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Floracult, photo courtesy of Floracult

Men, animals and plants, everyone has its own story, but from the relationship between them it arises an unique and complex harmony. “Identity, relationship, harmony”, this is the theme of Floracult, event which will be held from 25th to 28th April 2019 in the suggestive frame of Rome countryside in La Storta, at I Casali del Pino, successful celebration of nature, its culture as wells its ten years of life. Many are the events, the permanent installations that talk about the world of nature, its little hosts and different possibilities, shapes and colors. Talks, workshops, book launches as well as a special guest star, Abderrazzak Benchaâbane, professor, perfumer, photographer, botanist, legendary persona from Marrakech, renowned for his gardens that host the Moroccan museum of contemporary art he created and the scents and spices of the perfumes he made. He has worked, during his long career as gardener for over ten years, on the famous Jardin Majorelle in Marrakech, purchased by Yves St. Laurent in 1980, an awesome tropical garden featuring plants coming from all over the world. A not to be missed happening to live and discover again the natural dimension, the depth of its voices and rhythms, a precious source to think about and do, save, take care and protect.

 

FLORACULT: UNA CELEBRAZIONE DELLA NATURA E DELLA SUA CULTURA ALL’ INSEGNA DI IDENTITÀ, RELAZIONE E ARMONIA

Floracult, photo courtesy of Floracult

Uomini, animali e piante, ognuno con la sua storia, ma è dalla loro relazione che nasce un’armonia unica e complessa. “Identità, relazione, armonia”, questo il tema di Floracult, evento che si terrà dal 25 al 28 aprile 2019 nella suggestiva cornice della campagna romana a La Storta, presso I Casali del Pino, felice celebrazione della natura, la sua cultura ed anche i suoi  dieci anni di vita. Plurimi gli eventi, le installazioni permanenti che parlano del mondo della natura, dei suoi piccoli ospiti e delle sue svariate possibilità, forme e colori. Talk, workshop, presentazioni di libri e anche un ospite d’eccezione, Abderrazzak Benchaâbane, professore, profumiere, fotografo, botanico, personaggio leggendario di Marrakech, noto
per i suoi giardini, che ospitano  il museo di arte contemporanea marocchina da lui creato e per le essenze e le spezie dei suoi profumi. Nella sua lunga carriera di giardiniere si è occupato per più di dieci anni del famoso Jardin Majorelle a Marrakech, acquistato da Yves St. Laurent nel 1980, un giardino tropicale lussureggiante ricco di piante provenienti da tutto il mondo. Un evento imperdibile per vivere e riscoprire la dimensione naturale, la profondità delle sue voci e dei suoi ritmi, una preziosa risorsa per pensare e fare, da conservare, curare e proteggere.

Floracult, photo courtesy of Floracult

 

www.floracult.com

 

Sandro Pertini e Sandra Milo, 1984,
© Angelo Palma/A3/Contrasto

Two smashing exhibitions will be opened on Monday 15th April 2019 in Rome from 6:00 to 9:00 pm, “Party Politics” featuring the new work of Francesco Vezzoli, celebrated artist exploring the entertainment of politics and the politics of entertainment at the Giuliani Foundation, as well as another one which features one of the most talented young, multi-disciplinary contemporary artists, Emiliano Maggi, “The club”, solo exhibition curated by Raffaella Frascarelli which will open at the Nomad Foundation, at  6:00 pm and showcase the works where lightness meets the surreal, an overwhelming  journey under the sign of expressionist dreamlike suggestions running through 20th September 2019. Two not to be missed happening for all the ones who love the contemporary art.

 

DUE OPENING A ROMA SONO MEGLIO DI UNA: FRANCESCO VEZZOLI & EMILIANO MAGGI

Emiliano Maggi, Velvet Gloves on Ribbon Bows, 2019, glazed ceramic. Courtesy Operativa, Roma. Ph. Sebastiano Luciano

Due formidabili mostre saranno inaugurate lunedì 15 aprile 2019 a Roma dalle ore 18:00 alle 21:00, “Party Politics” che ha quale protagonista il nuovo lavoro di Francesco Vezzoli, celebre artista che esplora l’ intrattenimento della politica e la politica dell’ intrattenimento presso la Fondazione Giuliani Foundation, come anche un’ altra all’ insegna di uno dei più talentuosi giovani artisti multidisciplinari contemporanei, Emiliano Maggi, “The club”, personale curata da Raffaella Frascarelli che avrà luogo presso la Fondazione Nomad Foundation, alle ore  18:00 ed esporra le opere in cui la leggerezza incontra la surrealtà, un avvincente viaggio all’ insegna di oniriche suggestioni espressioniste che proseguirà fino al 20 settembre 2019. Due eventi imperdibili per tutti coloro che amano l’ arte contemporanea.

The King of Clubs card, photo courtesy of Vivienne Westwood

I think about the latest happening, the arrest of Julian Assange by borrowing the system created by the legendary fashion designer and social activist Vivienne Westwood, the pack of cards to save the world as it has explained on the website of Climate Revolution, one of the many laudable initiatives that involve her. To draw new landscapes, what she has done and is continuing to do at best through fashion and activism, under the sign of action propaganda( reminding me the lesson by the French philosopher Guy Debord). To make use of pack of cards, ancient means to play and divinatory system, the mantic, an ensemble of signifiers, symbols and icons to give rise to many significances. These cards often feature in the collections she made. I like reminding of the King of Clubs ( this card as birthday card depicts people who, due to many lifetimes, have amassed a resource of knowledge from which to draw with authority. They live this life on their own terms, from their unique perspective and have a commanding presence both physically and mentally. Information flows effortlessly through them. People of this card are here to experience life and themselves through their mental nature, thinking, communication, language, information, knowledge and education), where the clubs are considered by her as the symbol of the war, instead its main feature, Julian Assange has considered as “the true punk”, being a freedom fighter, that freedom of speech which is an inviolable right in a democratic society and makes free from fear, the evil of the contemporary society which increases  violence worldwide. Therefore I join with the fashion designer – who featured in a public protest  to ask for the liberation of Julian – and all of the ones, they are many, who think free of speech is a value to protect and defend.

 

 

 

LIBERTÀ DI PAROLA, VIA LA PAURA: JULIAN ASSANGE, UN VERO PUNK

Vivienne Westwood Spring/Summer 2019, photo courtesy of Vivienne Westwood

Penso a recenti accadimenti, l’ arresto di Julian Assange prendendo a prestito il sistema creato dalla leggendaria fashion designer e attivista nel sociale Vivienne Westwood, il mazzo di carte per salvare il mondo come è spiegato sul sito web di Climate Revolution, una delle svariate lodevoli iniziative che la coinvolgono. Disegnare nuovi paesaggi, ciò che ha fatto e sta continuando a fare al meglio attraverso la moda e l’ attivismo, all’ insegna della propaganda ad agire ( che mi ricorda la lezione del filosofo francese Guy Debord). Avvalersi del mazzo di carte, antico strumento di gioco e sistema divinatorio, la mantica, un insieme di significanti, simboli e icone per dar vita a molteplici significati.  Sovente tali carte appaiono nelle collezioni da lei realizzate. Mi piace ripensare al Re di Fiori ( tale carta quale carta di nascita ritrae individui che, in ragione di molteplici vite, hanno accumulato una fonte di conoscenza dalla quale attingono con autorevolezza. Vivono la vita conformemente a se stessi, dalla loro unica prospettiva. L’ informazione scorre senza fatica in loro. Le persone di questa carta sono qui per sperimentare la vita e se stessi attraverso la loro natura mentale, il pensiero, la comunicazione, lingua, informazione, conoscenza ed educazione), in cui i fiori sono da lei ritenuti il simbolo della guerra, invece il suo principale protagonista, Julian Assange è considerato il “vero punk”, essendo uno che lotta per la libertà, quella libertà di parola che è un diritto inviolabile in una società democratica e scaccia via la paura, il male della società contemporanea che accresce la violenza in tutto il mondo. Perciò mi unisco alla fashion designer – protagonista di una manifestazione di protesta per chiedere la liberazione di Julian – e  tutti coloro che, sono numerosi, pensano che la libertà di parola sia un valore da proteggere e difendere.

 

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www.viviennewestwood.com

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The London group Extinction Rebellion, focused on issues as climate change and activism to protect the world where we live in order to draw new landscapes under the sign of consciousness and a healthy ethic – which is much more far from the binomial of price and value, where it’s the price the bringer of any value, a leitmotiv of the nowadays commodified society –  will announce on Monday 15th April 2019 in London its plans for the International Rebellion during an event of peaceful direct action and civil disobedience which will take place in different areas that will features different topics: “This is an emergency” in Marble Arch, “Tell the truth” in Oxford Circus, “Act now” in Waterloo Bridge- XR London Garden Bridge, “Beyond politics” in Parliament Square and “The heart” in Piccadilly Circus. Rebels of the world, what are you waiting for, unite!

LONDON CALLING: LA RIBELLIONE INTERNAZIONALE

 

Il gruppo londinese Extinction Rebellion, rivolto a problematiche quali il cambiamento climatico e l’ attivismo per proteggere il mondo in cui viviamo al fine di disegnare nuovi paesaggi all’ insegna della consapevolezza e di un’ etica salubre – che è ben lungi dal binomio di prezzo e valore in cui il prezzo è portatore di un qualsiasi valore, un leitmotiv dell’ attuale società mercificata – annuncerà lunedì 15 aprile 2019 a Londra i suoi piani per la Ribellione Internazionale in occasione di un evento di pacifica azione diretta e disobbedienza civile che avrà luogo in diverse are di cui saranno protagonisti diversi temi: “This is an emergency” (“Questa è un’ emergenza”) a Marble Arch, “Tell the truth”(“Dici la verità”) a Oxford Circus, “Act now”(“Agisci adesso”) a Waterloo Bridge- XR London Garden Bridge, “Beyond politics” (“Al di là della politica”) a Parliament Square e “The heart” (“Il cuore”) a Piccadilly Circus. Ribelli di tutto il mondo, che cosa aspettate, unitevi!

 

 

https://rebellion.earth/?fbclid=IwAR0j4Dmn-71pFtQLpTCKp4YMAekGP1E1zbE_ZbnXqXQD0jGMG6fePFepz9U

 

 

 

Fashion Circus: Circus of Excess, event under the sign of sustainable fashion and body-protest design (questioning of important topics like the climate change), will feature on Friday 12th April from 6:30 to 7:30 pm in London at Oxford Circus, the epicenter of the fast-fashion shopping “experience”. A successful initiative developed by XRF(Extinction Rebellion Fashion), a group of Extinction Rebellion , a British group – under the sign of the social activism and environmentalism arisen from the social media -, made of rebels working in creative industries, raising awareness to the issues of un-sustainability in fashion. It teamed up with students from art, fashion colleges and universities all over London to showcase their sustainable fashion and body-protest designs. The theme “Fashion: Circus of Excess” addresses issues of un-sustainability in fashion and how its practices impact other species. The models will parade along with the XR choir and XR musicians. This will include opera singers and an amplified string quartet performing Beethoven’s “Ode an Die Freude” (Ode to Joy) from his Symphony number 9, the drums ensemble “EarthNicht”, the blues band Gabriel Byrd and the Ambitious Bastards. Surrounding the performers in a circle will be XR cyclists, there to provide both protection and lighting. To amplify the call for immediate action on climate change, the event will be broadcasted live via mainstrea and social media using the hashtag #xrfashioncircus. A not to be missed event for rebels, activists and free thinkers.

L’ AZIONE DI EXTINCTION REBELLION FASHION, FASHION CIRCUS: CIRCUS OF EXCESS

Fashion Circus: Circus of Excess, evento all’ insegna della moda sostenibile e di  body-protest design (che si interroga su importanti questioni contemporanee quali il cambiamento climatico), si terrà il 12 aprile 2019 dalle ore 18:30 alle 19:30 a Londra presso a Oxford Circus, l’ epicentro dell’ “esperienza” di shopping fast fashion. Una felice iniziativa consolidata da XRF(Extinction Rebellion Fashion), un gruppo di Extinction Rebellion, gruppo inglese – all’ insegna dell’ attivismo nel sociale e dell’ ambientalismo nato nell’ ambiente dei social media -, fatto di ribello che operano nelle industrie creative, che incoraggiano la consapevolezza verso le questioni di insostenibilità nella moda. Esso ha collaborato con gli studenti dei college e le università di arte e moda di tutta Londra per esporre la moda sostenibile da loro realizzata e i progetti di body protest. Il tema “Fashion: Circus of Excess” si indirizza su problematiche di insostenibilità nella moda e in che misura le sue pratiche abbiano un impatto sulle altre specie. I modelli effettueranno una parata insieme al coro ed i musicisti di XR. Ciò includerà i cantanti d’ opera ed un quartetto di archi che eseguirà l’ Ode alla Gioia di Beethoven dalla sua Sinfonia n. 9, il gruppo di percussionisti “EarthNicht”, la band di blues Gabriel Byrd and the Ambitious Bastards. Ivi saranno anche i ciclisti di XR ad attorniare in cerchio e fornire sia protezione sia illuminazione. Per intensificare la chiamata all’ azione immediata sul cambiamento climatico, l’ evento sarà trasmesso dal vivo via mainstream e social media usando l’ hashtag #xrfashioncircus. Un evento imperdibile per ribelli, attivisti e liberi pensatori.

The Colosseum Archeological Park, photo by N

Altaroma develops its identity of platform for the emerging creativity and fashion culture. The latest edition has focused on that. Concrete tracks are in many of events, featuring in it. Words and works, clear signs, as the one which has been during the press conference for the Altaroma opening, which has held at the  Rome Colosseum Archeological Park, happening evidencing the commitment of institutions for promoting the culture of country as the contest “Vesti il parco archeologico”( standing as “Dress the archeological park”), an award featuring fashion schools to showcase the young creativity and join an eternal culture, the Rome history, to contemporary times and the new. The winners were the students of Modartech from Pontedera, the Milan NABA and a special award has given to the students of Rome Fashion and Costume Academy. Many were the panelists of talk as the President of Altaroma Silvia Venturini Fendi, who restated the purpose and work of Altaroma, as well as the importance of collaboration between the institutions to give an incisive un contribution. In fact she talks about “a virtuous partnership with the political institutions to pull together the greatest history existing( the one of Rome), to young people working on innovative ideas, respecting the tradition and craftsmanship of made in Italy. To discover, train and promoting new talents who give value to the tradition of made in Italy is our mission. Altaroma is a kind of incubator for young people, both young fashion designers or students. We must keep in mind  our  public shareholding company, Rome wants being the cradle of new, a goal which can get through the unity. Gian Paolo Manzella, representative for the Lazio innovation department, focused on “the issue of relationship between innovation and cultural heritage, as well as the need, in the field of economy, to speak of contamination, as the most innovative societies as the ones that promote the contamination. It’s a word which implies the opening and stratifications, what has been the core of successful talk by the President of Chamber of Commerce Lorenzo Tagliavanti, who marked the importance of culture’s stratification  which has made concrete by an opened society and city like Rome, a value which becomes universal and political, connected also to the migration, as he marked, a thorny subject matter of the current Italian political issues ( I remember the issue of immigrants landing and their many deaths, as they haven’t helped on time), laudable words that evidence the political relevance of culture and a lifestyle focused on the dialogue and opening to the others, what is different and new, which can increase moral and material growth and enrichment in a certain country as the city of Rome, Italy and Europe.

ALTAROMA: LE STRATIFICAZIONI DELLA CULTURA, IL NUOVO E L’ IDENTITÀ DI UNA ISTITUZIONE

The Colosseum Archeological Park, photo by N

Altaroma consolida la sua identità di piattaforma per la creatività emergente e della cultura della moda. La sua ultima edizione è  stata incentrata su questo. Tracce concrete evidenti nei vari eventi che ne sono stati protagonisti. Parole e opere, segni chiari, come quello che ha avuto luogo in occasione della conferenza stampa di apertura, che si è tenuto presso il Parco archeologico del Colosseo di Roma, circostanza che testimonia l’ impegno istituzioni per promuovere la cultura del territorio come il contest “Vesti il parco archeologico”, un concorso aperto alle scuole di moda d’ Italia per esporre la creatività dei giovani e unire una cultura eterna, la storia quella di Roma, alla contemporaneità e al nuovo. Vincitori gli studenti della Modartech di Pontedera, della NABA di Milano e un riconoscimento speciale lo hanno avuto i ragazzi dell’ Accademia di Costume e Moda di Roma. Plurimi i protagonisti del talk tra i quali la Presidente di Altaroma Silvia Venturini Fendi, la quale ha ribadito la finalità e l’ opera di Altaroma, nonché l’ importanza della collaborazione tra le istituzioni per fornire un apporto incisivo. Parla infatti di “una partnership virtuosa con le istituzioni politiche per accostare la storia più grande che c’è(quella di Roma ndr.) ai giovani che lavorano su concetti innovativi, rispettando però la tradizione e l’ artigianalità del made in Italy. Scoprire, formare e promuovere nuovi talenti che valorizzano la tradizione del made in Italy è la nostra mission. Altaroma è una sorta di incubatore per i giovani, siano essi giovani fashion designer o studenti. Dobbiamo tener conto della nostra società pubblica partecipata, Roma vuole essere la culla del nuovo, un obiettivo che si può raggiungere con l’ unità. Gian Paolo Manzella, rappresentante per l’ innovazione per la Regione Lazio si è rivolto sulla “questione del rapporto tra tecnologia e beni culturali, nonché sull’ esigenza, in tema di economia, di parlare di contaminazione, poiché le società più innovative sono quelle che promuovono la contaminazione”. Una parola che presuppone l’ apertura e la stratificazioni, questo, il cuore del felice l’ intervento del Presidente della Camera di Commercio Lorenzo Tagliavanti, il quale ha rimarcato l’ importanza delle stratificazioni della cultura che una società aperta e una città come Roma ha concretizzato, un valore che diventa universale e politico, connesso anche alla migrazione, come  egli ha sottolineato,  tematica spinosa delle recenti vicende politiche italiane (ricordo la questione degli sbarchi dei migranti e delle loro svariate morti, non essendo stati soccorsi in tempo), parole lodevoli che testimoniano la rilevanza politica della cultura e uno stile di vita proteso al dialogo e all’ apertura verso gli altri, il diverso e nuovo, con cui ci può essere crescita e arricchimento morale e materiale nell’ ambito di un determinato territorio, come la città di Roma, l’ Italia e l’ Europa.

Silvia Venturini Fendi, photo by N

 

 

www.altaroma.it

Joe Corrè, photo by Curtis Gibson, courtesy of A Child of the Jago

 

“One’s self I sing, a simple separate person,
Yet utter the word Democratic, the word En-Masse.

Of physiology from top to toe I sing,
Not physiognomy alone nor brain alone is worthy for the Muse, I
say the Form complete is worthier far,
The Female equally with the Male I sing.

Of Life immense in passion, pulse, and power,
Cheerful, for freest action formed under the laws divine,
The Modern Man I sing”.

Walt Whitman, “One’s self I sing”, in “Leaves of grass”

 

The lyrics by Walt Whitman are the best way to introduce my interview with Joe Corrè, his bright and romantic point of you, that romanticism I celebrate where the freedom is the higher value. He is the modern man sang by Whitman where passion, pulse and power are addressed to make the world a better place, invite people to question about everything in order to develop an autonomous way of thinking which is respectful of the world surrounding us. I could spend a lot of words to talk about Joe, his social activism (focused on supporting the Climate Revolution started by the mother Vivienne Westwood, the fight against the fracking and INEOS, which came during the last Fall came behind the British tribunals), the many talents and successes as businessman and fashion designer( Agent Provocateur, Illamasqua and A Child of the Jago are successful brands he created) , but I prefer to use the synthesis, a gift he owns, which makes his words precious. Irony, lightness, which is not frivolity, but consciousness, balance between activism and ability to enjoy life, its beauty embodied in its most simple forms  shines in him and reminds me the Ancient Greek value of kalokagathia where what is beautiful has an ethic value or rather is good.

One of artworks by Joe Corrè featuring in the series “Ashes from Chaos”, photo by N

 

It can sounds like a hiatus to hear that, as it is connected to the one who set up the funeral pyre of punk, but this gesture, a provocation, it was a mere invitation to question about price and value, archetypes of the current commodified society, where the price – or rather money – replaces, gives or justifies the value, every value, as, it was asserted by the filmmaker Pier Paolo Pasolini, the consumption of goods has substituted by the consumption of people who are consumed by consumption. That is what happens in the mainstream which finds new tricks to increase the consumption. Yesterday, it happened in a certain place and time, in UK, in 2006 when Queen Elisabeth declared this year the year of punk, happening which increased the marketing connected to a movement which has arisen to question and subvert the ethic of mainstream. This was the fundamental issue connected to the Joe’s project Burn Punk London, the funeral pyre of punk which later turned into the artwork series “Ash from Chaos” recently showcased in London at the Lazinc Gallery and a film which is currently work in progress, reminding and subverting in a constructive way the celebrated slogan “Cash from Chaos”, symbol of punk era, impressed in a t-shirt worn by his father Malcom McLaren. Punk is dead – it just only stays alive its categorical imperative, the DIY, “Do it yourself” encouraging an independent and free way of living – but it will arise again from its ashes like the Arabian phoenix, through new forms and ideas, talking about evolution instead of revolution, hold the universe and the ones who people it, plants, flowers, animals and human beings. This is the new which advances and has Joe Corrè as its most relevant leading personas.

 

Stilll image from the Burn Punk London film by Joe Corrè, photo by N

 

Fashion embodying a concept and vibrant ideas is like an artwork, makes you think about, do you agree with that?

“I don’t think about fashion, I am not interested in it or rather I am interested in fashion as statement of who you are and what you think. That is the most relevant feature of fashion which became an important means to connect people, increased by the social media and celebrities. And when it is connected the gossip and political element the connection reached is effective, because the other channels where people can express themselves politically as elections became difficult to relate, the individual cannot express his ideas, there are no places. I use considering that as a  karaoke politics, it’s a global phenomenon. And it is just fashion which catches them – also through the political message which sometimes the celebrities support – touching and giving them the chance to express what they want to express, because fashion is global, popular”.

 

 Ethics and aesthetics, more specifically what is good and beautiful ( the kalokagathia of Ancient Greeks) is a value for you?

 “It is to do a simple solution if people concern to a simple beauty. All of us should learn to understand the beauty which exists, what it is and define it at best, as if you succeed to define beauty at best you are able to concern, understand, do the best choices and avoid of repeating the past mistakes. The big enemy of culture is the non-stop distraction which is inculcate and emphasized by social networks, computers. It is all about the value of beauty. That is why I come back to the issue of price and value (En. : the core of Burn Punk London project he made)”.

 

ashes-n2.jpg

A detail from the installation “Ashes from Chaos”, by Joe Corrè, photo by N

 

To make fashion under the sign of the sartorialism (considering A Child of the Jago, the brand you created)is an alternative, antidote to the contemporary way of making fashion ?

 “ A Child of the Jago is an anti-fashion brand. When I started that I was working with Agent Provocateur (the luxury underwear brand) and I wanted to do something more experimental as the volume  of its business has became big and thus what has arisen for being very experimental turned into being less experimental due to that. To concentrate, get the luxury, to use the best fabrics coming from the fashion industry(also focusing on the local manufacture)  and I used it in the best way I can. The small position granted me the chance of doing that. When you are a brand with many stores ( En.: Agent Provocateur have many stores worldwide, I like reminding a movie, “Romance & cigarettes” by John Turturro featuring Kate Winslet playing a young woman working as sales assistant for an Agent Provocateur flagship store) the creativity diminishes as you have to deal with other issues. Instead a small sartorial brand gave me the chance to do that”.

 

To create situations and draw new landscapes in a categorical imperative for you?

“I see urgency to act as in fracking. I firstly am as actionist, in this urgency of acting you become less effective. Then the purpose of activism loses its strength. To be effective you need balancing to be effective and appreciate the life in its simple forms. I think the goal is to hold this balance and often it is not easy”.

 

Still image from the Burn Punk London film by Joe Corrè, photo by N

 

Are the anarcho- Situationist ideas by the French philosopher Guy Debord (En.: author of the cult book “The society of spectacle”) still current for you?

Guy Debord committed suicide and was an alcoholic, his ideas (concerning the society of spectacle, the passage from being to having into from having to appearing) were interesting for his times. Today the culture of celebrity is very personal and we have a different urgency, we want an evolution, not the revolution, we want to maintain and protect what surrounds us”.

 

Could you talk me about the art-works series “Ash from Chaos” which is part of your project Burn Punk London as well as it further developments?

“Ash is the claim of the need of promotion of chaos. Ash from Chaos arises from Burn Punk London, which marks, as well as the film on which I am working, which is more an artistic product than a documentary on what I did, punk has become a marketing exercise to sell you something you don’t need. The illusion of an alternative choice, a cog in the nonstop distraction machine. The establishment endorsed impotent rebel. Whilst we are occupied with punk’s carcass of nostalgia in the pursuit of cool. Our house is being burgled and set on fire. What will be the value of its Ashes? DIY is punk’s only lasting ethic of value. Discover the truth for yourself and act on it. This is activism. You can choose, how you inform yourself, vote, what you eat, buy, consume and discard, where you put your money, how you participate in our future. It was ridiculous to burn everything, but I did it as provocation to focus on price and value. We destroy everything, it is a way to ask for an anti-reactionary way, as next time you see a reaction you think twice about what really was going on. We are all manipulated everyday and people are an isolated, lonely crowd, more connected and more isolated, passive. The question is to ask for and try to have a conversation focused on price and value, as this is exactly a description of chaos we have in the financial environment peopled by irresponsible politicians, banks and the corporations they serve”.

 

 

L’ UOMO MODERNO: JOE CORRÉ

 

Joe Corrè, photo courtesy of Burn Punk London

 

 

“Io canto l’ individuo, la singola persona,

Al tempo stesso canto la Democrazia, la massa.

L’ organismo, da capo a piedi, canto,

La semplice fisionomia, il cervello da soli non sono degni

Della Musa: la Forma integrale ne è ben più degna,

E la Femmina parimenti canto che il Maschio.

Canto la vita immensa in passione, pulsazioni e forza,

Lieto, per le più libere azioni che sotto leggi divine si attuano,

Canto l’ Uomo Moderno.

Walt Whitman, “Canto di me stesso, in “Foglie d’ erba”

 

 

I versi di Walt Whitman sono il modo più eloquente per introdurre la mia intervista a Joe Corrè, il suo brillante e romantico punto di vista, quel romanticismo che celebro in cui la libertà è il valore più elevato. È lui l’ uomo moderno cantato da Whitman la cui passione, pulsazioni e forza sono orientate a rendere il mondo un luogo migliore, invitare la gente a interrogarsi su qualsiasi cosa al fine di consolidare un modo autonomo di pensare che sia rispettoso dell’ ambiente che ci circonda. Potrei spendere tante parole per parlare di Joe, del suo attivismo nel sociale (proteso a sostenere la Climate Revolution avviata dalla madre Vivienne Westwood, la lotta contro il fracking e gli INEOS, giunta grazie a lui nell’ autunno dello scorso anno dinanzi alle corti inglesi), dei suoi vari talenti e successi come uomo d’ affari e fashion designer (Agent Provocateur, Illamasqua e A Child of the Jago sono marchi di successo da lui creati), ma preferisco avvalermi della sintesi, un dono da lui posseduto che rende preziose le sue parole. Ironia, leggerezza, che non è frivolezza, bensì consapevolezza, equilibrio tra attivismo e capacità di apprezzare la vita, la sua bellezza, nei suoi aspetti più semplici. Questo, ciò che brilla in lui e mi fa venire in mente un valore degli antichi Greci, la kalokagathia, in cui ciò che è bello ha una connotazione etica ovvero è buono.

 

Still image from the Burn Punk London film by Joe Corrè, photo by N

 

Può sembrare uno iato sentire ciò, in quanto connesso a colui che ha allestito la pira funebre del punk, ma questo gesto, una provocazione, era un mero invito a interrogarsi su prezzo e valore, archetipi della attuale società mercificata, laddove il prezzo – o meglio il denaro – sostituisce, fornisce o giustifica il valore, qualsiasi valore, poiché, come sosteneva il regista Pier Paolo Pasolini, al consumo di merci si è sostituito il consumo di persone che sono consumate dai consumi. Questo è ciò che accade nel mainstream, il quale trova nuovi escamotages per incentivare il consumo. Ieri, succedeva in un determinato tempo e luogo, nel 2006, nel Regno Unito, quando la regina Elisabetta ha dichiarato tale anno l’ anno del punk, ciò ha accresciuto il marketing collegato a un movimento nato per criticare e sovvertire l’ etica di mainstream. Ciò era il fondamento del progetto Burn Punk London, la pira funeraria del punk che si è poi trasformata nella serie di opere d’ arte “Ash from Chaos” recentemente esposta a Londra presso la Lazinc Gallery e in un film che è attualmente in corso d’opera, la quale ricorda e stravolge in modo costruttivo il celebre slogan “Cash from Chaos”, emblema dell’ era del punk, impresso in una t-shirt indossata dal padre Malcom McLaren. Il punk è morto – resta vivo soltanto un suo imperativo categorico, il DIY, “Do it yourself” che incoraggia uno stile di vita libero e indipendente -, ma come l’ araba fenice, esso rinascerà nuovamente dalle sue ceneri, attraverso nuove forme ed idee che parlano di evoluzione e non rivoluzione, per mantenere intatto l’ universo unitamente a coloro che lo popolano, le piante, i fiori, gli animali e gli esseri umani. Ciò è il nuovo che avanza ed ha Joe Corrè tra i suoi protagonisti più rappresentativi.

 

A detail from the installation “Ashes from Chaos”, by Joe Corrè, photo courtesy of Burn Punk London

 

La moda che incarna un concetto e vibranti idee ti fa pensare, sei d’ accordo?

“Non penso alla moda, non ne sono interessato o meglio mi interessa la moda quale affermazione di chi sei e cosa pensi. Questo è il tratto più rilevante della moda, divenuta un importante mezzo di connessione della gente, incentivato dai social media e dalle celebrità. E quando si collega l’ elemento gossip e politico la connessione è efficace, dal momento che gli altri canali in cui le persone possono esprimersi politicamente come le elezioni sono diventati difficili  ambiti a cui collegarsi. Sono solito considerare ciò come politica karaoke, un fenomeno globale. Ed è soltanto la moda a catturarli – anche attraverso il messaggio politico di cui talvolta le celebrità sostengono -, colpirli e dare a loro la possibilità di esternare ciò che vogliono esprimere, perché la moda è globale, popolare”.

 

Etica ed estetica, più specificamente ciò che è buono e bello (la kalokagathia degli antichi Greci) è un valore per te?

“Sarebbe una soluzione semplice se le persone avessero riguardo di una pura bellezza. Tutti  noi dovremmo imparare a capire la bellezza che esiste, cosa essa sia e definirla al meglio, perchè se si riesce a definire al meglio la bellezza si è capace di averne riguardo, capire, fare le scelte migliori ed evitare di ripetere gli errori del passato. Il grande nemico della cultura è la ininterrotta distrazione che è inculcata ed enfatizzata da social media, computer. È una questione di valore della bellezza. Ecco perché ritorno sulla questione di prezzo e valore (ndr: il cuore del progetto Burn Punk London da lui realizzato)”.

 

Still image from the Burn Punk London film by Joe Corrè, photo by N

 

Fare moda all’ insegna della sartorialità ( considerando A Child of the Jago, il brand da te creato) è una alternativa, un antidoto al modo contemporaneo di fare moda?

“A Child of the Jago è un marchio anti-fashion. Quando ho dato inizio a ciò stavo lavorando con Agent Provocateur (marchio di biancheria intima di lusso) e volevo fare qualcosa che fosse più sperimentale  poichè il volume di questa azienda era divenuto enorme e pertanto ciò che era nato per essere estremamente sperimentale si era trasformato, in ragione di ciò, in qualcosa che lo era meno. Concentrarsi, riuscire ad avere lusso, usare i migliori materiali provenienti dall’ industria della moda ( anche rivolgendosi alla manifattura locale) e l’ ho usata nel miglior modo possible. La piccola posizione mi ha garantito la possibilità di fare ciò. Quando si è un marchio con varie boutiques ( ndr.: Agent Provocateur ha molteplici punti vendita in tutto il mondo. Mi piace ricordare un film, “Romance & cigarettes” di John Turturro con Kate Winslet che interpretava una giovane donna la quale lavorava come assistente alle vendite per un flagship store di Agent Provocateur) la creatività diminuisce, poiché devi occuparti di altre questioni. Invece un piccolo brand sartoriale mi offre la possibilità di fare ciò”.

Creare situazioni e disegnare nuovi paesaggi è un imperativo categorico per te?

“Vedo l’ urgenza immediate di agire come nel fracking. Sono per prima cosa un’ azionista, in questa necessità di agire si diventa meno efficaci. Il fine dell’ attivismo quindi perde la sua forza. Per essere efficaci si deve bilanciare l’ essere fattivo con l’ apprezzare la vita nelle sue forme più semplici. Penso che l’ obiettivo sia mantenere questo equilibrio e spesso ciò non è facile”.

 

Dress by A Child of the Jago, photo courtesy of A Child of the Jago

 

Le idee anarco-situationiste del filosofo francese philosopher Guy Debord (ndr: autore del libro di culto “La società dello spettacolo”) sono ancora attuali per te?

Guy Debord si è suicidato ed era un alcolizzato, le sue idee ( inerenti la società dello spettacolo, il passaggio dall’ essere all’ avere nell’ avere all’ apparire) erano interessanti per i suoi tempi. Oggi la cultura della celebrità è molto personale e abbiamo una diversa urgenza, vogliamo una evoluzione, non la rivoluzione, vogliamo mantenere e proteggere ciò che ci circonda”.

 

“Ash from Chaos” a successful graphic transformation of the celebrated t-shirt “Cash from Chaos,” of Joe Corrè’s father Malcom McLaren, photo courtesy of Burn Punk London

 

Potresti parlarmi della serie di opere d’ arte “Ash from Chaos” che è parte del tuo progetto Burn Punk London come anche dei suoi ulteriori sviluppi?

“La cenere è la rivendicazione dell’ esigenza di promozione del caos. “Ash from Chaos”( “Cenere dal caos”) deriva da Burn Punk London, il quale sottolinea, come anche il film a cui sto lavorando, che è un prodotto artistico più che un documentario su ciò che ho fatto, che il punk sia divenuto un esercizio di marketing per vendere qualcosa di cui non si ha bisogno. L’ illusione di una scelta alternativa, una ruota dell’ ingranaggio nella macchina di distrazione continua. L’ establishment ha promosso il ribelle impotente. Mentre siamo occupati con la carcassa di nostalgia del punk alla ricerca del cool. La nostra casa sta per essere svaligiata e incendiata. Quale sarà il valore delle sue ceneri? Il DIY è l’ unica etica di valore che resta del punk. Scopri la verità per te stesso ed agisci in base ad essa. Questo è attivismo.  Si può scegliere, come informarsi, votare, ciò che si mangia, compra, consuma e si getta via, dove mettere il proprio denaro, il modo in cui si partecipa al nostro futuro. È stato ridicolo bruciare tutto, ma l’ ho fatto come provocazione per soffermarsi su prezzo e valore. Noi distruggiamo ogni cosa, è un espediente per richiedere un modo anti-reazionario, poiché la prossima volta che si vede una reazione si pensa due volte a cosa sta succedendo in realtà. Siamo tutti manipolati ogni giorno e la gente è una massa isolata, sola, più collegata e altrettanto isolata, passiva. La problematica sta nel richiedere e provare ad avere una conversazione incentrata su prezzo e valore, poiché ciò è esattamente una descrizione del caos che abbiamo negli ambienti della finanza, popolati da politici irresponsabili, banche e le corporazioni che costoro servono”.

 

 

www.burnpunklondon.com

www.achildofthejago.com

 

 

 

 

Floracult, photo by N

Nature as a lifestyle under the sign of sustainability, that is what it featured in the ninth edition of Floracult, event ideated by the strong social activist, pioneering fashion designer and farming businesswoman Ilaria Venturini Fendi and curated by Antonella Fornai, which was recently held in the Rome countryside, in La Storta at I Casali del Pino. It’s culture, this, made concrete through different events as workshops, book-launches, exhibitions and talks. The sounds, scents and flavors belonging to the natural world along with its little hosts were the main features, a tale enriched by an awesome frame, the enchanting, relaxing and warmth atmosphere which makes this place a special place where to go and come back. That is what I do since seven years and year after year I continue discovering something new concerning the nature, sustainability. I often use to saying I am grateful to have the chance of increasing my modest knowledge concerning this field to which I am very sensitive and deeply connected.

 

Floracult, photo by N

 

The entering of the exhibiting spaces featuring plants, flowers, along with the wines and interior design made by Anna Venturini Fendi and a series of vintage selection she made, photo by N

 

A perfect frame to read a book what an exhibitor did into his space, photo by N

 

Scarves made by using organic dying, photo by N

 

Carmina Campus, photo by N

 

Carmina Campus co-branding series of accessories made by teaming with Vibram, made of rubber, photo by N

 

Carmina Campus, photo by N

 

Headonism by Alessandro Magagnini( aka it’s an immense joy), photo by N

 

Hedonism by Alessandro Magagnini ft. me, myself and I, photo by N

This event becomes more special as it often gives to me the chance to see many things and also sharing all that with some beloved friends. I like reminding two special moments, a talk featuring the architects Antonio Girardi and Cristiana Favretto, focused on sustainable solutions as the Jellyfish hydroponic installation in its further developments which has been presented during the Milan Expo. They also talked about the PNAC, the projecting team joining architecture, botany and interior design coordinated Stefano Mancuso as well as about the way plants can be used as sensors, model for innovation and means to purity the air. That it has witnessed by “Breath”, an installation evidencing to which extent the plants can be filters to remove the pollution there is in the atmosphere. This and other kinds of solutions that are respectful of the world where we live were adopted by some Tuscany areas as Prato, city with which the PNAC is collaborating. Another special interlude has been the conference held by the iconic fashion guru Li Edelkoort and hosted by the bright fashion journalist Antonio Mancinelli. She created Bloom, a magazine launched in 1998 I was pleased to see and read, to increase the contemporary lifestyles inspired by the love for the plants, flowers and garden. It is a precious contribute she gave in order to increase a sustainable way of thinking inside out the realm of fashion, or rather to define fashion in an anti-fashion way, considering the current vision of mainstream connected to this realm. It’s a different way to think, create and make, that until now it has considered just merely pioneering, but it is born to be the only way possible in the forthcoming future. The consciousnesses arising from that, doubts and ideas were many, a precious gift resulting from this moment of culture sharing: to question and have doubts, ideas on the move, the driving forces of a change, something which is really necessary.

 

SUCCEDE A FLORACULT: NATURA, CULTURA & SOSTENIBILITÀ

 

Yes she can!…Ilaria Venturini Fendi ( along with Adelaide Corbetta taking a picture), photo by N

Natura come stile di vita all’ insegna della sostenibilità è stata protagonista della nona edizione di Floracult, evento ideato dalla fervente attivista nel sociale, pionieristica fashion designer ed imprenditrice agricola Ilaria Venturini Fendi e curato da Antonella Fornai, che si è recentemente tenuto nella campagna romana, a La Storta, presso I Casali del Pino. Cultura, questa, concretizzata attraverso svariati eventi quali workshops, presentazioni di libri, esposizioni e talks. I suoni, profumi e sapori del mondo della natura unitamente ai suoi piccoli ospiti erano i prersonaggi principali, un racconto arricchito da una splendida cornice, l’ incantevole, rilassante e calda atmosfera la quale rende questo luogo un posto in cui andare e ritornare. Questo, ciò che faccio da sette anni e anno dopo anno continuo a scoprire qualcosa di nuovo in tema di natura, sostenibilità. Dico spesso che sono grata di avere la possibilità di accrescere la mia modesta conoscenza in questo ambito verso cui sono molto sensibile e profondamente connessa.

Antonio Girardi and Cristiana Favretto along with the Jellyfish installation presented during the Expo, photo by N

 

Anna Fendi exhibiting space joining wines, homewear and a selection of vintage jewelry, photo by N

Anna Fendi exhibiting space joining wines, furniture and a selection of vintage jewelry, photo by N

 

Anna Fendi exhibiting space joining wines, furniture and a selection of vintage jewelry, photo by N

 

Anna Fendi exhibiting space joining wines, furniture and a selection of vintage jewelry, photo by N

 

plants and water by Alessandro Magagnini, photo by N

 

Headonism moment ft. Antonio Passa, Michele Lettieri and Alessandro Magagnini who ideated the hats with the plants growing on it, photo by N

 

Floracult, photo by N

Tale happening diventa ancor più speciale, poiché mi offre anche la possibilità di vedere tante cose nuove e anche condivider tutto ciò con alcuni cari amici. Mi piace ripensare a due momenti speciali, un talk con gli architetti Antonio Girardi e Cristiana Favretto, incentrato su soluzioni sostenibili come l’ installazione idroponica Jellyfish nei suoi ulteriori sviluppi che è stata presentata nell’ occasione dell’ Expo milanese. Costoro hanno anche parlato di PNAC, il team di progettazione che unisce architettura, botanica e interior design coordinato da Stefano Mancuso come anche del modo in cui le piante possano fungere da sensori, modello di innovazione e strumenti per purificare l’ aria. Ciò che dimostra Breath”, installazione che prova in che misura le piante possano essere filtri per rimuovere l’ inquinamento atmosferico. Questo ed altri tipi di soluzioni rispettose dell’ ambiente in cui viviamo sono state adottate in alcune aree della Toscana come Prato, cittadina con cui il PNAC sta collaborando. Altro speciale interludio, la conferenza tenuta dall’ iconica fashion guru Li Edelkoort e moderata dal brillante giornalista di moda Antonio Mancinelli. Costei ha creato Bloom, un magazine lanciato nel 1998 che son stata lieta di vedere e leggere, per incentivare gli stili di vita che si ispirano all’ amore per le piante, i fiori ed il giardino. Un prezioso contributo, il suo, al fine di incrementare un modo sostenibile di pensare dentro e fuori dall’ ambito della moda o meglio definire la moda un una modalità anti-moda, considerando l’ attuale visione di mainstream collegata a questo settore. Un diverso modo di pensare, creare e fare che finora è stato ritenuto meramente pionieristico, ma è destinato ad essere l’ unico modo possibile nel prossimo futuro. Molteplici le consapevolezze, i dubbi e le idee che discendono da ciò, un prezioso regalo, tratto da questo momento di condivisione di cultura: interrogarsi e aver dubbi, idee in movimento, le forze motrici di un cambiamento, qualcosa che è davvero necessario.

Floracult, photo by N

 

The shopping bag by the Carmina Campus label Socially made in Italy, made by the women being in the Italian prisons, photo by N

 

Monili Ro.vi jewelry by Roberta Visentin, photo by N

 

Monili Ro.vi jewelry by Roberta Visentin, photo by N

 

Monili Ro.vi jewelry by Roberta Visentin, photo by N

 

The ArteViva installation, photo by N

 

The ArteViva installation, photo by N

 

Bloom magazine by Li Edelkoort, photo by N

 

Bloom magazine by Li Edelkoort, photo by N

 

Floracult, photo by N

 

A “Suicide” moment aka “Dream baby dream”, featuring me, myself and I wearing the t-shirt-artistic project by Nico Vascellari at Floracult, photo by N

 

Floracult, photo by N

 

 

www.floracult.com

artwork by Joe Corrè, photo by N

It successfully runs through 7th May 2018 at the London Gallery Lazinc the exhibition “Ash from Chaos”, which showcases the works by Joe Corrè(, bright fashion designer, businessman, who created yesterday the celebrated luxury lingerie brand Agent Provocateur, and later the sartorial clothing brand A Child of the Jago and the make-up brand Illamasqua and strong social activism, focused on the protection of environment and the climate revolution), that arise from “Burn Punk London”, initiative he made on 26th November 2016 which took place in London in a boat on the Thames where precious memorabilia of punk were burned by him.

 

Arwork by Joe Corrè, photo by N

A destructive act of protest against the commodification by the mainstream of a counterculture movement, which has turned into art, more specifically into a series of artworks – made of the ashes arisen from funeral pyre of punk. The proceeds arising from their sale will be entirely donated to a charity – and a part of documentary film he made( which is currently work in progress), accompanying  this awesome showcase and giving rise to a marvelous alchemy, emphasizing the message underlying to this gesture: “to question on price and value” , as Joe( embodying at best the assertiveness, modesty,  romanticism, which is not that consisting to give as a gift roses to the one you love, but to follow and make concrete the idea of freedom and humanity, pleased to tell you more  about him his bright visions and ideas soon) says and stop to be passive, developing a conscious way of thinking which is respectful of the world surrounding us.

Details from Ash from Chaos by Joe Corrè, photo by N

 

Details from Ash from Chaos by Joe Corrè, photo by N

 

Details from Ash from Chaos by Joe Corrè, photo by N

 

That and much more will be the core of talk featuring the iconic, genius British fashion designer  and bright visual artist Daniel Lismore( who is Ambassador of Tate Modern as well as Graduated Fashion Week and has made his life a work of art), hosting in the Lazinc Gallery at 7pm  a talk with Joe Corrè about this marvelous initiative, successfully joining art and activism. A not to be missed happening to appreciate a smashing conversation between two precious individuals under the sign of culture, emancipated  from the obvious and reasonable, contemporary times, sense, values and art.

 

 

“ASH FROM CHAOS”: ARTE E ATTIVISMO IL TALK CON DANIEL LISMORE E JOE CORRÉ ALLA GALLERIA LAZINC DI LONDRA

 

Joe Corrè along with his mother Dame Vivienne Westwood and his daughter Cora Corrè, photo by N

Prosegue felicemente  fino al 7 maggio 2018 presso la Galleria d’ arte di Londra Lazinc la mostra “Ash from Chaos” che espone le opere di Joe Corrè(, brillante fashion designer, uomo d’ affari che ha creato ieri il celebre marchio di lingerie di lusso Agent Provocateur, successivamente il marchio di abbigliamento sartoriale A Child of the Jago, e fervente attivista nel sociale, impegnato nella protezione dell’ ambiente e nella climate revolution), le quali nascono da “Burn Punk London”, iniziativa da lui posta in essere il 26 novembre 2016 che ha avuto luogo a Londra in una barca sul Tamigi, in cui sono state da lui bruciate memorabilia del punk.

 

The iconic and eclectic Phillip Sallon at the Lazinc Gallery during the private opening of “Ash from Chaos”, photo by N

 

An icon of punk Jordan Rooke wearing a marvelous t-shirt, photo by N

 

Jordan Rooke along with me, myself and I, photo by N

 

 

The fashion designer Pandemonia Panacea along with visitors of the Ash from Chaos private opening, photo by N

Un atto distruttivo di protesta contro la mercificazione da parte del mainstream di un movimento di controcultura che si è trasformato in arte, più specificatamente in una serie di opere d’ arte – fatto delle ceneri della pira funeraria del punk. I proventi derivanti dalla loro vendita saranno devoluti per intero a un’ associazione di beneficienza – unitamente a un frammento della pellicola documentaristica, un racconto, un’ esperienza visiva unica (che sta per essere ultimato) che accompagna questa fantastica rassegna che dà vita a una meravigliosa alchimia ed enfatizza il messaggio sotteso a tale gesto: “interrogarsi su prezzo e valore”, come afferma Joe( il quale incarna al meglio assertività, modestia, romanticismo – che non ciò che consiste nel regalare rose a cui si ama ma seguire e concretizzare l’ idea di libertà – e umanità, lieta di raccontare presto altro ancora su di lui, sulle sue brillanti visioni ed idee) e smettere di essere passivi, consolidando un modo di pensare consapevole e rispettoso del mondo che ci circonda.

The fashion designer and visual artist Daniel Lismore, me, myself and I along with an artwork by Joe Corrè, photo by N

 

A detail embodied in the artwork by Joe Corrè, photo by N

 

Questo e molto altro sarà il cuore del talk di cui sarà protagonista l’ iconico, geniale fashion designer inglese e brillante artista Daniel Lismore( che è anche Ambasciatore del Museo di Londra Tate Modern, della Graduated Fashion Week ed ha reso la sua vita un’ opera d’ arte) il quale  sarà il moderatore di un talk con Joe Corrè che si terrà presso la Galleria Lazinc alle ore 19:00, incentrato su questa lodevole iniziativa che unisce felicemente arte ed attivismo. Un evento imperdibile per apprezzare due vibranti individualità  all’ insegna di cultura, emancipata dall’ ovvio e ragionevole, contemporaneità,  senso, valori e arte.

 

Still image from the film by Joe Corrè, photo by N

 

 

Me, myself and I along with the artwork by Joe Corrè, photo by N

 

http://burnpunklondon.com

 

Nature, its culture, that is the main feature of nineth edition of Floracult, event created by the pioneering fashion designer and social activist Ilaria Venturini Fendi which will be held from 20th to 22nd April 2018 at the I Casali del Pino, in La Storta, in the Rome countryside. Many will be the suggestions and initiatives connected to that as workshops, book-launches and permanent installations to discover the place surrounding us and new ways to start a deep dialogue, harmony with the natural world and its hosts. Stories of life as the one which will be told ( on 20th april 2018 at 10:30 am) by Elisabetta, Silvia, Liana Margheriti along with Isabella Casati di Monticelli who will talk about their experiences lived with Mario, the father, who introduced in the floristic marked many different plants that became of common usage. Walking in the wood will be the core of talk by the architect and  environmentalist Filippo Lapadula ( which will be held on 20th April 2018 at 3:30 pm). “And now it changes”, that is the title of book by Andrea Degl’ Innocenti, journalist and co-founder of project Italia che cambia (which will be presented on 20th April 2018 at 17:30), which embodies a series of visions and actions to make this country more sustainable, fair and successful. A wonderful experience joining architecture, interior design and botany gave rise to Pnat, the projecting team coordinated by Stefano Mancuso and featuring the architects Antonio Girardi and Cristiana Favretto who will tell about their experience ( on 21st April 2018 at 3:30 pm), evidencing how the plants can be used as sensors, model for innovation and means to purity the air. During this event it will presented “Breath”, an installation evidencing to which extent the plants can be filters to remove the pollution there is in the atmosphere. Another precious consciousness is the one by the professor of arborea culture Giuseppe Barbera who invites, through the book the wrote, “To embrace the trees” ( its launch will be held on 21st April 2018 at 5:00 pm featuring the journalist, music expert and enthusiast gardener Carlo Massarini). The ending day of Floracult will feature a talk with an iconic persona of fashion and design scene, Li Edelkoort, who created Bloom, a magazine launched in 1998, to increase the contemporary lifestyles inspired by the love for the plants, flowers and garden. Many will be the permanent events as the art installation “Matter in the air” – curated by the artist Marijcke van der Maden along with Oriana Impei, professor of sculpture at the Rome Arts Academy, who will present the works by emerging Italian and foreigner emerging artist, made by drawing inspiration from the Casali del Pino -, the one by ArteViva which will show the art of loom as well as the many exhibitors of natural products, flowers, plants, Epicurean delights, garments and accessories. A not to be missed happening in a special place to discover and enjoy, where to go and come back.

 

 

NATURA É CULTURA: LE MERAVIGLIE DI FLORACULT

 

I Casali del Pino, photo by N

La natura, la sua cultura, questa la protagonista della nona edizione di Floracult, evento creato dalla pionieristica fashion designer e fervente attivista nel sociale Ilaria Venturini Fendi che si terrà dal 20 al 22 aprile 2018 presso I Casali del Pino, a La Storta, nella campagna romana. Molteplici le suggestioni e iniziative a essa legate quali workshops, presentazioni di libri ed eventi permanenti per scoprire il luogo che ci circonda e nuovi modi per avviare un profondo dialogo, un’ armonia con il mondo naturale ed i suoi ospiti. Storie di vita come quell ache sarà raccontata ( il 20 aprile 2018 alle ore 10:30) da Elisabetta, Silvia, Liana Margheriti insieme ad Isabella Casati di Monticelli che parleranno delle loro esperienze vissute con Mario, il padre, che ha introdotto nel mercato florovivaistico svariate piante divenute di uso comune.. Passeggiare per il bosco sarà  il tema del talk dell’ architetto ed ambientalista Filippo Lapadula (che avrà luogo il 20 aprile alle ore 15:30). “E adesso si cambia”, codesto, il titolo del libro di Andrea Degl’ Innocenti, giornalista e co-fondatore del progetto Italia che cambia (che sarà presentato il 20 aprile alle ore 17:30), il quale racchiude una serie di visioni ed azioni per rendere questo paese più sostenibile, equo e felice. Una meravigliosa esperienza che unisce architettura, design e botanica ha dato vita a Pnat, il team di progettazione coordinato da Stefano Mancuso di cui sono protagonisti gli architetti Antonio Girardi e Cristiana Favretto, i quali narreranno la loro esperienza ( il 21 aprile 2018 alle ore 15:30), dimostrando il modo in cui le piante possano essere usate come sensori, modello per l’ innovazione e mezzo per purificare l’ aria. Durante tale evento sarà presentata “Breath”, un’ installazione che dimostra in che misura le piante possano fungere da filtri per rimuovere l’ inquinamento atmosferico. Un’ altra preziosa consapevolezza è quella del professore di coltura arborea Giuseppe Barbera che invita, tramite il suo libro, a “Abbracciare gli alberi” ( la cui presentazione si terrà il 21 aprile 2018 alle ore 17:00 con il giornalista, esperto di musica e appassionato giardiniere Carlo Massarini). La giornata conclusiva di Floracult avrà quale protagonista un iconico personaggio dello scenario della moda e del design, Li Edelkoort, la quale ha creato Bloom, un magazine lanciato nel 1998, per incentivare gli stili di vita contemporanei che si ispirano alle piante, ai fiori ed al giardino. Molteplici gli eventi permanenti tra cui l’ installazione artistica “Materia nell’ aria” – curata dall’ artista Marijcke van der Maden assieme a Oriana Impei, docente di scutura presso l’ Accademia di Belle Arti di Roma -, le quali presenteranno le opere di artisti emergenti italiani e stranieri, realizzate traendo ispirazione dai Casali del Pino -, quella di ArteViva che mostrerà l’ arte del telaio come anche i diversi espositori di prodotti naturali, fiori, piante, delizie epicuree, abiti ed accessori. Un evento imperdibile in un luogo speciale, da scoprire e apprezzare, in cui andare e ritornare.

 

Me, myself and I at Floracult, inviting to embrace the nature, photo by Meo Fusciuni

 

 

www.floracult.com