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Nazzarena Poli Maramotti, Alessandro Sarra, on his back an artwork by Nazzarena Poli Maramotti and the curator Davide Ferri, photo by N

It was recently held at the Rome Z20 Sara Zanin Gallery, a talk featuring some of the artists who were part of the exhibition “Average waves in unprotected waters” which here took place, a laudable initiative to question about art, promote its culture and know better the works by artists. The curator of exhibition Davide Ferri explored the concept and dichotomy between the abstract and visual painting, also telling about the idea from which arises the concept and name of exhibition and asking to the brilliant Nazzarena Poli Maramotti and Alessandro Sarra for their point of view concerning some concepts that are the cornerstones of art critique, art history, though they aren’t able to tell and describe the emotion underlying to the artwork and the gesture of artist. That is another story and it was not the core of this laudable moment of culture sharing which made me think again about questions as the communication, expression of art as strong thought and its intelligibility. The experience of art is like a breath, a scent, something entering inside of you and make you feel, think about. To be able to talk about that, it has no need of jumbled architectures, many refined words, it just needs to be simple, immediate and modest. The exasperation of concepts often turns into an onanistic experience which pushes away from vision, understanding of the artwork and dries the knowledge. Modesty has been and is my way to talk about art. That is what I told many years ago to Lòrànd Hegyi (art critic who has been the Director of Vienna Ludwig Modern art Museum and currently manages the Modern Art Museum of Saint- Étienne) when I explained him my way to talk about contemporary art. He smiled me and told me that was also his way, adding he wrote a book on this topic. I smiled him too – though I didn’t write a book on modesty in the art critique-, being very happy to share the same idea with an individual who, instead of me, has made and produced much culture in this field. I also smile now thinking again about that, as well as to this happy circumstance which reminded me something which is part of my life experience, my thought and my doing.

 

“MOTO ONDOSO STABILE” UN DIALOGO SULL’ ARTE ALLA GALLERIA Z2O SARA ZANIN

 

Untitled, oil on canvas, 2017, photo by Giorgio Benni, courtesy of Galleria Z2O Sara Zanin Roma

Si è recentemente tenuto presso la Galleria Z20 Sara Zanin di Roma un talk di cui sono stati protagonisti alcuni degli artisti che hanno fatto parte della mostra “Moto ondoso stabile” che ivi aveva luogo, una lodevole iniziativa per interrogarsi sull’ arte, promuoverne la cultura e conoscere meglio i lavori degli artisti. Il curatore della mostra Davide Ferri ha esplorato la dicotomia tra pittura astratta e visiva, raccontando anche l’ idea da cui è scaturito il concept della mostra e chiedendo alla brillante Nazzarena Poli Maramotti ed a Alessandro Sarra il loro punto di vista inerente alcuni concetti che sono le pietre miliari della critica e storia dell’ arte, benché non siano idonei a raccontare e descrivere l’ emozione sottesa all’ opera d’ arte ed al gesto dell’ artista. Questa è un’ altra storia e non era il cuore di questo lodevole momento di condivisione di cultura che mi ha riportato alla mente alcune problematiche quali la comunicazione, l’ espressione dell’ arte quale pensiero forte e la sua intelligibilità. L’ esperienza dell’ arte è come il respiro, un profumo, qualcosa che entra dentro te e ti fa sentire, pensare. Per parlare di ciò, non sono necessarie farraginose architetture, né tante sofisticate parole, bisogna soltanto essere semplici, immediati e modesti. L’ esasperazione di concetti sovente si trasforma in un’ esperienza onanistica che allontana dalla visione, comprensione dell’ opera d’ arte e inaridisce la conoscenza. La modestia è stato ed è il mio modo di parlar d’ arte. Questo è ciò che ho detto parecchi anni fa a Lòrànd Hegyi (critico d’ arte che è stato Direttore del Museo d’ Arte Moderna Ludwig di Vienna e attualmente dirige il Museo di Arte Moderna di Saint- Étienne) quando gli spiegavo la modalità con cui parlavo di arte contemporanea. Costui mi ha sorriso e mi ha detto che era anche il suo modo, aggiungendo che aveva scritto un libro su questo argomento. Gli ho sorriso anche io – pur non avendo scritto un libro sulla modestia nella critica d’ arte -, essendo oltremodo lieta di condividere la medesima idea con un individuo che, diversamente da me, aveva fatto e prodotto tanta cultura in questo ambito. Sorrido anche adesso ripensando a ciò, come anche a questa felice circostanza che mi ha ricordato qualcosa che fa parte della mia esperienza di vita, del mio pensiero e del mio fare.

 

In un posto nascosto, Nazarena Poli Maramotti, 2017, photo by Giorgio Benni, courtesy of Galleria Z2O Sara Zanin Roma

 

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