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Gucci, photo courtesy of Gucci

Applauses e criticisms – as the one appeared on Facebook by the renowned TV journalist Mariella Milani  – featured in the Gucci  Fall/Winter 2018-2019 collection, presented during the Milan Fashion Week. Beyond the dissent and plaudit for the bright work made by the creative director Alessandro Michele, it has to be recognized he built and defined incisively in a couple of years a concept the brand never had. It needs to remember Gucci is born as brand of accessories which comes to shine again under the creative direction of Tom Ford, getting a great success in the realm of ready-to-wear, though the sign of the American creative director prevailed over the heritage and concept of fashion house. Later Frida Giannini (who is also an ex-student, as Michele, of the Rome Fashion and Costume Academy where I teach) increased the work in the field of wearability of the garments and worked on the communication of brand.

Alessandro Michele went beyond that, he started to implement a successful operation of branding and know-how, made concrete also in the aesthetics of flagship stores. He revolutionized the brand and gave a conceptual identity which did not exist(in the ready to wear), through an awesome work of styling and communication. The fact speak: songs as “Gucci gang” by Lil Pump and the dress-code of Italian pop band making rap music as the Dark Polo Gang express an evidence: Gucci is a luxury brand which entered into the mainstream, desired by the youth people of every age. Concerning the sign, architecture and lines strategy followed by the creative director, there is an overlap of constructions, patterns coming from the costume archive, the street, the pop, underground culture and its icons, giving often rise to new-baroque, sporty chic suggestions and defining a clear and intelligible concept of elegance made of freedom, irony and fluidity. There is not anything new in the design, instead of styling and communication of brand, I add more, it’s contemporary. Gucci tells about different stories and follows standards as the fluidity, life as theatre of the self, emphasized by grotesque suggestions as the setting of recent fashion show, a surgery room with the hand cut off heads that mark the question of human being, its hybrid identity, ego, consciousness, making use of highly symbolic elements as the eyes on the hands. An existentialism of the dress-code, it’s the one by the brand directed by Alessandro Michele which says “do what you want”(Crowleyan quote under the sign of the love as law, put under the will of individual).

Gucci, photo courtesy of Gucci

A dress to think and be. Elegance is a lifestyle, it’s not the passivity of a consumer which chooses the total-look proposed by one or many fashion designers to be or worst disguise oneself, corollary of “vanity as ready to wear of narcissism”( bright synthesis of a thought belonging to me, asserted by the celebrated art critic and curator Achille Bonito Oliva). This verticality results from a culture, the one of single brand which later becomes cult and consuming culture. Thus I disagree with the famous Mariella Milani when she says: “more than being a trend it’s already a certainty: fashion is also having a strong identity crisis. The question between the most cool fashion designers is: Do we make clothes or launch proclamations and send messages that depict the time we live in order to evidence we also are able to “tell”?”. The fashion designers are thinking individuals representing, as what they make, the “Spirit of folks” (the “Volksgeist” by jurist and philosopher Karl von Savigny, misunderstood by Adolph Hitler in the book he wrote “Mein  kampf”), as well as their tensions and emotions arising from living in a certain territory and time, therefore it’s natural to say something, something being genuine and having a sense. What Alessandro Michele says it has it. I comes back again on the words by Mariella Milani: “it is for sure a mirror of times, but is it possible fashion is doing all of this mess to sell rags”. This words seem like embodying a thought which looks at fashion as secondary discipline beside the visual arts, disqualifies and degrades it to the status of goods. Though fashion, the fashion product which is born to be sold, otherwise it does not exist is also other, it’s history, culture, elevation of the thought, it’s like an art work, it makes to think about. Why do I tell that? I wish in the forthcoming times fashion gets that dignity it had during the early Nineties, when at the Paris Museum of the Decorative Arts fashion, visual arts and design were all together, communicated between themselves, but to do that it needs going ahead and making more to dignify fashion and its culture, also and especially during dark and uncertain times where the cultural decadence, putrescence, mediocracy and obsolescence excels at many realms.

GUCCI: FLUIDITÀ E LIBERTÀ, IL SEGNO DEI TEMPI E DELLA MODA CONTEMPORANEA

 

 

Applausi e critiche – come quella apparsa su Facebook dalla autorevole giornalista televisiva Mariella Milani – sono stati i comprimari della collezione autunno/inverno 2018 di Gucci, presentata in occasione della fashion week milanese. Al di là del dissenso e del plauso verso il brillante lavoro svolto dal direttore creativo Alessandro Michele, va riconosciuto che in pochi anni costui ha costruito e definito in modo incisivo un concept che il marchio non ha mai avuto. E’ d’ uopo ricordare che Gucci nasce come marchio di accessori che ritorna a primeggiare sotto la direzione creativa di Tom Ford, riscuotendo un grande successo nell’ ambito del pret â porter, anche se è il segno del direttore creativo americano ha prevalso sull’ heritage e il concept della casa di moda. Successivamente Frida Giannini (anch’ella ex-allieva, come Michele, dell’ Accademia di Costume e Moda di Roma presso la quale insegno) ha ampliato il lavoro nell’ ambito della portabilità dei capi ed ha lavorato sulla comunicazione del marchio.

Alessandro Michele è andato oltre, ha iniziato a consolidare una felice operazione di branding e know-how, concretizzata anche nell’ estetica dei flagship store. Ha rivoluzionato il marchio e dato un’ identità concettuale che non c’era (nel pret â porter) mediante un mirabile lavoro di styling e di comunicazione. I fatti parlano: canzoni quali “Gucci gang” di Lil Pump e il dress-code di gruppi pop italiani che fanno rap quali i Dark Polo Gang esprimono un evidenza: Gucci è un marchio di lusso entrato nel mainstream, desiderato da giovani di tutte le età. Quanto al segno, all’ architettura e strategia delle linee seguita dal direttore creativo, si ritrova una sovrapposizione di costruzioni, patterns provenienti dall’ archivio di costume, dalla strada, dalla cultura pop, underground e dalle sue icone che sovente danno vita a suggestioni neo-barocche, sporty-chic e delineano un’ idea chiara ed intelleggibile di eleganza fatto di libertà, ironia e fluidità. Non c’è nulla di nuovo nel design, diversamente dallo styling e comunicazione del marchio, aggiungo ancor di più, è contemporaneo. Il marchio racconta storie diverse e segue dei parametri ben chiari: la fluidità, la vita come teatro del sé, enfatizzato da suggestioni grottesche come il setting della recente sfilata, una sala operatoria con teste mozzate a portata di mano che rimarcano il discorso sull’ essere, sulla sua identità ibrida, sull’ io, sulla consapevolezza, unitamente ad elementi altamente simbolici come gli occhi sulle mani. Un esistenzialismo vestimentario, quello del marchio diretto da Alessandro Michele che parla e dice “do what you want”( “fai ciò che vuoi” celebre aforisma Crowleyano all’ insegna dell’ amore quale legge, sovraordinato alla volontà dell’ individuo).

Gucci, photo courtesy of Gucci

Un abito per pensare ed essere. L’ eleganza è uno stile di vita pensante, non è la passività di un consumatore che si adagia al total-look proposto da uno o più fashion designer per essere o peggio travestirsi, corollario della “vanità quale pret â porter del narcisismo”(felice sintesi di un pensiero che mi appartiene, sapientemente espresso dal celebre critico d’ arte e curatore Achille Bonito Oliva). Questa verticalità è il risultato di una cultura, quella del singolo marchio che poi diventa culto, cultura del consumo. Pertanto dissento dalla illustre Mariella Milani quando afferma che “più che una tendenza ormai è una certezza: anche la moda è in preda a una violenta crisi di identità. La domanda che circola fra i designers più cool è: facciamo vestiti o lanciamo proclami e mandiamo messaggi che rappresentino il tempo che viviamo in modo da dimostrare che anche noi possiamo “dire” qualcosa?”. I fashion designer sono individui pensanti che, come ciò che fanno, rappresentano lo spirito del popolo ( il “Volksgeist” del giurista e filosofo Karl von Savigny, male interpretato da Adolph Hitler nel suo libro “Mein  kampf”), nonché le loro tensioni ed emozioni derivanti dal vivere in un dato territorio e tempo, sicché è naturale il dire qualcosa, ma qualcosa di autentico e sensato. Il discorso di Alessandro Michele lo è. Mi soffermo nuovamente sulle parole di Mariella Milani: “sarà pure specchio dei tempi, ma possibile che ci si metta anche la moda a fare tutto sto casino per vendere stracci”. Sembra che queste parole racchiudano un pensiero che guarda alla moda come disciplina di secondo grado rispetto alle arti visive, la dequalifica e degrada allo status di merce. Eppure la moda, il prodotto moda che nasce per esser venduto altrimenti non esiste è anche altro, è storia, è cultura, è elevazione di pensiero, come un’ opera d’ arte, fa pensare. Perché dico ciò? Mi auguro che nei tempi a venire la moda acquisti quella dignità che aveva nei primi del Novecento, quando al Musée Des Art Décoratifs di Parigi, la moda, le arti visive e il design erano tutti insieme, comunicavano tra di loro, ma per far questo è necessario andare avanti e fare di più per dignificare la moda e la sua cultura, anche e soprattutto in tempi oscuri e incerti in cui la decadenza culturale, la putrescenza, la mediocrazia e l’ obsolescenza primeggia in molti ambiti.

www.gucci.com

“The different loves of a man” bag: a man and his lost loves/”I diversi amori di un uomo” bag: un uomo e i suoi amori perduti

 

The bag, an art work, becomes a canvas where are painted the portraits of men, women, feelings, emotions and their universality. It’s caressing, the overwhelming tale on cloth – velvet and other precious materials – as it is also evidenced by the name of every single bag – as “the elaboration of a mourning”, “a woman says but not says”, “ the man playing with the feelings” -, which embodies a different story, becomes an accessory and talks about desires, thoughts and situations everyone has experience just only once in its own life. The elegance, a lifestyle, made of uniqueness, lightness, irony and poetry, turns into an awesome sentimental journey. This is all that shines in the collection by Melinita, brand of accessories created by the bright Carmela D’ Urso, successfully joining a vibrant concept under the sign of exclusivity, of beautiful and well made. The sophisticated creations she made, divided in many thematic series, are genuine unique items, entirely handmade and enriched by embroideries, decorations as the little dolls depicting men and women she painted and dressed. These little, big masterpieces, to have and collect, are available at the renowned Rome concept store, design gallery Fondaco Gallery.

MELINITA: UN VIAGGIO SENTIMENTALE ATTRAVERSO LA BORSA

 

The susspended man Melinita bag: the lightness of a man suspended between dream and reality/ l’ uomo sospeso Melinita bag: l’ uomo sospeso tra sogno e realtà

 

La borsa, un’ opera d’arte, diventa una tela su cui sono dipinti i ritratti di uomini, donne, sentimenti, emozioni e della loro universalità. Carezzevole, l’ avvincente racconto su tessuto – velluto e altri preziosi materiali -, come si evince anche dal nome di ogni singola borsa – quale “l’ elaborazione di un lutto”, “una donna dice, ma non dice”, “l’ uomo che gioca con i sentimenti” – che racchiude in sé una diversa storia, diviene un accessorio e parla di desideri, pensieri e situazioni che ognuno di noi ha sperimentato su sé stesso almeno una volta nella vita. L’ eleganza, uno stile di vita, fatto di unicità, levità, ironia e poesia si trasforma in un fantastico viaggio sentimentale. Questo è tutto ciò che splende nella collezione di Melinita, brand di accessori creato dalla brillante Carmela D’ Urso, che unisce felicemente un vibrante concept all’ insegna di esclusività, del bello e ben fatto. Le sue raffinate creazioni, suddivise in varie serie tematiche, sono autentici pezzi unici, realizzati interamente a mano e arricchiti di ricami, decori, quali le bamboline che incarnano uomini e donne da lei dipinti e vestiti. Questi piccoli, grandi capolavori, da avere e collezionare, sono disponibili nel rinomato concept store, galleria di design di Roma Fondaco Gallery.

 

The man playing with the feelings Melinita bag: the man playing with feelings of women stays alone/ L’ uomo che gioca con i sentimenti Melinita bag: l’ uomo che gioca con i sentimenti delle donne dopo resta solo

 

the woman in white Melinita bag: the light soul of a woman/ la donna in bianco Melinita bag: l’ anima leggera di una donna

 

balance and style of a woman Melinita bag/ equilibrio e stile di una donna Melinita bag

 

a woman says, but doesn’t say Melinita bag/ una donna dice, ma non dice Melinita bag

 

elaboration of a mourning Melinita bag: the pain for the loss of a love/elaborazione di un lutto Melinita bag: il dolore per la perdita di un’ amore

 

zen and fire( the weight of contraddictions)Melinita bag: the contrast bewtween conflicting emotions sweeps away the balance of a woman/ zend e fuoco( il peso delle contraddizioni) Mellinita bag: il contrasto tra emozioni in conflitto travolge l’ equilibrio di una donna

 

 

a man divided in half Melinita bag: a man and his complicated loves/ un uomo diviso a metà Melinita bag: un uomo e i suoi complicati amori

 

ad the world turns Melinita bag: l’ egoismo degli uomini/ gira il mondo gira Melinita bag: l’ egoismo degli uomini, tutto gira intorno a me

 

the elegance of a man Melinita bag: a man searching for his soul/ l’ eleganza di un uomo Melinita bag: l’ uomo alla ricerca della propria anima

 

the temptations of a man Melinita bag: a man gagged and ties, thus he resists to the temptations/ le tentazioni di un uomo Melinita bag: un uomo imbavagliato e legato resiste alle tentazioni

 

 

http://fondacoroma.com

 

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

Strong, self-confident, incisive and light, that is the femininity featuring of the Spring/Summer 2018 womenswear collection by MvH-Mafalda von Hessen, brand established in 2013 by the bright creative duo formed by Mafalda von Hessen and Eric Wright, which successfully makes concrete the paradigm of dynamism and wearability. Fluidity, lightness, a sophisticated strategy of lines – emphasized by a palette of colors, including natural colors, bright shades of red, burgundy, coral, yellow, green, along with light grey, blue and light blue – joins to a smashing play of overlaps, geometric patterns, impressed also in the catchy accessories, giving rise to a whispered elegance made of harmonies and sartorial volumes.

 

 

RAFFINATEZZA, VERSATILITÀ E INCISIVITÀ: L’ ELEGANZA DI MVH-MAFALDA VON HESSEN

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

Forte, sicura di sé, incisiva e lieve, questa è la femminilità protagonista della collezione donna primavera/estate 2018 di MvH-Mafalda von Hessen, brand fondato nel 2013 dal brillante duo di creativi formato da Mafalda von Hessen ed Eric Wright, che felicemente concretizza il paradigma del dinamismo e della vestibilità. Fluidità, leggerezza, una sofisticata strategia delle linee – enfatizzata da materiali preziosi e da una palette di colori che include nuances naturali , vivaci tonalità di rosso unitamente a grigio chiaro, blu e celeste – si unisce a un formidabile gioco di sovrapposizioni, motivi geometrici, impressi anche negli accattivanti accessori, dando vita a un’ eleganza sussurrata fatta di armonie e volumi sartoriali.

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

MvH-Mafalda von Hessen, photo courtesy of Eric Wright

 

 

 

 

www.mvh-design.com

 

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

It has recently presented in Rome at the eyewear gallery Monocle the result of a teaming between the brilliant visual artist Danilo Bucchi and the renowned eyewear brand Kuboraum, a smashing collection of sunglasses that embody the light, dreamlike and incisive sign of artist, emphasized by a special manufacture. That evidences the successful dialogue between art and fashion, impressed in an accessory which is under the sign of a timeless elegance and talks about excellence and uniqueness.

 

 

ARTE & MODA, ELEGANZA & UNICITÀ: LA COLLEZIONE DANILO BUCCHI + KUBORAUM

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

È stato recentemente presentato a Roma presso la galleria ottica Monocle il risultato di una collaborazione tra il brillante artista Danilo Bucchi e il rinomato brand di occhiali Kuboraum, una formidabile collezione di occhiali da sole, i quali racchiudono in sé il lieve, onirico e incisivo segno dell’ artista, enfatizzato da una speciale manifattura. Ciò testimonia il felice dialogo tra arte e moda, impresso in un’ accessorio che è all’ insegna di un’ eleganza senza tempo e parla di eccellenza e unicità.

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi

 

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

 

 

www.danilobucchi.com

www.kuboraum.com

www.monocle.it

Angelo Marani, photo by N

Angelo Marani, photo by N

Days ago the fashion designer Angelo Marani passed away (he was seventy years old), renowned name  in the realm of ready-to-wear and knitwear – founder of company Marex producing the label which brings his name and brand .GIULIAMARANI, created by the bright daughter Giulia Marani – kind man who stays in the hearts of the ones like me were lucky enough to know and be close to him and his marvelous family. He was a joyful and generous individual, eager and untiring worker. Creativity, lightness, warm-hearted attitude and humility are some of features of  Angelo, ironic man, intellectually and morally honesty, who was always contemporary as it is evidenced by the Spring/Summer 2017 collection he made, presented during the Milan Fashion Week. That was the event where I saw Angelo who talked to me about the sporty-chic suggestions from Seventies, the Hollywood glamour that were embodied in it. Creativity and technology, a wide consciousness in terms of manufacture, sense of cloth are the alchemies impressed in the creations he made, productions and different combinations of materials, evidencing the excellence of made in Italy. That is the way I like reminding and as he deserves. Dear Angelo, I say you goodbye and I hug you with all of my love, respect and sympathy.

CIAO ANGELO

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

È venuto a mancare giorni fa il fashion designer Angelo Marani (all’ età di settanta anni), rinomato nome nell’ ambito del prêt a porter e della maglieria – fondatore dell’ azienda Marex che produce la sua etichetta e il brand .GIULIAMARANI, creato dalla brillante figlia Giulia Marani -, uomo di grande umanità che resta nei cuori di chi come me ha avuto il piacere e la fortuna di conoscer, esser vicino a lui ed alla sua splendida famiglia. Gioiosa e generosa individualità, lavoratore alacre e indefesso. Creatività, levità, calore e umiltà sono alcuni dei tratti di Angelo, uomo ironico, intellettualmente e moralmente onesto, sempre al passo con i tempi come si evince dalla sua collezione primavera/estate 2017, presentata in occasione della Milan Fashion Week. Questa, la circostanza in cui ho incontrato Angelo il quale mi ha parlato delle suggestioni sporty-chic, Seventies,  del glamour hollywoodiano che erano in essa racchiuse. Creatività e tecnologia, un’ ampia consapevolezza manifatturiera, senso del tessuto sono le alchimie impresse nelle sue creazioni, lavorazioni e svariate combinazioni di materiali che testimoniano l’ eccellenza del made in Italy. Questo è come mi piace ricordarlo e come merita. Con tutto il mio affetto,  stima e simpatia, caro Angelo ti saluto e ti abbraccio.

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

Angelo Marani Spring/Summer 2017, photo by N

 

Me, myself and I along with Giulia Marani, photo by N

Me, myself and I along with Giulia Marani, photo by N

 

 

 

www.angelomarani.com

Homecore

Homecore, photo courtesy of Sidonie Siliart

Homecore is the French menswear brand created in 1992 by Alexandre Guarneri, successfully joining a casual-chic, timeless elegance, sustainability and a healthy lifestyle. Fluid and comfortable lines, high-end materials, precious details enriching the garments are the alchemies embodied in the creations that talk about uniqueness and a easy, slow living, the feeling of being like at home, being in harmony with ourselves and the world which surrounds us. That is the idea, the core of the brand which developed an urban refinement, made of vibrant ideas on the move as a discipline to find our permanent center of gravity, the Gum-jo, an intuitive yoga practice (including many enthusiasts as the actor Vincent Cassel), created by Alexandre by using the Gumjo, a natural rubber support, arising from the study on skeleton in gravitation on the Earth. Gumjo is focused on the pureness of being here now (idea which evokes the Existentialist concept of “hic et nunc” and reminding me the work by Martin Heidegger and the rebel by Ernst Jünger) in order to let go yourself to the center, your own, the center of things or the center of others (considering the center as the physical center). It can be practiced anywhere, anytime with anyone as it has evidenced in an event which was recently held in the Paris flagship store of brand. This practice is a clear sign, impressed in the work of Alexandre as fashion designer, his study on body and posture which underlines the interior structure of the body and supports the posture, giving rise to a genuine lifestyle talking about harmony, sustainability as well catchy passé-partout that are available in the Homecore Paris flagship store, placed in the area of Marais and in renowned boutiques as London Dover Street Market.

HOMECORE L’ ELEGANZA CASUAL-CHIC COME STILE DI VITA

Alexandre Guarneri along with the Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

Alexandre Guarneri along with the Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

Homecore è il marchio francese di abbigliamento uomo creato nel 1992 da Alexandre Guarneri che unisce felicemente una eleganza casual-chic, senza tempo e un salubre stile di vita. Linee fluide e confortevoli, materiali di alta qualità, dettagli preziosi che arricchiscono i capi sono le alchimie racchiuse nelle creazioni, che parlano di unicità e un easy, slow living, della sensazione di sentirsi a casa ovunque, in armonia con noi stessi e il mondo che ci circonda. Questa, l’ idea, il cuore del brand che ha consolidato una raffinatezza urban, fatta di vibranti idee in movimento quali una disciplina per trovare il proprio centro di gravità permanente, il Gum-jo, una pratica di yoga intuitivo ( che annovera molteplici entusiasti quali l’ attore Vincent Cassel), creata da Alexandre che si avvale dell’ uso del Gumjo, un supporto di gomma naturale, la quale nasce dallo studio dello scheletro in gravitazione sulla terra. Gumjo è incentrata sull’ idea dell’ esser qui e ora ( che evoca il concetto esistenzialista dell’ “hich e nunc” e mi fa pensare all’ opera del filosofo Martin Heidegger e al ribelle di Ernst Jünger) al fine di lasciarci andare al centro, al nostro centro, al centro delle cose o al centro degli altri (considerando il centro in termini di centro fisico). Può essere praticata ovunque, in qualsiasi momento e con chiunque come dimostra un evento che si è recentemente tenuto nel flagship-store parigino del brand. Tale pratica è un segno tangibile, impresso anche nel lavoro di Alexandre nelle vesti di fashion designer, il suo studio del corpo e della postura che sottolinea la struttura interiore del corpo e supporta la postura, dando vita a un autentico stile di vita che parla di armonia, sostenibilità come anche di accattivanti passé-partout che sono disponibili presso il flagship store di Parigi di Homecore, ubicato nei dintorni del Marais e in rinomate boutiques come Dover Street Market di Londra.

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

Homecore, photo courtesy of Sidonie Siliart

Homecore, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

Alexandre Guarneri during a Gum-jo session, photo courtesy of Sidonie Siliart

Alexandre Guarneri during a Gum-jo session, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

Homecore, photo courtesy of Sidonie Siliart

Homecore, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

Gum-jo, photo courtesy of Sidonie Siliart

 

http://homecore.com

 

The founders of Abito: Simona Barbieri, Italo Scaietta, Bruna Casella, Manuela Galli, Constanza Zukierman, photo courtesy of Abito

The founders of Abito: Simona Barbieri, Italo Scaietta, Bruna Casella, Manuela Galli, Constanza Zukierman, photo courtesy of Abito

 

It arises in Mantua, famous  city of art and culture, which this year has recognized capital of culture, the no-profit association Abito, to drive autonomously forward that educational, artistic and cultural path which has started since 2005 by FAI (Fondo Ambiente Italiano). Many have been the initiatives featuring the fashion, as the Homage to Roberto Capucci I attended at time ago, having enjoyed very much during this circumstance the quality and fashion oriented cultural offer. A laudable work which continues, developed by a committee headed by Serena Angelini Parravicini, including experts as Bruna Casella, renowned and bright leading opinion buyer, owner along with the husband Stefano Gozzoli of celebrated Mantua stores Bernardelli, the fashion historian and critic Michele Venturini, Simona Barbieri fashion designer of brand Twin-Set, Manuela Galli, Italo Scaietta, Bibi Benedini ( Benedini & Associati AGAPE Architects Studio), Silvia Araldi, Constanza Zukierman. A successful event which will be celebrated today in Mantua since 6:30 pm at Palazzo Te with a talk curated by Michele Venturini on Dries Van Noten and Marchionnes Casati, muse  who inspired the Fall/Winter 2016-2017 womenswear collection he made, of whose signs are told on paper and embodied in the book illustrated by Gill Button. A not to be missed happening for all the ones who are devoted to fashion culture and cult of beauty which will be enriched by music made by di Igor Palmieri and Michele Bianchi, as well as Epicurean suggestions by Cucina da Manuale, joyful chance to discover and enjoy the aristocratic and sophisticated elegance of Mantua, city where to go and come back.

MODA E CULTURA A MANTOVA PER CELEBRARE ABITO

invito-abito

Nasce a Mantova, famosa città d’ arte e cultura, riconosciuta quest’ anno capitale della cultura, l’ associazione no-profit Abito, per portare avanti autonomamente quel percorso divulgativo, artistico e culturale ivi avviato a partire dal 2005 dal FAI (Fondo Ambiente Italiano). Plurime le iniziative che hanno avuto quale protagonista la moda, come l’ Omaggio a Roberto Capucci a cui tempo fa ho presenziato, avendo oltremondo apprezzato in quell’ occasione la qualità e l’ offerta culturale fashion oriented . Un lodevole lavoro che continua, consolidato da un comitato guidato da Serena Angelini Parravicini, costituito da esperti del settore quali Bruna Casella, rinomata e brillante leading opinion buyer, proprietaria unitamente al marito Stefano Gozzoli dei noti stores mantovani Bernardelli, lo storico e critico della moda Michele Venturini, Simona Barbieri fashion designer del brand Twin-Set, Manuela Galli, Italo Scaietta, Bibi Benedini (dello Studio di Architettura Benedini & Associati AGAPE), Silvia Araldi, Constanza Zukierman. Un felice evento che sarà celebrato oggi a Mantova a partire dalle ore 18:30 presso Palazzo Té con un talk curato da Michele Venturini inerente Dries Van Noten e la marchesa Casati, musa ispiratrice della sua collezione autunno-inverno 2016-2017, i cui segni sono raccontati  su carta e racchiusi nel libro illustrato da Gill Button. Un happening imperdibile per tutti coloro che sono devoti alla cultura della moda e al culto del bello, che sarà arricchito da musiche di Igor Palmieri e Michele Bianchi, come anche da suggestioni epicuree realizzate Cucina da Manuale, gioiosa occasione per scoprire e apprezzare l’ aristocratica e raffinata eleganza di Mantova, città in cui andare e tornare.

Dries van Noten Fall/Winter 2016-2017 along with the work by Gill Button, photo courtesy of Dries van Noten

Dries van Noten Fall/Winter 2016-2017 along with the work by Gill Button, photo courtesy of Dries van Noten

Dries van Noten, illustration by Gill Button

Dries van Noten, illustration by Gill Button

 

Dries van Noten Fall/Winter 2016-2017 along with the work by Gill Button, photo courtesy of Dries van Noten

Dries van Noten Fall/Winter 2016-2017 along with the work by Gill Button, photo courtesy of Dries van Noten

 

 

Marco de Luca Gioielli, photo by N

Marco de Luca Gioielli, photo by N

Sacredness, mysticism, embodied in the religious iconography meeting the profane, catchy rock suggestions start an overwhelming dialogue which is impressed in the precious silver alchemies by the bright Rome jewelry designer Marco de Luca. Incisiveness, fine craftmanship and lightness, a leitmotiv of his work featuring also in other creations he made that reinterpret animalier motifs as well as the rings from the early Nineties where silver substitutes the gem and its blaze, a successful game of constructions making concrete a brilliant manufacture and a timeless, sharp design – appreciate by personas from fashion, culture and art scene as the fashion designer, who is currently the creative director of Christian Dior, Maria Grazia Chiuri and the eclectic, iconic and visionary journalist and critic Roberto D’ Agostino -, giving rise to genuine passé-partout to collect, overlap, to give oneself as a gift that are available in Rome at the boutique Toko in via del Corallo 33, a nice place to discover, appreciate and where to come back.

 

SACRO, ROCK & PROFANO, LE PREZIOSE ALCHIMIE DI MARCO DE LUCA GIOIELLI

Marco de Luca Gioielli, photo by N

Marco de Luca Gioielli, photo by N

Sacralità, misticismo racchiuso nell’ iconografia di matrice religiosa che incontra il profano, accattivanti suggestioni rock avviano un avvincente dialogo che è impresso nelle preziose alchimie in argento del brillante designer di gioielli romano Marco de Luca. Incisività, fine artigianalità e levità, un leitmotiv della sua opera protagonista anche di altre creazioni da lui realizzate, le quali reinterpretano motivi animalier e gli anelli antichi di primo novecento in cui l’ argento ne sostituisce la pietra preziosa e il suo bagliore, un felice gioco di costruzioni che concretizza una brillante manifattura e un graffiante design senza tempo – tanto apprezzato da personaggi del mondo della moda, arte e cultura quali la fashion designer , attuale direttore creativo di Christian Dior, Maria Grazia Chiuri e l’ eclettico, iconico, visionario giornalista e critico Roberto D’ Agostino -, dando vita ad autentici passé-partout da collezionare, sovrapporre, regalarsi e regalare che sono in vendita a Roma presso la boutique Toko in via del Corallo 33, un simpatico luogo da scoprire, apprezzare e in cui tornare.

Marco de Luca Gioielli, photo by N

Marco de Luca Gioielli, photo by N

Marco de Luca Gioielli, photo by N

Marco de Luca Gioielli, photo by N

Me, myself & I at Toko boutique, photo by N

Me, myself & I at Toko boutique, photo by N

Marco de Luca Gioielli, photo courtesy of Marco de Luca

Marco de Luca Gioielli, photo courtesy of Marco de Luca

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Marco de Luca Gioielli, photo courtesy of Marco de Luca

Maria Grazia Chiuri wearing a necklace by Marco de Luca Gioielli, photo courtesy of Marco de Luca

Maria Grazia Chiuri wearing a necklace by Marco de Luca Gioielli, photo courtesy of Marco de Luca

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Marco de Luca Gioielli, photo courtesy of Marco de Luca

Marco de Luca Gioielli, photo courtesy of Marco de Luca

Marco de Luca Gioielli, photo courtesy of Marco de Luca

Roberto D' Agostino wearing rings by Marco de Luca Gioielli, photo courtesy of Roberto D' Agostino

Roberto D’ Agostino wearing rings by Marco de Luca Gioielli, photo courtesy of Roberto D’ Agostino

Marco de Luca, photo courtesy of Marco de Luca

Marco de Luca, photo courtesy of Marco de Luca

http://marcodelucagioielli.com

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A carpet,  timeless story talking about refinement, experimentation, color, craftsmanship where the ancient wisdom meets contemporary times, geometries depicting symbolisms, animistic and shamanic suggestions. This is the vibrant core of new work by brilliant and eclectic designer Stephan Hamel which will feature in the opening of exhibition project “Zitanpixel”, curated by Francesca Alfano Miglietti of whose opening will be held on 9th November 2016 in Milan, at 7:00 pm at Nonostante Marras (awesome space joining and celebrating fashion, art and culture created by the renowned fashion designer Antonio Marras) and will be open to public through 9th January 2017. Color, color and more color, a leitmotiv of the work by Stephan finds a different context, the carpet, object used by gipsy people to feel themselves like being at home everywhere they are. The boho-gipsy elegance makes this object a fetish to have which also embodies an eloquent metaphor of humanity, successfully evoking the uniqueness and complexity of every single life, its texture, the core of color and signs that make it where geometries become the sedimentation of experiences as well as artisanal wisdom. A double reading, a dual path which is drawn  by a not to be missed event to discover, find again and enjoy a way of being, making, creating and an object telling about the lifestyle of contemporary, nomadic globe-trotters.

“ZITANPIXEL”: L’ELEGANZA E UNICITÀ BOHO-GIPSY DI STEPHAN HAMEL DA NONOSTANTE MARRAS

Me, myself & I along with Stephan Hamel, photo by N

Me, myself & I along with Stephan Hamel, photo by N

 

Un tappeto, una storia senza tempo che parla di raffinatezza, sperimentazione,  colore e artigianalità in cui la sapienza antica incontra la contemporaneità, geometrie che raffigurano simbolismi, suggestioni animistiche e sciamaniche. Questo il cuore vibrante del nuovo lavoro del brillante ed eclettico designer Stephan Hamel che sarà  protagonista della opening del progetto espositivo “Zitanpixel”, curato da Francesca Alfano Miglietti la cui opening  si terrà il 9 novembre 2016 alle ore 19:00 a Milano presso Nonostante Marras (meraviglioso spazio che unisce e celebra la moda, l’ arte e la cultura creato dal noto fashion designer Antonio Marras) e sarà aperto al pubblico fino al 9 gennaio 2017. Colore, colore e ancora colore, un leitmotiv dell’ opera di Stephan trova un nuovo contesto, il tappeto, oggetto usato dai gitani per sentirsi a casa ovunque siano. L’ eleganza boho-gipsy rende quest’ oggetto un feticcio da avere che peraltro racchiude in sé una eloquente metafora dell’ umanità, evocandone felicemente l’ unicità e la complessità di ogni vita, della sua trama, del nucleo di colore e segni di cui si compone in cui le geometrie diventano sedimentazione di esperienze nonché  di saggezza artigianale. Una doppia lettura, un percorso dualistico disegnato da un evento imperdibile per scoprire, ritrovare e apprezzare un modo di essere, fare,creare  e un oggetto che racconta il lifestyle dei globe-trotter nomadici contemporanei.

www.stephanhamel.com

www.antoniomarras.com

Naco Paris Fall/Winter 2016-2017

Naco Paris Fall/Winter 2016-2017

Underground seduction”, the awesome Fall/Winter 2016-2017 unisex collection by Naco Paris comes in Tokyo at the renowned concept store Wut Berlin where it will be held on 5th November 2016 from 6:00 to 8:30 pm an event joining art, fashion and performance, featuring the brilliant fashion designer as Madame Paris who will stage the performance “Kiss” – I enjoyed weeks ago in Paris – celebrating the language of a gesture,  the kiss, its intimacy and universality. It’s a track of love, turning into a tale talking about freedom, Existentialism and queerness, successful evidence of a vibrant and healthy way which makes fashion an art. A not to be missed happening for all the ones who love the poetry of underground culture.

LA UNDERGROUND SEDUCTION DI  NACO PARIS AL CONCEPT STORE WUT BERLIN DI TOKYO

 

Naco Paris Fall/Winter 2016-2017

Naco Paris Fall/Winter 2016-2017

 “Underground seduction”, la fantastica collezione unisex autunno/inverno 2016-2017 di Naco Paris giunge a Tokyo presso il rinomato concept store Wut Berlin in cui il 5 novembre 2016 dalle ore 18:00 alle 20:30 si terrà un evento che unisce arte, moda e performance, di cui sarà protagonista il brillante fashion designer nei panni di Madame Paris, il quale allestirà la  performance “Kiss” – da me molto apprezzato alcune settimane fa a Parigi – che celebra il linguaggio di un gesto, il bacio, la sua intimità e universalità. Una traccia d’ amore che si trasforma in materia, un racconto che parla di libertà, esistenzialismo e queerness, felice dimostrazione di un salubre modo di rendere la moda un’ arte. Un evento imperdibile per tutti coloro che amano la poesia della cultura underground.

Self-portaits of Naco Paris aka Madame Paris

Self-portaits of Naco Paris aka Madame Paris

 

Me. myself & I along with Naco Paris aka Madame Paris, photo by N

Me. myself & I along with Naco Paris aka Madame Paris, photo by N

 


www.naco-paris.com

www.wutberlin.com