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Isabella Blow, photo courtesy of Somerset House

Isabella Blow, photo courtesy of Somerset House

It touched me to read the piece by Andrew O’ Hagan, appeared today on T magazine, the blog by New York Times, announcing the exhibition “Isabella Bow, Fashion Galore!”, organized by the Isabella Blow Foundation in collaboration with the Central Saint Martins which will be held in London at the Somerset House from the 20th November 2013 to 2nd March 2014. The article I am glad to share with you dear FBFers features a private memory of Isabella Blow told by Jeremy Langmead along with precious remarks about the essence of eccentricity, its core, what separates style and uniqueness from fashion, what represents an icon, a dandy and distinguishes it from an aesthete, modern Des Esseintes (leading character of “Against the grain”, the novel by Joris-Karl Huysmans) with more or less successful results in terms of surface(though the surface often justifies and substitutes the lack of contents and ideas). Genuineness in the way of being, thinking, acting and doing. That is the way I remember and celebrate Isabella Blow, a real eccentric, her work, as well as the one made by others legendary eccentrics as Vivienne Westwood, Leigh Bowery, Anna Piaggi, Yves Saint Laurent and Quentin Crisp who gave us a lot in terms of emotions and ideas, ways to look at reality, to be, by considering another side, using another point of view, nullifying the clichés of conventional way of thinking.

The meaning of a true eccentric isn’t in the costume — it’s in the soul.

Jeremy Langmead tells a memorable story about Isabella Blow. “Imagine the office at News International, all the male journalists sitting around in shirt sleeves,” Langmead says. Now the editor in chief of the online men’s wear retailer Mr Porter, Langmead was the editor who hired Isabella Blow as fashion director of the Sunday Times Style Magazine in London in 1997. “In comes Isabella wearing giant mink antlers sticking out from the top of a coat. It was absolutely about who she was in her soul. At lunchtime she would sit among all the printers, eating her roast beef dressed like that, as if it was the most natural thing in the world.”

The outlandish, deeply unusual former assistant at Vogue who became mentor to a generation of fashion designers, editors and photographers, Isabella Blow is the subject of a new exhibition set amid the Neo-Classical splendor of London’s Somerset House. The surroundings are appropriate, for this is not just a show but an acknowledgement of how her sense of style opened the minds of her peers. She is hereby raised into the pantheon, lauded for the very personal vision that once disgusted the establishment.

Blow was eccentric from her top feathers to the paint that adorned her toes. I used to see her at parties sometimes, and she was a fantastically alarming person; when she smiled, throwing her head back, you saw a sneering mouth so red with lipstick that it was like an open wound. She never seemed like just another one of the fashion crowd: she was a visionary who ripened with new ideas every morning, not every season, and was a genuine muse in a world of phonies.

Leigh Bowery, photo by Nick Knight

Leigh Bowery, photo by Nick Knight

Yves Saint Laurent, photo by Richard Avedon

Yves Saint Laurent, photo by Richard Avedon

Quentin Crisp, photo courtesy of  Crisperanto: the Quentin Crisp Archives (crisperanto.org)

Quentin Crisp, photo courtesy of Crisperanto: the Quentin Crisp Archives (crisperanto.org)

True eccentrics — the Isabella Blows, the Vivienne Westwoods, the Anna Piaggis and the Stephen Tennants, as if there could ever be more than one of each — are the kind of people whose entire existence is devoted to individuality and innovation. That’s what makes a real eccentric: they really mean it, and they’re willing to suffer for it. Their social function is to explode our preconceptions about what beauty is and what good taste means. Eccentrics raise the bar on the impossible.

Yet, unfortunately, there are a few too many fake ones out there now. These are the imitators, the publicity scavengers, the ones who think it’s merely about fame or attention. They seem to be working not from a brilliant fund of ideas or from a conviction that their outer selves must be used to express a fascinating inner landscape. On the contrary, they’re just showoffs who dress up for the cameras. For people interested in our contemporary times, this is an important distinction: the true eccentric gives us more mystery, more wonder about being human, a new side to beauty, while the faux-eccentric gives us less of everything.

ECCENTRICITÀ & AUTENTICITÀ COME STILE DI VITA: ISABELLA BLOW

Isabella Blow, photo by Sean Ellis, courtesy of tmagazine.blogs.nytimes.com/

Isabella Blow, photo by Sean Ellis, courtesy of tmagazine.blogs.nytimes.com/

Mi ha emozionato leggere il pezzo di Andrew O’ Hagan, apparso oggi su T magazine, il blog del New York Times che annuncia la mostra “Isabella Bow, Fashion Galore!”, organizzata dalla Isabella Blow Foundation in collaborazione con la Central Saint Martins che si terrà a Londra presso la Somerset House dal 20 novembre 2013 al 2 marzo 2014. L’ articolo che sono lieta di condividere con voi, cari FBFers, ha quale protagonista un ricordo Isabella Blow raccontato Jeremy Langmead unitamente a preziose delucidazioni sull’ essenza dell’ eccentricità, il suo cuore, ciò che separa lo stile e l’ unicità dalla moda, ciò che rappresenta un icona, un dandy e lo distingue da un esteta, dai moderni Des Esseintes ( protagonista di “A ritroso”, il romanzo di Joris-Karl Huysmans) con più o meno felici risultati in termini di superficie (benché la superficie spesso giustifichi e sostituisca la mancanza di contenuti ed idee). Genuinità nell’ essere, pensare, agire e fare. Così mi piace ricordare e celebrare Isabella Blow, una vera eccentrica, il suo lavoro e quello di altri leggendari eccentrici quali Vivienne Westwood, Leigh Bowery, Anna Piaggi, Yves Saint Laurent e Quentin Crisp che ci hanno dato tanto in termini di emozione ed idee, modi di guardare la realtà, di essere, considerando un’ altra dimensione, avvalendosi di un altro punto di vista, vanificando i clichés del pensiero convenzionale.

Il significato di un vero eccentrico non si trova nell’ abito – è nell’ anima.

Jeremy Langmead racconta una memorabile storia su Isabella Blow. “Immagina l’ufficio di News International, tutti i giornalisti uomini che bighellonano in camicia,” Langmead racconta. Adesso l’ editor in chief del rivenditore di abbigliamento uomo Mr Porter, Langmead era l’ editore che ha assunto Isabella Blow come fashion director del Sunday Times Style Magazine a Londra nel 1997. “Entra Isabella che indossa  gigantesche corna di visone che spuntano fuori dalla parte superiore di un cappotto. Assolutamente era tutta una questione di chi ella fosse nella sua anima. All’ ora di pranzo stava seduta in mezzo a tutti i tipografi, a mangiare il suo roast beef condito in quel modo, come se fosse la cosa più naturale al mondo.”

La stravagante, profondamente fuori dal comune ex assistente di Vogue che è diventata il mentore di una generazione di fashion designers, editori e fotografi, Isabella Blow è il soggetto di una nuova mostra allestita tra lo splendore neoclassico della Somerset House di Londra. Gli ambienti sono appropriati, per ciò che non è soltanto una mostra, ma un riconoscimento di come il suo senso di stile abbia aperto le menti dei suoi pari. È con questo elevata all’ interno del pantheon, lodata per la sua personale visione che una volta disgustava l’ establishment.

La Blow era una eccentrica dalla cima delle sue piume al colore che adornava le dita dei piedi.  Ero solito incontrarla alle feste qualche volta ed era una persona fantasticamente allarmante, quando sorrideva, sbattendo indietro la testa, vedevi una bocca beffarda talmente rossa di rossetto che sembrava una ferita aperta. Non era mai simile a nessun altro della gente della moda: era una visionaria che maturava nuove idee ogni giorno, non ogni stagione, ed era una musa vera in un mondo di falsi.

Vivienne Westwood, photo courtesy viviennewestwood.co.uk

Vivienne Westwood, photo courtesy viviennewestwood.co.uk

Anna Piaggi, photo by N

Anna Piaggi, photo by N

I veri eccentrici — le Isabella Blow, le Vivienne Westwood, le Anna Piaggi e gli Stephen Tennant, come se ci potesse mai essere più di uno di loro – sono il tipo di persone la cui intera esistenza è dedicata all’ individualità e all’ innovazione. Questo è ciò che rende tale un vero eccentrico: essi intendono davvero ciò e sono disposti a soffrire per questo. La loro funzione sociale è distruggere i nostri preconcetti su ciò che la bellezza sia e su ciò che si intenda per buon gusto. Gli eccentrici alzano il tiro sull’ impossibile.

Finora, sfortunatamente, ce ne è qualcuno, troppi i finti che sono adesso là fuori. Questi sono gli imitatori, i predatori di pubblicità, quelli che pensano che sia meramente una questione di fama o attenzione. Sembrano intenti a operare non partendo da un brillante deposito di idee o dalla convinzione che la loro esteriorità debba essere usata per esprimere un affascinante panorama interiore. Al contrario sono soltanto gente che si esibisce, si veste per esporsi dinanzi ai flash delle macchine fotografiche. Per la gente interessata alla nostra contemporaneità, questo è un importante tratto distintivo: il vero eccentrico ci regala più mistero, più meraviglia riguardo all’ essere umano, una nuova dimensione di bellezza, mentre i finti eccentrici ci regalano meno di tutto.”

http://tmagazine.blogs.nytimes.com

http://www.somersethouse.org.uk

Stefan Pollak, Anja Aronowsky-Cronenberg, Alessio Ascari and Maria Luisa Frisa

Stefan Pollak, Anja Aronowsky-Cronenberg, Alessio Ascari and Maria Luisa Frisa

Modesign/Fashion at Iuav 2013 ended with a series of smashing initiatives under the sign of fashion and its culture. The last day started with “Per una fotografia italiana di moda”, talk which was held at the Treviso TRA (Treviso, Ricerca, Arte) cultural association moderated by Saul Marcadent with a panel of experts which included Maria Luisa Frisa, Alan Chies, Andrea Batilla, Stefan Pollak, Anja Aronoowsky-Cronenberg, Alessio Ascari and Sabrina Ciofi who talked about media, magazines and independence. The focus of the talk was independence and the freedom of experimentation and involving emerging creatives.

Alessio Ascari, Maria Luisa Frisa, Sabrina Ciofi, Andrea Batilla and Alan Chies

Alessio Ascari, Maria Luisa Frisa, Sabrina Ciofi, Andrea Batilla and Alan Chies

Christopher Arden-Houser at the talk

Christopher Arden-Houser at the talk

That is a true and reasonable issue, though the independence as value in action should concern the whole circuit which gives rise to a magazine, even if it’s hard to commercialize an independent magazine without using the mainstream circuit of distribution. It’s hard, but it’s not impossible (otherwise the independence and values such as integrity and vision are just a charming artifice, hiding a dynamic of the mainstream press which, considering its role and position, frequently inserted in big group of media companies, should act differently, in the name of big numbers. Independence would be the only means for justifying the existence of a different product, resulting from its contents and it would be a too weak basis).

The exhibition  "Six photographers for six fashion magazines"at Treviso Tra

The exhibition “Six photographers for six fashion magazines”at Treviso Tra

Anja Aronowsky-Cronenberg, the editor-in-chief of magazine Vestoj, talked about her work experience, focusing on the Vestoj’s Manifesto which forbids any advertising (the most sensitive topic which is the condition of health and long life of a magazine) and represents the compromise which a magazine has to do, balancing and addressing the information given to the needs coming from the brands that paid for it), something I appreciated very much. (After all the times are ready to give rise to a new marketing strategy which is ethical inside out the realm of media). The talk ended with the visit at the exhibition “Flou, six photographers for six independent magazines”, curated by Saul Marcadent which included a beautiful portrait pic of Suzy Menkes.

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A series of pictures including the portrait photo of Suzy Menkes

A series of pictures including the portrait photo of Suzy Menkes

The author and professor Alessandra Vaccari I saw at the end of talk

The author and professor Alessandra Vaccari I saw at the end of talk

Later in the early afternoon I visited another exhibition, “Linen Yarn. Il lino nel lavoro degli studenti di due scuole di moda: Central Saint Martin’s di Londra e Università Iuav di Venezia”, curated by Cristiano Seganfreddo. The event has shared with another event, the launch of the fashion tradeshow event Origin, Passion and Beliefs, created by Fiera di Vicenza and Not Just a Label and has been a successful chance to appreciate the laudable work made by Iuav students as Sophia Crema and Alma Ricci as well as to see Stefan Siegel of NJAL.

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Linen Yarn

Linen Yarn

Sophia Crema and Alma Ricci from Iuav University

Sophia Crema and Alma Ricci from Iuav University

Hannah Donkin from London Central Saint Martin's

Hannah Donkin from London Central Saint Martin’s

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Gianmarco Barnes

Gianmarco Barnes

Sophia Crema and Alma Ricci from the Iuav University

Sophia Crema and Alma Ricci from the Iuav University

Benedict Andallo from the London Central Saint Martin's

Benedict Andallo from the London Central Saint Martin’s

Sophia Crema and Alma Ricci

Sophia Crema and Alma Ricci

Cristiano Seganfreddo

Cristiano Seganfreddo

Silvano Arnoldo and me

Silvano Arnoldo and me

The Mr. Ripleyesque Stefan Siegel

The Mr. Ripleyesque Stefan Siegel

The day ended with two fashion shows, the Iuav Graduation show, curated by Kinkaleri which took place at the Treviso Edmondo De Amicis elementary school and the MA Graduation show, a fashion performance curated by Kinkaleri which was held at the Treviso Chamber of Commerce. The fashion shows displayed  the excellence of the emerging creativity from Iuav in the realm of menswear, presenting outfits that were ready to be commercialized and have nothing less than the products by emerging brands I saw recently during the latest fashion tradeshow events. That is a relevant result got by a public institution which trains young creatives and I celebrate as to study for becoming a fashion designer is a chance everyone should have beyond its own balance restrictions.

 

MODESIGN/FASHION AT IUAV 2013(3)

The Iuav graduation show

The Iuav graduation show

Modesign/Fashion at Iuav 2013 si è concluso con una serie di formidabili iniziative all’ insegna della moda e della sua cultura. L’ ultimo giorno è cominciato con “Per una fotografia italiana di moda”, talk che si è tenuto presso l’ associazione culturale TRA (Treviso, Ricerca, Arte) di Treviso moderato da Saul Marcadent con un gruppo di esperti che ha incluso Maria Luisa Frisa, Alan Chies, Andrea Batilla, Stefan Pollak, Anja Aronoowsky-Cronenberg, Alessio Ascari e Sabrina Ciofi che hanno parlato dei mass-media, magazines e independenza. Il fulcro del talk era l’ indipendenza e la libertà di sperimentazione e coinvolgimento di creativi emergenti.

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Ciò è vero e ragionevole, benché l’ indipendenza quale valore in azione dovrebbe riguardare l’ intero circuito che dà vita a un magazine, pur essendo difficile commercializzare un magazine indipendente senza avvalersi del circuito di distribuzione di mainstream. É difficile, ma non è impossibile (altrimenti l’ indipendenza e valori quali integrità e visione sono soltanto un affascinante artificio che nasconde una dinamica della editoria di mainstream che, considerando il suo ruolo e la sua posizione, frequentemente inserita in grandi gruppi di società, dovrebbe agire diversamente, nel nome di grandi numeri. L’ indipendenza sarebbe l’ unico mezzo per giustificare l’ esistenza di un prodotto differente che deriva  la sua indipendenza unicamente dai suoi contenuti e ciò sarebbe un fondamento troppo debole).

The Iuav Fashion show at the Treviso elementary school Edmondo de Amicis

The Iuav Fashion show at the Treviso elementary school Edmondo de Amicis

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Anja Aronowsky-Cronenberg, il direttore editoriale del magazine Vestoj, ha parlato della sua esperienza lavorativa, soffermandosi sul Manifesto di Vestoj che vieta ogni pubblicità (l’ argomento più sensibile che è la condizione di salute e lunga vita di un magazine) e rappresenta il compromesso che un magazine deve fare, bilanciando e indirizzando l’ informazione fornita alle esigenze derivanti dai brand che hanno pagato la pubblicità), qualcosa che ho apprezzato molto. ( Dopo tutto i tempi sono maturi per dar vita a una nuova strategia di marketing che sia etica dentro e fuori dall’ ambito dei mass media). Il talk si è concluso con la visita alla mostra “Flou, sei fotografi per sei magazines indipendenti”, curata da Saul Marcadent che includeva un bel ritratto di Suzy Menkes.

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Successivamente, nel primo pomeriggio ho visitato un’ altra mostra, “Linen Yarn. Il lino nel lavoro degli studenti di due scuole di moda: Central Saint Martin’s di Londra e Università Iuav di Venezia”,curata da Cristiano Seganfreddo. L’ evento è stato condiviso da un altro evento, il lancio dell’ evento fieristico di moda Origin, Passion and Beliefs, creato da Fiera di Vicenza e Not Just a Label ed è stato una felice occasione per apprezzare il lodevole lavoro realizzato dagli studenti della Iuav quali Sophia Crema ed Alma Ricci come anche per incontrare Stefan Siegel di NJAL.

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 Simone Sbarbati aka Frizzifrizzi I saw at the Iuav Graduation Fashion show


Simone Sbarbati aka Frizzifrizzi I saw at the Iuav Graduation Fashion show

La giornata si è conclusa con due sfilate, la Iuav Graduation show, curata da Kinkaleri che ha avuto luogo presso la Scuola Elementare di Treviso Edmondo De Amicis e il MA Graduation show, una fashion performance curata da Kinkaleri che si è tenuta presso la Camera di Commercio di Treviso. Le sfilare hanno esposto l’ eccellenza della creatività emergente della Iuav nell’ ambito dell’ abbigliamento uomo, presentando outfits che erano pronti per essere commercializzati e non hanno nulla in meno dei prodotti di brand emergenti che ho recentemente visto in occasione degli ultimi eventi fieristici di moda. Ciò è un risultato significativo ottenuto da una istituzione pubblica che forma giovani creativi e celebro poiché studiare per diventare un fashion designer è una possibilità che tutti dovrebbero avere a prescindere dal proprio vincolo di bilancio.

The Iuav MA fashion show, a fashion performance curated by Kinkaleri

The Iuav MA fashion show, a fashion performance curated by Kinkaleri

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 Maria Luisa Frisa holding a decoration (written: how can I help you?) part of the dress-code of a student who welcomed the audience at Iuav University


Maria Luisa Frisa holding a decoration (written: how can I help you?) part of the dress-code of a student who welcomed the audience at Iuav University

Modesign/Fashion’s event at Iuav 2013, happened recently and it consisted of exhibitions at Iuav University such as “Close-up. Sguardi sull’ attività del Corso di Laurea di Design della moda”, curated by Maria Bonifacic, “Fashion ephemera by Antonio Marras” curated by Mario Lupano (with whom I shared a Summer Epicurean interlude in a smashing place, the Giardino Bistrot, along with the blogger Nally Bellati, we had a delicious and fresh chicken salad and drank fresh mint tea) and the display of Bag factor 2013, which presented the results of a bag design workshop in collaboration with Bottega Veneta  and curated by Elda Danese.

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The magazines on display

The magazines on display

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The book written by the Iuav's professors as Maria Luisa Frisa

The book written by the Iuav’s professors as Maria Luisa Frisa

The final dissertation of a Iuav graduated student

The final dissertation of a Iuav graduated student

A fragment of students' life at Iuav

A fragment of students’ life at Iuav

A film documenting the work made by students at Iuav

A film documenting the work made by students at Iuav

Another smashing exhibition about the textiles has been “Refuso tessile. Archivio, riciclo e procedure progettuali”, curated by Maria Cristina Cerulli and Martina Bernardi which was held at the Treviso Archivio di Stato and showcased the work by Paoletti woolen mill.

The works by Iuav students

The works by Iuav students

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The shooting area at Iuav

The shooting area at Iuav

Bag factor 2013

Bag factor 2013

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The day continued with talks moderated by Giusi Ferrè where I met Brunello Cucinelli, appreciating his simplicity, dressed up with catholic-communist suggestions and many quotations, self-service of pre-packed thoughts (coming from Immanuel Kant, Vittorio Alfieri and another one which is commonly used in the fashion scene beyond the reading of “The idiot” by Fiòdor Dostoiewski: “beauty will save the world”, though he has been very elusive about the concept of his brand) and the words of Stefano Beraldo, CEO of Coin Group who told about the projects made in the realm of luxury as the opening of the Milan concept-store Excelsior as well in the fast-fashion realm started by Oviesse, the fast-fashion chain of group, involving fashion schools, graduated students and fashion designers in collaboration with Central Saint Martin’s and Matthew Williamson who announced the last step of project: a collaboration on the same project with the Milan fashion school Istituto Marangoni and the brand Aspesi.

MODESIGN/FASHION AT IUAV 2013(2)

The coffee shop-restaurant Giardino Bistrot

The coffee shop-restaurant Giardino Bistrot

Modesign l’ evento Moda alla Iuav del 2013, ha recentemente avuto luogo ed ha compreso mostre presso l’ Università Iuav quali “Close-up. Sguardi sull’ attività del Corso di Laurea di Design della moda”, curata da Maria Bonifacic, “Fashion ephemera di Antonio Marras” curate da Mario Lupano (con il quale ho condiviso un intermezzo estivo epicureo in un formidabile luogo, il Giardino Bistrot unitamente alla blogger Nally Bellati, abbiamo gustato una deliziosa e fresca insalata di pollo e bevuto tè verde alla menta) e l’ esposizione di Bag factor 2013 che presentava i risultato di un workshop di design della borsa in collaborazione con Bottega Veneta e curato da Elda Danese.

 The work by one of New Comers 2013, Martina Mazzon at Giardino Bistrot


The work by one of New Comers 2013, Martina Mazzon at Giardino Bistrot

Martina Mazzon at the Giardino Bistrot

Martina Mazzon at the Giardino Bistrot

Mario Lupano

Mario Lupano

Nally Bellati taking a picture of the Giardino Bistrot's owners

Nally Bellati taking a picture of the Giardino Bistrot’s owners

Un’ altra formidabile mostra sui tessuti è stata “Refuso tessile. Archivio, riciclo e procedure progettuali”, curata da Maria Cristina Cerulli e Martina Bernardi che si è tenuta presso l’ Archivio di Stato di Treviso ed ha esposto l’ opera del lanificio Paoletti.

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The exhibition Refuso Tessile at the Treviso Archivio di Stato

The exhibition Refuso Tessile at the Treviso Archivio di Stato

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The Treviso Archivio di Stato

The Treviso Archivio di Stato

La giornata è continuata con i talks moderati da Giusi Ferrè presso i quali ho incontrato Brunello Cucinelli, apprezzando la sua semplicità, condita da suggestioni catto-comuniste e plurime citazioni, self-service di pensieri preconfezionati (provenienti da Immanuel Kant, Vittorio Alfieri e un’ altra che è comunemente usata negli ambienti della moda al di là della lettura de “L’ idiota” di Fiòdor Dostoiewski: “la bellezza salverà il mondo”, benché sia stato molto elusivo riguardo al concept del suo brand) e le parole di Stefano Beraldo, CEO del Gruppo Coin che ha parlato dei progetti realizzati nell’ ambito del lusso quali l’ apertura del concept-store di Milano Excelsior come anche nellì ambito della fast-fashion intrapresi da Oviesse, la catena di fast-fashion del gruppo che coinvolgono scuole di moda, studenti neo-diplomati e fashion designers in collaborazione con la Central Saint Martin’s e Matthew Williamson, costui ha annunciato l’ ultimo passo del progetto: una collaborazione con la scuola di moda milanese Istituto Marangoni e il brand Aspesi.

A view on Treviso, a beautiful city

A view on Treviso, a beautiful city

 

A  drama oriented street in Treviso I like: via dei Filodrammatici

A drama oriented street in Treviso I like: via dei Filodrammatici

Maria Luisa Frisa, Giusi Ferrè and Brunello Cucinelli

Maria Luisa Frisa, Giusi Ferrè and Brunello Cucinelli

 Sofia, a young promising student at Iuav and genuine individual who gave me as a gift a smashing afternoon interlude


Sofia, a young promising student at Iuav and genuine individual who gave me as a gift a smashing afternoon interlude

Andrea Tomat and Maria Luisa Frisa

Andrea Tomat and Maria Luisa Frisa

A sunset interlude at Iuav featuring Valeria Regazzoni and me

A sunset interlude at Iuav featuring Valeria Regazzoni and me

 Maria Luisa Frisa introducing the second talk moderated by Giusi Ferrè featuring Stefano Beraldo


Maria Luisa Frisa introducing the second talk moderated by Giusi Ferrè featuring Stefano Beraldo

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There is an event July 3rd in Treviso that had been organized by Iuav University of Venice featuring the fashion culture and emerging creatives, the Newcomers 2013, their work will be displayed in the shop windows of many Treviso boutiques. Book launches, exhibitions and talks will also feature in the event as well as the book launch of “11 idee per l’ Italia”, translation ”11 ideas for Italy” (Marsilio editions) that will take place on 3rd July, at 7:00 pm, in the Treviso Loggia dei Cavalieri. Cristiano Seganfreddo will moderate a panel of experts such as Maria Luisa Frisa, Giusi Ferrè, Lapo Cianchi and Federico Sarica. Following the panel discussion there will be another talk about the official launch of Modesign/Fashion at Iuav, taking place at 9 pm and moderated by Giusi Ferrè.

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Thursday 4th July at the Treviso Iuav University the exhibition “Close-up, sguardi sull’ attività del Corso in Design della Moda”, curated by Maria Bonifacic displaying the students work, “Fashion ephemera by Antonio Marras documenti per gli studi di moda”, display by Mario Lupano showcasing fashion documents, “Strike a pose”, a shooting event. It will follow “Refuso tessile. Archivio, riciclo e procedure progettuali” an exhibition, curated by Maria Cristina Cerulli and Martina Bernardi which will be opened at the Treviso Archivio di Stato at 5:00 pm and will run through 12th July. Later Giusi Ferrè will moderate the first talk “La felicità del made in Italy, conversazioni sulla moda, l’ industria e il territorio”, featuring Brunello Cucinelli which will be held at the Treviso Loggia dei Cavalieri at 6:00 pm and the event will follow with “Ritorno al futuro e second skin”, exhibition of the works by Iuav students that have financed by brands Lotto and Stonefly. The day will be ended by the second talk at 9:00 pm, featuring the Coin Group CEO Stefano Beraldo.

Giusi Ferrè

Giusi Ferrè

The smashing event will close on 5th July with a talk, “Per una fotografia italiana di moda” which will be held at Treviso TRA cultural association, the opening of exhibition “Linen yearn: il lino nel lavoro di due scuole di moda: London Central Saint Martins and Iuav University of Veniceat the Treviso Musei Civici which will runs through 13th July, the graduation show and a smashing after party. A not to be missed happening evidencing a laudable work by a public institution, focused in creating solid results to increase, support and share the fashion culture and emerging creativity.

MODESIGN/FASHION AT IUAV 2013, TRE GIORNI ALL’ INSEGNA DELLA CULTURA DELLA MODA E DELLA CREATIVITÀ EMERGENTE

Maria Luisa  Frisa

Maria Luisa Frisa

Il 3 luglio c’è un evento a Treviso che è stato organizzato dall’ Università di Venezia Iuav di cui sono protagonisti la cultura della moda e la creatività emergente, i the Newcomers 2013, il loro lavoro sarà esposto nelle vetrine di molte boutiques di Treviso. Presentazioni di libri, mostre e talks saranno anche protagonisti dell’ evento come anche la presentazione del libro “11 idee per l’ Italia”(Marsilio editore) che avrà luogo il 3 luglio, alle ore 19:00 pm, presso la Loggia dei Cavalieri di Treviso. Cristiano Seganfreddo modererà un gruppo di esperti tra cui Maria Luisa Frisa, Giusi Ferrè, Lapo Cianchi e Federico Sarica. A seguire della discussione del gruppo ci sarà un’ altro talk sul lancio ufficiale di Modesign/Fashion at Iuav 2013 che avrà luogo alle ore 21:00 e sarà moderato da Giusi Ferrè.

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Giovedì 4 luglio presso la sede di Treviso dell’ Università Iuav ci sarà la mostra “Close-up, sguardi sull’ attività del Corso in Design della Moda”, curata da Maria Bonifacic che esporra il lavoro degli studenti, “Fashion ephemera by Antonio Marras documenti per gli studi di moda”, display by Mario Lupano che espone documenti di moda, “Strike a pose”, un evento di shooting. Seguirà “Refuso tessile. Archivio, riciclo e procedure progettuali” una mostra, curata da Maria Cristina Cerulli e Martina Bernardi che sarà inaugurata presso l’ Archivio di Stato di Treviso alle ore 17:00 e proseguirà fino al 12luglio. Dopo Giusi Ferrè modererà il primo talk “La felicità del made in Italy, conversazioni sulla moda, l’ industria e il territorio” con Brunello Cucinelli che si terrà alla Loggia dei Cavalieri di Treviso alle ore 18:00 e l’ evento proseguirà con “Ritorno al futuro e second skin”, mostra delle orpere degli studenti della Iuav che sono stati finanziati da brands quali Lotto e Stonefly. La giornata sarà conclusa dal secondo talk alle ore 21:00 , con il CEO del Gruppo Coin Stefano Beraldo.

Il formidabile evento si chiuder il 5 luglio con un talk, “Per una fotografia italiana di moda” che si terrà presso l’ associazione culturale TRA di Treviso, l’inaugurazione della mostra “Linen yearn: il lino nel lavoro di due scuole di moda: London Central Saint Martins e della Università Iuav di Venezia presso i Musei Civici di Venezia che proseguirà fino al 13 luglio, il graduation show e un formidabile after party. Un evento imperdibile che dimostra un lodevole lavoro di una istituzione pubblica, dedita a creare solidi risultati per accrescere, sostenere e condividere la cultura della moda e la creatività emergente.

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