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Today it celebrates the 150th anniversary of Italy’s Unity, an emblematic chapter of history, the Risorgimento, featuring Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso, count of Cavour, Vittorio Emanuele 2nd of Savoia and all that who yesterday fought for the rise of an only State. I gloomily laugh, considering the history, people who lost their own life for the union of Italy and thinking that today exists a party – recognized by the people – having as its leitmotiv before the separatist issue and after the federalist – mere make-up – ones. Italy, land of history, culture and tradition I celebrate is always a  country of tragicomic paradoxes. Today is a day of feast during dark and obscure times, peopled by cultural and political decadence, emphasized by the unhappy happenings of latest months of whose Italian and foreigner media discussed, continues discussing and criticize. Far from talking about prostitutes, bunga bunga, policy and other pruriginous issues that would turn the  Risorgimento’s heroes and also the yesterday politics – Aldo Moro, Enrico Berlinguer, Giorgio Almirante, Nilde Iotti, Tina Anselmi – in their graves, age where existed the respect for state institutions beyond the political colour and it arranged in concert measures in the interest of nation, a deontology lost by pass of time and completely forgotten, I wonder about what tomorrow can have Italy. “A country ignoring its yesterday cannot have a tomorrow” asserted Indro Montanelli – fine journalist and historian -, deep truth and gap of contemporary times, age where every day a nation destroys its past and the founding values. Being trustful, I hope Italy follows the destiny of Arab Phoenix and it rises again from the ashes where it languishes today. A bitter consciousness stays, Italy is writing its most sad, dark and dirty chapter of history, a history that tomorrow children will study, made of thieveries, scandals, ignorance and much, too much vulgarity. Considering that, what does it do? It’s a categorical imperative of all Italians to join, wake up from contemporary narcolepsy, go out of ethic’s lament limbo, promoting a healthy ethic, being respectful to those traditions and culture that made a nation celebrated, evidencing it can do, it can change and write a new chapter of history, acting with modesty, courage and honesty.

PENSIERI IN UN GIORNO DI FESTA, L’ANNIVERSARIO DELL’UNITÀ D’ITALIA

Oggi si festeggia il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, un emblematico capitolo di storia, il Risorgimento  di cui sono protagonisti Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso conte di Cavour, Vittorio Emanuele II di Savoia e tutti coloro che ieri hanno combattuto per la nascita di un unico stato. Sorrido malinconica, considerando la storia, la gente che ha perso la propria vita per l’unione dell’Italia, pensando che oggi in parlamento e nell’attuale governo esiste un partito – riconosciuto dalla volontà popolare – che ha fatto delle istanze separatiste prima e poi federaliste – mero belletto – il suo leitmotiv. L’ Italia, terra di storia, cultura e tradizione che celebro resta pur sempre un paese di paradossi tragi-comici. Oggi è un giorno di festa in tempi bui e oscuri, popolati da decadenza culturale e politica, enfatizzati dagli infelici accadimenti degli ultimi mesi di cui i mass media nazionali e stranieri hanno discusso, continuano a discutere e criticare. Lungi dal parlare di prostitute, bunga bunga, politica e altri argomenti pruriginosi che di certo farebbero rivoltare nella tomba gli eroi del Risorgimento ed anche i politici di ieri – Aldo Moro, Enrico Berlinguer, Giorgio Almirante, Nilde Iotti, Tina Anselmi -, epoca in cui al di là del colore politico esisteva il rispetto per le istituzioni statali e si concertavano provvedimenti nell’interesse della nazione, una deontologia perduta con il passare del tempo e completamente dimenticata, mi interrogo su quale domani possa avere l’Italia. “Un paese che ignora il proprio ieri non può avere un domani” affermava Indro Montanelli – fine giornalista e storico -, profonda verità e lacuna della contemporaneità, epoca in cui ogni giorno una nazione distrugge il proprio passato ed i valori su cui si fonda. Fiduciosa, spero che l’ Italia segua il destino dell’araba fenice e risorga dalle ceneri in cui langue oggi. Un’amara consapevolezza resta, l’Italia sta scrivendo il suo capitolo di storia più triste, buio e sporco, una storia che i bambini di domani studieranno, fatta di ladrocini, scandali, ignoranza e tanta, troppa volgarità. A fronte di tutto ciò, che fare? È un imperativo categorico di tutti gli italiani unirsi,destarsi dalla narcolessia contemporanea, uscire dal limbo dell’etica del lamento, promuovendo un’etica salubre e rispettosa di quelle tradizioni e cultura che hanno reso celebre un popolo, dimostrando che si può fare, si può cambiare e scrivere un nuovo capitolo di storia, agendo con modestia, coraggio e onestà.