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Ivonne Sciò, photo by Allucinazione

Ivonne Sciò, photo by Allucinazione

A tale paying homage to one relevant persona of fashion photography, Roxanne Lowit, who depicted culture, subcultures for three decades, giving rise to a new way to work as photographer, giving rise to a kind of reportage which turns into an artwork. That and much more as the tales by Giambattista Valli, David LaChapelle, Giorgio Armani, Jeremy Scott, Julian Schnabel, Pat Cleveland, Amanda Lepore and Heidi Klum is embodied into “Roxanne Lowit Magic Moment”, the documentary film, bright work which marks the debut of the actress Yvonne Sciò as director and producer and was recently screened during the latest edition of Altaroma, a smashing event under the sign of fashion culture.

ALTAROMA: LA PROIEZIONE DI “ROXANNE LOWIT MAGIC MOMENTS” DI YVONNE SCIÓ

Un racconto che rende omaggio a un emblematico personaggio della fotografia di moda, Roxanne Lowit, che ha immortalato la cultura e le subculture per tre decadi, dando vita a un nuovo modo di fare fotografia che si trasforma in un’ opera d’ arte. Questo e molto di più come le testimonianze di Giambattista Valli, David LaChapelle, Giorgio Armani, Jeremy Scott, Julian Schnabel, Pat Cleveland, Amanda Lepore ed Heidi Klum e racchiuso in “Roxanne Lowit Magic Moment”, la pellicola documentaristica, brillante lavoro che segna il debutto dell’ attrice Yvonne Sciò nelle vesti di regista e produttrice ed è stato recentemente proiettato in occasione dell’ ultima edizione di Altaroma, un formidabile evento all’ insegna della cultura della moda.

Ivonne Sciò, photo by Allucinazione

Ivonne Sciò, photo by Allucinazione

 

www.altaroma.it

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

The groupie attitude” is the smashing Fall/Winter 2015-2016 collection by Vivetta, brand created by the bright Vivetta Ponti, which was recently presented during the Milan Fashion Week at the Armani Theatre (resulting from the laudable initiative by Giorgio Armani to support the contemporary creativity and its most promising names). Psychedelia, lightness and freedom and a reinterpretation of the groupie’s archetype, inspired by the iconic British artist Marianne Faithfull -who is an exception to the groupies attitude, young women who are lustful for music, leave everything to devote themselves in the band and musicians, becoming their muses, devoted lovers and living in their shadow, getting later a full artistic dignity which is very across-the-board -, reminding the Sixties are the main features of collection.

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Sounds, telling about imaginary, real and lysergic trips, as the famous “St. Pepper lonely hearts band club” by the Beatles, find a new context and turn into architectures of the universe on the move by Vivetta where the psychedelic signs join to liberty patterns, paying homage to fluidity and dynamism. Mini-skirts, mini-dresses having flared skirts, capri pants, double-breasted jackets are enriched by embroideries and surreal decorations. The faces looking at themselves are drawn in an art-nouveau fashion and emphasized by strong chromes evoking the hopes and vivacity of Sixties. The floral elements, being typically liberty, blend with mystic patterns, the little Buddha and are impressed in colored prints. Lightness and incisiveness combines and alternates with themselves, creating a double way where the flower power links to colored waves or draws an unique and separate path, marking an assertive femininity which is at the same time delicate and ironic. It’s a sweet dialogue made of signs and suggestions, made concrete by a combination of materials and colors.

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

The fur, outerwear which is also the decoration of jackets and dresses, is matched with the cotton poplin and technical clothes as the scuba diving. The colors are light and bright, an unusual alchemy made of lilac, light blue, periwinkle blue, along with vibrant shades of Klein blue, brown, biscuit, burgundy, dark red and the refined simplicity of white and black. Detail becomes the key element of a bohemian elegance, underlined by decorations, embroideries and accessories as the collar, a leitmotiv of brand including new patterns and versions as the traditional model with the hands, made of macrame lace and also presented in a version where the hands are decorated by rings along with a catchy series of sunglasses and shoes. A marvelous mix of lines depicting a cultural phenomenon, the groupism, which revisits its anthropology, celebrating its refined and libertarian dress-code.

UN’ ELEGANZA BOHÈMIEN: “THE GROUPIE ATTITUDE” DI VIVETTA

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

The groupie attitude” è la formidabile collezione autunno/inverno 2015-2016 di Vivetta, brand creato dalla brillante Vivetta Ponti, che é stata recentemente presentato durante la fashion week milanese presso il Teatro Armani (risultato della lodevole iniziativa di Giorgio Armani volta a supportare la creatività contemporanea e i suoi nomi più promettenti). Psichedelia, leggerezza e libertà e una reinterpretazione dell’ archetipo della groupie, che si ispira all’ iconica artista inglese Marianne Faithfull – che è un’ eccezione all’ attitudine delle groupies, giovani donne affamate di musica che lasciano tutto per dedicarsi alla band e ai musicisti, divenendo le loro muse, devote amanti e vivendo nella loro ombra, ottenendo successivamente una piena dignità artistica oltremodo trasversale – sono i principali protagonisti della collezione.

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

I suoni, che raccontano viaggi immaginari, reali e lisergici, quali la celebre “St. Pepper lonely hearts band club” dei Beatles, trovano un nuovo contesto e si trasformano in architetture dell’ universo in movimento di Vivetta in cui i segni psichedelici si uniscono a motivi liberty, rendendo omaggio a fluidità e dinamismo e dando vita a creazioni che reinterpretano felicemente i volumi degli anni Sessanta. Minigonne, mini-abiti con gonne a ruota, capri pants, giacche a doppio petto si arricchiscono di ricami floreali e decori surreali. I volti che si guardano sono raffigurati in chiave art-nouveau ed enfatizzati da forti cromie che evocano le speranze e la vivacità degli anni Sessanta. Elementi floreali tipicamente liberty si fondono a motivi mistici, i piccoli Buddha e sono impressi nelle colorate stampe. Levità e incisività si combinano e alternano, creando un doppio sentiero in cui il flower power si intreccia a colorate onde, metafora di suoni e visioni, oppure disegna un percorso unico e a sé stante, tracciando una femminilità assertiva e al tempo stesso delicata e ironica. Un soave dialogo fatto di segni e suggestioni, concretizzato da una combinazione di materiali e colori.

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

La pelliccia, capo spalla che è anche decoro di giacche e abiti, è abbinata al popeline di cotone e tessuti tecnici come lo scuba diving. I colori sono tenui e vivaci, un’ insolita alchimia fatta di lilla, celeste, pervinca insieme a vibranti nuances di blu Klein, marrone, biscotto bordeaux, rosso scuro e alla raffinata essenzialità del bianco e nero. Il dettaglio diventa l’ elemento chiave di un’ eleganza bohémien, rimarcata da decorazioni, ricami e accessori quali, il colletto, un leitmotiv del brand che include nuovi patterns e versioni come il tradizionale modello con le mani, realizzato in pizzo macramè e presentato anche in una nuova versione in cui le mani sono adornate da anelli unitamente a una serie di accattivanti occhiali da sole e scarpe. Una splendida commistione di linee che dipinge un fenomeno culturale, il groupismo, ne rivisita l’ antropologia, celebrando il suo raffinato dress-code libertario.

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

Vivetta Fall/Winter 2015-2016

 

Vivetta Ponti

Vivetta Ponti

 

 

www.vivetta.it

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It will be opened on 4th April 2014 at 6 pm in Venice at the Spazio Punch “Re-visioni: esercizi a partire da una study collection”(standing as “Re-visions: exercises arising from a study collection”), exhibition organized by the Culture of Project Research Unit “The design in fashion” of Iuav University of Venice, in collaboration with the Venice Fondazione Musei Civici-Palazzo Moncenigo, curated by Gabriele Monti teaming with the students of third year of Fashion Design Course from the Iuav University of Venice. The name of exhibition – which will run through 29th April 2014 – evokes the gesture of seeing again, catching the unseen details. A smashing display of fashion from Eighties to contemporary times, including creatives as Jean Paul Gaultier, Giorgio Armani, Romeo Gigli, Comme des Garçons, Emilio Pucci, Norma Kamali, Maison Martin Margiela, Complice, Byblos, Irié, Claude Montana, Yohji Yamamoto, Moschino, Sybilla, Junya Watanabe, Vivienne Westwood, Prada, creations coming from the private collection of Maria Luisa Frisa, director of BA Fashion Design Course at Iuav. This exhibition has been the chance of giving rise to reproductions on canvas of items that are here showcased, made by the students, a modeling work which is part of exhibition path and emphasizes a different way of observing the dress, as study and design. It completes the exhibition the ephemera, ephemeral objects as invitations to attend at events, fashion shows and performances, press- releases, lookbooks and other materials as catalogues telling the work by fashion designers. A not to be missed event under the sign of fashion culture.

 

“RE-VISIONI: ESERCIZI A PARTIRE DA UNA STUDY COLLECTION” ALLO SPAZIO PUNCH DI VENEZIA

Jacket by Moschino( late Eighties), Maria Luisa Frisa Collection

Jacket Moschino( late Eighties), Maria Luisa Frisa Collection

Sarà inaugurata il 4 aprile 2014 alle ore 18:00 a Venezia presso lo Spazio Punch “Re-visioni: esercizi a partire da una study collection”, mostra organizzata dal Dipartimento di Cultura del Progetto Unita di Ricerca “Il progetto nella moda” dell’ Università Iuav di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia-Palazzo Moncenigo, curata da Gabriele Monti in collaborazione con gli studenti del terzo anno del Corso di Laurea in Fashion Design dell’ Università Iuav di Venezia. Il nome della mostra – che proseguirà fino al 29aprile 2014 – evoca il gesto del rivedere, catturando i dettagli che non erano stati visti. Una formidabile esposizione di moda dagli anni Ottanta alla contemporaneità, comprensiva delle opere di creativi quali Jean Paul Gaultier, Giorgio Armani, Romeo Gigli, Comme des Garçons, Emilio Pucci, Norma Kamali, Maison Martin Margiela, Complice, Byblos, Irié, Claude Montana, Yohji Yamamoto, Moschino, Sybilla, Junya Watanabe, Vivienne Westwood, Prada, creazioni provenienti dalla collezione privata di Maria Luisa Frisa, direttore del Corso di Laurea Triennale di Fashion Design della Iuav. Questa mostra è stata la felice occasione di dar vita a riproduzioni dei modelli esposti su tela, realizzate dagli studenti, un lavoro di modellistica che fa parte del percorso espositivo e sottolinea un modo diverso di osservare l’ abito, quale studio e progetto. Completano la mostra le ephemera, oggetti effimeri quali inviti a eventi, sfilate e performances, comunicati stamp, lookbooks ed altri materiali quali cataloghi che raccontano l’ opera dei fashion designers. Un evento imperdibile all’ insegna della cultura della moda.

Suit by Giorgio Armani, Fall/Winter 1998-1999, Maria Luisa Frisa Collection

Suit Giorgio Armani, Fall/Winter 1998-1999, Maria Luisa Frisa Collection

 

Suit by Emilio Pucci from Mid-Nineties, Maria Luisa Frisa Collection

Suit Emilio Pucci from Mid-Nineties, Maria Luisa Frisa Collection

 

Jacket by Prada Spring/Summer 1998, Maria Luisa Frisa Collection

Jacket Prada Spring/Summer 1998, Maria Luisa Frisa Collection

 

Moschino, Fall/Winter 1987-1988, photo by Francesco de Luca

Moschino, Fall/Winter 1987-1988, photo by Francesco de Luca

 

Complice, late Eighties, Maria Luisa Frisa Collection, photo by Francesco de Luca

Complice, late Eighties, Maria Luisa Frisa Collection, photo by Francesco de Luca

 

From the left to the right side: Jacket Norma Kamali, late Eighties; suit Giorgio Armani, early Nineties; suit Emilio Pucci, late Sixties; Maria Luisa Frisa collection, photo by Francesco de Luca

From the left to the right side: Jacket Norma Kamali, late Eighties; suit Giorgio Armani, early Nineties; suit Emilio Pucci, late Sixties; Maria Luisa Frisa collection, photo by Francesco de Luca

 

Ephemera

Ephemera

 

 

www.spaziopunch.com

www.iuav.it

Stellaa Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

The Armani Teatro hosted during the Milan Fashion Week the fashion show by Stella Jean, a smashing initiative of Giorgio Armani to support concretely the new made in Italy. The brilliant Italian-Haitian fashion designer presented in this location the Spring/Summer 2014 collection she made featuring catchy and fun patterns, stripes combining to batik prints, creations – Capri pants, long and flared skirts awesome dresses – of whose volumes reinterpret in an unique way different decades of fashion history. Those are the creative alchemies of collection, enriched by accessories that emphasize its mood under the sign of color, positivity, irony and femininity.

IL COLORATO MONDO DI STELLA JEAN ALL’ ARMANI TEATRO DI MILANO 

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

L’ Armani Teatro ha ospitato in occasione della Milan Fashion Week la sfilata di Stella Jean, una formidabile iniziativa di Giorgio Armani per sostenere concretamente il nuovo made in Italy. La brillante fashion designer italo-haitiana ha presentato in questo spazio la collezione primavera/estate 2014 da lei realizzata di cui sono protagonisti accattivanti e divertenti motivi, righe che si combinano a stampe batik, creazioni – Capri pants, gonne lunghe e a ruota, fantastici abiti – i cui volumi reinterpretano in un modo unico diverse decadi di storia della moda. Queste le alchimie creative della collezione, arricchita da accessori che ne enfatizzano il mood all’ insegna di colore, positività, ironia e femminilità.

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

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Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean Spring/Summer 2014, photo by Giorgio Miserendino

Models at the backstage of fashion show, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean, photo by Giorgio Miserendino

Stella Jean, photo by Giorgio Miserendino

www.stellajean.it

Happy Fashion! : Sylvio Giardina and me ready to go to the book-launch, photo by Raffaele Granato

Happy Fashion! : Sylvio Giardina and me ready to go to the book-launch, photo by Raffaele Granato

I was very pleased of featuring in the talk to launch “Happy fashion, companies, styles and anti-fashion”(Viaindustriae Publishing, 15,00 Euros) by Emanuele De Donno along with the radio journalist Valeria Oppenheimer and the fashion designers Caterina Gatta and Sylvio Giardina which was recently held in the marvelous Rome bookshop Fahrenheit 451. Here I was fascinated by many books, something which follows my life, glad to see and buy a little book, “Ai lavoratoriby Adriano Olivetti( Edizioni di comunità, Euros 6,00), an illuminated businessman who supported the rise of ready to wear in Italy and concretely invested on the work and brand of Giorgio Armani.

Sylvio Giardina, me and Caterina Gatta at the Fahrenheit 451 bookshop, photo by Giorgio Miserendino

Sylvio Giardina, me  and Caterina Gatta at the Fahrenheit 451 bookshop, photo by Giorgio Miserendino

Reminding his idea of human dignity, knowledge, responsibility, respect for the environment, the world we live and spirituality that is the way to depict a new society under the sign of humanity it has what I marked during the talk, considering what has embodied in the book an experience started yesterday in a specific area, in Umbria by Umberto Ginocchietti and followed today by another celebrated businessman Brunello Cucinelli of whose idea to make fashion has bringer of coherence in the realm of semiotic as well as marketing and in the cycle which gives rise to product.

Sylvio Giardina and me, photo by Giorgio Miserendino

Sylvio Giardina and me, photo by Giorgio Miserendino

It has been interesting for the audience to know the experience by the fashion designers, issues and troubles they deal with for giving rise to a collection, communicate, promote and hopefully sell. A smashing chance to depict the contemporary times of made in Italy, considering what has made for the young talents by an Institution as Altaroma and its President Silvia Venturini Fendi who promoted and showcased the work of many young talents like Caterina Gatta during a recent yesterday and continues successfully doing that. That is the path to innovate, enrich of new contents the made in Italy along with the “peering” work – lacking of any connection to hierarchy and subordination to power positions – made spontaneously by creatives as it has been evidenced by the book Emanuele De Donno made and the cultural events connected to that.

CONVERSAZIONI DI MODA: LA PRESENTAZIONE DI “FELICE MODA, IMPRESE, STILISMO E CONTROMODE” DI EMANUELE DE DONNO

Caterina Gatta and me, photo by Giorgio Miserendino

Caterina Gatta and me, photo by Giorgio Miserendino

Sono stata molto lieta di essere protagonista del talk di presentazione di “Felice moda, imprese, stilismo e contromode”(Viaindustriae Publishing, 15,00 Euro) di Emanuele De Donno insieme alla giornalista radio Valeria Offenheimer ed i fashion designers Caterina Gatta e Sylvio Giardina che si è recentemente tenuto presso la meravigliosa libreria di Roma Fahrenheit 451. Ivi sono stata affascinata da molteplici libri, qualcosa che accompagna la mia vita, lieta di vedere e acquistare un piccolo libro, “Ai lavoratoridi Adriano Olivetti( Edizioni di comunità, Euro 6,00), un imprenditore illuminato che ha sostenuto la nascita del prêt à porter in Italia ed ha concretamente investito sull’ opera e il brand di Giorgio Armani.

Caterina Gatta and me, photo by Giorgio Miserendino

Caterina Gatta and me, photo by Giorgio Miserendino

Ricordare la sua idea di dignità umana, conoscenza, responsabilità, rispetto per l’ ambiente, per il mondo in cui viviamo e la spiritualità che è la via per dipingere una nuova società all’ insegna dell’ umanità è ciò che ho sottolineato durante il talk, considerando ciò che è stato racchiuso nel libro, una esperienza iniziata ieri in una area specifica, l’ Umbria da Umberto Ginocchietti e proseguita oggi da un altro celebre imprenditore Brunello Cucinelli la cui idea di fare moda è portatrice di coerenza nell’ ambito di semiotica, marketing e accompagna il ciclo che dà vita al prodotto.

Emanuele De Donno, photo by Giorgio Miserendino

Emanuele De Donno, photo by Giorgio Miserendino

È stato interessante per il pubblico conoscere l’ esperienza dei fashion designers, le questioni e problematiche con cui si confrontano per dare vita a una collezione, comunicarla, promuoverla e sperabilmente venderla. Una formidabile occasione per ritrarre la contemporaneità del made in Italy, considerare ciò che è stato fatto per i giovani talenti da una istituzione quale Altaroma e il suo Presidente Silvia Venturini Fendi che ha promosso e esposto l’ opera di plurimi giovani talenti come Caterina Gatta in un recente ieri e continua a fare felicemente ciò. Questo è il sentiero da seguire per innovare, arricchire di nuovi contenuti il made in Italy unitamente all’ opera di “peering” – priva di legame alcuno alla gerarchia e sudditanza verso le posizioni di potere – effettuato spontaneamente dai creativi come è stato dimostrato dal libro di Emanuele De Donno e gli eventi culturali ad esso connessi.

me, photo by Giorgio Miserendino

me, photo by Giorgio Miserendino

Valeria Offenheimer, photo by Giorgio Miserendino

Valeria Oppenheimer, photo by Giorgio Miserendino

Caterina Gatta and me, photo by Giorgio Miserendino

Caterina Gatta and me, photo by Giorgio Miserendino

Sylvio Giardina, photo by Giorgio Miserendino

Sylvio Giardina, photo by Giorgio Miserendino

Cesare Cunaccia, iconic and bright individual, professor, curator, eclectic journalist – editor at large of Vogue Italia, L’ Uomo Vogue and antiques consultant of AD, Architectural Digest magazine – and author of whose work explores different channels of communication – fashion, art, architecture, costume and design – under the sign of syncretism, search, refinement and irony, made “Costa Smeralda, 50 years of Dolce Vita in Sardinia”(Rizzoli 50,00 Euros, Rizzoli International 65,00 $), book recently released in Italy which will be released in English version on 30th October 2012. A caressing tale depicting 50 years of dolce vita, featuring a place, the Costa Smeralda, its crystalline sea, suggestive landscapes peopled by yesterday and today celebrities – Marisa Berenson, Grace Kelly, Marcello Mastroianni, Brigitte Bardot, Ringo Starr, Gianni Agnelli, Giorgio Armani and many others -, caught by celebrated photographers as Nello Di Salvo, Henry Clarke, Slim Aarons and Marco Glaviano as well as the contemporary renowned paparazzi Riccardo Frezza and Salvo La Fata and talking about the jet-setters lifestyle under the sign of luxury, fun and social life. A genuine fetish  to have  for enjoying a vibrant pen along with marvelous photographs,  magic alchemy of beauty, lightness and its semiotics paying homage to the Bataillean ethic of  waste.

“COSTA SMERALDA, 50 ANNI DI DOLCE VITA IN SARDEGNA”, IL NUOVO LIBRO DI CESARE CUNACCIA

Cesare Cunaccia, iconica e brillante individualità, docente, curatore, eclettico giornalista – editor at large di Vogue Italia, L’ Uomo Vogue e consulente d’ antiquariato del magazine AD, Architectural Digest – e scrittore la cui opera esplora svariati canali di comunicazione – moda, arte, architettura, costume e design – all’ insegna di sincretismo, ricerca, raffinatezza e ironia, ha realizzato “Costa Smeralda, 50 anni di Dolce Vita in Sardegna”(Rizzoli 50, 00 Euro, Rizzoli International 65,00 $), libro recentemente pubblicato in Italia che sarà pubblicato in versione inglese il 30 ottobre 2012. Un carezzevole racconto che ritrae 50 anni di dolce vita di cui é protagonista un luogo, la Costa Smeralda, il suo mare cristallino, suggestivi paesaggi popolati da celebrità di ieri e oggi – Marisa Berenson, Grace Kelly, Marcello Mastroianni, Brigitte Bardot, Ringo Starr, Gianni AgnelliGiorgio Armani e molti altri -, immortalati da celebri fotografi quali Nello Di Salvo, Henry Clarke, Slim Aarons e Marco Glaviano come anche i rinomati paparazzi contemporanei Riccardo Frezza e Salvo La Fata e parla dello stile di vita dei jet-setters all’ insegna di lusso, divertimento e mondanità. Un autentico feticcio da avere per apprezzare una vibrante penna unitamente a meravigliose fotografie, magica alchimia di bellezza, leggerezza e la sua semiotica che rende omaggio all’ etica batailleana del dispendio.

Cesare Cunaccia, photo by N

www.rizzolircslibri.it

Sofia Gnoli, celebrated fashion journalist, historian, fashion curator and Professor released today her new book “Moda, dalla nascita della haute couture a oggi” (Carocci, 34,00 Euros), telling about the history of fashion from its rise to contemporary fashion, talking about the most important designers and changes arisen from the realm of fashion. A book to have, precious source of fashion culture, something should – during those dark times especially – be increased in Italy about which the bright author told, focusing on something I deeply agree with her: the recognition of full scientific dignity to fashion in Italy”.

What are the ten-day periods decades and creatives, featuring in your latest book do you think that have emblematically marked Italian fashion?

“It’s hard identifying one only ten-day period. I think every historical age had its own importance. The Thirties were fundamental for giving rise to the consciousness it could exist an Italian fashion being independent from the French one. It has been the time where it has created the National Institution of Fashion, the first public institution for supporting and promoting the Italian fashion, it has been the time of autarchy and genius inventions by Salvatore Ferragamo. Italian fashion during the Forties starts shamefully emerging with names as Marucelli, Fontana sisters, Simonetta Colonna di Cesarò, Fernanda Gattinoni. It has been in the following ten-year period, the Forties, resulting from the Hollywood on Tevere in Rome and the Pitti White Hall in Florence, the great international recognition of Italian style and the rise of fashion boutique with Emilio Pucci, etc. and so on, arriving after the mid-Sixties to the emerging made in Italy, evidencing every ten-day period had its own main features and innovations”.

What do you think of contemporary made in Italy – haute couture, ready-to-wear, demi.couture – and what are its main features?

“After a stop started in the Nineties where it didn’t feature a new generation of creatives, except phenomenons as Antonio Marras and Ennio Capasa, creator of Costume National, didn’t feature new great creatives, it arose from a new heterogeneous generation of Italian creatives in the first ten-day period of Twenty-first century. Someone, working as consultants or having worked as consultant for others brands, established their own brand as Marco De Vincenzo, Giambattista Valli and Sergio Zambon. Other ones became creative directors of renowned international names as Giannini (Gucci), Riccardo Tisci (Givenchy) e Marco Zanini (Rochas). Other ones also held their brand, being or being been creative director of famous brand: Tommaso Aquilano and Roberto Rimondi, Gabriele Colangelo, Francesco Scognamiglio. All of the names evidence how Italian creativity, due to its perfect balance between dream and reality, marketing and fantasy, continues being one of the most desirable ones”.

What are the project you are going to develop?

“The thing I care very much is to improve the culture of Italian fashion. I think our Country should focus on that much more. In fact the fashion in Italy, though it’s one of the biggest entries of turnover, is still  smugly considered in some universities, instead it’s very important. The fashion studies in Italy, comparing them with countries as England, USA and France, are very behind. Then the space given by institution to cultural events, concerning fashion is very little. Instead there are important museums abroad having fashion areas as the New York Metropolitan Museum of the Arts or London Victoria & Albert Museum. Unfortunately in Italy there isn’t anything like that. It’s very hard and dangerous setting up a fashion exhibition, though it’s a really charming work, in fact is one of my forthcoming projects. In fact here in Italy the scientific standards of this subject aren’t codified. I think it’s often forgotten fashion is not an issue about  ruffles and furbelows where everyone can improvise. Fashion is a more serious issue than is commonly considered…”.

“MODA. DALLA NASCITA DELLA HAUTE COUTURE A OGGI”, IL NUOVO LIBRO DI SOFIA GNOLI

Sofia Gnoli

Sofia Gnoli, celebre giornalista, storica della moda, fashion curator e docente ha pubblicato oggi il suo nuovo libro “Moda, dalla nascita della haute couture a oggi” (Carocci, 34,00 Euro) che narra la storia della moda dalla sua nascita alla moda contemporanea, parla dei più importanti designer e dei cambiamenti sorti nell’ ambito della moda. Un libro da avere, preziosa fonte di cultura della moda, qualcosa che dovrebbe essere incrementata – specialmente durante questi tempi oscuri – in Italia della quale la brillante autrice ha parlato, concentrandosi su qualcosa che condivido profondamente: il riconoscimento di piena dignità scientifica alla moda in Italia.

Quali sono le decadi e i creativi, protagonisti del tuo ultimo libro che ritieni abbiano segnato in modo emblematico la moda italiana?

“Difficile individuare un unico decennio. Trovo che ogni momento storico abbia avuto una sua importanza. Gli anni Trenta sono stati fondamentali per far nascere negli italiana la consapevolezza che una moda italiana indipendente da quella francese poteva esistere. Sono stati gli anni in cui è stato creato l’Ente Nazionale della Moda, la prima istituzione pubblica volta a sostenere e promuovere la moda italiana, sono stati gli anni dell’autarchia e delle geniali invenzioni di Salvatore Ferragamo. Negli anni Quaranta la moda italiana, con nomi come Germana Marucelli, Sorelle Fontana, Simonetta Colonna di Cesarò, Fernanda Gattinoni, inizia timidamente ad emergere. Nel decennio successivo, grazie alla Hollywood sul Tevere a Roma e alla Sala Bianca di Pitti a Firenze ci sono stati il grande riconoscimento internazionale dello stile italiano e l’affermarsi della moda boutique con Emilio Pucci, ecc. E così via per arrivare nella seconda metà dei Settanta all’emergente made in Italy. Insomma ogni decennio ha avuto le sue peculiarità e le sue innovazioni…”.

Cosa pensi del made in Italy contemporaneo – alta moda, pret-à-porter e demi-couture – e quali sono i suoi tratti più salienti?

“Dopo una battuta d’arresto iniziata negli anni Novanta, durante i quali, a parte i fenomeni di Antonio Marras ed Ennio Capasa, mente di Costume National, non si sono affermati nuovi grandi creativi, nel corso del primo decennio del Duemila è emersa una generazione di creatori italiani dal carattere eterogeneo. Alcuni, pur effettuando o avendo effettuato consulenze per altri marchi, hanno fondato una loro linea, è il caso di Marco De Vincenzo, Giambattista Valli e Sergio Zambon. Altri sono diventati direttori artistici di importanti griffe internazionali come Frida Giannini (Gucci), Riccardo Tisci (Givenchy) e Marco Zanini (Rochas). Altri ancora hanno mantenuto la loro linea pur essendo o essendo stati art director di noti brand: Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, di Gabriele Colangelo, Francesco Scognamiglio. Tutti nomi che dimostrano come la creatività italiana, per il suo perfetto equilibrio tra realtà e sogno, tra marketing e fantasia, continui a essere tra le più ambite”.

Quali sono i progetti che hai in cantiere?

“Valorizzare la cultura della moda italiana è la cosa che mi sta più a cuore. Trovo che il nostro Paese dovrebbe concentrarsi sempre più in questo senso. In Italia infatti, nonostante sia una delle voci più ingenti del fatturato, la moda è ancora guardata con una certa sufficienza in alcuni ambiti accademici, mentre invece è importantissima. Da noi i fashion studies, rispetto a paesi quali l’Inghilterra, gli Stati Uniti e la Francia, sono molto indietro. Inoltre lo spazio che le istituzioni concedono a iniziative culturali concernenti la moda è molto ridotto. Mentre all’estero ci sono importanti musei con sezioni di moda, è il caso del Metropolitan Museum of the Arts di New York o del Victoria & Albert Museum di Londra. In Italia purtroppo non abbiamo nulla del genere. Inoltre, anche se fare una mostra di moda è senz’altro affascinante, non a caso è uno dei miei prossimi progetti, è molto difficile e pericoloso. Da noi infatti i parametri scientifici di questa disciplina sono ancora poco codificati. Trovo che ci si dimentichi un po’ troppo spesso che la moda non è una questione di volants e falpalà, dove chiunque si può improvvisare. La moda è una cosa molto più seria di quanto si pensi…”.

Crocera Lloyd, Illustrazione Italiana, 6th August 1963

Salvatore Ferragamo and Joan Crawford, 1923, courtesy of Salvatore Ferragamo

Christian Dior along with his collaborators in Avenue Montaigne, courtesy of Christian Dior

Sketch by Capucci, 2011, courtesy of Capucci Foundation

Simonetta Colonna di Cesarò trying a dress for Theo Graham, 1961, photo Leombuno Bodi, courtesy of Archivio Saraceni

Kim Novak wearing a dress by Fernanda Gattinoni, 1957, courtesy of Gattinoni archive

Giuliana Cohen Camerino and Salvador Dalì, 1974, courtesy of Roberta di Camerino archive

Antonia Dell'Atte Fall/Winter 1984-1985, photo by Aldo Fallai, courtesy of Giorgio Armani

Sketch by Gianfranco Ferrè haute-couture Fall/Winter 1986-1987, courtesy of Gianfranco Ferré Foundation

Antonio Marras Spring/Summer 1988, courtesy of Antonio Marras

 

Liz Hurley at the set of “Bedazzled” (2000) wearing the Baguette by Fendi, courtesy of Fendi

 

Prada Spring/Summer 1996, courtesy of Prada