You are currently browsing the tag archive for the ‘Rome’ tag.

Les Jeux Du Marquis, photo by N

The emerging creativity made in Italy featured in Altaroma, a successful initiative which has made concrete through the teaming with ICE (Institute for the Foreign Commerce). Here every day different fashion designers of clothing, jewelry and accessories showcased the creations they made, having the chance of starting a dialogue with the buyers and fashion insiders. Day after day the fashion designers changed, this was the main feature of event which give the chance of seeing many products and discovering new, interesting ideas. Some have delightfully amazed me. One is the shoewear collection of brand from Marche Les Jeux Du Marquis, name which evokes in a playful way the name of celebrated Marquis Sade. Irony, romanticism, craftsmanship and fetish elements are embodied into a series of fun shoes, including crops and bow-ties that decorate them and are removable. Catchy is the creation featuring the lettering which reminds the orders of a mi stress,, categorical imperatives that are impressed over and under the nice shoe. A main feature of this label is the chance of having the shoes with different types of heels, from the lower to the higher and at an affordable price. It refines the showcase a wonderful artisanal unisex perfume and a series of bands that can be overlapped, turning also into handcuffs.  Clear are the fetish suggestions that join with craftsmanship and an innovative leather manufacturing and are in the accessories and clothing collection of brand 0770, which includes different types of belts, collars and corset, totally black, under the sign of a refined, incisive, goth for all the enthusiasts, a genuine must have for metropolitan predators and glampires.

LA CREATIVITÀ EMERGENTE PROTAGONISTA DI SHOWCASE AD ALTAROMA

 

Les Jeux Du Marquis, photo by N

La creatività emergente made in Italy è stata protagonista di Altaroma, una felice iniziativa che è stata concretizzata mediante la collaborazione con l’ ICE (Istituto per il Commercio Estero). Ivi ogni giorno svariati fashion designers di abiti, gioielli e accessori hanno esposto le loro creazioni, avendo la possibilità di avviare un dialogo con i buyer ed i fashion insiders. Giorno dopo giorno i fashion designers cambiavano, peculiarità dell’ evento che consente di vedere vari prodotti e scoprire nuove interessanti idee. Alcune tra queste mi hanno piacevolmente sorpreso. Una di esse è la collezione di calzature del marchio marchigiano Les Jeux Du Marquis, nome che rievoca in chiave ludica il nome del celebre Marchese Sade. Ironia, romanticismo, artigianalità ed elementi fetish, è racchiusa in una serie di scarpe divertenti, i cui accessori quali frustini e papillon che le decorano sono rimovibili. Accattivante la creazione con lettering che richiama i comandi di una mistress, imperativi categorici impressi sopra e sotto la simpatica scarpa. Una peculiarità di questa linea è la possibilità di disporre di modelli con diversi tipi di tacchi, dal più basso al più alto e a un prezzo alla portata di tutti. Completa l’ esposizione una meravigliosa fragranza artigianale unisex e una serie di bracciali sovrapponibili, i quali si trasformano anche in manette. Chiari invece i richiami fetish che si uniscono all’ artigianalità e una lavorazione innovativa della pelle che si trovano nella collezione di accessori e abiti del brand 0770, la quale include vari tipi di cinture, gorgiere e corsetti, rigorosamente neri all’ insegna di un eleganza raffinata, incisiva, goth per tutti gli appassionati, un autentico must have per predatori metropolitani e glampires.

 

Les Jeux Du Marquis, photo by N

 

Les Jeux Du Marquis, photo by N

 

Les Jeux Du Marquis, photo by N

 

Les Jeux Du Marquis, photo by N

 

0770, photo by N

 

0770, photo by N

 

 

www.altaroma.it

 

 

 

The Colosseum Archeological Park, photo by N

Altaroma develops its identity of platform for the emerging creativity and fashion culture. The latest edition has focused on that. Concrete tracks are in many of events, featuring in it. Words and works, clear signs, as the one which has been during the press conference for the Altaroma opening, which has held at the  Rome Colosseum Archeological Park, happening evidencing the commitment of institutions for promoting the culture of country as the contest “Vesti il parco archeologico”( standing as “Dress the archeological park”), an award featuring fashion schools to showcase the young creativity and join an eternal culture, the Rome history, to contemporary times and the new. The winners were the students of Modartech from Pontedera, the Milan NABA and a special award has given to the students of Rome Fashion and Costume Academy. Many were the panelists of talk as the President of Altaroma Silvia Venturini Fendi, who restated the purpose and work of Altaroma, as well as the importance of collaboration between the institutions to give an incisive un contribution. In fact she talks about “a virtuous partnership with the political institutions to pull together the greatest history existing( the one of Rome), to young people working on innovative ideas, respecting the tradition and craftsmanship of made in Italy. To discover, train and promoting new talents who give value to the tradition of made in Italy is our mission. Altaroma is a kind of incubator for young people, both young fashion designers or students. We must keep in mind  our  public shareholding company, Rome wants being the cradle of new, a goal which can get through the unity. Gian Paolo Manzella, representative for the Lazio innovation department, focused on “the issue of relationship between innovation and cultural heritage, as well as the need, in the field of economy, to speak of contamination, as the most innovative societies as the ones that promote the contamination. It’s a word which implies the opening and stratifications, what has been the core of successful talk by the President of Chamber of Commerce Lorenzo Tagliavanti, who marked the importance of culture’s stratification  which has made concrete by an opened society and city like Rome, a value which becomes universal and political, connected also to the migration, as he marked, a thorny subject matter of the current Italian political issues ( I remember the issue of immigrants landing and their many deaths, as they haven’t helped on time), laudable words that evidence the political relevance of culture and a lifestyle focused on the dialogue and opening to the others, what is different and new, which can increase moral and material growth and enrichment in a certain country as the city of Rome, Italy and Europe.

ALTAROMA: LE STRATIFICAZIONI DELLA CULTURA, IL NUOVO E L’ IDENTITÀ DI UNA ISTITUZIONE

The Colosseum Archeological Park, photo by N

Altaroma consolida la sua identità di piattaforma per la creatività emergente e della cultura della moda. La sua ultima edizione è  stata incentrata su questo. Tracce concrete evidenti nei vari eventi che ne sono stati protagonisti. Parole e opere, segni chiari, come quello che ha avuto luogo in occasione della conferenza stampa di apertura, che si è tenuto presso il Parco archeologico del Colosseo di Roma, circostanza che testimonia l’ impegno istituzioni per promuovere la cultura del territorio come il contest “Vesti il parco archeologico”, un concorso aperto alle scuole di moda d’ Italia per esporre la creatività dei giovani e unire una cultura eterna, la storia quella di Roma, alla contemporaneità e al nuovo. Vincitori gli studenti della Modartech di Pontedera, della NABA di Milano e un riconoscimento speciale lo hanno avuto i ragazzi dell’ Accademia di Costume e Moda di Roma. Plurimi i protagonisti del talk tra i quali la Presidente di Altaroma Silvia Venturini Fendi, la quale ha ribadito la finalità e l’ opera di Altaroma, nonché l’ importanza della collaborazione tra le istituzioni per fornire un apporto incisivo. Parla infatti di “una partnership virtuosa con le istituzioni politiche per accostare la storia più grande che c’è(quella di Roma ndr.) ai giovani che lavorano su concetti innovativi, rispettando però la tradizione e l’ artigianalità del made in Italy. Scoprire, formare e promuovere nuovi talenti che valorizzano la tradizione del made in Italy è la nostra mission. Altaroma è una sorta di incubatore per i giovani, siano essi giovani fashion designer o studenti. Dobbiamo tener conto della nostra società pubblica partecipata, Roma vuole essere la culla del nuovo, un obiettivo che si può raggiungere con l’ unità. Gian Paolo Manzella, rappresentante per l’ innovazione per la Regione Lazio si è rivolto sulla “questione del rapporto tra tecnologia e beni culturali, nonché sull’ esigenza, in tema di economia, di parlare di contaminazione, poiché le società più innovative sono quelle che promuovono la contaminazione”. Una parola che presuppone l’ apertura e la stratificazioni, questo, il cuore del felice l’ intervento del Presidente della Camera di Commercio Lorenzo Tagliavanti, il quale ha rimarcato l’ importanza delle stratificazioni della cultura che una società aperta e una città come Roma ha concretizzato, un valore che diventa universale e politico, connesso anche alla migrazione, come  egli ha sottolineato,  tematica spinosa delle recenti vicende politiche italiane (ricordo la questione degli sbarchi dei migranti e delle loro svariate morti, non essendo stati soccorsi in tempo), parole lodevoli che testimoniano la rilevanza politica della cultura e uno stile di vita proteso al dialogo e all’ apertura verso gli altri, il diverso e nuovo, con cui ci può essere crescita e arricchimento morale e materiale nell’ ambito di un determinato territorio, come la città di Roma, l’ Italia e l’ Europa.

Silvia Venturini Fendi, photo by N

 

 

www.altaroma.it

Floracult, photo by N

Nature as a lifestyle under the sign of sustainability, that is what it featured in the ninth edition of Floracult, event ideated by the strong social activist, pioneering fashion designer and farming businesswoman Ilaria Venturini Fendi and curated by Antonella Fornai, which was recently held in the Rome countryside, in La Storta at I Casali del Pino. It’s culture, this, made concrete through different events as workshops, book-launches, exhibitions and talks. The sounds, scents and flavors belonging to the natural world along with its little hosts were the main features, a tale enriched by an awesome frame, the enchanting, relaxing and warmth atmosphere which makes this place a special place where to go and come back. That is what I do since seven years and year after year I continue discovering something new concerning the nature, sustainability. I often use to saying I am grateful to have the chance of increasing my modest knowledge concerning this field to which I am very sensitive and deeply connected.

 

Floracult, photo by N

 

The entering of the exhibiting spaces featuring plants, flowers, along with the wines and interior design made by Anna Venturini Fendi and a series of vintage selection she made, photo by N

 

A perfect frame to read a book what an exhibitor did into his space, photo by N

 

Scarves made by using organic dying, photo by N

 

Carmina Campus, photo by N

 

Carmina Campus co-branding series of accessories made by teaming with Vibram, made of rubber, photo by N

 

Carmina Campus, photo by N

 

Headonism by Alessandro Magagnini( aka it’s an immense joy), photo by N

 

Hedonism by Alessandro Magagnini ft. me, myself and I, photo by N

This event becomes more special as it often gives to me the chance to see many things and also sharing all that with some beloved friends. I like reminding two special moments, a talk featuring the architects Antonio Girardi and Cristiana Favretto, focused on sustainable solutions as the Jellyfish hydroponic installation in its further developments which has been presented during the Milan Expo. They also talked about the PNAC, the projecting team joining architecture, botany and interior design coordinated Stefano Mancuso as well as about the way plants can be used as sensors, model for innovation and means to purity the air. That it has witnessed by “Breath”, an installation evidencing to which extent the plants can be filters to remove the pollution there is in the atmosphere. This and other kinds of solutions that are respectful of the world where we live were adopted by some Tuscany areas as Prato, city with which the PNAC is collaborating. Another special interlude has been the conference held by the iconic fashion guru Li Edelkoort and hosted by the bright fashion journalist Antonio Mancinelli. She created Bloom, a magazine launched in 1998 I was pleased to see and read, to increase the contemporary lifestyles inspired by the love for the plants, flowers and garden. It is a precious contribute she gave in order to increase a sustainable way of thinking inside out the realm of fashion, or rather to define fashion in an anti-fashion way, considering the current vision of mainstream connected to this realm. It’s a different way to think, create and make, that until now it has considered just merely pioneering, but it is born to be the only way possible in the forthcoming future. The consciousnesses arising from that, doubts and ideas were many, a precious gift resulting from this moment of culture sharing: to question and have doubts, ideas on the move, the driving forces of a change, something which is really necessary.

 

SUCCEDE A FLORACULT: NATURA, CULTURA & SOSTENIBILITÀ

 

Yes she can!…Ilaria Venturini Fendi ( along with Adelaide Corbetta taking a picture), photo by N

Natura come stile di vita all’ insegna della sostenibilità è stata protagonista della nona edizione di Floracult, evento ideato dalla fervente attivista nel sociale, pionieristica fashion designer ed imprenditrice agricola Ilaria Venturini Fendi e curato da Antonella Fornai, che si è recentemente tenuto nella campagna romana, a La Storta, presso I Casali del Pino. Cultura, questa, concretizzata attraverso svariati eventi quali workshops, presentazioni di libri, esposizioni e talks. I suoni, profumi e sapori del mondo della natura unitamente ai suoi piccoli ospiti erano i prersonaggi principali, un racconto arricchito da una splendida cornice, l’ incantevole, rilassante e calda atmosfera la quale rende questo luogo un posto in cui andare e ritornare. Questo, ciò che faccio da sette anni e anno dopo anno continuo a scoprire qualcosa di nuovo in tema di natura, sostenibilità. Dico spesso che sono grata di avere la possibilità di accrescere la mia modesta conoscenza in questo ambito verso cui sono molto sensibile e profondamente connessa.

Antonio Girardi and Cristiana Favretto along with the Jellyfish installation presented during the Expo, photo by N

 

Anna Fendi exhibiting space joining wines, homewear and a selection of vintage jewelry, photo by N

Anna Fendi exhibiting space joining wines, furniture and a selection of vintage jewelry, photo by N

 

Anna Fendi exhibiting space joining wines, furniture and a selection of vintage jewelry, photo by N

 

Anna Fendi exhibiting space joining wines, furniture and a selection of vintage jewelry, photo by N

 

plants and water by Alessandro Magagnini, photo by N

 

Headonism moment ft. Antonio Passa, Michele Lettieri and Alessandro Magagnini who ideated the hats with the plants growing on it, photo by N

 

Floracult, photo by N

Tale happening diventa ancor più speciale, poiché mi offre anche la possibilità di vedere tante cose nuove e anche condivider tutto ciò con alcuni cari amici. Mi piace ripensare a due momenti speciali, un talk con gli architetti Antonio Girardi e Cristiana Favretto, incentrato su soluzioni sostenibili come l’ installazione idroponica Jellyfish nei suoi ulteriori sviluppi che è stata presentata nell’ occasione dell’ Expo milanese. Costoro hanno anche parlato di PNAC, il team di progettazione che unisce architettura, botanica e interior design coordinato da Stefano Mancuso come anche del modo in cui le piante possano fungere da sensori, modello di innovazione e strumenti per purificare l’ aria. Ciò che dimostra Breath”, installazione che prova in che misura le piante possano essere filtri per rimuovere l’ inquinamento atmosferico. Questo ed altri tipi di soluzioni rispettose dell’ ambiente in cui viviamo sono state adottate in alcune aree della Toscana come Prato, cittadina con cui il PNAC sta collaborando. Altro speciale interludio, la conferenza tenuta dall’ iconica fashion guru Li Edelkoort e moderata dal brillante giornalista di moda Antonio Mancinelli. Costei ha creato Bloom, un magazine lanciato nel 1998 che son stata lieta di vedere e leggere, per incentivare gli stili di vita che si ispirano all’ amore per le piante, i fiori ed il giardino. Un prezioso contributo, il suo, al fine di incrementare un modo sostenibile di pensare dentro e fuori dall’ ambito della moda o meglio definire la moda un una modalità anti-moda, considerando l’ attuale visione di mainstream collegata a questo settore. Un diverso modo di pensare, creare e fare che finora è stato ritenuto meramente pionieristico, ma è destinato ad essere l’ unico modo possibile nel prossimo futuro. Molteplici le consapevolezze, i dubbi e le idee che discendono da ciò, un prezioso regalo, tratto da questo momento di condivisione di cultura: interrogarsi e aver dubbi, idee in movimento, le forze motrici di un cambiamento, qualcosa che è davvero necessario.

Floracult, photo by N

 

The shopping bag by the Carmina Campus label Socially made in Italy, made by the women being in the Italian prisons, photo by N

 

Monili Ro.vi jewelry by Roberta Visentin, photo by N

 

Monili Ro.vi jewelry by Roberta Visentin, photo by N

 

Monili Ro.vi jewelry by Roberta Visentin, photo by N

 

The ArteViva installation, photo by N

 

The ArteViva installation, photo by N

 

Bloom magazine by Li Edelkoort, photo by N

 

Bloom magazine by Li Edelkoort, photo by N

 

Floracult, photo by N

 

A “Suicide” moment aka “Dream baby dream”, featuring me, myself and I wearing the t-shirt-artistic project by Nico Vascellari at Floracult, photo by N

 

Floracult, photo by N

 

 

www.floracult.com

 

Nature, its culture, that is the main feature of nineth edition of Floracult, event created by the pioneering fashion designer and social activist Ilaria Venturini Fendi which will be held from 20th to 22nd April 2018 at the I Casali del Pino, in La Storta, in the Rome countryside. Many will be the suggestions and initiatives connected to that as workshops, book-launches and permanent installations to discover the place surrounding us and new ways to start a deep dialogue, harmony with the natural world and its hosts. Stories of life as the one which will be told ( on 20th april 2018 at 10:30 am) by Elisabetta, Silvia, Liana Margheriti along with Isabella Casati di Monticelli who will talk about their experiences lived with Mario, the father, who introduced in the floristic marked many different plants that became of common usage. Walking in the wood will be the core of talk by the architect and  environmentalist Filippo Lapadula ( which will be held on 20th April 2018 at 3:30 pm). “And now it changes”, that is the title of book by Andrea Degl’ Innocenti, journalist and co-founder of project Italia che cambia (which will be presented on 20th April 2018 at 17:30), which embodies a series of visions and actions to make this country more sustainable, fair and successful. A wonderful experience joining architecture, interior design and botany gave rise to Pnat, the projecting team coordinated by Stefano Mancuso and featuring the architects Antonio Girardi and Cristiana Favretto who will tell about their experience ( on 21st April 2018 at 3:30 pm), evidencing how the plants can be used as sensors, model for innovation and means to purity the air. During this event it will presented “Breath”, an installation evidencing to which extent the plants can be filters to remove the pollution there is in the atmosphere. Another precious consciousness is the one by the professor of arborea culture Giuseppe Barbera who invites, through the book the wrote, “To embrace the trees” ( its launch will be held on 21st April 2018 at 5:00 pm featuring the journalist, music expert and enthusiast gardener Carlo Massarini). The ending day of Floracult will feature a talk with an iconic persona of fashion and design scene, Li Edelkoort, who created Bloom, a magazine launched in 1998, to increase the contemporary lifestyles inspired by the love for the plants, flowers and garden. Many will be the permanent events as the art installation “Matter in the air” – curated by the artist Marijcke van der Maden along with Oriana Impei, professor of sculpture at the Rome Arts Academy, who will present the works by emerging Italian and foreigner emerging artist, made by drawing inspiration from the Casali del Pino -, the one by ArteViva which will show the art of loom as well as the many exhibitors of natural products, flowers, plants, Epicurean delights, garments and accessories. A not to be missed happening in a special place to discover and enjoy, where to go and come back.

 

 

NATURA É CULTURA: LE MERAVIGLIE DI FLORACULT

 

I Casali del Pino, photo by N

La natura, la sua cultura, questa la protagonista della nona edizione di Floracult, evento creato dalla pionieristica fashion designer e fervente attivista nel sociale Ilaria Venturini Fendi che si terrà dal 20 al 22 aprile 2018 presso I Casali del Pino, a La Storta, nella campagna romana. Molteplici le suggestioni e iniziative a essa legate quali workshops, presentazioni di libri ed eventi permanenti per scoprire il luogo che ci circonda e nuovi modi per avviare un profondo dialogo, un’ armonia con il mondo naturale ed i suoi ospiti. Storie di vita come quell ache sarà raccontata ( il 20 aprile 2018 alle ore 10:30) da Elisabetta, Silvia, Liana Margheriti insieme ad Isabella Casati di Monticelli che parleranno delle loro esperienze vissute con Mario, il padre, che ha introdotto nel mercato florovivaistico svariate piante divenute di uso comune.. Passeggiare per il bosco sarà  il tema del talk dell’ architetto ed ambientalista Filippo Lapadula (che avrà luogo il 20 aprile alle ore 15:30). “E adesso si cambia”, codesto, il titolo del libro di Andrea Degl’ Innocenti, giornalista e co-fondatore del progetto Italia che cambia (che sarà presentato il 20 aprile alle ore 17:30), il quale racchiude una serie di visioni ed azioni per rendere questo paese più sostenibile, equo e felice. Una meravigliosa esperienza che unisce architettura, design e botanica ha dato vita a Pnat, il team di progettazione coordinato da Stefano Mancuso di cui sono protagonisti gli architetti Antonio Girardi e Cristiana Favretto, i quali narreranno la loro esperienza ( il 21 aprile 2018 alle ore 15:30), dimostrando il modo in cui le piante possano essere usate come sensori, modello per l’ innovazione e mezzo per purificare l’ aria. Durante tale evento sarà presentata “Breath”, un’ installazione che dimostra in che misura le piante possano fungere da filtri per rimuovere l’ inquinamento atmosferico. Un’ altra preziosa consapevolezza è quella del professore di coltura arborea Giuseppe Barbera che invita, tramite il suo libro, a “Abbracciare gli alberi” ( la cui presentazione si terrà il 21 aprile 2018 alle ore 17:00 con il giornalista, esperto di musica e appassionato giardiniere Carlo Massarini). La giornata conclusiva di Floracult avrà quale protagonista un iconico personaggio dello scenario della moda e del design, Li Edelkoort, la quale ha creato Bloom, un magazine lanciato nel 1998, per incentivare gli stili di vita contemporanei che si ispirano alle piante, ai fiori ed al giardino. Molteplici gli eventi permanenti tra cui l’ installazione artistica “Materia nell’ aria” – curata dall’ artista Marijcke van der Maden assieme a Oriana Impei, docente di scutura presso l’ Accademia di Belle Arti di Roma -, le quali presenteranno le opere di artisti emergenti italiani e stranieri, realizzate traendo ispirazione dai Casali del Pino -, quella di ArteViva che mostrerà l’ arte del telaio come anche i diversi espositori di prodotti naturali, fiori, piante, delizie epicuree, abiti ed accessori. Un evento imperdibile in un luogo speciale, da scoprire e apprezzare, in cui andare e ritornare.

 

Me, myself and I at Floracult, inviting to embrace the nature, photo by Meo Fusciuni

 

 

www.floracult.com

 

 

 

 

Krištof Kintera, photo by N

“To see the world in a grain of sand and heaven in a wild flower”, auguries of innocence, verses by William Blake that remind the suggestions connected to “Hidden Beauty”, the exhibition, curated by Marina Dacci (renowned curator who manages the Max Mara Art Prize for Women at Max Mara Fashion Group) and the artist Krištof Kintera which runs in Rome at the Z2O Sara Zanin Gallery through 19th May 2018 and showcases the works by a group of artists as Anna Hulačovà, Krištof Kintera, Pavla Scerankovà and Richard Wiesner. It’s banished the obvious and reasonable in the name of a maze of languages and representations that join and overlap, based on the responsiveness of audience. It doesn’t exist just one only way, there are a variety of paths, metaphor of life, where one is the road and different are its paths as well as the ways chosen by individuals that lighten the beauty, the one which is hidden.

Pavla Scerankovà , photo by N

It’s an old, complex and willingly incomplete which opens the way to many solicitations, reflections as well as to the getting of new consciousnesses. This precious and touching showcase, including dynamic installations – as the installation sewing machine which is working by Pavla Scerankovà who successfully depicts the beauty as picture, impressed in a memory in motion, her memory, the one of his grandmother who way behind the sewing machine and the marvelous works by Richard Wiesner under the sign of a surreal constructivism -,tangible representations of what is often hidden to the ego, goes out from a physical place, the gallery to people unusual places where are exhibited the works by Krištof Kintera (a vintage store, gym, bikes seller, flowers store, an artisanal pastry shop, a restaurant and a special place, much loved by me, the Antica Libreria Cascianelli, a bookshop of old books where I use going and coming back), works of matter as a container of cream, a cement flower under the sign of lightness, irony, immediacy and incisiveness. Serene and pure thoughts reveal a synthesis which is finely structured, where it shines clearly a libertarian and synaesthetic approach, a kindness, being the matrix of this tale on art and its features. The plaudit, mine, is for who succeeds to develop projects like this, that are alternative in the most vibrant way, as they track new ways to communicate under the sign of art, talk in an intelligible way about sense, by using sense and value to a bunch of people and, the most important thing, touch.

Richard Wiesner talking about the work he made, photo by N

 

Richard Wiesner, photo by N

 

Richard Wiesner, photo by N

 

Richard Wiesner, photo by N

 

Pavla Scerankovà, photo by N

 

“HIDDEN BEAUTY/BELLEZZA NASCOSTA” ALLA Z2O SARA ZANIN GALLERY DI ROMA

 

Krištof Kintera, photo by N

“Vedere il mondo in un granello di sabbia e il cielo in un fiore selvatico”, auguri di innocenza, versi di William Blake che richiamano alla mente le suggestioni connesse a “Hidden Beauty”, la mostra, curata da Marina Dacci (rinomata curatrice che si occupa del Max Mara Art Prize for Women presso il Max Mara Fashion Group) e dall’ artista Krištof Kintera che prosegue a Roma presso la Galleria Z2O di Sara Zanin fino al 19 maggio 2018 ed espone il lavori di un gruppo di artisti quali Anna Hulačovà, Krištof Kintera, Pavla Scerankovà and Richard Wiesner. Un progetto ambizioso e felice, dar vita a un metalinguaggio che si interroga e presenta la bellezza, l’ immagine e l’ idea ad essa sottesa, nonché la memoria, le emozioni, i sentimenti legati ad essa quale esperienza e stile di vita. Banditi l’ ovvio e il ragionevole in nome di un groviglio di linguaggi e rappresentazioni che si uniscono e sovrappongono in base alla responsività del pubblico. Non esiste una sola via, ma una molteplicità di percorsi, metafora della vita in cui una è la strada e svariati sono invece i suoi sentieri come anche i percorsi intrapresi dagli individui, che illuminano la bellezza, quella nascosta.

Krištof Kintera, photo by N

 

Krištof Kintera, photo by N

Una storia antica, complessa e volutamente incompleta che apre la via a diverse sollecitazioni, riflessioni come anche all’ acquisizione di nuove consapevolezze. Questa preziosa ed emozionante rassegna, comprensiva di installazioni dinamiche – come la macchina da cucire di Pavla Scerankovà che felicemente ritrae la bellezza in immagine, impressa in un ricordo in movimento, il suo, quello della nonna dinanzi alla macchina da cucire e le meravigliose opere di Richard Wiesner dal surreale costruttivismo – , rappresentazione tangibile di ciò che sovente è celato all’ io, esce da un luogo fisico, la galleria e popola luoghi insoliti in cui sono ospitate le opere di Kristof Kintera (un negozio vintage, una palestra, un rivenditore di biciclette, un negozio di fiori e piante, una pasticceria artigianale, un ristorante e un luogo speciale, a me molto caro, l’ Antica Libreria Cascianelli, dove son solita andare e tornare), opere materiche come un contenitore di crema, un fiore di cemento, all’ insegna di leggerezza, ironia, immediatezza e incisività. Camminare avvolti di bellezza. Pensieri sereni e puri rivelano una sintesi finemente strutturata, in cui fulgido riluce un approccio libertario e sinestetico, una gentilezza, matrice di questo discorso d’ arte e dei suoi protagonisti. Il plauso, il mio, va a coloro che riescono a dar vita progetti di questo tipo, alternativi nel senso più vibrante del termine, poiché tracciano nuove strade per comunicare sotto il segno dell’ arte, parlano in modo intellegibile di senso, con senso e valore a una generalità degli individui e, cosa più importante, emozionano.

Krištof Kintera at the Antica Libreria Cascianelli, photo by N

 

Krištof Kintera at the Antica Libreria Cascianelli, photo by N

 

Krištof Kintera, photo by N

 

Krištof Kintera, photo by N

 

Krištof Kintera, photo by N

 

Krištof Kintera, photo by N

 

Me. myself and I visiting the exhibition outside the gallery along with Ines Musumeci Greco, photo by N

 

Me myself and I along with the artists (Anna Hulačovà, Krištof Kintera, Pavla Scerankovà, Richard Wiesner), the art dealer Sara Zanin and curator Marina Dacci, photo courtesy of Z2O Sara Zanin Gallery

 

 

www.z2ogalleria.it

Howtan Space

Howtan Re, bright Iranian architect and artist created years ago Howtan Space, factory and art gallery placed in Roma, at via dell’ Arco dei Ginnasi 5, in the area of Piazza Farnese. It’ s an ambitious project for who, like him, though the time spends, Rome always seems like the same. “ It’s dirty. It’s very beautiful. It’s static”. Not resigning himself to the decadency of city, which, beyond its many levels of criticality, embodies many unexpressed potentialities, he gave rise to a project focused on giving voice to the change, creativity and intercultural dialogue.

Howtan Space

 

Howtan Space

 

His idea is dynamic, which is enriched by a new space and talks about art as experience and lifestyle, l’ H LAB: a lounge bar design where arte, business and creativity joins with themselves. Artworks, perfumes, sounds and screenings draw an experiential journey, a genuine art tasting where the concept of art is linked to luxury as art of living. It’s a place to visit, where to stay and come back for creatives, curiouses, enthusiasts, hedonists and epicureans, who can also appreciate the work by smashing bar tenders – trained at the Flair Project Academy by Vincenzo Spenuso – along with exclusives products as the tribute collection to Andy Warhol by the renowned brand of champagne Dom Perignon.

 

 

HOWTAN SPACE DI HOWTAN RE: L’ ARTE COME ESPERIENZA E LIFESTYLE

 

Howtan Space

Howtan Re, brillante architetto e artista iraniano che ha creato anni fa Howtan Space, factory e galleria d’ arte ubicata a Roma, in via dell’ Arco dei Ginnasi 5, nei dintorni di Piazza Farnese. Un progetto ambizioso per chi, come lui, nonostante il passare degli anni vede Roma sempre uguale. “Sporca. Bellissima. Immobile”. Non rassegnandosi alla decadenza della città, la quale, malgrado le sue plurime criticità, racchiude in sé molteplici potenzialità inespresse ha dato vita a un progetto orientato a dar voce al cambiamento, alla creatività e al dialogo interculturale.

 

Howtan Space

 

Howtan Re

Un’ idea dinamica, la sua, che si arricchisce di un nuovo spazio e parla di arte come esperienza e lifestyle, l’ H LAB: un lounge bar in cui arte, business e creatività convergono. Opere, profumi, suoni e proiezioni di disegni tracciano un viaggio esperienziale, un’ autentica degustazione in cui il concetto d’ arte si lega al lusso,quale arte del vivere. Un luogo da visitare, in cui sostare e ritornare, per creativi, curiosi, entusiasti, edonisti ed epicurei, i quali potranno apprezzare anche l’ opera di formidabili bar tender – che si sono formati presso l’ Accademia Flair Project di Vincenzo Spenuso – unitamente a prodotti esclusivi quali la collezione tributo ad Andy Warhol.del rinomato marchio di champagne Dom Perignon.

 

www.howtanspace.com  

 

The fan, oil on canvas, Dario Carratta

The incisiveness of a gesture which becomes line, tells about and examines the being, reality and its continuous and deep dialogue between dream and reality. A survey on the ego, the abyss and fullness of man beyond the space and time, where the desires, melancholy, sadness which becomes lighter, gives silently rise to storm and stress. Lines, signs turn into bodies, open the way to questions on canvas and paper on the human dimension and being which is and cannot not-be, thought it is ferociously caught in its inner fragility which is not weakness, but strength, where the flexibility is a clear sign of vitality. An universal lyricism sings the individual and life as movement towards something, a windy and rough life path full of doubts, stress joy, love and hope, emphasized by grotesque elements, as non-conventional signs that subvert the obvious and reasonable, talking about humanity. That is what shines in the work by Dario Carratta, bright artist who is born in Puglia and lives in Rome, who recently featured in the exhibition “COM surrogate”, which was held in Rome at the Richter Fine Art Gallery, where it has showcased some of the works he made, successful chance to start a conversation between different artists who share the same medium they used, the drawing on paper.

 

 

IL LIRISMO UNIVERSALE DI DARIO CARRATTA

The skin of their subjects, oil on canvas, Dario Carratta

L’ incisività di un gesto che diviene tratto, racconta e indaga l’ essere, la realtà e il suo dialogo continuo e profondo tra sogno e realtà. Un’ indagine dell’ io, dell’ abisso e pienezza dell’ uomo al di là dello spazio e del tempo, in cui i desideri, la malinconia, tristezza che diventa più leggera, dà silenziosamente vita a tempesta e impeto. Linee, segni si trasformano in corpi, aprono la via a interrogativi su tela e carta sulla dimensione umana e sull’ essere che è e non può non essere, seppur ferocemente colto nella sua più intima fragilità che non è debolezza, ma forza, in cui la flessibilità è tangibile segno di vitalità. Un lirismo universale canta l’ individuo e la vita come movimento verso qualcosa, un tortuoso e irto cammino di vita denso di dubbi, angosce, gioia, amore e speranza, enfatizzato da elementi grotteschi, quali segni anticonvenzionali che sovvertono l’ ovvio e il ragionevole, parlando di umanità. Questo è ciò che splende nell’ opera di Dario Carratta, brillante artista di origini pugliesi che vive e lavora a Roma, il quale è stato recentemente protagonista della mostra “COM surrogate”, tenutasi a Roma presso la Galleria Richter Fine Art, nell’ ambito della quale sono stati esposte alcune sue opere, felice occasione per avviare una conversazione tra più artisti accomunati dal medesimo medium da loro utilizzato, il disegno su carta.

Dario Carratta, drawing on paper

 

 

The nocturnal life of crustaceans, oil on canvas, Dario Carratta

 

Man, oil on canvas, Dario Carratta

 

 

http://dariocarratta.blogspot.it

Silvio Betterelli, photo by N

 

The Winter edition of Altaroma featured “Showcase”, a bright project I appreciated very much ideated by the ICE Agency and Altaroma, which has concretely evidenced its support to the creativity made in Italy. To create connections between the Italian emerging brands with buyers, journalists, Italian and foreigners fashion insiders, that has been the purpose of this event, a laudable initiative which featured forty fashion designers – ten different ones alternated on every day – as Anna Porcu, 16R, Avaro Figlio Milano, Aroma 30, Nadiamari, The Dots, Mandredi Manara, Silvio Betterelli, Quattromani, Susana Traca, Delirious, Flaminia Barosini, Benedetta Bruzziches and many others who showcased the creations they made under the sign of a vibrant concept and a catchy design.

SHOWCASE UNA BRILLANTE INIZIATIVA DI ALTAROMA PER SOSTENERE LA CREATIVITÀ MADE IN ITALY

 

Quattromani, photo by N

L’ edizione invernale di Altaroma ha avuto quale protagonista “Showcase”, un brillante progetto da me molto apprezzato ideato dall’ Agenzia ICE ed Altaroma, che ha concretamente dimostrato durante questi anni il suo sostegno verso la creatività emergente made in Italy. Creare connessioni tra i brand emergenti italiani con i buyers, giornalisti, addetti ai lavori italiani e stranieri, questa la finalità dell’ evento, una lodevole iniziativa di cui hanno fatto parte quaranta fashion designers – dieci diversi si sono alternati ogni giorno – quali Anna Porcu, 16R, Avaro Figlio Milano, Aroma 30, Nadiamari, The Dots, Mandredi Manara, Silvio Betterelli, Quattromani, Susana Traca, Delirious, Flaminia Barosini, Benedetta Bruzziches e molti altri che hanno esposto le loro creazioni all’ insegna di un vibrante concetto e un accattivante design.

 

Nadiamari, photo by N

 

Flaminia Barosini, photo by N

 

Flaminia Barosini, photo by N

 

Flaminia Barosini, photo by N

 

The Dots, photo by N

 

Susana Traca, photo by N

 

Delirious, photo by N

 

Manfredi Manara, photo by N

 

Mandredi Manara, photo by N

 

Aroma 30, photo by N

 

Avaro Figlio Milano, photo by N

 

Benedetta Bruzziches, photo by Anna Porcu

 

Benedetta Bruzziches, photo by N

 

Anna Porcu, photo by N

 

Anna Porcu, photo by N

 

Me, myself and I along with Anna Porcu, photo by Silvia Pavanello

 

 

www.altaroma.it

“The different loves of a man” bag: a man and his lost loves/”I diversi amori di un uomo” bag: un uomo e i suoi amori perduti

 

The bag, an art work, becomes a canvas where are painted the portraits of men, women, feelings, emotions and their universality. It’s caressing, the overwhelming tale on cloth – velvet and other precious materials – as it is also evidenced by the name of every single bag – as “the elaboration of a mourning”, “a woman says but not says”, “ the man playing with the feelings” -, which embodies a different story, becomes an accessory and talks about desires, thoughts and situations everyone has experience just only once in its own life. The elegance, a lifestyle, made of uniqueness, lightness, irony and poetry, turns into an awesome sentimental journey. This is all that shines in the collection by Melinita, brand of accessories created by the bright Carmela D’ Urso, successfully joining a vibrant concept under the sign of exclusivity, of beautiful and well made. The sophisticated creations she made, divided in many thematic series, are genuine unique items, entirely handmade and enriched by embroideries, decorations as the little dolls depicting men and women she painted and dressed. These little, big masterpieces, to have and collect, are available at the renowned Rome concept store, design gallery Fondaco Gallery.

MELINITA: UN VIAGGIO SENTIMENTALE ATTRAVERSO LA BORSA

 

The susspended man Melinita bag: the lightness of a man suspended between dream and reality/ l’ uomo sospeso Melinita bag: l’ uomo sospeso tra sogno e realtà

 

La borsa, un’ opera d’arte, diventa una tela su cui sono dipinti i ritratti di uomini, donne, sentimenti, emozioni e della loro universalità. Carezzevole, l’ avvincente racconto su tessuto – velluto e altri preziosi materiali -, come si evince anche dal nome di ogni singola borsa – quale “l’ elaborazione di un lutto”, “una donna dice, ma non dice”, “l’ uomo che gioca con i sentimenti” – che racchiude in sé una diversa storia, diviene un accessorio e parla di desideri, pensieri e situazioni che ognuno di noi ha sperimentato su sé stesso almeno una volta nella vita. L’ eleganza, uno stile di vita, fatto di unicità, levità, ironia e poesia si trasforma in un fantastico viaggio sentimentale. Questo è tutto ciò che splende nella collezione di Melinita, brand di accessori creato dalla brillante Carmela D’ Urso, che unisce felicemente un vibrante concept all’ insegna di esclusività, del bello e ben fatto. Le sue raffinate creazioni, suddivise in varie serie tematiche, sono autentici pezzi unici, realizzati interamente a mano e arricchiti di ricami, decori, quali le bamboline che incarnano uomini e donne da lei dipinti e vestiti. Questi piccoli, grandi capolavori, da avere e collezionare, sono disponibili nel rinomato concept store, galleria di design di Roma Fondaco Gallery.

 

The man playing with the feelings Melinita bag: the man playing with feelings of women stays alone/ L’ uomo che gioca con i sentimenti Melinita bag: l’ uomo che gioca con i sentimenti delle donne dopo resta solo

 

the woman in white Melinita bag: the light soul of a woman/ la donna in bianco Melinita bag: l’ anima leggera di una donna

 

balance and style of a woman Melinita bag/ equilibrio e stile di una donna Melinita bag

 

a woman says, but doesn’t say Melinita bag/ una donna dice, ma non dice Melinita bag

 

elaboration of a mourning Melinita bag: the pain for the loss of a love/elaborazione di un lutto Melinita bag: il dolore per la perdita di un’ amore

 

zen and fire( the weight of contraddictions)Melinita bag: the contrast bewtween conflicting emotions sweeps away the balance of a woman/ zend e fuoco( il peso delle contraddizioni) Mellinita bag: il contrasto tra emozioni in conflitto travolge l’ equilibrio di una donna

 

 

a man divided in half Melinita bag: a man and his complicated loves/ un uomo diviso a metà Melinita bag: un uomo e i suoi complicati amori

 

ad the world turns Melinita bag: l’ egoismo degli uomini/ gira il mondo gira Melinita bag: l’ egoismo degli uomini, tutto gira intorno a me

 

the elegance of a man Melinita bag: a man searching for his soul/ l’ eleganza di un uomo Melinita bag: l’ uomo alla ricerca della propria anima

 

the temptations of a man Melinita bag: a man gagged and ties, thus he resists to the temptations/ le tentazioni di un uomo Melinita bag: un uomo imbavagliato e legato resiste alle tentazioni

 

 

http://fondacoroma.com

 

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

It has recently presented in Rome at the eyewear gallery Monocle the result of a teaming between the brilliant visual artist Danilo Bucchi and the renowned eyewear brand Kuboraum, a smashing collection of sunglasses that embody the light, dreamlike and incisive sign of artist, emphasized by a special manufacture. That evidences the successful dialogue between art and fashion, impressed in an accessory which is under the sign of a timeless elegance and talks about excellence and uniqueness.

 

 

ARTE & MODA, ELEGANZA & UNICITÀ: LA COLLEZIONE DANILO BUCCHI + KUBORAUM

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

È stato recentemente presentato a Roma presso la galleria ottica Monocle il risultato di una collaborazione tra il brillante artista Danilo Bucchi e il rinomato brand di occhiali Kuboraum, una formidabile collezione di occhiali da sole, i quali racchiudono in sé il lieve, onirico e incisivo segno dell’ artista, enfatizzato da una speciale manifattura. Ciò testimonia il felice dialogo tra arte e moda, impresso in un’ accessorio che è all’ insegna di un’ eleganza senza tempo e parla di eccellenza e unicità.

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

 

Danilo Bucchi

 

 

Danilo Bucchi + Kuboraum, photo courtesy of Danilo Bucchi

 

 

www.danilobucchi.com

www.kuboraum.com

www.monocle.it