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photo courtesy of Roberto D’ Agostino

 

A world, an universe, a cross, unusual and non-conventional mood, a sartorial-rock architecture, also marked by the iconic dress-code, meets a vibrant way of thinking which translates and decodes the contemporary times revealing creative relationships and reshaping borders under the sign of ethics, as well as its container, the aesthetics of living with art. This is the engaging tale Roberto D’ Agostino – eclectic and visionary TV persona, journalist, critic, director of movie “Mutande pazze” (standing as “Crazy slips”), writer and author along with the famous art critic Federico Zeri of book “Sbucciando piselli” (meaning “Peeling peas” Mondadori, 1990), creator of “Dagospia”, the famous website focused on mainstream news and gossip – is going to start in Tv on Sky arte, featuring in “Dago in the Sky”, tv format which today  at 6:30 pm will be presented and will be broadcasted on every Friday at 11:30 pm. An irresistible journey inside the beauty to discover and appreciate its aesthetics, its interprets and makers which starts dealing with the wide topic of art and homosexuality and tells about an age, many times, emblematic personas from the art scene and their sign. That is an essential, mystic experience, as well as the watching of Tv program, a successful event, a must for all that love art, culture and celebrate an autonomous way of thinking which increases a categorical imperative: the mind must be all opened like a parachute.

VIVERE CON ARTE: IL DEBUTTO DI “DAGO IN THE SKY”

Roberto D' Agostino, photo by N

Roberto D’ Agostino, photo by N

Un mondo, un universo, un mood, trasversale, insolito e anticonvenzionale, un’ architettura sartorial-rock, rimarcata anche dall’ iconico codice vestimentario incontra un vibrante pensiero il quale traduce e decodifica la contemporaneità, svelando relazioni creative e ridisegnandone i confini all’ insegna dell’ etica, nonché del suo contenitore, l’ estetica del vivere con arte. Questo l’ avvincente racconto che Roberto D’ Agostino – eclettico e visionario personaggio televisivo, giornalista, critico, regista del film “Mutande pazze”, scrittore e autore unitamente al famoso critico d’ arte Federico Zeri del libro “Sbucciando piselli” (Mondadori, 1990), creatore di “Dagospia”, il famoso sito di informazione generalista che si occupa di retroscena – si appresta ad avviare in Tv su Sky arte nelle vesti di protagonista di “Dago in the Sky”, format televisivo che verrà presentato oggi alle ore 18:30 e andrà in onda ogni venerdì alle ore 23:30. Un irresistibile viaggio nel bello per scoprire e apprezzare la sua estetica, i suoi interpreti ed esecutori che inizia affrontando il vasto tema dell’ arte e dell’ omosessualità e racconta un’ epoca, vari momenti, personaggi emblematici del mondo dell’ arte e il loro segno. Un’ imprescindibile esperienza mistica, questa, come anche la visione del programma tv, lieto evento, un must per tutti coloro i quali amano l’ arte, la cultura e celebrano un pensiero autonomo che incentiva un imperativo categorico: la mente va aperta tutta come un paracadute.

Me, myself & I along with Roberto D' Agostino, photo by Roberto D' Agostino

Me, myself & I along with Roberto D’ Agostino, photo by Roberto D’ Agostino

 

http://arte.sky.it

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It will be opened on 22nd April 2016 in the Rome countryside, at La Storta, at I Casali del Pino, the 7th edition of Floracult, gardening  trade-show event  which will be held from 22nd to 25th April 2016, created by the pioneer fashion designer, farmer and social activist Ilaria Venturini Fendi. The opening will feature some cultural events under the sign of nature and its hosts as the talk with Libereso Guglielmo – which will be held at the 11:00 – who will launch the book he made “Ricette per ogni stagione con le erbe e il fiori dalle Alpi al mare” (standing as “Recipes for every season with herbs and flowers from the Alps to the sea”),  successfully evidencing to the extent is important how and what everyone eats.  It will follow Silvia Assolari with the book launch of “Prati fioriti”, who ideated Seme nostrum and studying the natural fields in Friuli, the “Magredi”, she had the idea of making available into the market the seeds of wild plants. Elvira Imbellone and Mariano Josè Elkaràs Falkenberg will tell at 5:00 pm about the plants of welfare or rather plants as commonly used in the interior design contributing to purify the air and giving other benefits. The happening will be enriched of permanent events as “Contronatura”, exhibition event featuring the works by the artists Walter Di Paola, Fabio Alecci and Gianluca Esposito, the sculptures by Emy Petrini, a showcase on wild cooking, the spices and infusions by the herb garden Meo Fusciuni and an enchanted room which will host the suggestive little creatures peopling the nature, designing a healthy lifestyle under the sign of nature and sustainability. A not to be missed happening for all the ones who are devoted to nature and its culture.

NATURA & LA SUA CULTURA: LA OPENING DELLA SETTIMA EDIZIONE DI FLORACULT A I CASALI DEL PINO

Over the rainbows at I Casali del Pino, photo by N

Over the rainbows at I Casali del Pino, photo by N

Sarà inaugurata il 22 aprile 2016 nella campagna romana, a La Storta, presso I Casali del Pino, la settima edizione di Floracult, mostra mercato florovivaistica che si terrà dal 22 al 25 aprile 2016, creata dalla pioneristica fashion designer, imprenditrice agricola e attivista nel sociale Ilaria Venturini Fendi. La opening avrà quali protagonisti alcuni eventi culturali all’ insegna della natura ed I suoi ospiti come il talk con Libereso Guglielmo – che avrà luogo alle ore 11:00 -, il quale presenterà il suo libro “Ricette per ogni stagione con le erbe e il fiori dalle Alpi al mare”, che felicemente dimostra in che misura sia rilevante come e cosa mangiamo. Seguirà Silvia Assolari con la presentazione del libro “Prati fioriti”, la quale ha ideato Seme nostrum e studiando i prati naturali ad alta biodiversità in Friuli, i “Magredi” ha avuto l’ idea di rendere disponibili all’ interno del mercato le sementi di piante selvatiche. Elvira Imbellone e Mariano Josè Elkaràs Falkenberg parleranno alle ore 17:00 delle piante del benessere delle piante ovvero delle piante comunemente usate nell’ arredo di interni che contribuiscono a purificare l’ aria e apportare altri benefici. L’ happening sarà arricchito da eventi permanenti quali “Contronatura”, evento espositivo con le opere degli artisti Walter Di Paola, Fabio Alecci e Gianluca Esposito, le sculture di Emy Petrini, una rassegna in tema di cucina selvatica, le spezie e gli infusi dell’ aromatario Meo Fusciuni e una stanza incantata che ospiterà le suggestive, piccole creature che popolano la natura. disegnando un salubre lifestyle sotto il segno della natura e della sostenibilità. Un evento imperdibile per tutti quelli che sono devoti alla natura e alla sua cultura.

photo by N

photo by N

 

Me, myself & I along with Ilaria Venturini Fendi at Floracult

Me, myself & I along with Ilaria Venturini Fendi at Floracult

 

www.floracult.com

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photo courtesy of Ari Seth Cohen

It will be released on 26th April 2016 “Advanced Style”: older and wiser” (powerHouse Books, Euros 39,00) by Ari Seth Cohen, the celebrated writer, photographer, blogger who created “Advanced Style”, a blog focused on style, the timeless elegance, a genuine lifestyle . That is what the book talks about – the second book he made, after “Advanced Style” (powerHouse Books, Euros 28,70), released in 2012 which sold over 100,000 copies worldwide -, a search on style, documented by awesome pictures – featuring also the one and only Roberta Valentini, iconic individual, leading-opinion buyer, founder of Penelope, the Brescia cathedral of conceptual fashion –  taken around the world, in Los Angeles, London, Cape Town, Rome, Florence, Tokyo, San Diego, Palm Springs, Melbourne, Sidney, New York, Amsterdam, Edinburgh, Stockholm and Geneva – and words. A smashing showcase which includes the foreword by the bon vivant Simon Doonan and 22 short essays written by the subjects of the book, distilling the wisdom, secrets of their lifestyle and evoking the categorical imperative of Lynn Dell Cohen, Ari’s grandmother, indomitable spirit who inspired him: “dress for the theater everyday of your life”. It’s a not to be missed book for all the ones who are devoted to style, successfully evidencing an unusual and unconventional beauty, the timeless one, as well as the spending of time, which is a positive fact, considered as a further step in the development of beauty and style.

“ADVANCED STYLE: OLDER AND WISER”, IL NUOVO LIBRO DI ARI SETH COHEN

Roberta Valentini, photo by Ari Seth Cohen

Roberta Valentini, photo by Ari Seth Cohen

Sarà pubblicato il 26 aprile 2016 “Advanced Style”: older and wiser” (powerHouse Books, 39,00 Euro) di Ari Seth Cohen, il celebre scrittore, fotografo, blogger che ha creato “Advanced Style”, un blog incentrato sullo stile, l’ eleganza senza tempo, un autentico stile di vita. Questo è ciò che racconta il libro – il suo secondo libro, dopo “Advanced Style” (powerHouse Books, 28,70 Euro), pubblicato nel 2012 che ha venduto più di 100,000 copie in tutto il mondo – una ricerca in materia di stile, documentato da fantastiche immagini – in cui appare anche la sola e unica Roberta Valentini, iconica individualità, leading-opinion buyer, fondatrice di Penelope, la cattedrale di moda concettuale di Brescia – scattate in giro per il mondo, a Los Angeles, Londra, Città del Capo, Roma, Firenze, Tokyo, San Diego, Palm Springs, Melbourne, Sidney, New York, Amsterdam, Edinburgh, Stoccolma e Ginevra – e parole. Una formidabile rassegna che include l’ introduzione del bon vivant Simon Doonan e 22 brevi saggi scritti dai protagonisti del libro che distilla la  saggezza, i segreti del loro lifestyle ed evoca l’ imperativo categorico di Lynn Dell Cohen, la nonna di Ari, spirito indomito che lo ha ispirato: “vestiti per il quotidiano teatro della tua vita”. Un libro imperdibile per tutti coloro che sono devoti allo stile, che felicemente dimostra un’ insolita bellezza non convenzionale, quella senza tempo, come anche il passare del tempo, un fatto positivo, considerato un passo ulteriore nel consolidamento della bellezza e dello stile.

photo by Ari Seth Cohen ft. in "Advanced Style: older and wiser", courtesy of Ari Seth Cohen

photo by Ari Seth Cohen ft. in “Advanced Style: older and wiser”, courtesy of Ari Seth Cohen

 

photo by Ari Seth Cohen ft. in "Advanced Style: older and wiser", courtesy of Ari Seth Cohen

photo by Ari Seth Cohen ft. in “Advanced Style: older and wiser”, courtesy of Ari Seth Cohen

 

Me, myself & I along with Ari Seth Cohen, photo by Raffaella Scordino

Me, myself & I along with Ari Seth Cohen, photo by Raffaella Scordino

 

 

http://advancedstyle.blogspot.it 

Philip Glass

Philip Glass

It will be held on 2nd July 2016 in Bran at the Bran Castle (the famous Dracula castle which inspired Bram Stoker to write the celebrated novel) the exclusive preview of “Dracula music & film”, where the music composed by Philip Glass will be performed by Philip Glass and Kronos Quartet featuring Michael Riesman as conductor and will accompany the screening of cult-movie from 1931 by Todd Browning starring Bela Lugosi. Later the event will be premiered on 4th July 2016 in Bucharest  at the Summer Theatre, Herastrau Park. Two not to be missed happenings for all the ones who love music and the gothic-romantic myth of vampire.

LA CELEBRAZIONE DEL VAMPIRO: “DRACULA THE MUSIC & FILM” CON PHILIP GLASS

philip glass

Si terrà il 2 luglio 2016 a Bran presso il Castello di Bran (il famoso castello di Dracula che ha ispirato Bram Stoker a scrivere il celebre romanzo) l’ anteprima esclusiva di “Dracula music & film” in cui la musica composta da Philip Glass sarà eseguita da Philip Glass ed il Kronos Quartet con Michael Riesman quale direttore d’ orchestra e accompagnerà la proiezione del cult-movie del 1931 di Todd Browning di cui è protagonista Bela Lugosi. L’ evento sarà poi presentato in anteprima il 4 luglio 2016 a Bucarest presso il Summer Theatre, Herastrau Park. Due eventi imperdibili per tutti coloro che amano la musica e il mito gotico-romantico del vampiro.

Bela Lugosi as Dracula, anonymous photograph from 1931, Universal Studios

Bela Lugosi as Dracula, anonymous photograph from 1931, Universal Studios

 

Leigh Bowery, photo by Ole Christiansen

Leigh Bowery, photo by Ole Christiansen

26th March would have been the birthday of Leigh Bowery (who passed away in 1994), genius and legendary Australian performer artist, club promoter, actor, pop star, model, and fashion designer (also for the Michael Clark Dance Company), based in London and was part of London Blitz Kids, New York City Michael Alig’s Club Kids and founder along with Boy George in 1985 of Taboo Club during the times of new-romantic movement. Today I remember him who is considered one of the more influential figures in the 1980s and 1990s London and New York City art and fashion circles, influencing a generation of artists and designers. His influence reached through the fashion, club and art worlds to impact, amongst others, Meadham Kirchhoff, Alexander McQueen, Lucian Freud, Vivienne Westwood, Boy George, Antony and the Johnsons, John Galliano, Gareth Pugh, Rick Owens, the Scissor Sisters, David LaChapelle, Lady Bunny along with many bands and nightclubs in London and New York City which arguably perpetuated his avant-garde ideas featuring the grotesque as non-conventional standard of beauty. Many are the books, documentary films, exhibitions and the permanent collections at Museums that celebrate his sign, that visionary attitude going beyond time and energy I love and pay homage always and forever.

LEIGH BOWERY: SEMPRE & PER SEMPRE

Leigh Bowery, photo by Nick Knight

Leigh Bowery, photo by Nick Knight

Il 26 marzo sarebbe stato il compleanno di Leigh Bowery (venuto a mancare nel 1994), geniale e leggendario performer artist australiano, club promoter, attore, pop star, modello e fashion designer(anche per la Michael Clark Dance Company) che ha vissuto a Londra ed ha fatto parte dei Blitz Kids di Londra, dei Club Kids di Michael Alig a New York ed ha fondato con Boy George nel 1985 il famoso locale Taboo ai tempi del movimento new-romantic. Oggi ricordo lui che è considerato una delle figure più emblematiche, avendo influenzato una generazione di artisti e designer. La sua influenza é giunta attraverso il mondo della moda, dei locali notturni e dell’ arte  per avere impatto, tra gli altri, su Meadham Kirchhoff, Alexander McQueen, Lucian Freud, Vivienne Westwood, Boy George, Antony and the Johnsons, John Galliano, Gareth Pugh, Rick Owens, the Scissor Sisters, David LaChapelle, Lady Bunny unitamente a svariati gruppi e locali notturni a Londra e New York City che presumibilmente hanno perpetrato le sue avveniristiche idee di cui è protagonista il grottesco quale, anticonvenzionale e sovversivo standard di bellezza. Molteplici sono i libri, i documentari, le mostre e le collezioni permanenti nei musei che celebrano il suo segno, quell’ estro visionario oltre il tempo ed energia che amo e a cui rendo omaggio sempre e per sempre.

Leigh Bowery and Lucien Freud working on his portrait

Leigh Bowery and Lucien Freud working on his portrait

 

Leigh Bowery by Lucien Freud, 1991, Tate Modern

Leigh Bowery by Lucien Freud, 1991, Tate Modern

 

Leigh Bowery/Alexander McQueen

Leigh Bowery/Alexander McQueen

 

Alexander McQueen

Alexander McQueen

 

Alexander McQueen

Alexander McQueen

 

Leigh Bowery/ Alexander McQueen

Leigh Bowery/ Alexander McQueen

 

 

Alexander McQueen

Alexander McQueen

 

Leigh Bowery/John Galliano

Leigh Bowery/John Galliano

 

Leigh Bowery/John Galliano

Leigh Bowery/John Galliano

 

John Galliano

John Galliano

 

Leigh Bowery/Jean Paul Gaultier

Leigh Bowery/Jean Paul Gaultier

 

Jean Paul Gaultier

Jean Paul Gaultier

 

Leigh Bowery/Gareth Pugh

Leigh Bowery/Gareth Pugh

 

Gareth Pugh

Gareth Pugh

 

Gareth Pugh

Gareth Pugh

 

Leigh Bowery/Margiela

Leigh Bowery/Margiela

 

Maison Margiela Fall/Winter 2013

Maison Margiela Fall/Winter 2013

 

Martin Margiela

Martin Margiela

 

Margiela

Margiela

 

Leigh Bowery/Michael Clark

Leigh Bowery/Michael Clark

 

 

photo by Sølve Sundsbø

photo by Sølve Sundsbø

 

Boy George

Boy George

 

Boy George and Leigh Bowery at the Taboo

Boy George and Leigh Bowery at the Taboo

 

Beth Ditto

Beth Ditto

 

Leigh Bowery & Nicola Bateman/ Rick Owens Spring/Summer 2016

Leigh Bowery & Nicola Bateman/ Rick Owens Spring/Summer 2016

 

Costume for a female performer designed by Leigh Bowery and made by Mr Pearl for 1987 dance performance, "Because We Must" by Michael Clark Dance Company (Victoria & Albert Museum Collections)

Costume for a female performer designed by Leigh Bowery and made by Mr Pearl for 1987 dance performance, “Because We Must” by Michael Clark Dance Company (Victoria & Albert Museum Collections)

 

book

 

Naco Paris and Sophia Linnenwedel, photo by Laura Marie Cieplik

Naco Paris and Sophia Linnenwedel, photo by Laura Marie Cieplik

The brilliant fashion designer Naco Paris and the creations he made features along with the model Sophia Linnenwedel in a smashing editorial by Laura Marie Cieplik on high fashion, appearing in the L’ Officiel Spain March 2016 issue.

Naco Paris and Sophia Linnenwedel, photo by Laura Marie Cieplik

Naco Paris and Sophia Linnenwedel, photo by Laura Marie Cieplik

The awesome creative of whose work is focused on counter-culture as only way to find a balance, has made of punk suggestions and a dada attitude emphasized by slogans as “no rules: only Creation!”, as well as “No God, No master!“. That is the name of Spring/Summer 2016 collection by Naco Paris, combining the two lines, Naco Paris and Art is Resistance”, his famous slogan which turned into an unisex line under the sign of ethical fabrication process, recycled elements, eco-friendly materials and artists collaborations, enriched by accessories as the shoes made by teaming with Nature shoes and a bag exclusively created to help the refugees situation in Europe(of whose 25% of proceeds resulting from the sale of this bag will be given to the association “Calais Migrant Solidarity” to help refugees life conditions).

LA CONTROCULTURA CHE CAMMINA: NACO PARIS PROTAGONISTA DELL’ EDIZIONE DI MARZO 2016 DELL’ OFFICIEL SPAIN

Naco Paris and Sophia Linnenwedel, photo by Laura Marie Cieplik

Naco Paris and Sophia Linnenwedel, photo by Laura Marie Cieplik

Il brillante fashion designer Naco Paris e le sue creazioni sono protagonisti insieme alla modella Sophia Linnenwedel di un formidabile editoriale di Laura Marie Cieplik sull’ alta moda che appare nell’ edizione di marzo 2016 di L’ Officiel Spain.

Naco Paris and Sophia Linnenwedel, photo by Laura Marie Cieplik

Naco Paris and Sophia Linnenwedel, photo by Laura Marie Cieplik

Il fantastico creativo la cui opera è incentrata sulla controcultura quale unico modo per trovare un equilibrio, è fatta di suggestioni punk e un’ attitudine dada enfatizzata da slogan quali “no rules: only Creation!”, come anche “No God, No master!“. Questo è il nome della collezione primavera/estate 2016 di Naco Paris, che unisce le due linee, Naco Paris ed Art is Resistance”, il suo famoso slogan trasformato in una linea unisex all’ insegna di un processo produttivo ethical, elementi di riciclo, materiali eco-friendly e collaborazioni artistiche che si arricchiscono di accessori come le calzature, realizzate in collaborazione con Nature shoes e una borsa creata esclusivamente per aiutare la situazione dei rifugiati in Europa ( il cui 25% dei profitti derivanti dalla vendita di questa borsa sarà donato all’ associazione “Calais Migrant Solidarity” per aiutare le condizioni di vita dei rifugiati).

Naco Paris and Sophia Linnenwedel, photo by Laura Marie Cieplik

Naco Paris and Sophia Linnenwedel, photo by Laura Marie Cieplik

 

Naco Paris, photo by Laura Marie Cieplik

Naco Paris, photo by Laura Marie Cieplik

 

Naco Paris and Sophia Linnenwedel, photo by Laura Marie Cieplik

Naco Paris and Sophia Linnenwedel, photo by Laura Marie Cieplik

 

Naco Paris and Sophia Linnenwedel, photo by Laura Marie Cieplik

Naco Paris and Sophia Linnenwedel, photo by Laura Marie Cieplik

 

Naco Paris and Sophia Linnenwedel, photo by Laura Marie Cieplik

Naco Paris and Sophia Linnenwedel, photo by Laura Marie Cieplik

 

 

 

http://lofficiel.es

www.naco-paris.com

 

Edoardo Quarantelli introducing Francesco Roat at the Rome Aseq bookshop, photo by N

Edoardo Quarantelli introducing Francesco Roat at the Rome Aseq bookshop, photo by N

Desire, word defining – as it is evidences the Treccani Italian dictionary – “the intense feeling which pushes to look for the fulfillment of all that can satisfy a physical and spiritual need”, as well as the one of “lack of a thing being necessary to one’s own physical and spiritual interest”. It’s interesting to think about the etymology of this word which, considering the Etymological Dictionary of Italian Language (DELI) stands, as “to stop contemplating the stars for an augural purpose”. That, as the philosopher Umberto Galimberti says, refers to the “De Bello Gallico” by Gaius Iulius Caesar: the desiderantes (or the ones who desired) were the soldiers who were under the stars to wait for the ones who still didn’t come back after they fought during the day. It arises from that the meaning of the verb to desire: to stand under the star and wait. This meaning refers to an idea of communion of the man with universe, a dimension ruled by natural laws (also reminding me the quote by Immanuel Kant: “the starry sky above me and the moral law within me”) and at first seems it is not pertaining to the geographies of desire, its contorted paths, atavistic theme which is the quintessence of human condition, draws the ontology of individual and is bringer of many inputs and suggestions connected to contemporary times, phenomenon as the mass narcissism and hyper-hedonism of society, promoted and emphasized by the mainstream culture. It almost sounds like a hiatus, but it is not like that, considering these words are said by someone – the one who writes – who often spends a lot of them to draw the contemporary creativity – oriented to the kalokagathia, or to celebrate the beautiful and the good – embodied in fashion and its product, which doesn’t exist, gets any success if it isn’t sold. And this moment, the moment of sale is strictly linked to another moment, the presentation and communication of fashion, its product, which has the purpose to create an emotion, to light a fire, desire, rush to enter and belong to the universe depicted by that product and its consumption (in fact it often talks about the lifestyle products or those products drawing a certain lifestyle) These mainly sociological suggestions are the contextualization into a narrower and more specific theme or fashion, source of culture and commodities category, of a wider subject, brightly told by author and literary critic Francesco Roat in the book he wrote “Desiderare invano. Il mito di Faust in Goethe e altrove”( “To desire in vain. The mith of Faust in Goethe and elsewhere”, Moretti & Vitali, Euros 14,00) which has recently launched in Rome at the Aseq bookshop, (wonderful place to discover, where to stay and come back, of whose soul is tangible, a genuine cathedral of knowledge, created about forty years ago by Edoardo Quarantelli and Luca Nerazzini).

 “Desiderare invano. Il mito di Faust in Goethe e altrove”( “To desire in vain. The mith of Faust in Goethe and elsewhere”) by Francesco Roat, photo by N

“Desiderare invano. Il mito di Faust in Goethe e altrove”( “To desire in vain. The mith of Faust in Goethe and elsewhere”) by Francesco Roat, photo by N

I was pleased during this circumstance of meeting and facing before and during the event with the author of this book. Francesco was very generous with me and the audience which was at the book launch, of whose title refers to the legendary doctor Faust, the man, doctor and necromancer who lived in the late Middle Age and sold his soul to the devil to get in exchange for supernatural powers, being the personification of the excess of desire. I like reminding the play by Marlowe “The tragical history of Doctor Faustus”, though the literary revisitations of the persona are many, the one by Goethe is the most touching and human, a masterpiece of Romantic literature. A myth, the one of Faust, – as Burckhardt asserted -, “a primordial image into whose every human being can/must catch its own essence and destiny”. André Neher thinks this image represents the myth of modern man as well as Aldo Carotenuto, one of the most relevant persona of the Junghism, is oriented in the same sense, thinking it needs “consider Faust as a mythical image of collective unconscious which will embody time to time in the structure of contemporary man, having his features, absorbing his dramas and fears, thus turning into the most amazing archetype of modernity”. A man who wants having all and is punished because he wanted having all. This seems like the big drama of Faust, but it’s not like that. The myth depicts the human desire of totality, emancipating, as Roat clarifies in a clear, persuasive and intelligible way, “from divine/dogmatic rules, the urge of knowing/exploring reality in its deep cockles of the heart, being free from any ethical/religious boundaries, then the self-righteousness of tending in an overwhelming/obsessive way to go beyond any human limit” ( idea recalling the Übermensch, Superman by Nietzsche, enlivened by the will to power). Faust is also “the non-conformist who wants savoring any delight, satisfying any instinct or longing”. That – the author says – “represents an useful reading key of the post-late modern Western man who, is willing to the disenchantment and is disappointed by any ideological credo, seems more wrapped in his closing which is under the sign of a narcissism, tending to the reification of the other from self and is involved in an eternal desiring tension/fibrillation”, if he doesn’t falls in the depressive stasis, a tedium vitae (boredom of life) which lacks passions or worst a deadly nihilism of an individual who is disaffected, slothful and indifferent to the “you” and God, as well as to his own ego”.

A memory from over a decades ago, me, myself and I in Staufen (the town of Frederick II), at the roadhouse where the legend tells Faust sold his soul to Mephistopheles, photo by Diana Illing

A memory from over a decade ago, me, myself and I in Staufen (the town of Frederick II), at the  roadhouse where the legend tells Faust sold his soul to Mephistopheles, photo by Diana Illing

Youth, love, money, power are the gifts given by Mephistopheles to Faust, desires that also enliven the contemporary times, one of all, the desire of extending one’s own life, because the drama of individual, as the writer asserts, arises from the finitude of human condition, the consciousness of having a start and an end or to die, instead of the animals that aren’t conscious of their own death, but they are just only conscious of the other animals’ death. Instead that, it’s a fact, a reality before or after we face with that or rather with the death, should be a mere invite to live joyfully, reconciled with our soul and the world surrounding us during this short life, without repressing or annihilating the desire, being a human quality and propulsive motion of life and its dynamism, connecting it to the principle of reality, freeing it from the illusions or the desiring in vain – with the surrenders which it implies behind the principle of pleasure – where sensitivity and reason is one next to the other and invites the individual to its crossing”. “To contemplate the sky and the order of universe – and tend at the same time to elevate ourselves for the time we have – means to make ours a vision of life which pays less attention to the death as law of the life, means to become conscious of the impossibility of any absolute, eternal delight. It means to endorse the light and dark contrasts of a lasting shadiness”. This is the core, the invite and lesson arising from the reading of this book – precious pearl of wisdom to think about and rethink about oneself – and the myth of Faust who is not punished by God, who distances at the moment of death his soul from Mephistopheles and makes him ascend in the sky, because “errs the man until he looks for”, thus God asserted in the Prologue in the sky included in the beginning of Faust. Therefore God is indulgent towards who – like Faust – “made the overwhelming and never satisfied rush towards the fullness of life, absolute, knowledge or the otherness/ulteriority going beyond all that is ordinary, finished and known, his own reason to live.

 

LE GEOGRAFIE DEL DESIDERIO: LA PRESENTAZIONE DI “DESIDERARE INVANO. IL MITO DI FAUST IN GOETHE E ALTROVE” DI FRANCESCO ROAT ALLA LIBRERIA ASEQ DI ROMA

Edoardo Quarantelli and Francesco Roat at the Rome Aseq bookshop, photo by N

Edoardo Quarantelli and Francesco Roat at the Rome Aseq bookshop, photo by N

Il desiderio, lemma che definisce – come evidenzia il dizionario della lingua italiana Treccani – l’ “intenso sentimento che spinge a cercare l’ attuazione di quanto possa appagare un bisogno fisico e spirituale”, come anche quello della “mancanza di cosa necessaria al proprio interesse fisico e spirituale”. È interessante riflettere sull’ etimologia di questa parola che per il Dizionario Etimologico della Lingua Italiana (DELI) equivale a “cessare di contemplare le stelle a scopo augurale”. Ciò, come afferma il filosofo Umberto Galimberti, rimanda al “De Bello Gallico” di Caio Giulio Cesare: i desiderantes (ovvero coloro che desideravano) erano i soldati che stavano sotto le stelle ad aspettare quelli che dopo aver combattuto durante il giorno non erano ancora tornati. Da qui deriva il significato del verbo desiderare: stare sotto le stelle ed attendere. Tale significato fa riferimento a un concetto di comunione dell’ uomo con l’ universo, a una dimensione regolata da leggi di natura (mi richiama alla mente anche l’ aforisma di Immanuel Kant: “il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro me”) e sembra prima facie non essere del tutto pertinente con le geografie del desiderio, le sue tortuose vie, tema atavico che è la quintessenza della condizione umana, disegna l’ ontologia dell’ individuo ed è foriero di plurimi spunti e riflessioni connesse alla contemporaneità, a fenomeni quali il narcisismo di massa e l’ iperedonismo della società, promosso ed enfatizzato dalla cultura di mainstream. Sembra quasi uno iato e non lo è, che queste parole provengano da chi – colei che scrive – sovente ne spende tante per disegnare la creatività contemporanea – orientata alla kalokagathia, ovvero a celebrare il bello e il buono -, racchiusa nella moda e nel suo prodotto, che non esiste, non riscuote alcun consenso ove non sia venduto. E questo momento, quello della vendita è strettamente legato a un altro momento, quello della presentazione e comunicazione della moda, del suo prodotto, finalizzato a creare un’ emozione, accendere un fuoco, desiderio, moto, per entrare e appartenere all’ universo dipinto da quel prodotto e dal suo consumo (spesso si parla infatti di prodotti di lifestyle ovvero quei prodotti che disegnano un determinato stile di vita). Queste suggestioni eminentemente sociologiche, sono la contestualizzazione in un tema più ristretto e specifico ovvero la moda, fonte di cultura e categoria merceologica, di un discorso molto più ampio, brillantemente affrontato dallo scrittore e critico letterario Francesco Roat nel suo libro “Desiderare invano. Il mito di Faust in Goethe e altrove”(Moretti & Vitali, Euro 14,00) che è stato recentemente presentato a Roma presso la libreria Aseq, (luogo meraviglioso da scoprire, in cui sostare e tornare, la cui anima è tangibile, un’ autentica cattedrale del sapere creata circa quaranta anni fa da Edoardo Quarantelli e Luca Nerazzini).

The Staufen roadhouse where the legend tells Faust sold his soul to Mephistopheles, into that room which is now wrapped by the leaves of a tree, photo by N

The Staufen roadhouse where the legend tells Faust sold his soul to Mephistopheles, into that room (n. 5) which is now wrapped by the leaves of a tree, photo by N

In questa occasione mi ha rallegrato incontrare e confrontarmi prima e durante l’ evento con l’ autore di questo libro. Francesco è stato molto generoso con me e con il pubblico che ha presenziato alla presentazione del libro, il cui titolo rimanda al leggendario dottor Faust, l’ uomo, medico e negromante che è vissuto nel tardo Medioevo e ha venduto la sua anima al diavolo in cambio di poteri soprannaturali, personificazione dell’ eccesso del desiderio. Mi piace ricordare il dramma di Marlowe “La storia tragica del dottor Faust” (“The tragical history of Doctor Faustus”), pur essendo plurime le rivisitazioni letterarie del personaggio, quella di Goethe resta però la più struggente e umana, un capolavoro della letteratura romantica. Un mito, quello di Faust, – come affermava Burckhardt -, “un’ immagine primordiale nella quale ogni essere umano può/deve saper cogliere la sua essenza e il suo destino”. Secondo André Neher tale immagine rappresenta il mito dell’ uomo moderno e anche Aldo Carotenuto, uno dei personaggi più rappresentativi dello junghismo, si orienta nel medesimo senso, ritenendo che sia opportuno “considerare quella di Faust come un’ immagine mitica dell’ inconscio collettivo che si incarnerà, di volta in volta nella struttura dell’ uomo contemporaneo, assumendone le sembianze, assorbendone i drammi e le inquietudini, trasformandosi così nel più stupefacente archetipo della modernità”. Un uomo che vuole avere tutto ed è punito perché voleva avere tutto. Questo sembrerebbe il grande dramma di Faust, ma non è così. Il mito dipinge il desiderio umano di totalità, di affrancarsi, come illustra Roat in modo chiaro, persuasivo e intellegibile, “da decreti divini/dogmatici, l’ urgenza di conoscere/esplorare la realtà nei suoi più intimi recessi, senza vincoli etici/religiosi di alcun genere, infine la tracotanza di tendere in modo inesausto/ossessivo a superare ogni limite dell’ umano”(idea che richiama l’ Übermensch, il Superuomo di Nietzsche, animato dalla volontà di potenza). Faust è anche “l’ anticonformista che vuole ogni piacere delibare, ogni istinto o voglia appagare”. Ciò – prosegue l’ autore – “rappresenta una utile chiave di lettura dell’ uomo occidentale post/tardo moderno che, incline al disincanto e deluso da ogni credo ideologico, appare sempre più individualista: monade imbozzolata nella sua chiusura all’ insegna di un narcisismo tendente alla reificazione dell’ altro da sé e tutto preso da una perenne tensione/fibrillazione desiderante”, ove non scivoli nella stasi depressiva, in un tedium vitae privo di passioni o peggio ancora in un nichilismo mortifero di un soggetto disamorato, ignavo e indifferente non solo al tu e a Dio, ma anche al proprio io”.

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A memory impressed in the wall of Staufen Zum Löwen roadhouse telling about the deal between Faust and Mephistopheles

Giovinezza, amore, denaro, potere, questi i doni concessi da Mefistofele a Faust, desideri che animano anche la contemporaneità, uno tra tutti, il desiderio di prolungare la propria vita, poiché il dramma dell’ individuo, come afferma lo scrittore, nasce dalla finitudine della condizione umana, la consapevolezza di avere un inizio e una fine ovvero di morire, diversamente dagli animali, che non hanno consapevolezza della propria morte, ma soltanto di quella altrui. Ciò, un fatto, una realtà con cui tutti prima o dopo ci confrontiamo ovvero con la morte, dovrebbe essere invece un monito a vivere con gioia, pacificati con il nostro animo e con il mondo che ci circonda in questa breve vita, senza reprimere o annichilire il desiderio, prerogativa umana e moto propulsore della vita e del suo dinamismo, ma ancorandolo al principio di realtà, emancipandolo dalle illusioni ovvero dal desiderare invano – con le rinunce rispetto al principio del piacere che esso implica -, in cui “sensibilità e ragione restano l’ una a fianco dell’ altra e invitano l’ individuo al suo superamento”. “Contemplare il cielo e l’ ordine dell’ universo – e in pari tempo tendere a sollevarci per il tempo che ci è concesso – vuol dire abbracciare una visione della vita che sposti l’ accento sulla morte come legge di vita; vuol dire prendere consapevolezza dell’ impossibilità di ogni assoluto, eterno piacere. Vuol dire abbracciare i chiaroscuri di una persistente umbratilità”. Questo il cuore, il monito e insegnamento che si trae dalla lettura di questo libro – preziosa perla di saggezza per pensare e ripensarsi – e dal mito di Faust che non è punito da Dio, il quale sottrae al momento della morte la sua anima a Mefistofele e lo fa ascendere al cielo, poiché nonostante tutto “erra l’ uomo finché cerca”, affermava il Signore nel Prologo in cielo all’ inizio del Faust. E Dio pertanto è indulgente verso chi – come Faust – “ha fatto della tensione inesausta e mai paga verso la pienezza vitale, l’ assoluto, la conoscenza o in altri termini verso l’ alterità/ulteriorità rispetto a tutto quanto è ordinario, finito e noto la propria ragione di vita”.

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Me, myself and I along with Edoardo Quarantelli and his wife at the Rome Aseq bookshop, photo by Giorgio Miserendino

 

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Penny Arcade ft. in WOW 24/7

Penny Arcade ft. in WOW 24/7

I am pleased to share the article featured in WOW24/7 announcing The Scotsman’s first award given to the legendary New York artist Penny Arcade during the 2015 edition of renowned Edinburgh Fringe Festival of the Performative Arts for her work “Longing lasts longer”( show set up at the London Soho theatre). I could say a lot of things about this great artist of whose creative embodies a subversive vision under the sign of freedom, social commitment and genuineness as well as her rush against the gentrification, that process of cultural decline and flattening of the though which is today increased through the web. There would be much more to tell about this priestess of performative arts, but I prefer to make use of the words of the Scotsman’s theatre critic Joyce McMillan who awarded her:

“There’s no defining Penny Arcade. When she climbs on stage to perform her latest one hour show – wearing a dark blue figure-hugging dress, high heels, and a huge slash of red lipstick – the 65-year-old New York underground diva makes it clear in the first minute or so that this is not theatre, nor stand-up comedy, nor even performance art; it is, she says, something else, a rap or maybe a rant, about a few things that have happened to the human mind during her lifetime.

Penny Arcade’s thesis – presented at high speed and accompanied by a thundering mix-tape of musical cues from Arcade’s underground past – is that everyone under about 40 today is a victim of a huge psychological and marketing experiment, in which everyone is permanently wired to the internet, and constantly targeted by various subtle and not-so-subtle forms of advertising and data-mining. Her own age-group, by contrast, she sees as a control group, who grew up and experienced their rebellious youth before these ever-more-complex technologies for invading the mind were in place.

Like any exasperated old hippy, she roars out her scorn for a younger generation who no longer rebel, who seem to want to be like their parents; yet there’s a wildness, a passionate dystopian poetry, in her view of the society in which we now live that is somehow anything but commonplace. It’s not that she is nostalgic for the past, she insists; nostalgia is a cosy and disempowering emotion. It’s that she longs for it – for the freedom that she and her generation enjoyed, in the kind of unwatched urban space that no longer exists.

And as she says, longing lasts longer than any puny feelings of nostalgia or love; long enough, maybe, to power the kind of struggle that might begin to bring that freedom back”.

PENNY ARCADE VINCE L’ EDIZIONE 2015 DEL FRINGE FESTIVAL DELLE ARTI PERFORMATIVE DI EDINBURGO

Penny Arcade

Penny Arcade

Mi rallegra condividere l’ articolo apparso su WOW24/7 che annuncia il primo premio dello Scotsman) di cui è stata insignita la leggendaria artista newyorkese Penny Arcade in occasione dell’ edizione 2015 del rinomato Fringe Festival delle Arti Performative di Edinburgo per il suo lavoro “Longing lasts longer”( show allestito a Londra presso il Soho Theatre). Potrei dire tante cose su questa artista straordinaria il cui iter creativo racchiude una visione sovversiva all’ insegna di libertà, impegno sociale e autenticità come anche il suo impeto contro la populizzazione, quel processo di declino culturale e appiattimento del pensiero incentivato attraverso il web. Ci sarebbe molto altro da raccontare su questa sacerdotessa delle arti performative, preferisco però avvalermi delle parole del critico teatrale dello Scotsman Joyce McMillan che l’ ha premiata:

“Non c’è alcun modo per definire Penny Arcade. Quando sale sul palcoscenico per eseguire il suo ultimo spettacolo di un’ ora – indossando un abito blu scuro che abbraccia la figura, tacchi alti, e un grande strato di rossetto rosso – la sessantacinquenne diva underground newyorkese chiarisce dal sin primo minuto che quello, il suo, non è teatro, né uno spettacolo comico, neppure performance art; è, dice, qualcos’ altro, una chiacchierata o forse un’ invettiva su un paio di cose che sono accadute alla mente umana durante la sua vita.

La teoria di Penny Arcade – esposta ad alta velocità ed accompagnata da un mix di nastri di accenni musicali provenienti dal passato underground della Arcade – è che tutti coloro che sono sotto i 40 anni oggi sono vittime di un gigantesco esperimento psicologico e di marketing, in cui ognuno è continuativamente collegato a internet, e costantemente bersagliato da vari, sottili e meno sottili forme di pubblicità ed estrazione di dati. Il gruppo della sua età, diversamente, lo considera un gruppo di controllo, che è cresciuto ed ha sperimentato la sua ribellione giovanile prima che queste quanto mai più complesse tecnologie per invadere la mente fossero disponibili.

Penny Arcade and Steve Zehentner, photo courtesy of Earl Dax

Penny Arcade and Steve Zehentner, photo courtesy of Earl Dax

Come una vecchia hippy spazientita, urla il suo sdegno verso una generazione più giovane che non è più ribelle, che sembra voler essere come i loro genitori, ; pur essendoci una sfrenatezza, un’appassionata poesia distopica, nella sua visione della società in cui adesso viviamo che è in qualche modo qualsiasi cosa tranne che un luogo comune. La sua non è mera nostalgia per il passato, insiste, la nostalgia è un emozione accogliente e deresponsabilizzante. È il volere ardentemente ciò – la libertà di cui hanno goduto lei e la sua generazione, all’ interno di uno spazio urbano non sorvegliato che non esiste più. .

E come dice il desiderio dura più a lungo di tutti quei deboli sentimenti di nostalgia o amore, dura abbastanza forse, per alimentare una sorta di lotta che potrebbe cominciare a riportare la libertà”.

A sweet memory, me, myself & I along with Penny Arcade

A sweet memory, me, myself & I along  with Penny Arcade

 

 

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www.penny-arcade.com

 

Genesis P-Orridge

Genesis P-Orridge

Weeks ago I talked about the dignification of trans people into the mainstream culture, considering also Caitlyn Jenner’ s featuring in the cover of Vanity Fair, circumstance I welcomed. I also talked about it with one of the most emblematic artists and intellectuals from the queercore movement, the filmmaker, photographer and author Bruce LaBruce who, instead – though he appreciated my hopeful point of view under the sign of freedom and dignity for all, something going beyond gender, mere cliché on which the conventional thinking and dialectics was built -, was very skeptical, as all happened relying to mainstream’s standards, that set of values or rather non-values that are the core of its culture. Days ago it appeared on Dazed Digital a piece where an iconic and visionary artist, the pandrogynous Genesis P-Orridge – front-man of Throbbing Gristle and Psychic TV, being part of the aristocracy of underground and he is one of the father of industrial music -, explained why Caitlyn Jenner cannot be a spokerperson. This article I am pleased to share embodies some relevant issues concerning the gender identity as well as a consciousness, arising from the vibrant Genesis’ thought: “binary systems are the critical problem, the either/or, the black/white, gay/straight, Christian/Muslim, you name it. Maybe the problem is that we haven’t evolved into a unified being; not male or female but both. The human body is not the person. Identity is the way the brain operates; it’s memories, it’s sensory input and output. The mind is the person”.

“When Caitlyn Jenner had the most glamorous coming-out moment of all time via the cover ofVanity Fair, it marked a historical moment for many reasons. Not only did it catapult trans awareness to the mainstream, but it also displayed a huge amount of courage, and set an example of inclusivity in a world still blighted by transphobia.

However, as many rightly pointed out, Caitlyn’s experience as a rich, white American trans person is radically different to the experience of trans people without her celebrity status and situation, particularly trans people of colour from low-income backgrounds, who are much more likely to experience violence and hate crimes based on their identity.

In an hour-long podcast discussion with Against Me!’s Laura Jane Grace, pandrodgynous musician, avant-garde artist and Throbbing Gristle icon Genesis Breyer P-Orridge echoed the idea that Caitlyn Jenner should be careful about referring to herself as a spokesperson for the wider trans community.

“Apparently Caitlyn is already saying things like, ‘It’s so difficult being a woman and having to decide which designer gown to wear when you go out at night’… That’s not being a woman, that’s being a glamorous Hollywood figure and that’s not how it is for most people. There are lots of teenage kids on the streets of New York who are hustling and risking Aids because they need to get money to transition, and they’re prepared to risk their lives because it’s such a deep need, and they don’t have that back-up system.”

“We’re not saying Caitlyn isn’t courageous in terms of the personal experience, but the way it’s being presented by the media could end up being really, really damaging. We actually saw one thing on the news and Caitlyn’s going, ‘I feel like I can be a spokesperson for the transgendered community.’ And later on she says, ‘I actually don’t know any transsexuals.’ What the fuck, she’s going to be spokesperson? She hasn’t got a clue! She’s been living in her own bubble with her own issues, dealing with them, but she doesn’t understand what it’s like for the ladyboys in Bangkok, or the transsexuals in Japan or people in Russia. She doesn’t know! Stop being a spokesperson.”

Genesis, who transitioned in 1993 to become pandrogynous, or non-gender specific, then shared their own perspective on gender identity. “Binary systems are the critical problem, the either/or, the black/white, gay/straight, Christian/Muslim, you name it. Maybe the problem is that we haven’t evolved into a unified being; not male or female but both. The human body is not the person. Identity is the way the brain operates; it’s memories, it’s sensory input and output. The mind is the person.

GENESIS P-ORRIDGE: “CAITLYN JENNER NON É UNA PORTAVOCE”

Caitlin Jenner, photo by Annie Leibovitz

Caitlyn Jenner, photo by Annie Leibovitz

Tempo fa ho parlato della dignificazione dei trans all’ interno della cultura di mainstream, prendendo in considerazione anche l’ apparizione di Caitlyn Jenner sulle copertine di Vanity Fair, circostanza da me accolta con plauso. Ne ho pure parlato con uno degli artisti e intellettuali più emblematici del movimento queercore, il regista, fotografo e scrittore Bruce LaBruce che invece – pur apprezzando il mio punto di vista, pieno di speranza e all’ insegna della libertà e dignità di tutti, qualcosa che va ben oltre il gender, mero cliché su cui si è strutturato il pensiero e la dialettica convenzionale – era molto scettico, poiché tutto accadeva in base ai crismi del mainstream quella serie di valori o meglio disvalori su cui si basa la sua cultura. Giorni fa è apparso su Dazed Digital uno scritto in cui un iconico e visionario artista, il pandrogino Genesis P-Orridge – leader dei Throbbing Gristle e degli Psychic TV, che fa parte dell’ aristocrazia dell’ underground ed è uno dei padri della musica industrial -, ha spiegato le ragioni per cui Caitlyn Jenner non possa essere una portavoce. Questo articolo, che sono lieta di condividere, racchiude alcune rilevanti questioni inerenti l’ identità di genere e anche una consapevolezza che nasce dal vibrante pensiero di Genesis: “i sistemi binari sono il problema critico, l’ uno/l’ altro, il nero/ bianco, il gay/eterosessuale, il cristiano/musulmano come si vogliano chiamare. Forse la questione è che non ci siamo evoluti in un essere unito, che non è né maschile, né femminile, ma è ambedue. Il corpo umano non è la persona. L’ identità è il modo in cui il cervello opera, è fatta di ricordi, è input ed output sensoriale. La mente è la persona”.

“Quando Caitlyn Jenner ha avuto il momento di coming-out più glamour di tutti i tempi per effetto della copertina su Vanity Fair, ciò ha rappresentato un momento storico per molteplici ragioni. Non ha soltanto catapultato la coscienza trans nel mainstream, ma ha anche mostrato una enorme dose di coraggio, e stabilito un’ esempio di inclusività in un mondo che è ancora segnato dalla transfobia.

In ogni caso, come molti hanno giustamente osservato, l’ esperienza di Caitlyn da trans americana, ricca, bianca è del tutto diversa dall’ esperienza dei trans che sono privi del suo stato di celebrità e della sua occupazione, in particolare i trans di colore provenienti da contesti a basso reddito, che presumibilmente sperimentano molto di più la violenza e i reati di odio che si basano sulla loro identità.

Nel podcast di una conversazione di un’ ora con Laura Jane Grace di Against Me! , il musicista pandrogino, artista d’ avanguardia ed icona dei Throbbing Gristle Genesis Breyer P-Orridge ha ribadito che Caitlyn Jenner dovrebbe fare attenzione a descriversi come una portavoce per la più grande comunità trans.

“Apparentemente Caitlyn sta già dicendo cose come, ‘è così difficile essere una donna e dovere decider quale abito da sera di quale designer indossare per uscire la sera’… Questo non è essere una donna, è essere un personaggio hollywoodiano glamour e ciò non è così per molte persone. Ci sono un sacco di teenager sulle strade di New York che si prostituiscono e rischiano l’ Aids perché hanno bisogno di avere soldi per il processo di transizione, e sono pronti a rischiare le loro vite perché il loro è un bisogno talmente profondo, e sono privi di quel sistema di back-up.”

“Non stiamo affermando che Caitlyn non sia coraggiosa in termini di esperienza personale, ma il modo in cui ciò è presentato dai mass-media potrebbe essere davvero, notevolmente dannoso. Attualmente abbiamo visto una cosa nelle cronaca e  l’ uscita di Caitlyn, ‘sento di poter essere un portavoce per la comunità transgender.’ E dopo afferma, ‘in verità non conosco alcun transessuale.’ E che cazzo, sta per diventare un portavoce?  Ne ha la benché minima idea! Sta vivendo nella sua bolla con le sue problematiche, che affronta, ma non comprende quello che passano i ladyboys a Bangkok, o i transessuali in Giappone oppure la gente in Russia. Non lo sa! Smettila di essere un portavoce.

Genesis, che nel 1993 ha effettuato il processo di transizione per diventare pandrogino o non-gender specific, ha poi condiviso il suo punto di vista sull’ identità di gender. “ I sistemi binari sono il problema critico, l’ uno/l’ altro, il nero/ bianco, il gay/eterosessuale, il cristiano/musulmano come si vogliano chiamare. Forse la questione è che non ci siamo evoluti in un essere unito, che non è né maschile, né femminile, ma è ambedue. Il corpo umano non è la persona. L’ identità è il modo in cui il cervello opera, è fatta di ricordi, è input ed output sensoriale. La mente è la persona.

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David Byrne

David Byrne

Music, film, literature, theatre and performance will feature in the twenty-second edition of Southbank Centre Meltdown Festival which will be held in London from 17th to 30th August 2015 and will be curated by David Byrne. The genius and eclectic artist – who also created for the Festival in collaboration with the Saison Poetry Library, the “David Byrne’s library”, his reading lounge, a collection of over 250 of his personal books to read and borrow for free for getting an insight into the literary works that have shaped his thoughts and approach to music – will also feature in “We’re gonna die”, the performance of playwright Young Jean Lee who will be on stage – from 17th to 30th August 2015 at the Queen Elisabeth Hall – along with her band, the Future Wife. Another not to be missed happening is the musical-performance project by Bianca Casady (Cocorosie) who will perform on 17th and 18 August 2015 at the Queen Elisabeth Hall along with the band C.I.A and the dancer Biño Sauitzvy, with whom she has collaborated on several theatre pieces and many exhibitions. A smashing series of shows that include the live concert of the brilliant Anna Calvi(22nd August 2015) and many other artists, as Carmen Consoli( 21st August 2015) who is the only Italian artist featuring in the event.

DAVID BYRNE NELLE VESTI DI CURATORE DEL MELTDOWN FESTIVAL DEL SOUTHBANK CENTRE

Bianca Casady

Bianca Casady

Musica, cinema, letteratura, teatro e performance saranno i protagonisti della ventiduesima edizione del Meltdown Festival del Southbank Centre che si terrà a Londra dal 17 al 30 agosto 2015 e sarà curato da David Byrne. Il geniale ed eclettico artista – che ha anche creato per il Festival in collaborazione con la Saison Poetry Library, la “David Byrne’s library”, la sua sala di lettura, una collezione di più di 250 dei suoi libri da leggere e avere in prestito gratuitamente per conoscere le opere letterarie che hanno dato forma alle sue idee ed al suo approccio alla musica – sarà protagonista di “We’re gonna die”, la performance della commediografa Young Jean Lee che si esibirà – dal 17 al 30 agosto 2015 presso la Queen Elisabeth Hall – insieme alla sua band, i Future Wife. Un altro evento imperdibile sarà il progetto di musical-performance di Bianca Casady (Cocorosie) che si esibirà il 17 e 18 agosto 2015 alla Queen Elisabeth Hall assieme alla band C.I.A ed al ballerino Biño Sauitzvy, con cui ha già collaborato per diverse pièces e varie mostre. Una formidabile serie di spettacoli che include il concerto della brillante Anna Calvi(22 agosto 2015) e molti altri artisti, tra cui Carmen Consoli( 21 agosto 2015), l’ unica artista italiana protagonista dell’ evento.

Anna Calvi

Anna Calvi

Carmen Consoli

Carmen Consoli

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