su Amazon.com -, considerata un’ icona della cultura gay (, di un tempo e un luogo, la Lower East Side di New York City da lui popolata negli anni Ottanta), scrittore, opinionista e attore che è stato protagonista di “Orlando”, il film di Sally Potter, vestendo i panni della regina Elisabetta I.

 

 

 

Quentin Crisp

 

http://www.crisperanto.org 

“I ever have seen so much snow”, assertion reminding mi the starting sentence of “Little White Riding Hood”(Corraini Editions, 9,00 Euros), minimal fairy-tale, dedicated to the father of music minimalism Philip Glass – I’m very fond of – by the celebrated designer, artist and novelist Bruno Munari – featuring minimal, almost non-existent illustrations he made, that leave space to fantasy and depict a magic feat, the crossing of a snowy hood, made by the Little White Riding Hood who visits the granny Candida, runs into the painter ad the White Wolf which had its stomach upset, getting an indigestion of grannies and in the end she finds behind the granny’s house a message from the granny telling:“ I’m gone to the Black Africa, I come back in Summer, bye, don’t cry” – and makes me think about what is happening during the latest days in Italy, in many provinces – as Rome – and regions (and considering the weather forecasts the Siberian disturbance which brought cold and snow will come back, bringing rain, cold and snow during the forthcoming days), paralyzed by snow, unusual happening for the Central and Southern Italy regions which brought the death of people – over sixty people – and many inconveniences, circumstance making surface many issues concerning the lack of superstructures, the hydro-geological instability and other troubles, giving rise to reflections regarding what has done during the last forty years in Italy – nothing – in terms of public works of maintenance and resulting critics about the political class, which is frequently, but not uniquely involved – greedily – in grabbing hold of money, benefits, privileges and immunities, maintaining, developing the interests of parts and of old and new lobbies and presenting many slogans without making any concrete, political class which yesterday, recently – except today as it sits at the Parliament a temporary Government of technicians – the Italians has chosen. The question “Why does it happen that?” is directly connected to the status of Italian Mr. Average, his lack of civic sense, as well as the lack of the one chosen to represent him. The public thing or the State is considered by many people as a territory to predate instead of protecting, preserving and renewing that. Non loving the ethic of complaining, beyond wishing that the poor people who sleep on the road, old people and other ones don’t die during the forthcoming days, the sick people being at the hospital aren’t lacking of electric energy, I hope these dramatic happenings make the Italians direct their behavior as individuals and citizens towards a necessary uprightness and more consciousness during the everyday life as well as during the time when it will be asked them for expressing their consent about the political class able to represent them, circumstance hopefully that accompanies a chance in the realm of political representation to develop the work of cultural, political, social and economical change Italy needs very much.

 

LA NEVE, FAVOLA E REALTÀ ITALIANA

A page from “Little White Riding Hood” by Bruno Munari

“Mai vista tanta neve”, affermazione che mi ricorda la frase di inizio di “Cappuccetto Bianco”(Edizioni Corraini, 9,00 Euro), favola minimalista, dedicata al padre del minimalismo musicale Philip Glass – alla quale sono molto affezionata – del celebre designer, artista e autore di racconti Bruno Munari – di cui sono protagoniste illustrazioni minimali, quasi inesistenti che lasciano spazio alla fantasia e descrivono una magica impresa, l’ attraversamento di un bosco innevato compiuto dalla piccola Cappuccetto Bianco che va a far visita alla nonna Candida, si imbatte nel pittore Bianconi e nel lupo bianco che stava male di stomaco perché aveva fatto indigestione di nonne e alla fine trova un messaggio della nonna dinanzi alla sua casa innevata che diceva “sono andata in Africa Nera, tornerò in estate, ciao, non piangere” – e mi fa pensare a ciò che sta succedendo da un paio di giorni in Italia in varie province – come Roma – e regioni(e stando alle previsioni del tempo la perturbazione siberiana che ha portato freddo e neve, ritornerà, portando pioggia, freddo e neve anche nei prossimi giorni), paralizzate dalla neve, fenomeno insolito per le regioni dell’ Italia centrale e meridionale che ha comportato la morte di alcuni – più di sessanta persone – e plurimi disagi, circostanza che fa emergere problematiche relative alla carenza di sovrastrutture, il dissesto-idrogeologico ed altre questioni, dà vita a riflessioni su cosa è stato fatto negli ultimi quaranta anni in Italia – nulla – in termini di opere pubbliche di manutenzione e conseguenti critiche sulla classe politica, sovente anche se non unicamente impegnata ad agguantare – famelica -, denari, benefici, privilegi e immunità, a mantenere, consolidare gli interessi di parte e lobbies vecchie e nuove e a presentare molteplici slogan senza concretizzarne alcuno, classe politica che ieri, recentemente – eccetto oggi in cui siede al Parlamento un Governo temporaneo di tecnici – gli italiani hanno scelto. La domanda “perché accade ciò?” è direttamente collegata allo status del cittadino italiano medio, alla sua mancanza di senso civico, come anche di colui che ha scelto per rappresentarlo. La cosa pubblica ovvero lo Stato è visto dai più come territorio da depredare e non da tutelare, mantenere e rinnovare. Non amando l’ etica del lamento, oltre a sperare che nei prossimi giorni individui poveri che dormono per strada, anziani e altra gente non muoia, i malati in ospedale non rimangano privi di energia elettrica, mi auguro che queste circostanze drammatiche portino gli italiani a orientare il loro comportamento di individui e cittadini verso una necessaria verticalità e maggiore consapevolezza nella vita di ogni giorno come anche nel momento in cui sarà chiesto loro di esprimere il loro consenso riguardo alla classe politica che potrà rappresentarli, circostanza che spero si accompagni ad un mutamento nell’ ambito della rappresentanza politica per consolidare l’ opera di rinnovamento culturale, politico, economico e sociale di cui l’ Italia ha tanto bisogno.

Little White Riding Hood by Bruno Munari

Bruno Munari