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Sofia Gnoli, celebrated fashion journalist, historian, fashion curator and Professor released today her new book “Moda, dalla nascita della haute couture a oggi” (Carocci, 34,00 Euros), telling about the history of fashion from its rise to contemporary fashion, talking about the most important designers and changes arisen from the realm of fashion. A book to have, precious source of fashion culture, something should – during those dark times especially – be increased in Italy about which the bright author told, focusing on something I deeply agree with her: the recognition of full scientific dignity to fashion in Italy”.

What are the ten-day periods decades and creatives, featuring in your latest book do you think that have emblematically marked Italian fashion?

“It’s hard identifying one only ten-day period. I think every historical age had its own importance. The Thirties were fundamental for giving rise to the consciousness it could exist an Italian fashion being independent from the French one. It has been the time where it has created the National Institution of Fashion, the first public institution for supporting and promoting the Italian fashion, it has been the time of autarchy and genius inventions by Salvatore Ferragamo. Italian fashion during the Forties starts shamefully emerging with names as Marucelli, Fontana sisters, Simonetta Colonna di Cesarò, Fernanda Gattinoni. It has been in the following ten-year period, the Forties, resulting from the Hollywood on Tevere in Rome and the Pitti White Hall in Florence, the great international recognition of Italian style and the rise of fashion boutique with Emilio Pucci, etc. and so on, arriving after the mid-Sixties to the emerging made in Italy, evidencing every ten-day period had its own main features and innovations”.

What do you think of contemporary made in Italy – haute couture, ready-to-wear, demi.couture – and what are its main features?

“After a stop started in the Nineties where it didn’t feature a new generation of creatives, except phenomenons as Antonio Marras and Ennio Capasa, creator of Costume National, didn’t feature new great creatives, it arose from a new heterogeneous generation of Italian creatives in the first ten-day period of Twenty-first century. Someone, working as consultants or having worked as consultant for others brands, established their own brand as Marco De Vincenzo, Giambattista Valli and Sergio Zambon. Other ones became creative directors of renowned international names as Giannini (Gucci), Riccardo Tisci (Givenchy) e Marco Zanini (Rochas). Other ones also held their brand, being or being been creative director of famous brand: Tommaso Aquilano and Roberto Rimondi, Gabriele Colangelo, Francesco Scognamiglio. All of the names evidence how Italian creativity, due to its perfect balance between dream and reality, marketing and fantasy, continues being one of the most desirable ones”.

What are the project you are going to develop?

“The thing I care very much is to improve the culture of Italian fashion. I think our Country should focus on that much more. In fact the fashion in Italy, though it’s one of the biggest entries of turnover, is still  smugly considered in some universities, instead it’s very important. The fashion studies in Italy, comparing them with countries as England, USA and France, are very behind. Then the space given by institution to cultural events, concerning fashion is very little. Instead there are important museums abroad having fashion areas as the New York Metropolitan Museum of the Arts or London Victoria & Albert Museum. Unfortunately in Italy there isn’t anything like that. It’s very hard and dangerous setting up a fashion exhibition, though it’s a really charming work, in fact is one of my forthcoming projects. In fact here in Italy the scientific standards of this subject aren’t codified. I think it’s often forgotten fashion is not an issue about  ruffles and furbelows where everyone can improvise. Fashion is a more serious issue than is commonly considered…”.

“MODA. DALLA NASCITA DELLA HAUTE COUTURE A OGGI”, IL NUOVO LIBRO DI SOFIA GNOLI

Sofia Gnoli

Sofia Gnoli, celebre giornalista, storica della moda, fashion curator e docente ha pubblicato oggi il suo nuovo libro “Moda, dalla nascita della haute couture a oggi” (Carocci, 34,00 Euro) che narra la storia della moda dalla sua nascita alla moda contemporanea, parla dei più importanti designer e dei cambiamenti sorti nell’ ambito della moda. Un libro da avere, preziosa fonte di cultura della moda, qualcosa che dovrebbe essere incrementata – specialmente durante questi tempi oscuri – in Italia della quale la brillante autrice ha parlato, concentrandosi su qualcosa che condivido profondamente: il riconoscimento di piena dignità scientifica alla moda in Italia.

Quali sono le decadi e i creativi, protagonisti del tuo ultimo libro che ritieni abbiano segnato in modo emblematico la moda italiana?

“Difficile individuare un unico decennio. Trovo che ogni momento storico abbia avuto una sua importanza. Gli anni Trenta sono stati fondamentali per far nascere negli italiana la consapevolezza che una moda italiana indipendente da quella francese poteva esistere. Sono stati gli anni in cui è stato creato l’Ente Nazionale della Moda, la prima istituzione pubblica volta a sostenere e promuovere la moda italiana, sono stati gli anni dell’autarchia e delle geniali invenzioni di Salvatore Ferragamo. Negli anni Quaranta la moda italiana, con nomi come Germana Marucelli, Sorelle Fontana, Simonetta Colonna di Cesarò, Fernanda Gattinoni, inizia timidamente ad emergere. Nel decennio successivo, grazie alla Hollywood sul Tevere a Roma e alla Sala Bianca di Pitti a Firenze ci sono stati il grande riconoscimento internazionale dello stile italiano e l’affermarsi della moda boutique con Emilio Pucci, ecc. E così via per arrivare nella seconda metà dei Settanta all’emergente made in Italy. Insomma ogni decennio ha avuto le sue peculiarità e le sue innovazioni…”.

Cosa pensi del made in Italy contemporaneo – alta moda, pret-à-porter e demi-couture – e quali sono i suoi tratti più salienti?

“Dopo una battuta d’arresto iniziata negli anni Novanta, durante i quali, a parte i fenomeni di Antonio Marras ed Ennio Capasa, mente di Costume National, non si sono affermati nuovi grandi creativi, nel corso del primo decennio del Duemila è emersa una generazione di creatori italiani dal carattere eterogeneo. Alcuni, pur effettuando o avendo effettuato consulenze per altri marchi, hanno fondato una loro linea, è il caso di Marco De Vincenzo, Giambattista Valli e Sergio Zambon. Altri sono diventati direttori artistici di importanti griffe internazionali come Frida Giannini (Gucci), Riccardo Tisci (Givenchy) e Marco Zanini (Rochas). Altri ancora hanno mantenuto la loro linea pur essendo o essendo stati art director di noti brand: Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, di Gabriele Colangelo, Francesco Scognamiglio. Tutti nomi che dimostrano come la creatività italiana, per il suo perfetto equilibrio tra realtà e sogno, tra marketing e fantasia, continui a essere tra le più ambite”.

Quali sono i progetti che hai in cantiere?

“Valorizzare la cultura della moda italiana è la cosa che mi sta più a cuore. Trovo che il nostro Paese dovrebbe concentrarsi sempre più in questo senso. In Italia infatti, nonostante sia una delle voci più ingenti del fatturato, la moda è ancora guardata con una certa sufficienza in alcuni ambiti accademici, mentre invece è importantissima. Da noi i fashion studies, rispetto a paesi quali l’Inghilterra, gli Stati Uniti e la Francia, sono molto indietro. Inoltre lo spazio che le istituzioni concedono a iniziative culturali concernenti la moda è molto ridotto. Mentre all’estero ci sono importanti musei con sezioni di moda, è il caso del Metropolitan Museum of the Arts di New York o del Victoria & Albert Museum di Londra. In Italia purtroppo non abbiamo nulla del genere. Inoltre, anche se fare una mostra di moda è senz’altro affascinante, non a caso è uno dei miei prossimi progetti, è molto difficile e pericoloso. Da noi infatti i parametri scientifici di questa disciplina sono ancora poco codificati. Trovo che ci si dimentichi un po’ troppo spesso che la moda non è una questione di volants e falpalà, dove chiunque si può improvvisare. La moda è una cosa molto più seria di quanto si pensi…”.

Crocera Lloyd, Illustrazione Italiana, 6th August 1963

Salvatore Ferragamo and Joan Crawford, 1923, courtesy of Salvatore Ferragamo

Christian Dior along with his collaborators in Avenue Montaigne, courtesy of Christian Dior

Sketch by Capucci, 2011, courtesy of Capucci Foundation

Simonetta Colonna di Cesarò trying a dress for Theo Graham, 1961, photo Leombuno Bodi, courtesy of Archivio Saraceni

Kim Novak wearing a dress by Fernanda Gattinoni, 1957, courtesy of Gattinoni archive

Giuliana Cohen Camerino and Salvador Dalì, 1974, courtesy of Roberta di Camerino archive

Antonia Dell'Atte Fall/Winter 1984-1985, photo by Aldo Fallai, courtesy of Giorgio Armani

Sketch by Gianfranco Ferrè haute-couture Fall/Winter 1986-1987, courtesy of Gianfranco Ferré Foundation

Antonio Marras Spring/Summer 1988, courtesy of Antonio Marras

 

Liz Hurley at the set of “Bedazzled” (2000) wearing the Baguette by Fendi, courtesy of Fendi

 

Prada Spring/Summer 1996, courtesy of Prada

Una nuova moda italiana”(Pitti Discovery/Marsilio € 34.00), magnificent essay on contemporary Italian fashion by the bright Maria Luisa Frisa – celebrated fashion curator and chief of Degree Course in Fashion Design at the University IUAV of Venice – redefining and reinterpreting the Made in Italy and its most emblematic personas which will be presented on 26th Fabruary 2011 from 3:30 to 5:30 in Milan at Nhow Lounge Hotel – event featuring the author along with Stefano Tonchi, Angelo Flaccavento, Paola Nicolin and Silvia Robertazzi and it will be released on 2nd March 2011. The book is a suggestive search, including 814 images and files, documenting the fashion shows and biography of designers – as Albino, Tommaso Aquilano and Roberto Rimondi, Boboutic, Gianluca Capannolo, Maria Grazia Chiuri and Pier Paolo Piccioli, Gabriele Colangelo, Carlo Contrada, Vincenzo De Cotiis, Marco De Vincenzo, Roberta Furlanetto, Bianca Maria Gervasio, Frida Giannini, Massimiliano Giornetti, Sara Lanzi, Leitmotiv, Renato Montagner, Rodolfo Paglialunga, Stefano Pilati, Fabio Quaranta, Mariavittoria Sargentini, Alessandro Sartori, Francesco Scognamiglio, Gianni Serra, Riccardo Tisci, Isabella Tonchi, Giambattista Valli, Franco Verzì, Sergio Zambon and Marco Zanini – made by Angelo Flaccavento, tells about the individual creative strategies, the changes in making fashion, exploring the creativity of designers  by a concept oriented approach, often successfully evidencing their eclecticism and multidisciplinarity. A precious source of culture for all the ones – not just fashion industry addicts, critics and enthusiast ones – who want to know, discover, enjoy the Made in Italy and deeply understand the contemporary times.

“UNA NUOVA MODA ITALIANA”, UN LIBRO SULLA MODA ITALIANA CONTEMPORANEA DI MARIA LUISA FRISA

Una nuova moda italiana” (Pitti Discovery/ Marsilio € 34.00), magnifico saggio sulla moda contemporanea italiana della brillante Maria Luisa Frisa – celebre fashion curator e responsabile del Corso di Laurea di Design della Moda presso l’ Università IUAV di Venezia – che ridefinisce e rinterpreta il Made in Italy ed i suoi più emblematici personaggi che sarà presentato il 26febbraio 2011 dalle 15:30 alle 17:30 a Milano presso il Nhow Lounge Hotel – evento di cui sarà protagonista l’autrice unitamente a Stefano Tonchi, Angelo Flaccavento, Paola Nicolin e Silvia Robertazzi e sarà pubblicato il 2 marzo 2011. Il libro è una suggestiva ricerca che include 814 immagini e schede che documentano le sfilate ed anche le biografie dei designer – quali Albino, Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, Boboutic, Gianluca Capannolo, Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, Gabriele Colangelo, Carlo Contrada, Vincenzo De Cotiis, Marco De Vincenzo, Roberta Furlanetto, Bianca Maria Gervasio, Frida Giannini, Massimiliano Giornetti, Sara Lanzi, Leitmotiv, Renato Montagner, Rodolfo Paglialunga, Stefano Pilati, Fabio Quaranta, Mariavittoria Sargentini, Alessandro Sartori, Francesco Scognamiglio, Gianni Serra, Riccardo Tisci, Isabella Tonchi, Giambattista Valli, Franco Verzì, Sergio Zambon e Marco Zanini – realizzato da Angelo Flaccavento, racconta le strategie creative individuali, i cambiamenti nel fare moda, esplorando la creatività dei designer mediante un approccio concept oriented che sovente dimostra felicemente il loro eclettismo e la multidisciplinarità. Una preziosa fonte di cultura per tutti coloro – non soltanto gli addetti al settore dell’industria della moda, i critici e gli entusiasti – che vogliono conoscere, scoprire, apprezzare il Made in Italy e comprendere in profondità la contemporaneità.

Aquilano Rimondi Fall/Winter 2008/2009

Marco De Vincenzo Spring/Summer 2011

Gianni Serra Spring/Summer 2010

Giambattista Valli Spring/Summer 2008

Albino Fall/Winter 2009

Gianluca Capannolo Fall/Winter 2009

Colangelo Fall/Winter 2008-2009

Riccardo Tisci

Leitmotiv 2007

Fabio Quaranta Fall/Winter 2006/2007

Rodolfo Paglialunga for Vionnet Spring/Summer 2011

Maria Luisa Frisa