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The fan, oil on canvas, Dario Carratta

The incisiveness of a gesture which becomes line, tells about and examines the being, reality and its continuous and deep dialogue between dream and reality. A survey on the ego, the abyss and fullness of man beyond the space and time, where the desires, melancholy, sadness which becomes lighter, gives silently rise to storm and stress. Lines, signs turn into bodies, open the way to questions on canvas and paper on the human dimension and being which is and cannot not-be, thought it is ferociously caught in its inner fragility which is not weakness, but strength, where the flexibility is a clear sign of vitality. An universal lyricism sings the individual and life as movement towards something, a windy and rough life path full of doubts, stress joy, love and hope, emphasized by grotesque elements, as non-conventional signs that subvert the obvious and reasonable, talking about humanity. That is what shines in the work by Dario Carratta, bright artist who is born in Puglia and lives in Rome, who recently featured in the exhibition “COM surrogate”, which was held in Rome at the Richter Fine Art Gallery, where it has showcased some of the works he made, successful chance to start a conversation between different artists who share the same medium they used, the drawing on paper.

 

 

IL LIRISMO UNIVERSALE DI DARIO CARRATTA

The skin of their subjects, oil on canvas, Dario Carratta

L’ incisività di un gesto che diviene tratto, racconta e indaga l’ essere, la realtà e il suo dialogo continuo e profondo tra sogno e realtà. Un’ indagine dell’ io, dell’ abisso e pienezza dell’ uomo al di là dello spazio e del tempo, in cui i desideri, la malinconia, tristezza che diventa più leggera, dà silenziosamente vita a tempesta e impeto. Linee, segni si trasformano in corpi, aprono la via a interrogativi su tela e carta sulla dimensione umana e sull’ essere che è e non può non essere, seppur ferocemente colto nella sua più intima fragilità che non è debolezza, ma forza, in cui la flessibilità è tangibile segno di vitalità. Un lirismo universale canta l’ individuo e la vita come movimento verso qualcosa, un tortuoso e irto cammino di vita denso di dubbi, angosce, gioia, amore e speranza, enfatizzato da elementi grotteschi, quali segni anticonvenzionali che sovvertono l’ ovvio e il ragionevole, parlando di umanità. Questo è ciò che splende nell’ opera di Dario Carratta, brillante artista di origini pugliesi che vive e lavora a Roma, il quale è stato recentemente protagonista della mostra “COM surrogate”, tenutasi a Roma presso la Galleria Richter Fine Art, nell’ ambito della quale sono stati esposte alcune sue opere, felice occasione per avviare una conversazione tra più artisti accomunati dal medesimo medium da loro utilizzato, il disegno su carta.

Dario Carratta, drawing on paper

 

 

The nocturnal life of crustaceans, oil on canvas, Dario Carratta

 

Man, oil on canvas, Dario Carratta

 

 

http://dariocarratta.blogspot.it

Nazzarena Poli Maramotti, Alessandro Sarra, on his back an artwork by Nazzarena Poli Maramotti and the curator Davide Ferri, photo by N

It was recently held at the Rome Z20 Sara Zanin Gallery, a talk featuring some of the artists who were part of the exhibition “Average waves in unprotected waters” which here took place, a laudable initiative to question about art, promote its culture and know better the works by artists. The curator of exhibition Davide Ferri explored the concept and dichotomy between the abstract and visual painting, also telling about the idea from which arises the concept and name of exhibition and asking to the brilliant Nazzarena Poli Maramotti and Alessandro Sarra for their point of view concerning some concepts that are the cornerstones of art critique, art history, though they aren’t able to tell and describe the emotion underlying to the artwork and the gesture of artist. That is another story and it was not the core of this laudable moment of culture sharing which made me think again about questions as the communication, expression of art as strong thought and its intelligibility. The experience of art is like a breath, a scent, something entering inside of you and make you feel, think about. To be able to talk about that, it has no need of jumbled architectures, many refined words, it just needs to be simple, immediate and modest. The exasperation of concepts often turns into an onanistic experience which pushes away from vision, understanding of the artwork and dries the knowledge. Modesty has been and is my way to talk about art. That is what I told many years ago to Lòrànd Hegyi (art critic who has been the Director of Vienna Ludwig Modern art Museum and currently manages the Modern Art Museum of Saint- Étienne) when I explained him my way to talk about contemporary art. He smiled me and told me that was also his way, adding he wrote a book on this topic. I smiled him too – though I didn’t write a book on modesty in the art critique-, being very happy to share the same idea with an individual who, instead of me, has made and produced much culture in this field. I also smile now thinking again about that, as well as to this happy circumstance which reminded me something which is part of my life experience, my thought and my doing.

 

“MOTO ONDOSO STABILE” UN DIALOGO SULL’ ARTE ALLA GALLERIA Z2O SARA ZANIN

 

Untitled, oil on canvas, 2017, photo by Giorgio Benni, courtesy of Galleria Z2O Sara Zanin Roma

Si è recentemente tenuto presso la Galleria Z20 Sara Zanin di Roma un talk di cui sono stati protagonisti alcuni degli artisti che hanno fatto parte della mostra “Moto ondoso stabile” che ivi aveva luogo, una lodevole iniziativa per interrogarsi sull’ arte, promuoverne la cultura e conoscere meglio i lavori degli artisti. Il curatore della mostra Davide Ferri ha esplorato la dicotomia tra pittura astratta e visiva, raccontando anche l’ idea da cui è scaturito il concept della mostra e chiedendo alla brillante Nazzarena Poli Maramotti ed a Alessandro Sarra il loro punto di vista inerente alcuni concetti che sono le pietre miliari della critica e storia dell’ arte, benché non siano idonei a raccontare e descrivere l’ emozione sottesa all’ opera d’ arte ed al gesto dell’ artista. Questa è un’ altra storia e non era il cuore di questo lodevole momento di condivisione di cultura che mi ha riportato alla mente alcune problematiche quali la comunicazione, l’ espressione dell’ arte quale pensiero forte e la sua intelligibilità. L’ esperienza dell’ arte è come il respiro, un profumo, qualcosa che entra dentro te e ti fa sentire, pensare. Per parlare di ciò, non sono necessarie farraginose architetture, né tante sofisticate parole, bisogna soltanto essere semplici, immediati e modesti. L’ esasperazione di concetti sovente si trasforma in un’ esperienza onanistica che allontana dalla visione, comprensione dell’ opera d’ arte e inaridisce la conoscenza. La modestia è stato ed è il mio modo di parlar d’ arte. Questo è ciò che ho detto parecchi anni fa a Lòrànd Hegyi (critico d’ arte che è stato Direttore del Museo d’ Arte Moderna Ludwig di Vienna e attualmente dirige il Museo di Arte Moderna di Saint- Étienne) quando gli spiegavo la modalità con cui parlavo di arte contemporanea. Costui mi ha sorriso e mi ha detto che era anche il suo modo, aggiungendo che aveva scritto un libro su questo argomento. Gli ho sorriso anche io – pur non avendo scritto un libro sulla modestia nella critica d’ arte -, essendo oltremodo lieta di condividere la medesima idea con un individuo che, diversamente da me, aveva fatto e prodotto tanta cultura in questo ambito. Sorrido anche adesso ripensando a ciò, come anche a questa felice circostanza che mi ha ricordato qualcosa che fa parte della mia esperienza di vita, del mio pensiero e del mio fare.

 

In un posto nascosto, Nazarena Poli Maramotti, 2017, photo by Giorgio Benni, courtesy of Galleria Z2O Sara Zanin Roma

 

www.z2ogalleria.it

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

It has recently presented in Rome at the eyewear gallery Monocle the result of a teaming between the brilliant visual artist Danilo Bucchi and the renowned eyewear brand Kuboraum, a smashing collection of sunglasses that embody the light, dreamlike and incisive sign of artist, emphasized by a special manufacture. That evidences the successful dialogue between art and fashion, impressed in an accessory which is under the sign of a timeless elegance and talks about excellence and uniqueness.

 

 

ARTE & MODA, ELEGANZA & UNICITÀ: LA COLLEZIONE DANILO BUCCHI + KUBORAUM

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

È stato recentemente presentato a Roma presso la galleria ottica Monocle il risultato di una collaborazione tra il brillante artista Danilo Bucchi e il rinomato brand di occhiali Kuboraum, una formidabile collezione di occhiali da sole, i quali racchiudono in sé il lieve, onirico e incisivo segno dell’ artista, enfatizzato da una speciale manifattura. Ciò testimonia il felice dialogo tra arte e moda, impresso in un’ accessorio che è all’ insegna di un’ eleganza senza tempo e parla di eccellenza e unicità.

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi

 

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

 

 

www.danilobucchi.com

www.kuboraum.com

www.monocle.it

 

Deserto, Nazarena Poli Maramotti, photo by Giorgio Benni, courtesy of Galleria Z2O Sara Zanin Roma

Thinking dynamism, a strategies of lines, which talks about signs, draws, tracks of different paths, by the brilliant Nazzarena Poli Maramotti, along with Jinn Bronwen Lee, Neil Gall, Rezi van Lankveld, Alessandro Sarra and Jessica Warboys, the artists featuring in the exhibition “Average waves in unprotected waves” – which is also the title of a celebrated novel by Anne Tyler -, curated by Davide Ferri, running through 2nd February 2018 at the Rome Z2O Sara Zanin Gallery. The suggestive showcase documents the symphony of a gesture, the rush and longing of artist, of whose rhythms, rituals and alchemies tell about the natural world, depicted in its lightness, simplicity and eternal mystery.

IL DINAMISMO PENSANTE: “MOTO ONDOSO STABILE” ALLA GALLERIA Z20 SARA ZANIN DI ROMA

In un posto nascosto, Nazarena Poli Maramotti, 2017, photo by Giorgio Benni, courtesy of Galleria Z2O Sara Zanin Roma

Dinamismo pensante, una strategia delle linee che parla di segni, disegni, tracce di diversi percorsi, della brillante Nazzarena Poli Maramotti, unitamente a Jinn Bronwen Lee, Neil Gall, Rezi van Lankveld, Alessandro Sarra e Jessica Warboys, gli artisti che sono protagonisti della mostra “Moto ondoso stabile” – che è peraltro il titolo di un celebre racconto di Anne Tyler -, curata da Davide Ferri  la quale prosegue fino al 2 febbraio 2018 presso la Galleria Z2O Sara Zanin. La suggestiva rassegna documenta la sinfonia di un gesto, l’ impeto e anelito dell’ artista, i cui ritmi, rituali e alchimie raccontano il mondo della natura, colto nella sua leggerezza, semplicità ed eterna imperscrutabilità.

photo by Giorgio Benni, courtesy of Galleria Z2O Sara Zanin Roma

 

www.z2ogalleria.it

Angelo Marani, photo by N

Angelo Marani, photo by N

Days ago the fashion designer Angelo Marani passed away (he was seventy years old), renowned name  in the realm of ready-to-wear and knitwear – founder of company Marex producing the label which brings his name and brand .GIULIAMARANI, created by the bright daughter Giulia Marani – kind man who stays in the hearts of the ones like me were lucky enough to know and be close to him and his marvelous family. He was a joyful and generous individual, eager and untiring worker. Creativity, lightness, warm-hearted attitude and humility are some of features of  Angelo, ironic man, intellectually and morally honesty, who was always contemporary as it is evidenced by the Spring/Summer 2017 collection he made, presented during the Milan Fashion Week. That was the event where I saw Angelo who talked to me about the sporty-chic suggestions from Seventies, the Hollywood glamour that were embodied in it. Creativity and technology, a wide consciousness in terms of manufacture, sense of cloth are the alchemies impressed in the creations he made, productions and different combinations of materials, evidencing the excellence of made in Italy. That is the way I like reminding and as he deserves. Dear Angelo, I say you goodbye and I hug you with all of my love, respect and sympathy.

CIAO ANGELO

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

È venuto a mancare giorni fa il fashion designer Angelo Marani (all’ età di settanta anni), rinomato nome nell’ ambito del prêt a porter e della maglieria – fondatore dell’ azienda Marex che produce la sua etichetta e il brand .GIULIAMARANI, creato dalla brillante figlia Giulia Marani -, uomo di grande umanità che resta nei cuori di chi come me ha avuto il piacere e la fortuna di conoscer, esser vicino a lui ed alla sua splendida famiglia. Gioiosa e generosa individualità, lavoratore alacre e indefesso. Creatività, levità, calore e umiltà sono alcuni dei tratti di Angelo, uomo ironico, intellettualmente e moralmente onesto, sempre al passo con i tempi come si evince dalla sua collezione primavera/estate 2017, presentata in occasione della Milan Fashion Week. Questa, la circostanza in cui ho incontrato Angelo il quale mi ha parlato delle suggestioni sporty-chic, Seventies,  del glamour hollywoodiano che erano in essa racchiuse. Creatività e tecnologia, un’ ampia consapevolezza manifatturiera, senso del tessuto sono le alchimie impresse nelle sue creazioni, lavorazioni e svariate combinazioni di materiali che testimoniano l’ eccellenza del made in Italy. Questo è come mi piace ricordarlo e come merita. Con tutto il mio affetto,  stima e simpatia, caro Angelo ti saluto e ti abbraccio.

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

 

Me, myself and I along with Giulia Marani, photo by N

Me, myself and I along with Giulia Marani, photo by N

 

 

 

www.angelomarani.com

Allegra Hicks, Leaves, photo courtesy of Galleria O Giustini/Stagetti

Allegra Hicks, Leaves, photo courtesy of Galleria O Giustini/Stagetti

It will be opened on 1st  December 2016 in Rome at the Giustini/Stagetti Galleria O the exhibition “Per filo e per segno” – running through 16th January 2017 – featuring the new rugs and embroideries made by the renowned British designer Allegra Hicks, celebrated name in the realm of textile and interior design. It’s a bright synergy between shapes and colour, focused on creating a new perception of domestic space. That is the research by Hicks, which is embodied in the new works she made that will be presented during this event. Here it will be on show four big wool rugs along with two wide panels that depicts Rome landscapes, reinterpreted by the artist, enriched by the furniture of Modern Italian Design from the collection of gallery, successful way marking the idea of creative: “the rugs must give you the sense of continuity, create an island for the furniture, anchor in the ground”. A not to be missed happening to enjoy the work of a vibrant, eclectic designer.

 

“PER FILO E PER SEGNO”, I NUOVI TAPPETI & PANNELLI DI ALLEGRA HICKS ALLA GALLERIA O GIUSTINI/STAGETTI DI ROMA

Allegra Hicks, Leaves, photo courtesy of Galleria O Giustini/Stagetti

Allegra Hicks, Roman fireworks, photo courtesy of Galleria O Giustini/Stagetti

 

Sarà inaugurata l’1 dicembre 2016 a Roma presso la Galleria O Giustini/Stagetti la mostra “Per filo e per segno” – che proseguirà fino al 16 gennaio 2017 – di cui saranno protagonisti i nuovi tappeti e pannelli realizzati dalla rinomata designer inglese, celebre nome nell’ ambito del textile ed interior design. Una brillante sinergia tra forme e colore, volta a creare una nuova percezione dello spazio. Questa, la ricerca della Hicks che è racchiusa nei suoi nuovi lavori che saranno presentati durante questo evento. Ivi saranno in mostra quattro grandi tappeti unitamente a due ampi pannelli che dipingono le vedute di Roma, reinterpretate dall’ artista, arricchite dagli arredi di Design Italiano Moderno provenienti dalla galleria, felice alchimia che rimarca l’ idea della creativa: il tappeto deve dare il senso di continuità, creare un’ isola per i mobili, ancorarli a terra”. Un evento imperdibile per scoprire e apprezzare l’ opera di una vibrante, eclettica designer.

 

Allegra Hicks, Roman fireworks along with the Modern Italian Furniture collection from the Gallery, photo courtesy of Galleria O Giustini/Stagetti

Allegra Hicks, Roman fireworks along with the Modern Italian Furniture collection from the Gallery, photo courtesy of Galleria O Giustini/Stagetti

 

 

http://giustinistagetti.com

www.allegrahicks.com

Homecore

Homecore, photo courtesy of Sidonie Siliart

Homecore is the French menswear brand created in 1992 by Alexandre Guarneri, successfully joining a casual-chic, timeless elegance, sustainability and a healthy lifestyle. Fluid and comfortable lines, high-end materials, precious details enriching the garments are the alchemies embodied in the creations that talk about uniqueness and a easy, slow living, the feeling of being like at home, being in harmony with ourselves and the world which surrounds us. That is the idea, the core of the brand which developed an urban refinement, made of vibrant ideas on the move as a discipline to find our permanent center of gravity, the Gum-jo, an intuitive yoga practice (including many enthusiasts as the actor Vincent Cassel), created by Alexandre by using the Gumjo, a natural rubber support, arising from the study on skeleton in gravitation on the Earth. Gumjo is focused on the pureness of being here now (idea which evokes the Existentialist concept of “hic et nunc” and reminding me the work by Martin Heidegger and the rebel by Ernst Jünger) in order to let go yourself to the center, your own, the center of things or the center of others (considering the center as the physical center). It can be practiced anywhere, anytime with anyone as it has evidenced in an event which was recently held in the Paris flagship store of brand. This practice is a clear sign, impressed in the work of Alexandre as fashion designer, his study on body and posture which underlines the interior structure of the body and supports the posture, giving rise to a genuine lifestyle talking about harmony, sustainability as well catchy passé-partout that are available in the Homecore Paris flagship store, placed in the area of Marais and in renowned boutiques as London Dover Street Market.

HOMECORE L’ ELEGANZA CASUAL-CHIC COME STILE DI VITA

Alexandre Guarneri along with the Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

Alexandre Guarneri along with the Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

Homecore è il marchio francese di abbigliamento uomo creato nel 1992 da Alexandre Guarneri che unisce felicemente una eleganza casual-chic, senza tempo e un salubre stile di vita. Linee fluide e confortevoli, materiali di alta qualità, dettagli preziosi che arricchiscono i capi sono le alchimie racchiuse nelle creazioni, che parlano di unicità e un easy, slow living, della sensazione di sentirsi a casa ovunque, in armonia con noi stessi e il mondo che ci circonda. Questa, l’ idea, il cuore del brand che ha consolidato una raffinatezza urban, fatta di vibranti idee in movimento quali una disciplina per trovare il proprio centro di gravità permanente, il Gum-jo, una pratica di yoga intuitivo ( che annovera molteplici entusiasti quali l’ attore Vincent Cassel), creata da Alexandre che si avvale dell’ uso del Gumjo, un supporto di gomma naturale, la quale nasce dallo studio dello scheletro in gravitazione sulla terra. Gumjo è incentrata sull’ idea dell’ esser qui e ora ( che evoca il concetto esistenzialista dell’ “hich e nunc” e mi fa pensare all’ opera del filosofo Martin Heidegger e al ribelle di Ernst Jünger) al fine di lasciarci andare al centro, al nostro centro, al centro delle cose o al centro degli altri (considerando il centro in termini di centro fisico). Può essere praticata ovunque, in qualsiasi momento e con chiunque come dimostra un evento che si è recentemente tenuto nel flagship-store parigino del brand. Tale pratica è un segno tangibile, impresso anche nel lavoro di Alexandre nelle vesti di fashion designer, il suo studio del corpo e della postura che sottolinea la struttura interiore del corpo e supporta la postura, dando vita a un autentico stile di vita che parla di armonia, sostenibilità come anche di accattivanti passé-partout che sono disponibili presso il flagship store di Parigi di Homecore, ubicato nei dintorni del Marais e in rinomate boutiques come Dover Street Market di Londra.

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

Homecore, photo courtesy of Sidonie Siliart

Homecore, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

Alexandre Guarneri during a Gum-jo session, photo courtesy of Sidonie Siliart

Alexandre Guarneri during a Gum-jo session, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

Homecore, photo courtesy of Sidonie Siliart

Homecore, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

http://homecore.com

 

The founders of Abito: Simona Barbieri, Italo Scaietta, Bruna Casella, Manuela Galli, Constanza Zukierman, photo courtesy of Abito

The founders of Abito: Simona Barbieri, Italo Scaietta, Bruna Casella, Manuela Galli, Constanza Zukierman, photo courtesy of Abito

 

It arises in Mantua, famous  city of art and culture, which this year has recognized capital of culture, the no-profit association Abito, to drive autonomously forward that educational, artistic and cultural path which has started since 2005 by FAI (Fondo Ambiente Italiano). Many have been the initiatives featuring the fashion, as the Homage to Roberto Capucci I attended at time ago, having enjoyed very much during this circumstance the quality and fashion oriented cultural offer. A laudable work which continues, developed by a committee headed by Serena Angelini Parravicini, including experts as Bruna Casella, renowned and bright leading opinion buyer, owner along with the husband Stefano Gozzoli of celebrated Mantua stores Bernardelli, the fashion historian and critic Michele Venturini, Simona Barbieri fashion designer of brand Twin-Set, Manuela Galli, Italo Scaietta, Bibi Benedini ( Benedini & Associati AGAPE Architects Studio), Silvia Araldi, Constanza Zukierman. A successful event which will be celebrated today in Mantua since 6:30 pm at Palazzo Te with a talk curated by Michele Venturini on Dries Van Noten and Marchionnes Casati, muse  who inspired the Fall/Winter 2016-2017 womenswear collection he made, of whose signs are told on paper and embodied in the book illustrated by Gill Button. A not to be missed happening for all the ones who are devoted to fashion culture and cult of beauty which will be enriched by music made by di Igor Palmieri and Michele Bianchi, as well as Epicurean suggestions by Cucina da Manuale, joyful chance to discover and enjoy the aristocratic and sophisticated elegance of Mantua, city where to go and come back.

MODA E CULTURA A MANTOVA PER CELEBRARE ABITO

invito-abito

Nasce a Mantova, famosa città d’ arte e cultura, riconosciuta quest’ anno capitale della cultura, l’ associazione no-profit Abito, per portare avanti autonomamente quel percorso divulgativo, artistico e culturale ivi avviato a partire dal 2005 dal FAI (Fondo Ambiente Italiano). Plurime le iniziative che hanno avuto quale protagonista la moda, come l’ Omaggio a Roberto Capucci a cui tempo fa ho presenziato, avendo oltremondo apprezzato in quell’ occasione la qualità e l’ offerta culturale fashion oriented . Un lodevole lavoro che continua, consolidato da un comitato guidato da Serena Angelini Parravicini, costituito da esperti del settore quali Bruna Casella, rinomata e brillante leading opinion buyer, proprietaria unitamente al marito Stefano Gozzoli dei noti stores mantovani Bernardelli, lo storico e critico della moda Michele Venturini, Simona Barbieri fashion designer del brand Twin-Set, Manuela Galli, Italo Scaietta, Bibi Benedini (dello Studio di Architettura Benedini & Associati AGAPE), Silvia Araldi, Constanza Zukierman. Un felice evento che sarà celebrato oggi a Mantova a partire dalle ore 18:30 presso Palazzo Té con un talk curato da Michele Venturini inerente Dries Van Noten e la marchesa Casati, musa ispiratrice della sua collezione autunno-inverno 2016-2017, i cui segni sono raccontati  su carta e racchiusi nel libro illustrato da Gill Button. Un happening imperdibile per tutti coloro che sono devoti alla cultura della moda e al culto del bello, che sarà arricchito da musiche di Igor Palmieri e Michele Bianchi, come anche da suggestioni epicuree realizzate Cucina da Manuale, gioiosa occasione per scoprire e apprezzare l’ aristocratica e raffinata eleganza di Mantova, città in cui andare e tornare.

Dries van Noten Fall/Winter 2016-2017 along with the work by Gill Button, photo courtesy of Dries van Noten

Dries van Noten Fall/Winter 2016-2017 along with the work by Gill Button, photo courtesy of Dries van Noten

Dries van Noten, illustration by Gill Button

Dries van Noten, illustration by Gill Button

 

Dries van Noten Fall/Winter 2016-2017 along with the work by Gill Button, photo courtesy of Dries van Noten

Dries van Noten Fall/Winter 2016-2017 along with the work by Gill Button, photo courtesy of Dries van Noten

 

 

screenshot_2016-11-07-23-01-52

photo courtesy of Roberto D’ Agostino

 

A world, an universe, a cross, unusual and non-conventional mood, a sartorial-rock architecture, also marked by the iconic dress-code, meets a vibrant way of thinking which translates and decodes the contemporary times revealing creative relationships and reshaping borders under the sign of ethics, as well as its container, the aesthetics of living with art. This is the engaging tale Roberto D’ Agostino – eclectic and visionary TV persona, journalist, critic, director of movie “Mutande pazze” (standing as “Crazy slips”), writer and author along with the famous art critic Federico Zeri of book “Sbucciando piselli” (meaning “Peeling peas” Mondadori, 1990), creator of “Dagospia”, the famous website focused on mainstream news and gossip – is going to start in Tv on Sky arte, featuring in “Dago in the Sky”, tv format which today  at 6:30 pm will be presented and will be broadcasted on every Friday at 11:30 pm. An irresistible journey inside the beauty to discover and appreciate its aesthetics, its interprets and makers which starts dealing with the wide topic of art and homosexuality and tells about an age, many times, emblematic personas from the art scene and their sign. That is an essential, mystic experience, as well as the watching of Tv program, a successful event, a must for all that love art, culture and celebrate an autonomous way of thinking which increases a categorical imperative: the mind must be all opened like a parachute.

VIVERE CON ARTE: IL DEBUTTO DI “DAGO IN THE SKY”

Roberto D' Agostino, photo by N

Roberto D’ Agostino, photo by N

Un mondo, un universo, un mood, trasversale, insolito e anticonvenzionale, un’ architettura sartorial-rock, rimarcata anche dall’ iconico codice vestimentario incontra un vibrante pensiero il quale traduce e decodifica la contemporaneità, svelando relazioni creative e ridisegnandone i confini all’ insegna dell’ etica, nonché del suo contenitore, l’ estetica del vivere con arte. Questo l’ avvincente racconto che Roberto D’ Agostino – eclettico e visionario personaggio televisivo, giornalista, critico, regista del film “Mutande pazze”, scrittore e autore unitamente al famoso critico d’ arte Federico Zeri del libro “Sbucciando piselli” (Mondadori, 1990), creatore di “Dagospia”, il famoso sito di informazione generalista che si occupa di retroscena – si appresta ad avviare in Tv su Sky arte nelle vesti di protagonista di “Dago in the Sky”, format televisivo che verrà presentato oggi alle ore 18:30 e andrà in onda ogni venerdì alle ore 23:30. Un irresistibile viaggio nel bello per scoprire e apprezzare la sua estetica, i suoi interpreti ed esecutori che inizia affrontando il vasto tema dell’ arte e dell’ omosessualità e racconta un’ epoca, vari momenti, personaggi emblematici del mondo dell’ arte e il loro segno. Un’ imprescindibile esperienza mistica, questa, come anche la visione del programma tv, lieto evento, un must per tutti coloro i quali amano l’ arte, la cultura e celebrano un pensiero autonomo che incentiva un imperativo categorico: la mente va aperta tutta come un paracadute.

Me, myself & I along with Roberto D' Agostino, photo by Roberto D' Agostino

Me, myself & I along with Roberto D’ Agostino, photo by Roberto D’ Agostino

 

http://arte.sky.it

stephan-1

A carpet,  timeless story talking about refinement, experimentation, color, craftsmanship where the ancient wisdom meets contemporary times, geometries depicting symbolisms, animistic and shamanic suggestions. This is the vibrant core of new work by brilliant and eclectic designer Stephan Hamel which will feature in the opening of exhibition project “Zitanpixel”, curated by Francesca Alfano Miglietti of whose opening will be held on 9th November 2016 in Milan, at 7:00 pm at Nonostante Marras (awesome space joining and celebrating fashion, art and culture created by the renowned fashion designer Antonio Marras) and will be open to public through 9th January 2017. Color, color and more color, a leitmotiv of the work by Stephan finds a different context, the carpet, object used by gipsy people to feel themselves like being at home everywhere they are. The boho-gipsy elegance makes this object a fetish to have which also embodies an eloquent metaphor of humanity, successfully evoking the uniqueness and complexity of every single life, its texture, the core of color and signs that make it where geometries become the sedimentation of experiences as well as artisanal wisdom. A double reading, a dual path which is drawn  by a not to be missed event to discover, find again and enjoy a way of being, making, creating and an object telling about the lifestyle of contemporary, nomadic globe-trotters.

“ZITANPIXEL”: L’ELEGANZA E UNICITÀ BOHO-GIPSY DI STEPHAN HAMEL DA NONOSTANTE MARRAS

Me, myself & I along with Stephan Hamel, photo by N

Me, myself & I along with Stephan Hamel, photo by N

 

Un tappeto, una storia senza tempo che parla di raffinatezza, sperimentazione,  colore e artigianalità in cui la sapienza antica incontra la contemporaneità, geometrie che raffigurano simbolismi, suggestioni animistiche e sciamaniche. Questo il cuore vibrante del nuovo lavoro del brillante ed eclettico designer Stephan Hamel che sarà  protagonista della opening del progetto espositivo “Zitanpixel”, curato da Francesca Alfano Miglietti la cui opening  si terrà il 9 novembre 2016 alle ore 19:00 a Milano presso Nonostante Marras (meraviglioso spazio che unisce e celebra la moda, l’ arte e la cultura creato dal noto fashion designer Antonio Marras) e sarà aperto al pubblico fino al 9 gennaio 2017. Colore, colore e ancora colore, un leitmotiv dell’ opera di Stephan trova un nuovo contesto, il tappeto, oggetto usato dai gitani per sentirsi a casa ovunque siano. L’ eleganza boho-gipsy rende quest’ oggetto un feticcio da avere che peraltro racchiude in sé una eloquente metafora dell’ umanità, evocandone felicemente l’ unicità e la complessità di ogni vita, della sua trama, del nucleo di colore e segni di cui si compone in cui le geometrie diventano sedimentazione di esperienze nonché  di saggezza artigianale. Una doppia lettura, un percorso dualistico disegnato da un evento imperdibile per scoprire, ritrovare e apprezzare un modo di essere, fare,creare  e un oggetto che racconta il lifestyle dei globe-trotter nomadici contemporanei.

www.stephanhamel.com

www.antoniomarras.com